Home arrow Psicologia e Psicoterapia Transpersonale arrow Gli Arhat e la via della compassione di Daniel Goleman
Gli Arhat e la via della compassione di Daniel Goleman
sabato 03 aprile 2010
Han Shan piange quando muore una persona che ha conosciuto e amato. Ryokan versa una lacrima per la sorte di un adolescente testardo. Queste sono lacrime di compassione, non di rabbia, ira o tradimento. Infatti, davanti ai travagli della vita, questi esseri sono essenzialmente imperturbabili: i loro cuori possono ancora spezzarsi alla vista delle sofferenze degli altri, ma le loro lacrime sono prive di attaccamento. Questi sono gli arhat.

Han Shan piange quando muore una persona che ha conosciuto e amato. Ryokan versa una lacrima per la sorte di un adolescente testardo. Queste sono lacrime di compassione, non di rabbia, ira o tradimento. Infatti, davanti ai travagli della vita, questi esseri sono essenzialmente imperturbabili: i loro cuori possono ancora spezzarsi alla vista delle sofferenze degli altri, ma le loro lacrime sono prive di attaccamento.

Tale è la vita emotiva degli “arhat”, i “Nobili” del buddismo, coloro che hanno estinto ogni passione. La loro è un’equanimità oltremondana; il canone Pali, i testi classici del buddismo Theravada, descrivono gli arhat come esseri così rilassati da poter facilmente “sopportare il caldo, il freddo, la fame, la sete, la puntura delle zanzare e dei tafani, le creature dell’aria e della terra, il linguaggio offensivo, le sensazioni fisiche dolorose, pungenti, dure, brutte, fastidiose e mortali”.

Questi sereni santi buddisti sono un modello prezioso, fonte di ispirazione per il meditatore comune. Ma, in un certo senso, sono problematici. Il loro aspetto sereno rappresenta un tipo ideale, la pace alla fine del cammino… Che però sembra qualcosa di remoto e irraggiungibile dalla limacciosa realtà dei praticanti.

Potrei citare un numero infinito di casi in cui, qualche settimana, giorno od ora dopo essere tornato da un ritiro in un ottimo stato d’animo (che mi piacerebbe definire, in qualche modo, “da arhat”), mi sono improvvisamente ritrovato d’umore brutto e irritabile. Per colpa del traffico, di un assegno falso, delle zanzare, dei tafani, di un linguaggio offensivo… Le diecimila seccature della vita. A un arhat non accadrebbe mai. Ma alcune recenti scoperte sulla neurofiosiologia delle emozioni mi fanno provare più comprensione per me stesso, in questi momenti.

Una parte del cervello, una struttura chiamata l’amigdala, è stata identificata come la sede dei ricordi emotivi intensi: in essa sono immagazzinati i traumi, le ferite, la paura, la rabbia ecc. Di fatto, i ricordi amari e pungenti vi sono conservati con una forza particolare: gli stessi ormoni che spingono il corpo a lottare o fuggire segnalano all’amigdala di codificare questi ricordi nel modo più indelebile possibile.

A lungo si è pensato che l’amigdala venisse allertata sulla natura emotiva degli eventi da segnali provenienti dal cervello razionale, che prima vi rifletteva sopra. Ma adesso i neuroscienziati hanno scoperto che l’amigdala ha un accesso diretto all’area che decifra nel linguaggio del cervello i segnali sensoriali provenienti dall’occhio e dall’orecchio. Questa via di accesso aggira completamente il cervello ed è in grado di provocare una reazione emotiva prima che abbiamo il tempo di pensarci.

Una vasta rete di circuiti parte dall’amigdala verso tutte le aree del cervello, rendendola capace di provocare in noi una reazione di rabbia o paura in meno di un secondo. Questo vuol dire che l’amigdala funge da irascibile e nervosa sentinella, intenta a esaminare tutto ciò che ci accade per vedere se può collegarla a qualche minaccia del passato. Se è così (e il “legame” può essere alquanto impreciso), essa suona un allarme, “sequestrandoci” emotivamente prima che la mente razionale abbia avuto letteralmente tempo di capire cosa stia succedendo.

Questo sequestro ha la forma di un arco: raggiunge un picco di intensità e reattività emotiva, poi gradualmente decresce. La domanda è: quando comincia il sequestro, quanto tempo impieghiamo a tornare in noi? Propongo che un’indicazione del progresso sul cammino consista in un più veloce tempo di recupero dai nostri sequestri emotivi.

Gli arhat, naturalmente, non hanno mai queste reazioni, anche se i dettagli delle loro dinamiche emotive dipendono dal livello e dal tipo di arhat (ed esistono tanti tipi di arhat quante sono le scuole di buddismo). Alcuni sostengono che un arhat può avere un’inclinazione passeggera verso un sentimento afflittivo, ma mai la piena emozione; come ha detto una fonte: “Gli arhat possono scivolare, ma mai cadere”. Secondo altre scuole, gli arhat hanno sradicato il minimo segno di emozioni disturbanti, in quanto “hanno vinto il nemico” – “kilesas”, o tendenze negative – “che offusca e disturba la mente”. Piuttosto, la gamma delle loro emozioni è trascendente: compassione, gentilezza amorevole, equanimità. Quando piangono, le loro lacrime sono motivate da questi sentimenti superiori, non dall’attaccamento.

Consideriamo alcuni tratti emotivi distintivi dell’arhat (secondo un elenco compilato dallo studioso svedese Rune Johanssen, ricavato da fonti Pali sulla vita di uomini e donne che divennero arhat più o meno all’epoca del Buddha): gli arhat non provano ansia, risentimento o rabbia; non hanno paure di alcun tipo e in loro non esiste lussuria o desiderio di piaceri sensoriali; non provano la minima avversione verso condizioni come la sconfitta, l’infamia e il disonore; non desiderano niente che non sia lo stretto necessario e non hanno alcun desiderio consumistico.

Allo stesso tempo, l’arhat mostra una percettività rapida e intensamente operante, oltre a un’acuta capacità di attenzione; inoltre, ogni esperienza è per lui fonte di un tranquillo piacere (non importa quanto mondana o noiosa). Gli arhat sono l’opposto di una persona goffa e maldestra: ogni loro attività è caratterizzata da compostezza e maestria. Oltre a ciò, gli arhat personificano qualità trascendentali: l’equanimità in ogni circostanza, l’imparzialità verso gli altri, la compassione e la gentilezza amorevole.

Per i meditatori moderni, il problema è che le virtù degli arhat sembrano incredibili. Forse è comprensibile. L’arhat è il prototipo buddista del santo, un prototipo che spicca nei moderni sistemi di pensiero per la sua assenza. La radicale trasformazione dell’essere rappresentata dall’arhat oltrepassa gli obiettivi e i sogni più grandi delle nostre filosofie e psicoterapie; da un punto di vista moderno, l’arhat è troppo bello per essere vero.

Per noi, meditatori comuni, la distanza tra la squallida realtà delle nostre emozioni e i luminosi standard dell’arhat sembra insormontabile. È come se questi ultimi fossero caduti da qualche galassia vicina, forse da Alpha Centauri.

Paragonarsi a un arhat vuol dire favorire la demoralizzazione. Piuttosto, proporrei un modello più accettabile per misurare i progressi emotivi dei meditatori. Anziché usare come metro di paragone i più grandi campioni olimpici di tutti i tempi, potrebbe essere utile valersi di una scala di misura più modesta.

Nella classica psicologia buddista, i “fattori mentali” – le qualità della mente che si combinano “aromatizzando” e definendo i nostri stati mentali di momento in momento – determinano la realtà dell’osservatore. Come dice un proverbio zen: “Per l’amante, una donna bellissima è un piacere; per un monaco, una distrazione; per un lupo, un pasto”. Questo sistema psicologico distingue le qualità mentali “pure” e sane da quelle nocive o “afflittive”. La regola pratica fondamentale alla base di questa lista è se una qualità della mente aiuta od ostacola la meditazione.

La principale qualità nociva è l’illusione, un offuscamento percettivo; tale ignoranza fondamentale viene considerata la radice della sofferenza. Tra le altre qualità percettive di una mente non sana vi sono la perplessità, che riempie di dubbi una persona, e l’impudicizia, che porta a ignorare i propri valori morali. Una terza è il narcisismo. Le restanti qualità nocive sono di natura emotiva: l’agitazione, la preoccupazione, l’avidità, l’avarizia, l’invidia, l’avversione, la contrazione e il torpore. Questa lista, ovviamente, non è solo del buddismo: chiunque abbia studiato il catechismo durante l’infanzia vi riconoscerà alcuni dei “peccati mortali” del cattolicesimo.

La principale qualità sana è l’intuizione, la chiara percezione delle cose così come sono. Una seconda è l’attenzione, che sostiene tale chiarezza. Queste due qualità, da sole, sopprimono tutte quelle negative. Un gruppo – la modestia, la discrezione, la rettitudine – è di supporto alla vita etica. Un altro – l’elasticità, la flessibilità, l’adattabilità e la bravura – dona agli arhat scioltezza naturale, serenità e maestria in ciò che fanno. Il resto – il non-attaccamento, la non-avversione, l’imparzialità e la compostezza – riflettono quella tranquillità fisica e mentale che è il “marchio di autenticità” della vita emotiva degli arhat, in quanto tali. Nella mente degli arhat non sorge alcuna qualità nociva.

Per quanto riguarda il resto di noi, queste qualità mentali costituiscono una “lista di controllo” grazie alla quale possiamo misurare i nostri cambiamenti di umore. Nella misura in cui il nostro stato mentale tende gradualmente alle qualità della lista sana – o si distacca più rapidamente dagli stati negativi – la pratica sta procedendo nella giusta direzione: verso una leggerezza dell’essere.

Acquista i libri con Internetbookshop

Daniel Goleman, Dalai Lama. Emozioni distruttive. Liberarsi dai tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione. Mondadori. 2003. ISBN: 8804512385

Daniel Goleman. Intelligenza emotiva. Che cos’è, perché può renderci felici. Rizzoli. 1996. ISBN: 8817844683

Daniel Goleman. La forza della meditazione. Rizzoli. 2003. ISBN: 881710762X

Daniel Goleman. Menzogna, autoinganno, illusione. Rizzoli. 1998. ISBN: 8817112194

Originalmente pubblicato su Tricycle magazine, www.tricycle.com
Copyright originale Daniel Goleman, per gentile concessione.
Traduzione di Gagan Daniele Pietrini
Copyright per l’edizione Italiana: Innernet.

tratto da www.innernet.it 

 
englishitalian

Login Form






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Libri Consigliati

amore_e_orgasmo.jpg
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SOSTEGNO ALLA NASCITA -

INFO: 3923800864

CORSO BASE TECNICHE RAPIDE DI INDUZIONE IPNOTICA -

Per psicologi, medici, counsellors, pedagogisti, infermieri ed altri esperti nella relazione d'aiuto e a tutti gli appassionati. Numero massimo 20 persone. Per Info 3923800864.



Corso di formazione in Spagyria del dr. Alessandro Arena - In preparazione -

 Durata: 1 week end

Corso di formazione per psicologi, medici, counsellors, naturopati, educatori, pedagogisti, infermieri e a tutti gli interessati ad utilizzare la fitoterapia spagyrica su se stessi e nella relazione d'aiuto.



CORSO BASE DI IPNOSI CON TECNICA DI INDUZIONE RAPIDA conduttore Dr. Giuseppe Regaldo * - Corso base di 4 giorni in due week end. Adatto ai principianti o a chi vuol ripartire da zero. Si porta il partecipante a padroneggiare la tecnica di induzione, sempre in tempi inferiori ai 3 minuti.


Numero massimo partecipanti: 25

Date da definire.

Sede del corso: GROUNDING INSTITUTE Via Asiago, 35 Catania

Per informazioni e prenotazioni chiamare: dr. Maurizio D'Agostino 3923800864



CORSO DI IPNOSI - TECNICHE DI INDUZIONE E APPLICAZIONE CLINICHE -

per laureati e laureandi in Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze dell’Educazione, Sociologia, e ai diplomati con laurea triennale in Psicologia, nonché a tutti gli operatori sanitari con laurea. Profilo di uscita: Esperto in Tecniche di Induzione Ipnotica.

Il corso prevede 40 ore di attività didattica teorico-pratica, ed è articolato in 2 week-end.

LABORATORIO DI ESPERIENZE SONORE PER MAMME E PICCOLI -

Sabato 17 dicembre 2011 ore 16:30

ASCOLTARE LA VITA: MUSICA E SUONI PRIMA E DOPO IL PARTO

Presentazione del “laboratorio di esperienze sonore per mamme e piccoli” a cura di Angelo Sturiale*

ingresso gratuito

INFO: Associazione “Il Baco da Seta”

Dott.ssa Lucia Malandrino (Pedagogista, Educatore professionale)

Tel: 393-3018935

Il Laboratorio è diretto alle mamme in gravidanza o con piccoli da 0 a 12 mesi. Si svolgerà in 8 incontri (2 mesi) presso la sede del Grounding Institute di via Asiago 35, tutti i lunedì: 9-16-23-30 gennaio e 6-13-20 febbraio 2012 ed avrà il costo totale di 160 euro. Ci si potrà iscrivere nella sessione delle ore 16-17 o in quella dalle 17.30 alle 18.30. Il 27 febbraio, alle ore 17 avrà luogo una presentazione informale delle esperienze più significative del laboratorio sotto forma di performance simbolica.



INTENSIVI di REBIRTHING/VIVATION - Sabato e/o domenica ore 10.00-18.30 conduttore M. D'Agostino - In questo ciclo di Workshops intensivi non residenziale si farà un lavoro col respiro (rebirthing e vivation) integrato se opportuno con la terapia bioenergetica.Verranno sperimentate varie modalità di lavoro col respiro ( a secco, eyegaze vivation, vivation allo specchio ecc.).Gli orari di lavoro saranno sabato e/o domenica dalle 10 alle 18.30.

CORSO DI PREPARAZIONE AL PARTO E ALLA NASCITA - Un’occasione per le mamme e papà in attesa di affrontare insieme la gravidanza e prepararsi ad accogliere il bambino in modo sereno e consapevole. 

Corso di formazione in Reiki - In programmazione.

GRUPPI DI BABY MASSAGGIO -

Contattare la dr.ssa Lucia Malandrino cell. 393.3018935 o il dr. Maurizio D'Agostino cell. 392.3800864

 



Calendario Intensivi di Terapia di Gruppo e di Classi di Esercizi Bioenergetici anno 2011 -

Conduttore: Maurizio D'Agostino

20 novembre:   Intensivo di TERAPIA BIOENERGETICA DI GRUPPO  
3 dicembre:   Intensivo di Classi di Esercizi Bioenergetici 
4 dicembre:   Intensivo di TERAPIA BIOENERGETICA DI GRUPPO

 

Orario Intensivi di Terapia Bioenergetica di gruppo: domenica 10.00 - 18.30 Viagrande (CT) (gruppo chiuso)

Orario Intensivi di Classi di Esercizi Bioenergetici: 10.00-13.00 14.30-17.30 Viagrande (CT)



CORSO DI MASSAGGIO BIOENERGETICO DOLCE NEONATALE per mamme, papà e bambini... -

GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN - Ogni mercoledì alle ore 20.30 -

secondo la tradizione di Thich Nhat Hanh. Ingresso libero.

Sede: Grounding Institute Via Asiago, 35 1° Piano a sinistra.



Corso di formazione professionale in REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE -

In programmazione. 1° modulo in Vivation (o Rebirthing integrativo), 2° modulo Rebirthing bioenergetico, 3° modulo Rebirthing bioenergetico-transpersonale. info: 3923800864



Realizzazione Siti Web | Insight Design Web Agency
pagine viste: