GROUNDING INSTITUTE - Centro Studi Bioenergetica
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Mente sociale e libertà di L. Krishnamurti |
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domenica 26 giugno 2011 |
Sapete,
ci vien sempre detto cosa dobbiamo o non dobbiamo pensare. Libri,
insegnanti, genitori, la società che ci circonda, tutti ci dicono cosa
dobbiamo pensare ma non ci aiutano mai a scoprire come pensare. Sapere
cosa
pensare è relativamente facile perché dalla prima infanzia la nostra
mente è stata condizionata da parole, frasi, atteggiamenti e pregiudizi
ben saldi.
Non so se avete notato come la mente delle persone anziane
nella
maggior parte dei casi sia stazionaria; sono fermi come creta
in uno stampo ed è difficilissimo penetrare attraverso questo
stampo. Lo stampo della mente è il suo condizionamento. Qui in
India secoli di tradizione vi condizionano a pensare in una certa
maniera; il vostro condizionamento ha cause economiche sociali e
religiose.
In Europa la mente viene condizionata in maniera alquanto
diversa; ed in Russia dalla rivoluzione in poi, i leader politici si
sono accinti a condizionare la mente ancora in un’altra
maniera. Perciò dappertutto la mente viene condizionata, non solo
superficialmente, nella parte conscia, ma nel suo profondo. La
mente nascosta o inconscia è condizionata dalla razza, dal clima, da
un’imitazione non tradotta in parole, non espressa.
Ora la mente non
può essere libera finché rimane chiusa in uno stampo o condizionata. E
la maggior parte delle persone pensa che non si possa mai liberare la
mente dal suo condizionamento, che dev’essere sempre
condizionata.
Dicono che non si può fare a meno di pensare in
una determinata maniera, di avere certi pregiudizi e che non può
esservi nessuna emancipazione, nessuna libertà per la mente. Inoltre
quanto più antica è una civiltà tanto più graverà sulla mente il peso
della tradizione, dell’autorità, della disciplina. Le persone che
appartengono ad una razza antica, come gli Indiani, sono più
condizionate di quelle che vivono in America per esempio, dove esiste
una libertà sociale ed economica maggiore e dove in tempi abbastanza
recenti gli abitanti sono stati dei pionieri.
Una mente condizionata
non è libera perché non può mai andare al di là dei propri confini, al
di là delle barriere che ha costruito intorno a sé, questo è evidente.
Ed è molto difficile per una mente così, liberarsi dal
proprio
condizionamento e superarlo, perché quel condizionamento le è
imposto non soltanto dalla società ma da se stessa. A voi piace il
vostro condizionamento perché non osate superarlo. Siete spaventati di
quel che direbbero vostro padre e vostra madre, di quel che direbbero la
società e il prete: quindi contribuite a creare le barriere che vi
tengono in loro possesso.
Questa è la prigione nella quale per lo più
siamo tutti chiusi, e questo è il motivo per cui i vostri genitori vi
dicono in continuazione – come voi lo direte ai vostri figli – di far
questo e di non far quello.
Che cosa avviene generalmente in
una scuola, specialmente se il vostro insegnante vi piace? Se
il vostro insegnante vi piace volete seguirlo, volete imitarlo perciò il
condizionamento della vostra mente si fa sempre più rigido, permanente.
Poniamo
per esempio che siate in un ostello e abbiate un insegnante che esegua
il suo quotidiano rituale religioso, a voi piace lo spettacolo, vi piace
la sua bellezza e cominciate a farlo anche voi. In altre
parole
venite ulteriormente condizionati; e questo condizionamento è molto
efficace, perché quando si è giovani si è bramosi, impressionabili,
disposti all’imitazione. (...)
Mentre siete giovani venite
facilmente condizionati, modellati, costretti a seguire un esempio
fisso. Si dice che se un bambino – un bambino buono, intelligente,
sveglio – viene allevato da un prete soltanto per sette anni, il
bambino
ne sarà condizionato a tal punto che per tutto il resto della sua vita
continuerà ad essere essenzialmente lo stesso. Questo può succedere in
una scuola di questo tipo, dove gli insegnanti non sono
liberi da condizionamento.
Sono proprio come tutti gli
altri. Compiono i loro riti religiosi, hanno le loro paure,
desiderano avere un loro guru; e poiché sono essi ad insegnarvi – ed
anche perché magari un particolare insegnante vi piace o perché vedete
qualche bel rito religioso e volete eseguirlo anche voi– inconsciamente
venite presi nell’imitazione.
Perché gli adulti eseguono dei
riti religiosi? Perché i loro padri l’hanno fatto prima
di loro ed anche perché questo gli fa provare dei
determinati sentimenti e sensazioni, li fa sentire interiormente
tranquilli.
Salmodiano qualche preghiera pensando che se non lo
facessero potrebbero essere perduti. Ed i giovani copiano e
così incominciano ad imitare: se lo stesso insegnante si
ponesse degli interrogativi a proposito di
tutto
questo ritualismo, se soltanto ci pensasse davvero –
cosa che pochissimi fanno mai, se egli adoperasse la
propria intelligenza per esaminarlo senza pregiudizi, scoprirebbe
presto che esso non ha significato
alcuno. Ma investigare e scoprire la verità su questa faccenda richiede moltissima libertà.
Se
siete già prevenuti a favore di qualcosa e poi
procedete ad esaminarla, è ovvio che non vi sarà una vera indagine. Non
farete che rafforzare il vostro pregiudizio, la vostra prevenzione.
È
quindi molto importante che gli insegnanti si accingano
a decondizionare se stessi ed anche ad aiutare i bambini a crescere
liberi da condizionamenti. Sapendo quanto sia forte l’influsso
condizionante dei
genitori, della tradizione, della
società, l’insegnante deve incoraggiare i bambini a non
accettare senza riflettere, ma ad indagare, a porre in dubbio.(...)
Iniziate
la vita come giovani pieni di vitalità ed entusiasmo ma tutto
ciò viene gradatamente distrutto dall’influenza condizionatrice dei
genitori e degli insegnanti coi loro pregiudizi, paure e superstizioni.
Lascerete la scuola e andrete nel mondo ben indottrinati, ma avrete
perso la vitalità necessaria per indagare, per ribellarvi contro le
stupidità tradizionali della società.(...)
A meno che non vi
ribelliate sarete esattamente come tutti gli altri al mondo perché non
oserete essere diversi. Sarete condizionati e plasmati in tal maniera
che avrete paura di agire in modo originale. Vi controllerà vostro
marito o vostra moglie e la società vi dirà cosa dovete fare. Così, una
generazione dopo l’altra, l’imitazione si protrae. Non c’é vera
iniziativa, non c’è libertà, non c’è felicità; non c’è altro che un
lento morire.
Da "Di fronte alla vita" - J. Krishnamurti
Grounding Institute
Via Asiago, 35 Catania
www.bioenergetic.it
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