Home arrow Psicologia e Psicoterapia Transpersonale arrow Crescita spirituale ed etica dell'amore di Armando Catemario
Crescita spirituale ed etica dell'amore di Armando Catemario
mercoledì 26 ottobre 2011

 1. In questa relazione vorrei esprimere alcune perplessità che mi assalgono nell'incontro con la scienza del Transpersonale - il cui avvento, peraltro, è, a mio avviso, da valutare comunque positivamente - e anzitutto vorrei affrontare il rapporto fra Transpersonale ed Etica, a partire dalle accezioni dei due termini. Cominciamo con l'Etica, perché è dal punto di vista dell'Etica che condurrò il mio discorso.
    Vari autori, e per varie ragioni anche, trovano utile distinguere Etica da Morale ed io mi annovero tra essi (1). La morale - ed io qui estendo la distinzione all'intero ambito restante della normatività, che include diritto e convenzioni (ma non le regole in senso lato tecniche, e neppure qualcosa come gli "imperativi ipotetici" di kantiana memoria, in quanto esclusi dall'ambito dei "valori normativi") ha carattere coercitivo (prescrizione e sanzione). Invece l'etica per me significa opzione, scelta, proposta, invito, indicazione, relativamente ad un orientamento di valore globale della condotta. E' chiaro che qui si tratta di tipi tendenziali ("i tipi ideali" di Weber) (2).
    Ora, invece, quando gli spiritualisti - quelli tradizionali come quelli "scientifici" attuali - parlano di etica la intendono come un sistema indifferenziato in chiave sempre prescrittiva, precettistica: vale a dire, i soliti cataloghi di doveri, di evitamenti, che invece chi fa quella differenziazione riserva alla morale - in senso stretto "mores" del costume (cui si è associato evolutivamente il diritto) e "comandamenti" religiosi. Insomma: "norme"; laddove io intendo: "ideali". Le prime sono grezze, limitate, frammentarie, coercitive se finali, ma del tutto strumentali se opzionali. Vale a dire, che per coloro i quali hanno scarso interesse per gli ideali, la meta assiologica, cioè di valore, non coincide con un determinato atteggiamento, uno stato da raggiungere nei confronti del reale: del mondo interno come di quello esterno, dell'Infinito come del finito. Il fatto però è che spesso questi spiritualisti - parlo ancora degli scienziati transpersonali come dei credenti religiosi, o anche dei filosofi metafisici - fanno riferimento a contenuti che è difficile non considerare etici nel senso sopradetto (come, p.e., l'amore agapico), parlandone tuttavia come se fossero, quando non un mero mezzo, un derivato, una conseguenza, e spesso in modo che per gli eticisti suona "blasfemo", una vera e propria "beffa", e cioè accanto - sullo stesso piano all'estetica naturale, alle varie forme d'arte, alla scienza, e via di seguito (3).
    Sono assolutamente persuaso della necessità di un siffatto chiarimento, perché le prescrizioni si prestano più facilmente ad essere vissute in chiave strumentale, anche se resto altrettanto convinto che il dissenso tra un essenziale eticismo, quale può essere il mio, e un odierno, per quanto eclettico, spiritualismo non si riduca ad una questione terminologico-concettuale. Ma, in ogni caso, qual è il contenuto dell'orientamento di valore etico nella nostra accezione?
    Ora, nucleo essenziale comune dell'etica  - "religiosa" o "filosofica", europea o asiatica che sia-  è l'autorealizzazione nella unione (estesa a tutto l'Essere: è ciò che infatti ritroviamo nelle "dottrine di vita", predicate in alternativa alla tradizione precedente, dal Mediterraneo Orientale all'Estremo Oriente a partire dall'VIII - o forse XIV - secolo a.C., con il suo culmine primo, originario degli sviluppi successivi, nel VI (l'epoca cosiddetta "assiale": l'epoca, per intenderci, di Lao-Tzu, Confucio e Mo-Tzu, Mahavirae Buddha, Pitagora, alcuni profeti ed altri filosofi greci, siriani, israeliti, iraniani). In precedenza troviamo fuso nel costume tale ideale ma solo parzialmente, opacamente e circoscrittamente nelle varie culture della nostra specie  - dove più, dove meno tutte -  e solo a livello pre-classista.
    Dappertutto, però, troviamo l'etica anche collegata al primo gradino della normatività, quello coercitivo (come disse Gesù: sono venuto non ad abolire la legge, ma a perfezionarla). Insomma: amore, ma non senza giustizia; "supererogatorio", per usare la terminologia della filosofia anglosassone, ma non senza obbligazione. Quindi sia chiaro per il prosieguo del discorso: nessuna confusione, come si fa dappertutto, tra i precetti, le virtù, il dono, le perfezioni, ma soprattutto nessuna confusione tra i praecepta e i consilia, nel tradizionale linguaggio teologico nostrano: si tratta di due gradi ben distinti, anche se non separati, dello sviluppo dei valori normativi (4).
    E andiamo ora all'altra definizione. Qui ci attende una sorpresa. Se debbo esprimermi "con il cuore in mano", una ben sgradita sorpresa. A prescindere dalle aspettative di senso immediato, provo una certa difficoltà, partendo dall'egocentrismo, dall'"illusione dell'io separato" - punto di partenza obbligato della Psicologia Transpersonale (5) - a proseguire - con quello che mi pare un vero e proprio salto acrobatico sul Mondo - in direzione dell'Essere Assoluto. Però, dopo un primo momento di perplessità, un analizzatore della cultura occidentale non fa fatica a ritrovare, in questo balzo nel vuoto, una figura familiare del vecchio scenario tradizionale: al di là e in connessione con la progressiva erosione anomizzante della normatività, per altro scandita da cicli di oscillazione pendolare (6), a livello conoscitivo vediamo emergere storicamente quella dialettica soggetto-oggetto in contesto solipsistico tipica del pensiero moderno, incardinato sull'individuo e il suo self-interest (proprio interesse). Gli "altri" non esistono come alter ego, cioè come altri Soggetti, bensì, come Oggetti, al pari delle cose, cui il Soggetto si pone di fronte. Pare che, nella filosofia dell'Occidente moderno, infatti, sia stato solo Husserl, e appena negli anni '30 di questo secolo, a fare la scoperta (o piuttosto la riscoperta?) del terzo punto di riferimento: vale a dire, tra Soggetto e Oggetto, gli Altri Soggetti. Ma, in un'epoca così allucinatamente "narcisistica" come la nostra odierna, quale meraviglia che ci si "distragga" e si "dimentichi" di nuovo? (7).
 

