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Stadi e Stati di Coscienza
mercoledì 30 novembre 2011
I Quattro Quadranti della Coscienza di Ken Wilber offrono una visione unificata delle varie manifestazioni della realtà (dagli atomi alle galassie, dai tipi di società alle percezioni interiori individuali e ai sistemi culturali). Ogni quadrante è costituito da oloni, che non sono altro che aspetti della Coscienza Assoluta, la quale resta la matrice basale dell'intera realtà.

Analizzando più a fondo il Quadrante Superiore Sinistro, che riguarda la coscienza umana individuale, possiamo chiederci in che modo essa si esprime. A questo proposito gli studi psicologici ed antropologici hanno ben chiarito come possano esistere molti "stati"  sperimentabili dall’essere umano: ci sono stati ordinari, onirici, preconsci, ipnotici, mistici, sciamanici, non duali, ecc...
Allo stesso tempo esistono anche differenti "stadi" , in pratica i livelli elencati nella diagonale del quadrante, che rappresentano i gradini (o livelli) di sviluppo della coscienza.

La distinzione tra stati e stadi è molto importante e non sempre è nota, per cui talvolta vengono confusi tra loro (ad es. una persona che fa una cosiddetta esperienza di picco può sentirsi "illuminata" anche quando magari il suo stadio di sviluppo potrebbe essere relativamente basso). La differenza sostanziale è che mentre uno stato è temporaneo, gli stadi sono permanenti. Molti individui vivono, infatti, delle "esperienze di picco" ma poi tornano ad una coscienza pressoché ordinaria. Ogni stadio include e trascende gli stadi precedenti (ved. la Matrice o Reticolo di Wilber-Combs).

Wilber precisa che "nella concezione moderna, gli stadi sono qualcosa di molto fluido e flessibile, non impilati rigidamente uno sull’altro, ma avviluppanti, avvolgenti e che fluiscono uno nell’altro. Sono spesso chiamati onde di coscienza invece che stadi di coscienza per enfatizzare questa importante scoperta. Un’altra importante scoperta è che sembra che non ci sia uno stadio o un’onda che siano i più elevati in assoluto, si tratta invece di un continuo andare e andare, olone dopo olone, in un arcobaleno di totalità che si dilata senza fine, senza limite ultimo, senza punto omega, solo un orizzonte di coscienza e amore che si espande all’infinito, che raggiunge l’infinito ma che non si arresta mai."

[dalla prefazione del libro "The Translucent Revolution" di Arjuna Ardagh, nella libera traduzione dall’inglese di Giovanna Visini]



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Una rappresentazione dello sviluppo della coscienza sotto forma di onde evolutive



Una semplice classificazione degli stati di coscienza è la seguente: stati grossolani (veglia, realtà ordinaria), stati sottili (sogno, realtà astrali), stati causali (sonno senza sogni, realtà mentali) e stato non duale (unità, vacuità). In sanscrito sono detti: Jagarat (veglia), Swapna (sogno), Shushupti (sonno profondo), Turiya (lett. "quarto" - non duale), i primi tre stati corrispondono alle lettere A-U-M (OM).

Una semplice classificazione degli stadi di coscienza è la seguente: egocentrico (mi interesso solo di me stesso); etnocentrico (mi interesso della mia tribù/comunità/nazione); mondocentrico (mi interesso di tutti gli esseri umani) e cosmocentrico o integrale (ho superato ogni dualità e ogni visione di separazione).
Questa suddivisione deriva dal lavoro della psicologa americana Carol Gilligan esposto nel libro “In a Different Voice” (1982) sui principali stadi di sviluppo morale delle donne, che lei ha chiamato egoistico, cura, cura universale, integrato.

Quando si è in uno stadio non è detto che si viva sempre a quel determinato livello di consapevolezza, però ne abbiamo accesso a piacimento, un po' come avviene con la conoscenza di una lingua straniera: anche se la utilizziamo raramente, quando serve sappiamo come accedere a tale conoscenza!


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Una scoperta molto interessante è che è possibile trovarsi in uno dei vari stadi e fare un'esperienza di uno qualsiasi dei possibili stati di coscienza, incluso quello non duale. Questo è possibile perché gli stati grossolani, sottili e causali sono correlati alla veglia, al sogno e al sonno profondo, condizioni mentali che sperimentiamo in qualsiasi tappa evolutiva biologica (l’individuo veglia, sogna e dorme persino nel periodo prenatale!).

Se prendiamo come riferimento la matrice di Wilber-Combs semplificata e sapendo che è possibile sperimentare uno qualsiasi dei quattro stati di coscienza in ciascuno dei quattro stadi rappresentati, ecco che si profilano sedici tipi di possibili esperienze. La ricerca, di fatto, ha provato che tutte queste esperienze esistono!

L’esperienza di un determinato stato sarà valutata dall'individuo che la sperimenta sulla base dello stadio in cui si trova. Prendendo in considerazione ciò che in Psicologia Transpersonale è definita un'esperienza di vetta (“peak experience”) e immaginando che un individuo arrivi a sperimentare lo stato di Coscienza Cristica ecco gli scenari possibili a seconda di dove si trova:

  • stadio egocentrico Image l'individuo potrà ricavarne di essere lui stesso Gesù Cristo;
  • stadio etnocentrico Image potrà credere che potranno essere salvati solo gli appartenenti alla propria comunità, cioè coloro che credono in Gesù;
  • stadio cosmocentrico Image potrà arrivare a concepire che ad ogni essere appartiene la Coscienza Cristica e che non esiste separazione tra l'individuo e il Tutto!


La sperimentazione di un determinato stato di coscienza rappresenta la connessione con un determinato "strato di realtà" (ordinario, onirico, transterreno, cosmico, …); l'individuo non solo esperisce tale strato di realtà, ma contemporaneamente lo fa emergere, cioè ne è un cocreatore!


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Sperimentalmente si è visto che per evolvere di stadio (e non è possibile saltare uno stadio, come non è possibile avere 20 anni senza averne prima avuti 10) la metodica più raffinata ed efficace in assoluto è la meditazione.

Maggiore è l’immersione e la sperimentazione di uno stato meditativo e  tanto più velocemente si progredisce lungo una qualsiasi sequenza degli stadi di sviluppo. Wilber riporta che utilizzando il Test di Completamento Frasi di Loevinger, uno strumento ben conosciuto e documentato che permette di delineare le fasi dello sviluppo personale, si è visto che la percentuale di una popolazione che si trova ai due stadi più elevati del modello di Loevinger (abitualmente il 5%) si innalza fino al 40% dopo quattro anni di meditazione. “Con nessun’altra tecnica – né la psicoterapia, né la respirazione, né il lavoro sul corpo, né l’analisi junghiana, né la psicoanalisi, né la Gestalt, né nient’altro – è stato possibile provare un tasso così accelerato di sviluppo.”

PRE/TRANS FALLACY



In riferimento agli stadi e stati di coscienza è importante conoscere quella che Wilber ha definito l'Errore Pre-Trans (Pre/Trans Fallacy). Wilber afferma nettamente che numerose affermazioni concernente gli stati di coscienza non-razionali siano erronee. Tali stati di coscienza sarebbero suddivisibili in "prerazionali" e in "transrazionali" ma per lo più i due stati sarebbero confusi. Uno stato "prerazionale" è uno stato che precede lo sviluppo dell'umana razionalità, mentre lo stato "transrazionale" la trascende e la include, corrisponde quindi ad un piano di realizzazione spirituale. Confondere una regressione "pre" con una realizzazione "trans" secondo Wilber è un grave errore in cui lui stesso è caduto nei suoi primi scritti. Secondo Wilber sia Freud che Jung hanno commesso questo errore; Freud considerando gli stati mistici come regressioni allo stato infantile e Jung, al contrario, giudicando i miti prerazionali come rappresentazioni di uno stato di connessione divina e spirituale.


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Errore Pre/Trans - Immagine tratta del libro "The Integral Vision" di Ken Wilber
Poiché gli stati pre-razionali e trans-razionali sono entrambi “non-razionali”
ad uno sguardo più superficiale possono apparire simili o identici!
 
 

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Fin dal momento del nostro concepimento ci troviamo al confluire di due fiumi costituiti dai rami materno e paterno, entrambi portano con sé, oltre a valori diversi che abbiamo il compito di unificare, anche l’eredità di fardelli che sono di ostacolo alla nostra realizzazione.

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