    2. Per me "transpersonale", "transegoico", bene spiegato come "al di là del personale", "al di là dell'egoico", significa che, almeno se si supera l'abisso del solipsismo implicito, al di là di me e del mio circoscritto interesse - ed inclusi, si badi bene, i miei affetti immediati di funzione ego-fruitiva, come Eros, Storge e persino Philia (cioè, erotismo, sangue e amicizia), altro luogo di confusioni grossolane e fraintendimenti incredibili - al di là, ripeto, di me e del mio ci sono ben due referenti - e non uno - e precisamente il Prossimo e Dio (come si evince dai due "Nuovi Comandamenti" evangelici, ma non solo, certo, da loro) (8). Naturalmente, non essendo nella Psicologia Transpersonale neppure nominato l'alter-ego, non c'è da stupirsi che se ne perda ogni traccia nello svolgimento delle trattazioni prevalenti in essa, salvo a margine, di tanto in tanto, e senza fili di collegamento, come qualcosa che spunta fuori d'improvviso e quasi implicitamente, come qualcosa, comunque - e questo è significativo per me - che non meriti di essere svolto. Vi sono certo eccezioni  - basti pensare a Venturini, che fa largo spazio al solidarismo, cristiano ed anche laico -  ma mi sembrano ancora poco e, in ogni caso, insufficienti a rimediare a quel "corto circuito" di cui parlerò tra poco (9).
    Tutto ciò è sorprendente, anche perché, per chiunque si sia interessato anche solo un poco, come me, alla psicologia transpersonale, appare come uno dei motivi ricorrenti delle trattazioni soprattutto introduttive l'affermazione che la Psicologia Transpersonale si ricongiunge, riscoprendola, all'interno del contesto scientifico dell'Occidente odierno, quella Psicologia Tradizionale che è stata così fiorente e ricca d'insegnamento spirituale, soprattutto orientale (10). Niente di più infedele, a me pare, a tale insegnamento! E' difficile trovare, infatti, un testo, almeno classico, di dottrina sapienziale senza riferimento all'Etica, spesso riferita a tutti gli esseri senzienti (e non soltanto alla Morale, nel nostro senso). Mentre, non solo nell'indice analitico, ma in ogni pagina dei vari Wilber, Vaughn, Grof - Walsh fa solo apparentemente eccezione perché si è riferito, almeno in un suo testo, a un ordinario piano di morale, per giunta solo pubblica - brilla sinistramente l'assenza di una considerazione appena un po' sistematica dell'Altro nell'ubriacatura generale che va dall'Io all'Infinito (11). E dico a preferenza "testo classico" perché è tutt'altro che infrequente trovare questa assenza in esposizioni recenti delle vecchie vie sapienziali, all'insegna di quell'"al di là del Bene e del Male" tanto irresponsabile e raccapricciante quanto congeniale all'anomia e al nichilismo del mondo capitalistico contemporaneo (c'è da trasecolare, p.e., nel raffrontare il Taoismo presentato da Hobhouse e quello presentato da Watts. Mi dispiace di non avere spazio in questa sede per portare esemplificativamente qualche brano delle rispettive esposizioni, per cui rinvio in nota ai testi di riferimento) (12).
    Eppure, in questo stesso mondo culturale odierno, all'altro polo troviamo una fioritura di aree di ricerca e prospettive impegnate, che vanno, solo a guardare all'interno della psicologia, dalla Psicologia del Comportamento Prosociale alla Psicologia dello Sviluppo Morale. Qui però troviamo un'altra emarginazione ingiustificata, e simmetricamente opposta, e precisamente per quanto riguarda la prospettiva dell'Assoluto, almeno nella prima delle aree menzionate (ma non certo centrale neanche nella seconda) (13). Quasi fosse questo lo scenario obbligato: io ci sono sempre, come self (o ego), ovviamente non c'è che il referente da scegliere. Ma bisogna scegliere: o l'altro minuscolo o l'Altro maiuscolo.
    Insomma, dalle nuove aree, così rivoluzionarie per certi aspetti, emerge quella che a me pare davvero un'"illusione", o comunque una dottrina di "Io separatissimo" - come in passato lo fu talvolta, e solo in parte, da Sé, così lo è nel presente,  o dal Mondo o dall'Assoluto, o anche da Ambedue (si pensi all'ossessione "narcisistica" tutta odierna, da noi e, ahimé, attraverso noi, ovunque nel cosiddetto "villaggio globale" del pianeta -  della "cura di sé". E' un susseguirsi di spinte a vari livelli come: "àmati", "fatti regali", "occupati della tua salute, del tuo corpo, della tua grandezza che tu stesso non conosci", ecc. ecc.). Ma è possibile un Sistema di Valori della Condotta Globale  - una Etica nel nostro senso -  senza una Religione, oppure una Religione senza una Etica dell'uomo (Altro e Sé), o una "Cura di Sé" (come la chiamiamo: com'è di moda, in ambedue i casi almeno in parte, Salute Mentale oppure Salute Spirituale, Salvezza, Sapienza, Saggezza...?) senza Etica dell'Altro e senza Religione? A quanto pare sì: la Psicoterapia - anche quella per sani, anche il Counseling unilateralizza il Sé (come Oggetto, oppure come Soggetto, come fanno rispettivamente Psicoanalisi e Comportamentismo o la Psicologia Umanistica - poco importa da questo punto di vista): tutto ciò che conta va visto intra-psichicamente; la Psicologia Transpersonale o la Religione (almeno contemplativa) unilateralizza l'Assoluto: ciò che qui è il polo determinante è l'Infinito; l'Etica, (almeno laica): ciò che addirittura essa significa riguarda solo il rapporto con l'Altro umano (al più anche animale). Ma a quale costo tutto ciò? Vediamo una tipologia delle Visioni del Mondo.

    3. In Brahmanesimo pre-Buddhaico, Islam, Cristianesimo temporale o contemplativo, o filosofie-religioni extra-"assiali", in complesso troviamo espressi: particolarismo (interesse proprio o di gruppo), coercizione, tolleranza o affermazione degli affetti solo monocentrici (attaccamenti): soprattutto troviamo assenza o ibernazione o emarginazione dell'agape. Ma troviamo anche apertura al tutto, pure mistica, senza nesso centrale con agape: come in magia-religione pre-classista e classista iniziale. Prevale qui l'Altro: solo il mondo occidentale moderno si è almeno in parte "disincantato". Però esso ha sviluppato certi valori della condotta sia per l'"altro" finito che per "sé": libertà, democrazia, diritti, ricerca della felicità. Ed ha scoperto alla fine che per amare gli altri bisogna amare sé e viceversa, che l'amore di sé non è l'egoismo e non è automatico, come si riteneva (l'egoista non si ama, si odia, come dice Fromm) (14). Ma qui quale corrente culturale ha attivato lo sviluppo dell'"autorealizzazione nella unione" (con sé, l'altro e l'Assoluto), che costituirebbe, come dicevo sopra, la vera Etica integrale?
    Nella storia troviamo in effetti tre tipi di moralità (magica, legale ed etica), come tre tipi di religiosità (dogmatico-rituale, mistica e profetico-etica) e tre tipi di psicoterapia (di socio-adattamento, di auto-approfondimento e di risveglio all'amore). Ora, ai fini del nostro discorso, che si svolge all'interno delle nuove psicologie, è inutile occuparci della prima versione, perché è soltanto nel chiarimento delle altre due che sta il problema. E cominciamo con l'accoppiata: mistica religiosa e psicoterapia della "salute", cioè della saggezza (attraverso l'integrazione dello sviluppo spirituale), con e senza etica. Già Jung fece piazza pulita del "senza", ma la frequenza del mero ossequio formale a riguardo ci obbliga a parlarne più a fondo e in rapporto all'Assoluto. Ci sono tre vie per disfarsi dell'Etica: darla per scontata a), come meramente strumentale; b), come uguale alla morale e al diritto nell'itinerario spirituale: e cioè prescrittivo-coercitiva; c), come in ogni caso arcinota, e solo da mettere in pratica. Ora analizzerò il primo e il terzo di tali presupposti (il secondo l'ho chiarito prima quando ho differenziato l'Etica dalla Morale).
    Per quanto riguarda il primo, devo ammettere che io stesso mi sono accodato, in un mio scritto specificamente dedicato al problema, a quegli autori che, attraverso il Buddhismo Hinayana, come attraverso quello Hinayana e quello Mahayana insieme (rispettivamente, p.e., Aronson e Keown), hanno rivendicato il carattere co-finalistico, nel Buddhismo, di karuna (compassione) e prajna (saggezza). E non è difficile trovare assonanze anche in Induismo e Giainismo, Confucianesimo e Taoismo (15). E, del resto, a parte tutte le differenze di scuola, come le eventuali contraddizioni interne sottolineate dagli scrittori occidentali, specie cristiani (come De Lubac o Schweitzer), o le concezioni opposte selezionate da quelli occidentali (e anche orientali più recenti), che avevano a cuore il presunto carattere "amorale" della salvezza sapienziale, sembra indubitabile il carattere "altruistico" del Buddhismo nella centralità della motivazione già nell'insegnamento per mera anukampa (simpatia universale), a partire dal Buddha stesso. Però, data anche la quantità sterminata degli scritti buddhisti, nonché la scarsa univocità semantica di siffatti messaggi soteriologici in genere (a cominciare, come si è tante volte detto, dal Vangelo cristiano, utilizzato per giustificare storicamente tutto e il contrario di tutto), è altrettanto indubbio che il carattere strumentale dell'Etica è pure argomentabile (16). Ma in quel lavoro precedente a me interessava più che altro sottolineare la plausibilità del carattere finale dell'Etica nel Buddhismo, e questo per una importante ragione: nessuna Etica universale dell'Amore è stata predicata - e meno che mai praticata - almeno fino all'Illuminismo (in realtà qui solo predicata, nella sua radicalità), al di fuori del contesto religioso o metafisico, persino il Moismo cinese, essenzialmente laico. Certo, a partire dall'Utilitarismo inglese, possiamo annoverare etiche, almeno astrattamente, affini, che rifiutano o sono estranee al riferimento all'Assoluto: ce ne occuperemo fra poco, e così cercheremo di giustificare quella plausibilità.
    Altrettanto indubitabile, però, appare la parzialità di quell'Etica. Oltre ai difetti di cui parla De Lubac riferendosi al Buddhismo (il carattere leggendario, esagerato dei detti e narrazioni nei testi canonici), o ciò che traspare anche da Mo-Tzu e seguaci per quanto riguarda il Moismo (l'eccessiva razionalità) c'è da notare ciò che anche già Hobhouse e Ginsberg rilevavano in queste dottrine di vita: la difficoltà di attuazione generalizzata e la unilateralità di atteggiamento nei confronti del referente (un Prossimo troppo più anziché come l'Io). Ma soprattutto un'altra caratteristica a questa legata: un "individualismo" da "età degli eroi", che, evolutivamente, si è già lasciato alle spalle il "comunitarismo" delle età precedenti (17). Questo punto vorrei fosse chiaro al massimo perché per esperienza so quanto è difficile non suscitare obiezioni apparenti e quanto difficile quindi intendersi. E così passiamo all'altro presupposto.
    Al livello filosofico-religioso dell'amore universale, cioè dell'agape, nucleo centrale comune dell'etica universalistica originaria, si pensano due cose diverse, e, secondo me, tra loro collegate e dannosamente erronee ambedue: a), che un tale amore non è un sentimento, ma una volizione; b), che consiste nel dare qui A separato a B separato qualcosa (il pane o il danaro o la premura affettiva o l'insegnamento della via di salvezza), non la intenzione del cuore di unirsi l'uno all'altro, distinti ma associati nel fondo di se stessi (che sembrò spesso troppo pericolosamente simile agli attaccamenti, ego-fruitivi, e quindi egocentrici, avidi, non equanimi).
    La verità è che nulla ci si preoccupa di sapere di un amore siffatto - agape - ma tanto dovrebbe sapersi, invece. L'avidya (l'ignoranza cui alludono i testi sapienziali) qui è presente più che mai. Il Buddhismo, in particolare, lo avvertì: basta leggersi molte delle pagine del Vinaya Pitaka, dedicate ai rapporti tra i monaci. Eppure, siamo lungi anche qui, dal sapere, non dico tutto, che non ha senso, ma il molto che è necessario. Ed è proprio quello che dovrebbe indagare la Psicologia Trans-personale, ma proprio la psicologia transpersonale è più ancora preda dell'avidya della Psicologia Tradizionale (se si esclude il Buddhismo Zen, che però andrebbe analizzato, piuttosto che solo nell'"errore" dell'automatismo etico - che peraltro ha il vantaggio di non "strumentalizzare l'etica"- anche nella possibilità di una separatezza dell'Itinerarium Mentis Dei, tipica del contemplativismo più radicale, da quello indo-cinese a quello cristiano a quello attuale) (18). E vi è di più.
    La Psicologia Transpersonale, che trascura con tanta disinvoltura l'Etica dell'Amore, se ne dovrebbe interessare, prima ancora che per la salvezza e/o lo sviluppo della persona, proprio a partire dallo studio degli Stati Alterati di Coscienza.
    Come del resto è già presente nell'insegnamento del Buddha, infatti, autori dell'area di Psicologia del Comportamento Prosociale scoprono che gli stati di coscienza del "buon samaritano" assomigliano significativamente a quelli indotti dalla contemplazione! Scrive, p.e., Herbert Benson: "Da millenni si descrivono tecniche per dimenticare se stessi e ottenere vantaggi per la salute. L'altruismo funziona così proprio come lo yoga, gli esercizi spirituali e la meditazione". Del resto così interpreta la corrente principale delle dottrine "assiali" - quella che porta dall'Hinayana al Mahayana e dal Giudaismo al Cristianesimo - un suo studioso così profondamente ad essa devoto come lo storiografo comparato Toynbee. Quale meraviglia se religioni come il Cristianesimo hanno legato l'Amore alla Grazia (e vedi di recente i Focolarini che lo distinguono come appunto "soprannaturale")! (19).
    Eppure, le conoscenze di cui abbiamo bisogno per la pratica dell'amore sono indispensabili, e ciò in primo luogo per non maltrattare involontariamente gli altri e noi stessi attraverso l'"impurità" della mente che ci ritroviamo nell'interiorizzazione, comunque inevitabile anche dove parziale, della nostra "società dell'antagonismo".
    Anzitutto dovremmo conoscere davvero l'egocentrismo, che non è solo quello fisico-strumentale, come per millenni si è essenzialmente consapevolizzato, ma anche e soprattutto quello psichico, e poi sapere che al Centrismo Psichico dobbiamo non solamente l'avidità di potere e prestigio, ma anche e ancor prima i bisogni insuperabili di considerazione, di unione e di oblatività, completamente assenti nelle trattazioni degli Psicologi Transpersonali, dimentichi se non altro di un loro pioniere come Fromm, personaggio assai scomodo per loro, in quanto, mentre fu il primo a introdurre nell'ambito psicologico-psichiatrico-psicoterapeutico qualcosa come il Buddhismo Zen (in un celebre Convegno da lui organizzato in Messico alla fine degli anni '50), fu teorico al tempo stesso dell'arte di amare, concepita come "la risposta al problema dell'esistenza" (sottolineatura mia) (20). E, ancor più, dovremmo aprire gli occhi sui limiti della psicologia tradizionale a proposito della relazione interumana, intollerabilmente gerarchica - per eredità dal contesto socio-culturale feudale di queste dottrine: infatti, come fosse di valore indiscutibilmente positivo, nella cultura buddhista (e anche cristiana) ci si prostra, si venera, si comanda, si "loda" l'Assoluto, se ne canta la "gloria", si fanno le scale di merito di superiori e inferiori spirituali, ignari dello spaventoso egocentrismo psichico che vi si annida (si vedano le sacrosante denunce dell'antropologo Spiro a riguardo) (21). Questo è già grave di fronte alle possibilità di sviluppo della coscienza mutilate dall'"incuria dell'altro", simmetricamente opposta alla "cura di sé" (quando al sapere sulle tecniche relative al rapporto ottimale con sé corrisponde l'assenza del sapere sulle tecniche relative al rapporto ottimale con l'altro). Ma qui dobbiamo ancora chiederci: quanto è importante non centralizzarsi di fronte agli altri in termini di potere o di prestigio anche per raggiungere quegli stati di coscienza che ci uniscono all'Universo, di cui prevalentemente si occupa la Psicologia Transpersonale? Parallelamente a quello di Jung per il rapporto moralità-terapia, possiamo ricordare l'ammonimento di Fromm per gli "inganni" di cui si può essere vittima quando, come nel caso degli Orientali, non si utilizzano le conoscenze della Psicologia Scientifica. Anche gli Psicologi Transpersonali, peraltro, parlano di uno scambio reciproco tra Psicologia Transpersonale e Psicologia Tradizionale, ma essi sembrano pensare alle trappole della "malattia" (nevrosi, psicosi o stato borderline che sia), come forse anche Fromm in parte (22). Io invece penso, non soltanto anche, ma soprattutto alla "falsa coscienza" di chi cresce in una società gerarchica (gerarchica per valori come per status). E non si tratta né solo né principalmente del piano economico-politico - pure però essenziale, e che richiede tanto sapere - bensì anzitutto di quello psico-socio-culturale del rapporto interumano generale.
    Per esempio, a differenza dei Boscimani Kung-San, cacciatori-raccoglitori egualitari contemporanei del deserto del Kalahari, noi occidentali (e tanti altri popoli) riteniamo che "i capi" siano necessari e che i valori comparativo-differenziali siano giusti, veri, obiettivi, e come tali vadano in ogni occasione "affermati". Inoltre, fino a qualche tempo fa, sotto la suggestione mitologica di "Eros" e "Thanatos", uniche forze motivazionali umane (psicoanalisi di Freud), o della persona-macchina, che come tale si può condizionare smisuratamente, anche "al di là della libertà e della dignità" (comportamentismo di Skinner), noi ignoravamo completamente quanto Leopardi capì, dalla sua dolorosa esperienza mondana, quanto sia il bisogno di vanità nient'altro che il rovescio della medaglia del bisogno - né sessuale né aggressivo - di amare ed essere amati. Qui anche gli antropologi, i sociologi e i filosofi hanno visto di più degli psicologi prevalenti. Si pensi alla sequenza distruttiva di quella che non per nulla si chiama ordinariamente "mortificazione": il bisogno profondo di essere considerato (che peraltro proprio lo psicologo James fu tra i primi a scoprire), la gerarchia degli attributi comparati per esserlo di fatto, e che va dal positivo al negativo, la apparente "verità", quindi implacabilità, del giudizio di valore su di esso, la sua conseguenza discriminativo-stratificativa di status-ruolo e la sua interiorizzazione, nell'auto-immagine, di inevitabile vergogna-inferiorità - mai positiva per nessuno - infatti, data l'universale competizione e, per i meno fortunati, implicante il conseguente rigetto di sé - distorsione e malattia - e odio degli altri (23). Persino Wilber, così manifestamente insensibile alle relazioni umane, al senso della comunità, all'agape, citando Jules Henry - un antropologo - sembrerebbe vederlo, ma in realtà solo come gioco sociale contraddittorio, come ambiguità, non come già Horney o Frank o Kohn o Henry stesso hanno descritto, a partire dagli anni'30, in termini così drammaticamente disumanizzanti. E con i valori della competizione, a qualsiasi livello, noi siamo dentro fino al collo nell'egocentrismo (24).
    Ma come risolviamo il problema? Aboliamo i valori attributivi? Aboliamo la direttività? Certo tutto questo è possibile, ma bisogna studiare e sperimentare, progettare e creare modelli nuovi in relazione, ed anzitutto davvero evolvere un'"identità transpersonale", in senso poli-centrico (i singoli esseri senzienti) ed onni-centrico (l'Infinito) (25).
    Eppure l'equanimità buddhista, il wu-wei taoista, la meditazione del "cambio con l'altro" avrebbero dovuto attirare la Psicologia Transpersonale, come hanno attirato Kohn (attraverso Buber), Rogers, psicodrammatisti.... Ma la Psicologia Transpersonale tace, apparentemente invischiata nel narcisismo anomico-edonistico della Cultura del Post-Moderno e si illude di arrivare all'"Infinito" senza passare per il "Finito". Oppure davvero ci arriva, ma non va al di là di una mistica parziale: e il prezzo pagato è l'atrofizzazione dell'empatia, quell'empatia faticosamente evolutasi nell'Homo sapiens sapiens come potenzialità che la storia socio-culturale del monocentrismo (egocentrismo individuale e collettivo) ha compresso assai fortemente nello sviluppo. Quale meraviglia che in ogni comunità di seguaci di Buddha o di Cristo si ripeta come una litania la lotta per potere e prestigio! Si potrebbe pensare comunque ad una migliore condizione del Cristianesimo, specialmente quello sociale. Ma ci si ingannerebbe. Tranne che per la centralità dell'agape e una maggiore triadicità dell'assiologia, su cui torneremo, esso è altrettanto miope sull'antagonismo centrico-psichico del peggiore illuminismo sociale liberale e social comunista: basti pensare ai Focolarini - che nientemeno hanno centralizzato l'Amore - i quali, p.e., avallano senza sospetto alcuno la competizione nel gioco e nello sport, e solo ne combattono la violazione delle regole, completamente ignari di quanto hanno scoperto psicologi empirici che hanno denunciato i profondi e molteplici guasti della competizione (come Deutsch e Kohn) e costruito (come Lynn e Orlick) giochi non competitivi (26). Da questo punto di vista, come del resto in passato per la libertà e l'eguaglianza, i "laici" possono essere più avvertiti dei "religiosi". Purtroppo, presentandosi con un secondo separatismo, appaiono anch'essi insostenibili. Infatti egualmente carenti sono, e dai due opposti lati, e l'Etica filosofica o psicologica e la Psicoterapia umanistiche. Le conseguenze negative di una psicoterapia unilaterale - ignara dell'altro come dell'Altro - sono già note per le critiche degli Psicologi Umanisti (entro cui rientrano i "revisionisti neo-freudiani", come gli psicologi esistenziali) e di quelli Transpersonali, ovviamente da me condivise, perché in questa sede mi preoccupi di farvi riferimento. Ma anche la filosofia morale si è spesso divisa, almeno in Occidente, tra la ricerca della gioia (piacere o felicità) - per sé quindi - e quella della giustizia e dell'amore - per l'altro - in ciò a differenza della teologia cristiana, che ha sempre tripartito il referente della sua precettistica morale: doveri verso se stesso: gli altri, Dio (e anche a livello etico: amore per Dio e per gli altri come per se stesso, nessuna separazione!) (27). Più facile è la critica al profeta dell'autorealizzazione Abraham Maslow: l'altro particolare è diventato man mano sfocato, finché, nella svolta transpersonale, scompare del tutto, almeno a livello di finalità relazionale. Ciò è stato già visto da femministe e critici sociali e, in fondo, noi possiamo ripetere, per lui, quanto già osservato sulla Psicologia Transpersonale (posizioni intermedie possono essere rappresentate da Rogers o altri, ma questa non può essere la sede di tanto dettaglio: vale il sopradetto).
    Per posizioni, invece, emergenti dalla Psicologia del Comportamento Prosociale, il problema è diverso. Qui la difficoltà è il rapporto con l'Universo. E c'è anche il problema della fondazione. Bisogna tenere ben presenti a questo riguardo le molteplici funzioni della religione per l'Etica universale della giustizia e della misericordia: la religione, infatti, a), fornisce una visione del mondo fondante quell'etica; b), ha originato per millenni da sola quell'etica; c), integra per quell'etica l'azione per l'evitabile con quella per l'inevitabile; d), indica la via, oltre che al sé e all'altro, anche (talvolta troppo) all'Altro, terzo referente, quest'ultimo, costitutivo di quell'etica perché globale. Ma c'è come una quinta funzione, che è comune alla seconda, alla terza e alla quarta, ed è la loro ineludibile interdipendenza, pena l'erosione del rimanente, o, peggio, l'"illusione".
    Gli psicologi del comportamento prosociale hanno spesso usato la vecchia immagine biblica del "buon samaritano", soprattutto scoprendone i primordi individuali all'inizio della crescita, e così rovesciando, fra l'altro, Comportamentismo e Psicoanalisi ortodossa. Qui emergono però due problemi. Anzitutto, anche se l'altruismo, che è il superamento reale dell'egocentrismo, è - come è stato dimostrato da Batson - realmente esistente, al di là di qualsiasi confusione con il self-interest (il proprio interesse), può sempre rappresentare una possibilità frammentaria nello stile di vita di una persona e non un'etica, intesa appunto come tale, cioè come un orientamento globale della condotta. Il problema è per lo più implicitamente rinviato ad altre aree o affrontato debolmente. Si può, certo, come Kohn, partire da un sistema di principi (28). Ma donde viene un tale sistema? Difficile da fondare. Lo psicologo morale Kohlberg lega infatti sia la motivazione di base sia la forma agapica dell'etica alla confluenza fra lo sviluppo morale e quello religioso. Qui si incontrano le domande poste dalla morte e dal dolore. E ancora, altri problemi cui l'etica è chiamata a rispondere: perché dare la propria vita per gli altri? O comunque per una causa, o, in ogni caso, sopportare la solitudine morale? Kohlberg porta gli esempi di Socrate, Luther King, Marc'Aurelio e, nell'ambito delle persone più o meno comuni Andrea Simpson, una donna che si dedica eroicamente ai malati di mente come volontaria: qui, appunto, si incontrano morale e religione (29).
    Eppure gli Oliner, che hanno studiato i salvatori degli Ebrei in Europa durante il nazismo a rischio (e perdita) della propria vita, trovano nella loro ricerca scarso rapporto tra religione e altruismo, e Kohn li segue aggiungendo altri dati, ed anzi sottolinea drasticamente una tale carenza di nesso. Da questo punto di vista sembra non necessaria neanche la presenza di una concezione del mondo qualsiasi: l'altruista estremo sembra poterne fare a meno, come teoricamente l'Utilitarismo (30). E, tuttavia, la terza funzione della religione (quella della emanazione divina coercitiva dei valori normativi l'abbiamo scartata perché non concerne l'etica dell'amore in senso proprio) sembra ineliminabile: il naufragio di fronte all'inevitabile.
    L'amore  - come l'altruismo studiato dagli psicologi -  sembra incorporare due possibili momenti: la partecipazione alla vita altrui ("gioia altruistica" e compassione) e l'eventuale aiuto offerto (dono, benevolenza). Se l'amore non è il prodotto  - come spesso è apparso, ma in modo, mi sembra, chiaramente difforme dal senso del messaggio etico, nella storia almeno dell'Occidente – di volontà e intelletto, ad esclusione delle emozioni (empatia e simpatia), l'impossibilità concreta particolare -che è molto più frequente nel complesso delle possibilità- di riportare la gioia e allontanare il dolore in qualsiasi altra creatura mette in crisi il senso stesso dell'agape. Se si pensa che già belve ed insetti (per non parlare di batteri e virus) - al di là della loro spesso dolorosa vita di predatori predati - non possono essere salvati dalla nostra stessa necessaria violenza, ma anzitutto si realizza l'impotenza di fronte ai massacri della storia, ancor oggi all'ordine del giorno, o le agghiaccianti disgrazie naturali (dal terremoto al cancro) e forse, più sottilmente, di fronte al suicidio per disperazione, alla malattia mentale incurabile, alla devastante solitudine di miriadi di persone, l'amarezza è troppo grande perché la via dell'armonia, dell'unione, della solidarietà e della cooperazione non sembri qualcosa di irrisorio di fronte all'immensità della sofferenza nel mondo per la quale non si può fare nulla (31).
    Un Dio d'amore o una più alta visione dell'essere sembrano l'unica risposta, l'unico lenimento al dolore di fronte al dolore, qualcosa che rimetta in piedi l'impegno d'amore universale. Ma qui vorrei aggiungere ancora qualcosa. Personalmente né la credenza nel Dio d'amore - che non mi giustifica l'orrore del mondo - ma neppure la meta della riconciliazione nell'Uno non dualistico, che semplicemente me lo pone fuori dalla vista, mi bastano come risposta. Perché?
    Perché interrompono la solidarietà, soprattutto umana: cosa dire a colui che vive un dolore senza senso e senza compenso? E per il quale non c'è alcuna soluzione possibile? Forse che non importa perché non c'è più niente da fare? E che partecipazione posso avere se non mi trovo in quella stessa situazione? In realtà a questo punto la solidarietà mi si dissolve tra le mani. Ecco perché la risposta che mi sembrerebbe più adeguata sarebbe la Fede: fede che, sì, ci sarà un significato, un riscatto. Oppure almeno la speranza (o la "nostalgia del Totalmente Altro", come si esprimeva Horkheimer?). Ma per questo allora bisognerà rinunciare a sapere: abbandonarsi al mistero, come Schweitzer, come Toynbee (32).
    Schweitzer, del resto, dopo aver esaminato il pensiero indiano, proponeva la distinzione di due mistiche: quella d'identità, in cui si raggiunge lo Spirito universale
attraverso la conoscenza (per quanto intuitiva e non discorsiva), e quella etica, attraverso l'amore per tutti gli enti - "rispetto per la vita" - ma questo perché avvertiva come un sentimento profondo che nasce dalla interdipendenza di tutte le creature, non perché si possa spiegare, capire, avvicinarsi al Mistero dell'Universo: amare senza sapere, ma mirando al riscatto di tutta l'infelicità. Kohlberg, che include questa funzione nell'etica, riporta la testimonianza accorata di Andrea Simpson, quella volontaria che si dedicò ai malati di mente, per essere prima vicino al fratello e poi a tutti gli altri dell'ospedale psichiatrico, in un atteggiamento di amore sempre più sconfinato tra l'azione e la fede (33). Sembra qui di poter rivivere quell'atteggiamento di disperazione-amore del cristiano ortodosso Isacco di Ninive (come poco conosciamo i cristiani ortodossi al di fuori della contemplazione - la loro smisurata pietà, come ci rivela Behr-Sigel parlando dei "tratti classici dello staretz russo: la dolcezza, il perdono accordato ai nemici e soprattutto la carità infinita per tutte le sofferenze" -!), con cui concludo: "Mi è stato chiesto che cosa sia un cuore che ha pietà e io ho risposto: un cuore umano che abbraccia tutta la creazione, gli uomini, gli uccelli, gli animali, i demoni e ogni altra specie di creatura; quando esso pensa loro, i suoi occhi si riempiono di lacrime, una pietà grande e cocente si impossessa di lui, si sente pervaso da un'intensa sofferenza e non può sopportare, sentire o vedere una creatura gravata da un male o da tristezza; per questo prega e supplica a ogni ora per gli esseri muti, per i nemici della verità e per quanti gli fanno del male, affinché Dio li conservi e li perdoni" (34).

 

Armando Catemario
(ordinario di antropologia culturale
alla Facoltà di Sociologia di Roma)

NOTE

1) Cfr. A. CATEMARIO, Amore, norme, vita, Meltemi, Roma 1996, p. 98 sg.

2) Cfr. A. CATEMARIOLa contraddizione culturale nelle società complesse, Kappa, Roma 1990, Cap. 4, §1. 

3) V. l'esposizione che ne fa R. VENTURINI in Coscienza e cambiamento, Cittadella, Assisi 1995, Cap. 5, 9, 2. V.a. l'intervista a K. WILBER di F. VISSER in "Panta", Primavera 1996.

4) A. CATEMARIO, op.cit., Cap 1 e Cap. 4, § 2; v.a. IDEM, Amore, norme, vita, cit, p. 102

5) Cfr. L. BOGGIO GILOT, Principi di psicologia transpersonale, AIPT, Roma 1995, Cap. 1.

6) E. KAHLER, La torre e l'abisso, Bompiani, Milano 1963, Cap. 6, passim.

7) Cfr. C.D. BATSON, The Altruism Question, Erlbaum, Hillsdale 1991, P. I, spec. Cap. 2; su Husserl v. M. FARBER, The Foundation of Phenomenology, Cambridge 1943.

8) Cfr. E. LEVINAS, Etica e Infinito, Città Nuova, Roma 1984.

9) Cfr. F. VAUGHN, Spiritualità e salute nella psicologia transpersonale, Cittadella, Assisi 1989; R. VENTURINI, op.cit., Cap. 4.

10) R. WALSH, F. VAUGHN, The Art of Transcendence, in "The Journal of Transpersonal Psychology", 25, 1, 1993, rip. in R. VENTURINI, op. cit., p. 503 sg.

11) K. WILBER, Up from Eden, Doubleday, New York 1981, e IDEM, Oltre i confini, Cittadella, Assisi 1985; F. VAUGHN, Risvegliare l'intuizione, Cittadella, Assisi 1986; S. GROF, Oltre il cervello, Cittadella, Assisi 1997(2); R. WALSH, Ecologia della mente e Sopravvivenza, Cittadella, Assisi 1991

12) Cfr. D. KEOWN, The Nature of Buddhist Ethics, MacMillan, London 1992, pp. 8-18 e 240 n. 4; J. GOUDSBLOM, Nichilismo e cultura, Il Mulino, Bologna 1982, spec. Cap. 10; L.T. HOBHOUSE, Morals in Evolution, P. II, Cap. 3, _ 7; A. W. WATTS, La via dello Zen, Feltrinelli, Milano 1971, P. I, Cap. 1.

13) Cfr. M.S. CLARK (a cura di), Prosocial Behavior, Sage, London 1991; L. KUHMERKER (et_al.) L'eredità di Kohlberg, Giunti, Firenze 

14) E. FROMM, L'arte d'amare, Mondadori, Milano 1963, pp. 73-80.

15) C.G. JUNG, L'homme à la découverte de son ame, Editions du Mont Blanc, Geneve 1962, Cap. 6; H.B. ARONSON, Love and Sympathy in Theravada Buddhism, Motilal Banarsidass Delhi 1980; D. KEOWN, op. cit.

16) Cfr. H. DE LUBAC, Aspetti del Buddhismo, Jaca Book, Milano 1980, Cap. 1, spec. 18 sgg; A. SCHWEITZER, I grandi pensatori dell'India, Astrolabio, Roma 1963, Capp. 6-9; A. CATEMARIO, L'etica nel Buddhismo: fine o mezzo?, in IDEM, Amore, norme, vita, cit

17) M. HARRIS, La nostra specie, Rizzoli, Milano 1981, pp. 334-338; L.T. HOBHOUSE, op. cit., p. 625 sg; M. GINSBERG, Evolution and Progress, Heinemann, London 1961, p. 76; v.a.

W. WUNDT, La psicologia dei popoli, Bocca, Torino 1929, spec. Cap. 3.

18) Cfr. Vinaya Pithaka (The Book of the Discipline), London 1966, e l'interessante commento in questa chiave che ne fa L. LOMBARDI VALLAURI in Terre, Vita e Pensiero, Milano 1990, pp. 453 sgg, 464 sgg; per il Buddhismo Zen v. D. GOLEMAN, Esperienze orientali di meditazione, Savelli, Milano 1982, P. II, Cap. 12.

19) Benson è citato in A. LUKS, L'euforia del buon samaritano, in "Psicologia Contemporanea", 92, 1989; A. TOYNBEE, Storia e religione, Rizzoli, Milano 1984 (dove il Buddhismo, p.e., è visto come superamento dell'egocentrismo in direzione dell'amore, non della contemplazione: v. spec. Cap. 20); per i Focolarini v. C. LUBICH, Tutti uno, Città Nuova, Roma 1979, p. 79 sgg.

20) Per quanto riguarda il centrismo psichico, mi permetto rinviare ai miei La contraddizione culturale nelle società complesse, cit., spec. Capp. 5 e 6, passim, e Amore, norme, vita, cit., pp. 18-36 e 108-138; per quanto riguarda Fromm, vedi gli Atti di quel Congresso in E. FROMM, D. SUZUKI, R. DE MARTINO, Psicoanalisi e Buddhismo Zen, Astrolabio, Roma 1968, e l'opera L'arte d'amare, spec. Cap. 2 (la frase riportata è il titolo del primo paragrafo del capitolo).

21) M.E. SPIRO, Buddhism and Society, California University Press, Berkeley 1970, pp. 338-358, passim

22) Cfr. E. FROMM, Psicoanalisi e Buddhismo Zen, in E. FROMM, D. SUZUKI, R. DE MARTINO, op. cit., p. 147; K. WILBER,J.ENGLER,D.P. BROWN, Le trasformazioni della coscienza, Ubaldini,Roma1989, spec. Capp. 2 e 4. 

23) Per i Boscimani Kung-San v. M. HARRIS, op. cit., pp. 259, 257; per le teorie di Freud e di Skinner in prospettiva critica v. S.R. MADDI, Personality Theories, Dorsey Press Homewood 1972, pp. 20-31 e 541-555; sulle teorie non psicologiche dei bisogni rimando al mio Linee di antropologia culturale, Gangemi, Roma 1989, pp. 71-76, e Amore, norme, vita, pp. 23-26; di W. JAMES v. i suoi Principles of Psychology, Dover, New York 1950 (1890), p. 293 sgg. Per l'autoimmagine negativa v. M.M. TUMIN, Social Stratification, Prentice Hall, Englewood Cliffs 1967, Capp. 3-5, 11-12. Per gli effetti negativi generali della competizione, v. A. KOHN, No Contest, Houghton Mifflin, Boston 1992(2), spec. Capp. 5 e 6.

24) K. WILBER, Lo_spettro della coscienza, Crisalide, Spigno Saturnia 1993, p. 271; J. HENRY, Culture Against Man, Random House, New York 1963. Horney e Frank sono citati in A. KOHN, op cit. (v. più avanti).

25) Su questa problematica rinvio al mio La contraddizione culturale nelle società complesse, cit., Capp. 3 e 4, passim. Circa l'abolizione dei valori comparativo-discriminativi v. l'opera, ingiustamente trascurata, di uno psicologo giudicato non certo progressista, B.F. SKINNER, in Walden due, La Nuova Italia, Firenze 1981(2).

26) V. di A. KOHN, The Brighter Side of Human Nature, Basic Books, New York 1990, p. XII, passim; di C.R. ROGERS, Un modo di essere, spec. Cap. 2; per l'insegnamento dell'empatia attraverso i giochi di ruolo v. l'articolo di C. MILLER in "Educare", 2, 1984; per l'avallo della competizione tra i Focolarini v. in "Città Nuova", 20, 1985, l'articolo sulla gara di fioretto. Per le critiche culturali ed economiche alla competizione della Horney e di Frank e i giochi non competitivi di recente creazione v. A. KOHN, No Contest, cit., risp. Capp. 5 e 6 e Cap. 4.

27) Per i neo-freudiani v., M. BIRNBACH, Neo-Freudian Social Philosophy, Stanford University Press, Stanford 1962; per ombre e luci intorno agli psicologi umanisti ed esistenziali - ombre soprattutto per il loro passaggio alla fase transpersonale - v. A. KOHN, op. cit. (il discorso sull'aggressività), è The Brighter Side of Human Nature, cit., p. 46, passim. 

28) Cfr. N. EISENBERG, Altruistic Emotion, Cognition, and Behavior, Erlbaum, Hillsdale 1986; A. KOHN, op cit., pp. 260-268.

29) L. KOLBERG, The Philosophy of Development, Harper, San Francisco 1981, Cap. 9.

30) S.P. OLINER, P.M. OLINER, The Altruistic Personality, Free Press, New York 1988, p. 156; A. KOHN, op.cit., p. 79 sg.

31) Cfr. H.S.KUSHNER, When Bad Things Happen to Good People, Avon Books, New York 1983.
32) M. HORKHEIMER, La nostalgia del Totalmente Altro, Queriniana, Brescia 1972, spec. p. 73; A. SCHWEITZER, Civilization and Ethics, Black, London 1946, Capp. 17-21; A. TOYNBEE, A tentoni nell'oscurità, in op. cit..

33) L. KOHLBERG, op. cit., pp. 347-351.

34) Rip. da W. SOLOVIEV (La giustification du Bien, 1939, p. 72) in H. DE LUBAC, op. cit., p. 29, sg, n. 100; E. BEHR-SIGEL, Priere et sainteté dans l'Eglise russe, 1950, p. 115, rip. in IBIDEM.

 

tratto da "INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria" n. 34)


Grounding Institute – Associazione Esalen

Direttore: dr. Maurizio D’Agostino

Via Asiago, 35 Catania

Via Contea, 9 Linera (CT)

www.bioenergetic.it

 
englishitalian

Login Form






Password dimenticata?

Libri Consigliati

bioenergetica-manuale_copy.jpgchiave_per_lo_zen.jpg
CORSO BASE TECNICHE RAPIDE DI INDUZIONE IPNOTICA -

Per psicologi, medici, counsellors, pedagogisti, infermieri ed altri esperti nella relazione d'aiuto e a tutti gli appassionati. Numero massimo 20 persone. Per Info 3923800864.



CALENDARIO 2017 - INTENSIVI DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO conduttore dr. Maurizio D’Agostino -

Calendario Gruppo di terapia bioenergetica

29 gennaio 

19 febbraio

12 marzo

9 aprile

7 maggio

11 giugno

9 luglio

17 settembre

15 ottobre

19 novembre

3  dicembre 

 

Per info: 3923800864

www.jacarandacenter.it 



Corso di formazione professionale in REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE -

In programmazione. 1° modulo in Vivation (o Rebirthing integrativo), 2° modulo Rebirthing bioenergetico, 3° modulo Rebirthing bioenergetico-transpersonale. info: 3923800864



Corso di formazione in Reiki - 1° Livello - domenica a novembre-dicembre - Conduttore: Grazia Puglisi

GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN - Ogni mercoledì alle ore 20.30 -

secondo la tradizione di Thich Nhat Hanh. Ingresso libero.

Sede: Grounding Institute Via Asiago, 35 1° Piano a sinistra.



CALENDARIO DEGLI INCONTRI - Grounding Institute -

GRUPPO DI ANALISI BIOENERGETICA 

 condotto dal dr. Maurizio D’Agostino - ANNO 2017

29 GENNAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 FEBBRAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

12 MARZO - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 APRILE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

7 MAGGIO INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

11 GIUGNO-  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 LUGLIO -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

17 SETTEMBRE INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

15 OTTOBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 NOVEMBRE  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

3DICEMBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO)  orario: 10.00-18,30

 

brethe.jpg

 

 

INTENSIVI DI REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE

(CATANIA - GENOVA - LECCE - LONDRA - PORT LUIS (MAURITIUS) - 2015

 

 

  

SABATO FEBBRAIO 2016- VALVERDE (CT) INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

14-15 MARZO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

25-26 APRILE - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban  

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834

20-21 GIUGNO - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834) 

1-2 AGOSTO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

     AGOSTO - LONDRA - INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

3 OTTOBRE - CATANIA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban 

 

aztezfractal.jpg

 

 

MARATONE  DI ANALISI BIOENERGETICA

 

 

 

 

 

APRILE - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino  

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30

 

LUGLIO - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30 

 

OTTOBRE-  MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30  

 

NOVEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 26  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 27 ore 18.30  

 

DICEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 17  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 18 ore 10.00 - 18.30  

 

 Intensivi di Analisi Bioenergetica  condotti dal dr. Maurizio D'Agostino 

 

 

 

 

 

pranic-healing_mano_a_sx.jpg

 

 

PRANIC HEALING 

 

 

 

 

 

INCONTRO DI PRATICA per gli studenti di PRANIC HEALING del GROUNDING INSTITUTE (gratuito) - ogni lunedì ore 20.00 (telefonare al 392.3800864) 

INCONTRI DI ARHATIC YOGA A CADENZA MENSILE

29 marzo INCONTRO DI SUPERVISIONE di PRANIC HEALING per gli studenti del Grounding institute

     CORSO DI PRANIC HEALING Base (1° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani -  

26-27 giugno - CORSO DI CRISTALLOTERAPIA PRANICA (4° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

26-27 settembre -  CORSO DI PRANIC HEALING AVANZATO (2° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

     CORSO DI PSICOTERAPIA PRANICA  (3° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani  

 

tunnel5.jpg

   IPNOSI

 

 

 

Sedute individuali di Ipnosi (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Sedute individuali di Ipnosi regressiva (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Intensivo di Ipnosi di gruppo ogni mese (escluso agosto) 2016

 


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

logo_siab.jpg

 

Corso di Formazione per Conduttore di Classi di Esercizi Bioenergetici e Counselling a indirizzo bioenergetico

Date 1° anno del Corso di Formazione in COUNSELLING a indirizzo bioenergetico

( Società Italiana di Analisi Bioenergetica - SIAB) - direttore: dr. Maurizio D'Agostino
Orario 10.00-17.00 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 

esercizi bioenergetici per sciogliere le tensioni del viso_n.jpg

 

  CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI 

  ogni MERCOLEDI' ore 19.00

 

 

 

 

INTENSIVI DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI  - Per info chiamare al conduttore

  CONDUTTORE: Dr. Maurizio D'Agostino

In questo intensivo sarà dato ampio spazio al lavoro con le vibrazioni energetiche, al contatto e al lavoro col respiro. Sarà incentrato sugli ultimi sviluppi metodologici di David Berceli sul Tremore neurogenico.

Per Informazioni e iscrizioni telefonare al 392.3800864

 

 respira sei vivo.jpg

 GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN della tradizione di Thich Nhat Hanh

ogni MERCOLEDI' ore 20.45 (ingresso libero) (subito dopo la classe di esercizi)

 

 

 RITIRO DI MEDITAZIONE CON i MONACi ZEN di PLUM VILLAGE

 (VEDERE SITO WWW.ZENQUIEORA.ORG )

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN COL MONACO PHAP BAN - dal 14 al 28.aprile 2016

 Arrivare alle ore 19.45 per sistemarsi nella sala. I'incontro inizierà alle ore 20.15. Dopo non si potrà più accedere. Inviare sms o telefonare al 392.3800864 (Maurizio D'Agostino) se si intende partecipare all'incontro.

Luogo: JACARANDA CENTER, VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE   http://www.zenquieora.org/www.zenquieora.org

 Gli incontri di pratica zen con Phap Ban proseguiranno ogni pomeriggio e nel weekend 16-17 aprile ci sarà il ritiro. 

Nel weekend del 23-24 aprile ci sarà il Ritiro di REBIRHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'AGOSTINO e dal monaco zen PHAP BAN. 

Avvisare se si intende partecipare:

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE 

cell. 3923800864 

Pagina di Facebook: ZEN QUI E ORA - Gruppo di Meditazione Zen di Catania-Sicilia

 

GIORNATA DI MEDITAZIONE ZEN  CON IL MONACO ZEN PHAP BAN  -  4 OTTOBRE 

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN CON I MONACI DELLA TRADIZIONE ZEN DI THICH NHAT HANH DI PLUM VILLAGE - INVERNO 2016 - VALVERDE

 

  ---------------------------------------------------------------------------------------------

logo_isp.png

 

CORSO di SPECIALIZZAZIONE in PSICOTERAPIA BREVE A INDIRIZZO STRATEGICO per psicologi e medici (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie - ISP)

  

 BARI, 23-24 maggio

CATANIA  21 FEBBRAIO, 

LAMEZIA TERME, 9-10 maggio,

ROMA, 18-19 aprile

 

PER INFORMAZIONI SU TUTTE LE PROPOSTE

JACARANDA CENTER

Direttore: dr. Maurizio D’Agostino

Cell.  3923800864

Via RAMONDETTA, 21 VALVERDE (CT)

www.bioenergetic.it



INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA E REBIRTHING " Verso il Sè profondo: respiro, voce, contatto" -

CONDUTTORE: DR. MAURIZIO D'AGOSTINO

 

SABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO 2017

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

CELL. 3923800864

www.jacarandacenter.it  



INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA "DISTACCHI" conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

SABATO 3 E DOMENICA 4 GIUGNO 2017 

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

PER INFO: 3923800864 

WWW.JACARANDACENTER.IT 



INTENSIVI di REBIRTHING/VIVATION - Sabato e/o domenica ore 10.00-18.30 conduttore M. D'Agostino - In questo ciclo di Workshops intensivi non residenziale si farà un lavoro col respiro (rebirthing e vivation) integrato se opportuno con la terapia bioenergetica.Verranno sperimentate varie modalità di lavoro col respiro ( a secco, eyegaze vivation, vivation allo specchio ecc.).Gli orari di lavoro saranno sabato e/o domenica dalle 10 alle 18.30.

CORSO DI IPNOSI - TECNICHE DI INDUZIONE E APPLICAZIONE CLINICHE -

per laureati e laureandi in Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze dell’Educazione, Sociologia, e ai diplomati con laurea triennale in Psicologia, nonché a tutti gli operatori sanitari con laurea. Profilo di uscita: Esperto in Tecniche di Induzione Ipnotica.

Il corso prevede 40 ore di attività didattica teorico-pratica, ed è articolato in 2 week-end.

Per Informazione telefonare al cell. 3923800864



ATTIVITA' AL JACARANDA CENTER -

- Ogni mercoledì CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI ore 19.30-20.45 - conduttore: dr. Maurizio D'Agostino 

- ogni mercoledì MEDITAZIONE ZEN ore 21-22.30
- Ogni giovedì KUNDALINI YOGA ore 18-20 - conduttrice: Lucia Zahara

- Ogni giovedì BIODANZA ore 20.30 - conduttrice: Zaira De Luca 
- ogni Lunedì PRANIC HEALING ore 20-22.00

- ogni Lunedì e venerdì TAI CHI ore 19-20.30 - conduttore: Maestro Nazzareno Russo
- Domenica 30 aprile DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Domenica 28 maggio DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Una domenica al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo ore 10-18.20 (vedi sotto programma Intensivi)

- Un weekend (Sabato e Domenica) al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo, Rebirthing, Ipnosi regressiva orario 10-19.30

Per info : tel. 3923800864
Jacaranda Center, via Ramondetta, 21 Valverde

www.bioenergetic.it
www.jacarandacenter.it
www.zenquieora.org



INTENSIVO DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

"ARRENDERSI AL CORPO"

Sabato 22 aprile 2017 ore 10.00-17.30

 

Jacaanda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde (CT)

Per info chiamare: 3923800864 

www.bioenergetic.it  

www.jacarandacenter.it  



Vesak - Incontro di pratica di meditazione zen - Venerdì 22 aprile 2016 -

L'incontro sarà facilitato dal monaco zen Phap Ban 

In tutto il mondo, in questi giorni, nella tradizione buddhista celebrano il Vesak, ovvero la festa sacra che rievoca la nascita, la morte e il Nirvana, l'illuminazione di Buddha.

Il Vesak è una delle feste religiose più importanti del calendario buddhista ed è una occasione per ricordare i precetti, la vita e l'insegnamento di Buddha nel mondo. Cade normalmente nel giorno del plenilunio di aprile o maggio anche se tutto il mese ed in particolare i giorni intorno al plenilunio sono considerati importanti.

A Plum Village si è soliti festeggiare questa giornata costruendo un piccolo ponte nel laghetto di uno stagno coperto di fiori di loto. Uno ad uno i presenti percorrono il ponte al cui centro è stato posta una piccola statua del Buddha bambino e mentre viene intonato un canto aspergono con acqua mista petali di fiori l'immagine del bambino.

Proprio con questo spirito festeggeremo con voi questa giornata che ci ricorda la libertà immensa che portiamo in noi, libertà che nessuno può darci e nessuno può toglierci.

Venerdì ore 19.00 (arrivare 18.30)

 

Jacaranda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde

Per info e partecipazione chiamare o mandare un SMS al 3923800864

 

(Attenzione: Se il navigatore vi porta a via Ramondetta 21 di Aci Bonaccorsi allora scendendo prendere la prima a sinistra e poi la prima a destra (e già siete su via Ramondetta di Valverde) e dopo 50 metri trovate i 3 cancelli. Prendere il primo cancello a sinistra e percorre la strada sterrata fino alla fine.



Intensivi di IPNOSI REGRESSIVA, REBIRTHING, BIOENERGETICA condotti dal dr. Maurizio D'Agostino -

Calendario degli incontri per il 2016 

 

20 marzo 2016 Intensivo di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale

23-24 aprile - Intensivo di meditazione zen e Rebirthing con Phap Ban e Maurizio D Agostino 

29 maggio - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti e Rebirthing 

18-19 giugno - Intensivo residenziale di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale - Castel di Tusa (ME) (presso Museo albergo Atelier d'arte sul mare)

26 giugno - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti

24 luglio Intensivo di analisi bioenergetica 

21 agosto Intensivo di analisi bioenergetica "Lasciare andare le resistenze e l'atosabotaggio"

22 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Arrendersi al corpo: dalla paura alla fiducia"

25 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Decondizionare la propria infanzia" 

22-23 ottobre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore"

26-27 novembre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore" 

17-18 dicembre  Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "Padroneggia il tuo bambino interiore"

 

 

Per informazioni chiamare il conduttore degli intensivi Dr Maurizio D Agostino

cell 3923800864

(il programma può subire variazioni con aggiunte di date)

 

Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 


http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.bioenergetic.it%2F&h=ZAQG2JS5MAQFsGDDjZWvGCZvTEsvNXcdFrf0ysXPxqXE1RA&enc=AZOY8icU6R047kL8JHdJ6gyJtxsGgOjrf_oTlLXJiLA4LUA2nx_mX69zeOhNX9zcsJW2OgzzcCDk9S8UiPCl-UcLtJPtrzUvqRbqnKvu-Z_bolVWRFbW4d2uW2Pq7BsDrOO5vjppgijHDvvRYfXZ4fclufmWSUg-z8rm_F4CLs4fv1s7al1bBzj6KCNb9RSrGRlmQzsnm5E6anxTwEfLTuTn&s=1

 

 

 

 

 

 



Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri Percorso di quattro incontri Offerto dal monaco Zen -

Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri

Percorso di quattro incontri
Offerto dal monaco Zen Phap Ban


Cari amici, sono molto felice di tornare in Sicilia e di poter praticare nella natura del nuovo centro di Valverde. 
Qui in Salento abbiamo appena concluso un percorso di quattro mesi.
Abbiamo provato a coltivare una nuova relazione con noi stessi, una relazione di ascolto e di rispetto, di amicizia. Forse il tema che più ci ha ispirato è stato la frase di Thay : "Sentire è già amare". 
Ogni volta mi stupisco dei frutti che regala una pratica continuata. Come sapete non sono né un maestro né una guida ( cadremmo tutti in un fosso ) ma un secchione e mi piace creare momenti di pratica, sento molto prezioso questo nostro stare insieme nell'ascolto, nella presenza.
un abbraccio, a prestissimo
fratello claudio

Il Percorso inizierà sabato 16 e si svilupperà in quattro incontri: ( siate puntuali per favore )

1 Radicamento nel sentire, abitare il corpo, il respiro sabato 16 inizio h 19.00 -21 (Siracusa)

2.Apertura, affidarsi, perdono domenica 17 inizio h 11 -17 (punto di ritrovo Milo ore 9.30) Monti Sartorius - Etna 
3.Amicizia con se stessi mercoledì 20 inizio h 21 -22.30 Valverde

4.Amicizia con gli altri. venerdì 22 inizio h 19.00 -21.00 Valverde

JACARANDA CENTER
VIA RAMONDETTA 21 Valverde (CT)
Per info: 3923800864

Ecco il testo che vi propongo come riferimento durante la nostra pratica:

"Fare Pace con Se Stessi" di Thich N Hanh ed. Ubaldinihttp://www.ilgiardinodeilibri.it/…/__fare-pace-con-se-stess…

Se potete portate con voi penna e taccuino che useremo anche come diario di pratica personale in questa settimana di pratica
Un abbraccio e a presto
fratello phap ban



CORSO ORTO CON PIANTE AROMATICHE E MEDICINALI condotto da Antonio D'Amico - 23 aprile 2017 -

COME FARE UNA PROPRIA FARMACIA NATURALE. 

Il corso teorico-pratico è rivolti a chi desidera sviluppare uma corretta realizzazione di un orto con piante aromatiche e medicinali e imparare le principali tecniche colturali.

Per info chiamare al 3923800864 

 Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 




La danza del risveglio 28 maggio 2017 -

Per informazioni vedere sul nuovo sito www.jacarandacenter.it



ATTENZIONE. AVVISO IMPORTANTE - CAMBIAMO SEDE -

Dal 1 GENNAIO 2016 ci siamo trasferiti nella nuova sede sita in Via RAMONDETTA, 23 VALVERDE

PER INFO: 3923800864

INDICAZIONI PER RAGGIUNGERE LA NUOVA SEDE DI VALVERDE 


https://www.google.it/maps/place/GROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO/@37.5919769,15.1177059,16z/data=!4m7!1m4!3m3!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad!2sGROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO!3b1!3m1!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad?hl=it



Realizzazione Siti Web: Studio Insight
pagine viste: