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Presupposti
dell’Ipnosi
Erickson ritiene che la persona ha già tutte le risorse necessarie, sta male
perché non riesce a usarle nella situazione disfunzionale, relega le sue
risorse e potenzialità solo a determinati contesti.
Quindi Erickson dapprima allucina le risorse necessarie per la risoluzione
del problema e poi da modo al cliente di far accedere a tali risorse tramite la
comunicazione ipnotica indiretta.
La strategia passa attraverso queste differenti fasi:
1. Ricalco della mente cosciente, in quanto le tecniche di induzione
Ericksoniane si possono applicare solo quando si è instaurato un rapport
(fiducia). Secondo Erickson "il compito terapeutico diviene un problema di
utilizzazione intenzionale della sintomatologia nevrotica per andare incontro
ai bisogni unici del paziente." (Opere, vol. IV, p. 180)
2. Distrazione della mente cosciente (induzione).
3. Guida della mente inconscia (utilizzazione)
Ciò permette di creare una comunicazione diretta tra la mente inconscia e
quella conscia al fine di attingere alle risorse.
4. Ricalco nel futuro e de-induzione. Alla fine l’Io cosciente ha acquisito
una risorsa in più (ampliamento della mappa)
L’ipnosi
può essere:
- Sintonica (rapport) -
Distonica (disagio emotivo)
- Diretta o indiretta
Esistono tecniche diverse di utilizzazione a secondo del tipo di approccio
sintonico o distonico.
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La distinzione fra ipnosi distonica e sintonica è per
certi versi equiparabile alla differenziazione che faceva Sandor Ferenczi
(allievo di Freud) tra ipnosi materna - dolce e comprensiva - e paterna -
direttiva e autoritaria. In entrambi i casi si verificherebbe comunque una
riattivazione degli stessi sentimenti di amore, paura, sottomissione e
attaccamento - il cosidetto transfert - provati dal bambino nei confronti
delle figure genitoriali percepite come onnipotenti.
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L’ipnosi è diretta quando l’ipnotizzatore dice esplicitamente il
comportamento che vuole ottenere. Nell’ipnosi indiretta invece la richiesta
(tramite il verbale-paraverbale e la cnv) viene espressa indirettamente e ciò
tende ad aggirare il controllo della mente conscia.
Nell’ipnosi Ericksoniana l’ipnotista si deve comportare come una macchina di
bio-feedback la quale trasmette e si adegua immediatamente a quanto sta
avvenendo. Si crea così come una danza fra le parti.
Metodo
indiretto
La psicodinamica del soggetto e il suo repertorio unico e personale di
associazioni contribuisce alla risposta ipnotica, il soggetto in realtà non è
passivo, poiché costruisce la propria risposta ipnotica in base agli stimoli
dell'operatore. Anche fare delle domande indirette a cui non viene data la
possibilità di rispondere coscientemente perché si passa subito a qualcos'altro
mette in moto dei processi inconsci. Racconti, citazioni oppure truismi
– che sono enunciazioni di fatto su esperienze che il cliente sta
sicuramente facendo o che ha sicuramente sperimentato=Tu sai già sperimentare
sensazioni gradevoli come il calore del sole sulla tua pelle – tutto
ciò attiva indirettamente una risposta ideodinamica (questo fenomeno si chiama
focalizzazione ideodinamica indiretta).
Linguaggio
ipnotico per l’induzione indiretta
Nella vita quotidiana in realtà continuiamo a creare una realtà consensuale
poiché le parole evocano per ricerca trasderivazionale una serie di significati
idiosincratici relativi alla nostra mappa del mondo.
Bandler e Grinder hanno individuato una serie di forme linguistiche
utilizzate da Erickson per indurre una ipnosi. Sono forme linguistiche (verbali
e non verbali) che anche noi utilizziamo inconsapevolmente nella vita quotidiana
e che Erickson utilizzava consapevolmente per ricalcare l’esperienza del
cliente, focalizzare la sua attenzione all’interno in una ricerca
trasderivazionale fino a guidarlo indirettamente alla risposta ipnotica.
Possiamo raccogliere le forme linguistiche descritte da Bandler e Grinder
secondo la loro funzione: Ricalco - Ricerca interna - Guida
Ricalco
Nominalizzazioni, cancellazioni, verbi non specificati, indice riferenziale
non specificato, truismi, spostamento di indice referenziale, lettura del
pensiero, sistema rappresentazionale dominante, utilizzazione delle strategie
del cliente, utilizzazione delle metafore e dei modi di dire del cliente,
coprire tutte le possibilità di una classe di risposte, frasi aperte.
Ricerca
interna
Ambiguità (fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura), frammento
di frase, violazione restrizione selettiva, citazioni, metafore, aneddoti,
paradossi, shock e sorpresa, domande per facilitare nuove possibilità di
risposta.
Guida
Modellamento causale (congiunzioni, causativa implicita, causa-effetto),
presupposizioni, domande trabocchetto, forme di estrazione indirette (domande
incastrate, comandi incastrati, citazioni, sottolineatura per analogia, ordini
in forma negativa, postulati di conversazione, indice riferenziale generico con
suggerimento di sintagma nominale), performativa perduta, apposizione di
opposti, negazione, non.. fino a che, non sapere/non fare, doppi legami,
dissociazione conscio/inconscio, ratifica e approfondimento della trance,
disseminazione, riorientamento allo stato di veglia, causa-effetto nel presente
e nel futuro, distorsione temporale, operatori modali.
Vediamoli ora uno per uno.
RICALCO
Nominalizzazioni
Sono quei termini che nella frase occupano il posto di un nome, ma non sono
tangibili: non li si può toccare, sentire, udire. Il criterio di
identificazione di una nominalizzazione è: "Puoi metterlo in una
carriola?"
Ogni volta che si utilizza una nominalizzazione viene cancellata una grande
quantità di informazione. Se dico: "Emilia possiede molte conoscenze"
ho cancellato che cosa sa esattamente e come lo sa.
L’uso di nominalizzazioni obbliga il cliente a recuperare le parti
cancellate attivando, dal suo modello del mondo, il significato che servirà
meglio i suoi propositi e i suoi bisogni.
Le induzioni di Milton sono piene di nominalizzazioni:
So che nella vita Lei prova certe difficoltà che vorrebbe poter
portare a soddisfacente risoluzione ... e non so con esattezza quali tra
le sue personali risorse Lei trovi più utile per risolvere questa difficoltà,
ma quello che so è che la sua mente inconscia sa meglio di Lei
ricercare nella sua esperienza quella precisa risorsa...
Notate che queste parole utilizzate nella vita di ogni giorno hanno una
capacità di induzione naturale, parole come una certa sensazione, speranze,
sogni, capacità, ricordi, avventuroso...
Sono parole che convogliano ben più significati di quanti qualunque parlante
potrebbe mai sperare di trasmettere.
L’ipnotista genera la ricerca interna fissando l’attenzione del soggetto.
Questo avviene quando il terapeuta implica che questi termini carichi di tanti
significati in realtà ne trasmettano uno ben preciso: "E tu sai già di
quale piacevole sensazione io stia parlando".
La ricerca interna è appunto un tentativo di eliminare il gran numero di
significati opzionali e di trovare quello particolare che è stato implicato.
Cancellazioni
Quando una parte del significato di una frase (la struttura profonda) non ha
una rappresentazione della struttura superficiale (la frase effettivamente
detta dal cliente).
"So che Lei è curioso"
L’oggetto della frase manca completamente. Chi ascolta non sa di che cosa
dovrebbe essere curioso, egli riempirà i vuoti in tutto ciò che è rilevante
nella propria esperienza.
"Tu stai facendo la stessa cosa che hai fatto quando sei venuto a
scuola per la prima volta" (fatto che cosa? La stessa cosa per chi?)
Verbi non specificati
L’uso di verbi non specificati vi mette in grado di ricalcare l’esperienza
del cliente, in quanto aumenta al massimo la verosimiglianza dell’enunciato che
contiene l’esperienza. Nello stesso tempo richiede la sua attenzione su qualche
parte dell’esperienza:
Se dico "Voglio che tu impari" non sto spiegando come voglio che
tu impari, o che cosa specificatamente voglio che tu impari.
Frasi del tipo
"E tu puoi chiederti cosa significa questo"
"Tu davvero saprai quando l’avrai scoperto"
Indice riferenziale non specificato
Asserzioni di questo tipo danno modo al cliente di applicarle a se stesso.
Il linguaggio è abilmente vago non si entra nello specifico, non è data quindi
neanche possibilità sottoporre a revisione critica queste affermazioni e quindi
di rifiutarle..
"Puoi avvertire una certa sensazione"
Truismi
Il truismo è una semplice constatazione di fatto su qualcosa di innegabile e
può essere utilizzato per evocare indirettamente delle risposte ideodinamiche.
I truismi sono particolarmente utili per provocare un atteggiamento di
consenso, prima di suggerire possibilità terapeutiche che il cliente potrebbe
considerare con minore certezza.
Pertanto un truismo è dire a un cliente: "Lei ha imparato a
camminare". Il cliente, d’accordo su questo punto, lo sarà con più
probabilità anche su successive affermazioni del terapeuta, anche se esse
dovessero trasmettere ‘verità’ meno indubitabili.
Le frasi successive saranno suggestioni indirette, quali per esempio:
"Dunque può imparare molte altre cose", e quasi impossibile opporre
resistenza. È quindi molto efficace per creare falsi sillogismi.
I seguenti truismi possono veramente far scattare un’esperienza concreta e
letterale del comportamento suggerito, che è scritto in corsivo.
Processi ideomotori:
Quando siamo stanchi, le palpebre cominciano a sbattere e talvolta gli
occhi si chiudono senza quasi che ce ne rendiamo conto
Ciascuno di noi entra in trance in modo a lui peculiare
Processi ideosensori:
A molte persone piace il profumo salato di una lieve brezza marina
Molte persone amano la rinfrescante frescura di una lieve brezza
Processi ideoaffettivi:
Tutti, notando qualcuno che sorride a un proprio pensiero intimo, ce
ne siamo rallegrati e spesso ci siamo trovati a sorridere al suo sorriso.
Processi ideocognitivi:
Qualche volta conosciamo un nome e lo abbiamo sulla punta della lingua ma non
riusciamo a dire quel nome
Truismi che utilizzano il tempo:
Prima o poi i tuoi occhi si chiuderanno
Il tuo sintomo ora può scomparire non appena il tuo inconscio
saprà che puoi affrontare il problema in modo più costruttivo
Il tuo mal di tesata può ORA andarsene così velocemente QUANTO il tuo
sistema è pronto a permetterglielo
Spostamento di indice referenziale
tu, noi, voi al posto di io
"Sai quando uno si sente in questo modo"
"T’immagini che cosa curiosa sarebbe?"
"Si dice che alcune parti del corpo si possano rilassare sempre di
più"
Lettura del pensiero
Si agisce come se si sapesse l’esperienza interna del cliente. Di solito ci
si esprime in modo abilmente vago, incorporando ciò che sta effettivamente
accadendo.
"Ti starai chiedendo che cosa vuol dire tutto ciò...", "Io so
che qualcosa dentro di te sta cambiando..."
Coprire tutte le possibilità di una classe di risposte
Sono utilizzate quando il terapeuta vuole focalizzare la responsività del
cliente in una direzione particolare comprendo tutte le possibilità di risposta
circa l’evento. In tal modo si dà all’inconscio la libertà di esprimersi in
qualsiasi forma ideomotoria. Qualsiasi cosa accada può quindi essere
sperimentata come una risposta riuscita non esiste fallimento. Pertanto può
essere usata come punto di partenza per l’indagine del tipo di responsività il
soggetto rende disponibile.
"Presto ti accorgerai che un dito si muove un po’, forse per suo conto.
Può muoversi in su o in giù, di lato o spingere. Può essere lento o veloce o
forse non muoversi per niente. La cosa realmente importante è sentire
pienamente qualsiasi sensazione si sviluppi."
Frasi aperte
Sono forme di suggestioni indeterminate che quindi non mirano come le
precedenti a ottenere una risposta entro una gamma ristretta di particolare
interesse.
Queste suggestioni a finale aperto permettono all’inconscio di selezionare
le esperienza per lui appropriate senza fornire alcun contenuto specifico:
"Ogni persona ha delle capacità che il sé non conosce e che possono
esprimersi in trance. Ricordi, pensieri, sentimenti, sensazioni, dimenticati
completamente o in parte dalla mente conscia, sono a disposizione
dell’inconscio e possono essere sperimentati in trance, adesso o in seguito, in
qualunque momento l’inconscio sia pronto."
o "Noi tutti abbiamo dei potenziali dei quali non siamo consci, e
normalmente non sappiamo come saranno espressi"
Questo tipo di suggestioni a finale aperto, pur dando molta libertà
apparente di esplorare ed esprimere l’individualità del paziente, implicano con
un alto grado di certezza che si prepara a una risposta terapeutica.
RICERCA
INTERNA
Ambiguità
L’ambiguità si presenta come una struttura superficiale che può avere più di
un significato. Ciò obbliga il cliente a selezionare il significato più
appropriato dall’insieme delle possibili strutture profonde.
1. Fonologica (ci sono più significati a partire dallo stesso suono)
Sono solo semicerchi = Sono solo se mi cerchi
2. Sintattica
Non è possibile stabilire la funzione sintattica di una parola a partire dal
contesto immediato della frase:
La visita dei parenti (chi visita chi?)
L’ipnosi di un ipnotizzatore può essere pericolosa (pericolosa per chi?)
3. Di portata
Non è possibile stabilire il senso di un frase in modo univoco
Voglio che tu mi faccia il mio autoritratto nudo (chi deve stare nudo?)
parlandoti come un bambino (questa espressione va riferita a Erickson o al
cliente?)
4. Di punteggiatura
Si formano due frasi e le si sovrappone
Quel tennista ha commesso un doppio fallo ancora se ci riesci
Frammento di frase
Tali frammenti, risultato di una cancellazione non grammaticale obbligano il
cliente al massimo della partecipazione per produrre un significato completo:
... e continui a chiedere ... e davvero .....
A questo proposito si può utilizzare un linguaggio proprio alla grammatica
infantile per indurre una regressione d’età.
Domande per facilitare nuove possibilità di risposta
Si comincia con una domanda che richiede da parte del paziente una scelta e
una volizione coscienti e termina con una domanda che può essere risposta solo
mediante processi inconsci. Una peculiarità importante di questo approccio è la
sua sicura riuscita, nel senso che ogni mancata risposta può essere accolta
come una risposta valida e significativa alla domanda. Ogni domanda suggerisce
una risposta osservabile che dà al terapeuta delle informazioni di rilievo sul
modo in cui il paziente sta seguendo le suggestioni:
Fissazione dello sguardo
"Ti piacerebbe trovare un punto sul quale fissare lo sguardo sentendoti
a tuo agio? Mentre continui a guardare questo punto non senti gli occhi stanchi
con le palpebre che tendono ad abbassarsi?
Ti si chiuderanno subito oppure ondeggeranno per qualche momento mentre
alcune parti del tuo corpo cominciano ad avere quella sensazione di benessere
caratteristica della trance?
Questa sensazione di benessere diventa più intensa se i tuoi occhi restano
chiusi, per cui non cerchi neppure di aprirli?
Fra quanto tempo dimenticherai i tuoi occhi e comincerai ad annuire
lentamente con la testa come se facessi un bel sogno?
Levitazione della mano
Puoi sentirti a tuo agio appoggiando, delicatamente le mani sulle gambe?
Puoi fare in modo che le mani appoggino così leggermente che solo le punte
delle dita tocchino appena le cosce?
Bene. Mentre appoggiano così leggermente ti accorgi che tendono a sollevarsi
un po’, da sole, a ogni tuo respiro?
Cominciano a sollevarsi sempre più leggermente e facilmente da sole mentre
il resto del corpo va sempre più rilassandosi?
Mentre questo succede, una mano o l’altra o forse tutte e due continuano a
sollevarsi sempre di più?
E la mano si solleva e continua a salire sempre più in alto, a poco a poco,
da sola? L’altra mano cerca di raggiungerla o rimane rilassata in grembo?
Bene. E questa mano continua a sollevarsi con questi leggeri movimenti un
po’ a scatti, o l’elevarsi diventa sempre più armonioso mentre la mano continua
a salire verso il viso?
Si muove più lentamente o velocemente all’avvicinarsi al viso, con una
sensazione di benessere che si approfondisce? C’è bisogno di una piccola pausa
prima che finalmente ti tocchi il viso così che tu puoi sapere che stai
entrando in trance? E non ti toccherà fino a che il tuo inconscio non è
realmente pronto a lasciarti andare più in profondità, non è vero?
E il corpo tirerà automaticamente un respiro più profondo quando la mano
toccherà il viso mentre tu ti rilassi realmente e fai la esperienza di andare
sempre più in profondità?
Bene. Vuoi anche provare a far caso alla profonda sensazione di benessere
che provi quando la mano ritorna lentamente e da sola in grembo? E il tuo
inconscio sarà in un sogno nel momento in cui la mano tornerà in stato di
quiete?
Domande che facilitano la responsività terapeutica
E quale sarà il mezzo efficace per perdere peso? Succederà perché
semplicemente ti dimentichi di mangiare e tollererai poco i cibi pesanti perché
ti impediscono di fare cose più interessanti? Per un motivo qualsiasi non ti
piaceranno più certi cibi che fanno ingrassare? Scoprirai il piacere di nuovi
cibi e nuovi modi di prepararli e mangiarli così che sarai sorpreso dal fatto
di avere perso peso, perché in realtà non ti sei privato di niente?
GUIDA
Presupposizioni
Le presupposizioni sono il modello linguistico più potente, quando sono
utilizzate da una persona che riesce a presupporre le cose che non vuole siano
messe in discussione. Un principio generale è quello di fornire alla persona
molte alternative che però presuppongano tutte la reazione che si vuole
ottenere.
1. Presupposizioni subordinate rette da clausole temporali: prima, dopo,
durante, mentre, da quando....
"Vuole sedersi mentre entra in trance?"
"Prima che Lei entri in trance vorrei discutere di questo"
2. Se..... allora
"Se ti siedi, allora puoi entrare in trance"
"Ora, se tieni le gambe non accavallate e vi appoggi comodamente le
mani, allora sarai pronto a entrare in trance"
3. Numeri ordinali: primo, secondo, terzo ecc. indicano un ordine
"Si starà chiedendo quale lato del corpo comincerà a rilassarsi per
primo"
4. Uso della particella "oppure". Si presume che si realizzerà una
tra più alternative
"Non so se a sollevarsi con movimento inconscio sarà la mano destra
oppure la sinistra"
5. Predicati di consapevolezza. Parole quali sa, consapevole, rendersi
conto, notare, ecc. possono essere utilizzate per presupporre il resto della
frase. L’unica domanda che rimane è sapere se chi ascolta si rende conto della
cosa che state dicendo.
"Si rende conto che la sua mente inconscia ha già cominciato a
imparare?"
"Sapeva di essere già stato in trance molte volte nel corso della sua
vita?"
6. Avverbi e aggettivi. Tali parole possono essere usate per presupporre in
una frase, una clausola fondamentale.
"È profondamente in trance?" Ciò presuppone che siete già in
trance, la sola questione è sapere se siete in trance profonda o no.
"Può cominciare a rilassarsi facilmente?" Ciò presuppone che la
persona si può rilassare, l’unica questione è se lo può fare con facilità.
7. Verbi e avverbi che indicano cambiamento di tempo. Cominciare, terminare,
smettere di, continuare, procedere, già, tuttora, più, ecc.
"Può continuare ad approfondire la trance?"
"È tuttora interessato all’ipnosi?" Ciò presuppone che la persona
nel passato era interessata all’ipnosi
7. Aggettivi e avverbi di commento. Fortunatamente, felicemente,
necessariamente.
"Fortunatamente, per aiutarla in ciò che vuole, non ho bisogno di
conoscerne i dettagli". Ciò presuppone tutto ciò che segue la prima
parola.
Più cose sono presupposte, più a chi ascolta riesce difficile districare la
frase e mettere in discussione ciascuna proposizione.
"E non so tra quanto tempo Lei si renderà conto di quante cose
inconsciamente ha già imparato, perché non è importante che lo sappia prima di
aver continuato con comodità il processo di rilassamento e di aver permesso
all’altro sé di imparare qualche altra cosa che sia per Lei utile e
piacevole."
Le presupposizioni hanno una caratteristica particolare: quando mettete la
frase al negativo ciò che è presupposto rimane vero perché la presupposizione è
precondizione della verità o falsità dell'enunciato e quindi permane in tutte e
due i casi. Si può dire che: Se A (la frase) è vera allora B (la presupposizione)
è vera. Se A è falsa allora B è vera. Se dico: "Keplero è morto in
povertà" anzitutto presuppongo che Keplero designi qualcosa e questo
rimane vero anche se volgo al negativo la frase. Questa presupposizione non fa
parte del significato della frase la potremmo considerare come una
metaffermazione. Oppure si può pensare alla frase che permane in primo piano
mentre sullo sfondo permangono tutte le sue presupposizioni in modo implicito.
Ma la frase o figura per esistere ha bisogno della presupposizione (dello
sfondo) su cui stagliarsi.
Domande trabocchetto
"Come sarebbe se...."
"Ti è mai capitato che..."
"Se tu fossi...."
"Quando tu ti senti..."
"Hai mai..."
"Sei mai..."
Ogni parola porta con se un'immagine e chi mi ascolta, per poter capire
quello che dico, deve richiamare alla mente l'immagine corrispondente o anche
le sensazioni fisiche.
Le domande trabocchetto che obbligano la persona a guardarsi dentro di sé a
livello anche profondo per poter dare la risposta:
Come sarebbe se....
Se tu....
Non ti è mai capitato...
Forme di estrazione indirette
Servono per ottenere indirettamente delle reazioni specifiche senza
sollecitarle esplicitamente. In questo modo si fanno giungere direttamente
all’inconscio le suggestioni rendendo particolarmente difficile la resistenza
poiché nulla è stato dichiarato in modo diretto.
1. Comandi incastrati. Sono degli ordini inseriti nella frase che per chi
ascolta non vengono percepiti consciamente come tali:
Puoi imparare qualsiasi cosa se solo ti concedi una possibilità di
rilassarti
Conoscevo una persona che quando ascoltava attentamente poteva veramente
rilassarsi
2. Sottolineatura per analogia
Gli ordini inseriti in una frase risultano particolarmente efficaci quando
sono accompagnati da una sottolineatura per analogia (e ancora di più se
utilizziamo l’indice referenziale generico con suggerimento di sintagma
nominale).
Qualsiasi comportamento percettibile dall’altra persona può essere
utilizzato per indicare che una data direttiva merita particolare attenzione.
Non c’è bisogno che l’altro noti a livello conscio la vostra sottolineatura;
anzi, la reazione sarà più completa quando la sottolineatura è sì, percepita,
ma non riconosciuta a livello conscio.
Per quanto riguarda la voce Erickson spiega: "le parole dirette all’inconscio
sono profferite con un tono sommesso. Mi rivolgo alla mente conscia con un tono
di voce, all’inconscio con un altro tono"
Lankton raccomanda di acquisire questo stile esercitandosi nell’effettuare
la dissociazione conscio/inconscio utilizzando cambiamenti di tono di voce,
abbassandola quando si parla dell’inconscio.
es. di comandi incastrati con sottolineatura analogica:
Ti ho raccontato del mio amico Michele?
Be', è una cosa interessante. Mi ricordo che una volta Michele mi ha
raccontato una storia a proposito di un suo amico. Questo suo amico quando
cominciava l'induzione di ipnosi e provava ad ASCOLTARE CON ATTENZIONE
cominciava a diventare cosciente del suo della sua voce... e mentre sentiva il
suono della sua voce, poteva anche sentire altri suoni nella stanza o fuori
della stanza come in lontananza... e poi mentre CONTINUA AD ASCOLTARE
cominciava a prendere coscienza ... dell'alzarsi e dell’abbassarsi del suo
petto.. e della voce... e mentre diventava cosciente.... di tutte queste
cose... il contatto della mano sul ginocchio e allora può rallentare il ritmo,
l'intero mondo si ferma e può IMMAGINARE UN MOMENTO NEL FUTURO diciamo sei mesi
da adesso, ancora SENTENDO QUEL SENSO DI INCREDIBILE CONNESSIONE, e RIGUARDANDO
A OGGI come era fosse stato il suo inizio? ... e LASCIARSI ANDARE A TUTTO CIO'
E mentre eri seduto lì anche tu hai fatto quello
3. Indice riferenziale generico con suggerimento di sintagma nominale
A partire da una frase con indice riferenziale generico l’operatore
suggerisce un sintagma nominale che accresce la possibilità che sia scelto
nella ricerca trasderivazionale.
A partire dalla frase
La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase
Il sintagma nominale Joe (che è il nome del cliente) può essere inserito in
punti diversi raggiungendo sempre un effetto subliminale:
La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase, Joe.
Joe, La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente, Joe, può essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente può, Joe, essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente può essere a proprio agio, Joe, mentre legge questa frase
Si può ripetere il sintagma nominale più volte:
Sai Ale, la gente può ascoltare attentamente, Ale, ogni volta che lo
vuole
Nella frase precedente troviamo un comando incastrato con sottolineatura
analogica all’interno di una frase che esprime un truismo tendente ad evocare
processi ideocognitivi.
Potrei anche utilizzare operatori modali del tipo: potere, essere in grado,
deve, potrebbe, capace di...
Le piante riescono/possono/sono in grado, Fred, a provare un senso di
benessere e di rilassamento.
4. Citazioni
I comandi si possono inserire nel corso di una citazione indiretta o diretta
al fine di rivolgere un ordine:
Avevo una volta un paziente che mi diceva sempre di sentirsi rilassato (cit.
indiretta)
Avevo una volta un ipnotista che mi diceva: "Chiudi gli occhi
ora". E ciò non aveva molto senso, ma lui continuava a dirmi: "Adesso
chiudi gli occhi e dormi!" (cit. diretta)
Queste citazioni si potrebbero usare parlando dell’ipnosi a una persona del
fatto che certi usano l’ipnosi diretta e con alcuni va bene. Se dopo la
suggestione la persona non risponde non hai toppato perché in realtà stai
raccontando di un altro, a quel punto puoi dire che tu non usi quel tipo di
ipnosi:
Voglio raccontarle l'ultima volta che sono stato a Phoenix a trovare Milton
Erickson. Sono entrato nel suo studio, e poi Milton è entrato nella sua sedia a
rotelle, mi ha guardato e ha detto: "Entra in trance!".
Se non ottenete risposta si può dire e poi siccome non entravo in trance mi
ha fissato e mi ha detto: Non devi sforzarti perché sto parlando direttamente
la tuo inconscio Sto aspettando Lui ( guardare un po' oltre) e poi è restato
zitto così....
Ora mi chiedo se tu ti renda conto di essere più profondamente in trance
(presupposizione)
(se non c'è risposta) ma questo è ciò che mi disse Milton; naturalmente io
personalmente non farei così, preferirei chiederti se mi puoi prestare per un
attimo quella mano.
5. Domande incastrate
Le domande incastrate hanno lo scopo di creare nel cliente una potenzialità
di risposta ponendogli dei quesiti senza dargli modo di rispondere palesemente.
Assai spesso sono presupposti di qualche altro comando e servono a
distrarre l’emisfero dominante costringendolo a ricorrere al dialogo interno
per rispondere alle domande, o per cercare di rispondervi, o anche soltanto per
cercare di capire se debba rispondervi o, più ancora, se lo possa fare, benché
di fatto non sia stata posta alcuna domanda.
Mi chiedo se tu sai quale mano si solleverà per prima
Sto riflettendo su quali possono essere le tue sensazioni di fronte alla
prospettiva di entrare in ipnosi
Si utilizzano termini del tipo chiedersi, curioso, non so
E ora parlandoti come un bambino (ambiguità di portata, chi è il bambino? io
o tu) mi chiedo se tu sai se entrerai in trance oppure no e in realtà non so
neppure se sai qualcosa sulla trance. Ci sto riflettendo e sono proprio curioso
di sapere se sei anche capace di rilassarti completamente e mi chiedo anche se
tu sai quale mano si solleverà per prima, sarà la destra o la sinistra oppure
entrambe...
6. Postulati di conversazione
Usando i postulati di conversazione si evita di impartire direttamente i
comandi permettendo al cliente di rispondere oppure no evitando così
l’istaurarsi di un rapporto autoritario.
Sono domande a cui è possibile rispondere si/no ma che tipicamente
determinano una reazione piuttosto che una risposta si/no.
Es.
Sai che danno in tv stasera?, Sai le ore? Sei capace di chiudere la porta?
La porta è aperta?
In ipnosi:
Puoi lasciare che la tua mani si sollevi
Puoi concentrare lo sguardo su quel punto?
Avrai gli occhi ben chiusi?
7. Ordini in forma negativa
Quando un ordine è dato in forma negativa, l’istruzione positiva è
generalmente la cosa cui si reagisce.
Non è necessario che tu vada in ipnosi, ora.
Utile per i soggetti resistenti che si oppongono all’essere eccessivamente
guidati.
In tal senso si possono utilizzare come doppio legame:
Prima di tutto si aumenta la simmetria per esempio dicendo: "Come suo
terapeuta è in mio potere, farle fare un sacco di cose, e io intendo avvalermi
di questo potere, perché devo fare il mio lavoro!"
A livello conscio il cliente si pone simmetrico e resistente. A questo punto
il terapeuta è nella posizione di impartire istruzioni a livello inconscio,
invitando a questo livello a esibire la reazione opposta che è quella che
voglio:
"È molto importante che lei non impari nulla da gente che non conosce,
e certamente lei non ha bisogno di stare seduto mentre è qui. Insisto dunque
perché ascolti attentamente le mie parole, per cui non si rilassi e non lasci
vagare la mente mentre parlo. Probabilmente lei non saprà come fare a
generalizzare e utilizzare le cose apprese e la sua esperienza inconscia. E
certamente non mi aspetto che applichi nessuna di queste stupidaggini alla vita
reale e ci posso contare che una volta uscito di qui questi pensieri non la
seguiranno"
Performativa perduta
Sono le frasi in cui manca (è perduta) l’indicazione della persona che dà la
valutazione. È utile per far passare certe presupposizioni:
È un bene che lei si possa rilassare sempre più profondamente
Non è importante che lei sprofondi in questa sedia - Chi lo dice? Per chi è
importante?
Apposizione di opposti - più.... più...
Un bilanciamento tra sistemi opposti è un processo biologico basilare che si
fonda sulla struttura del nostro sistema nervoso.
La maggior parte dei sistemi biologici può essere concettualizzata come un
bilanciamento omeostatico di processi che impedisce al sistema complessivo di
deviare dall’ambito relativamente ristretto necessario a un funzionamento
ottimale. Per spiegare alcuni dei fenomeni dell’ipnosi, è stato detto che ci
sono delle alternanze in vari sistemi opposti, come per esempio il simpatico e
il parasimpatico, gli emisferi cerebrali destro e sinistro, processi corticali
e subcorticali...
Questo bilanciamento o apposizione di opposti è evidente anche a livello
psicologico e sociale. Esistono tensione e rilassamento, motivazione e
inibizione, coscienza e inconscio, eros e logos, tesi e antitesi.
Mentre questo pugno diventa più chiuso e contratto, il resto del tuo
corpo si rilassa
Mentre il braccio si sente più leggero e si alza, le palpebre possono
sentirsi più pesanti e si abbassano fino a chiudersi.
Mentre la fronte diventa più fresca le mani possono diventare più
calde
Più all’inizio è teso, più in trance si può rilassare a fondo.
Negazione
Erickson crede che la semplice espressione di una negazione da parte del
terapeuta possa innescare automaticamente la scarica di ogni inibizione e
resistenza.
La ricerca ha dimostrato un altro valido aspetto di questa stretta
giustapposizione tra positivo e negativo. Si è trovato che è molto più
difficile capire una negazione che un’affermazione. L’uso di negazioni può
generare una confusione che tende a depotenziare il limitato campo cosciente
del paziente.
E tu puoi, no?
Puoi provare, o no?
Lo fai, non è vero?
Perché non lasciare che succeda
Non.. fino a che
È simile ai comandi in forma negativa ma è meglio definibile come un tipo di
suggestione contingente. La suggestione ipnotica fa leva sulle risposte
naturali e spontanee che si trovano nel normale repertorio del cliente.
Tu non lo farai lo farai fino a che il tuo inconscio non è pronto
Non devi entrare in trance fino a che non sei realmente pronto
Tu non saprai realmente quanto benessere proverai nella trance fino a che il
braccio non si è abbassato lentamente per fermarsi sulla gamba
Non sapere/non fare
Invita a lasciarsi andare all’inconscio e alle risposte automatiche, crea
dissociazione.
Quando si è rilassati, come è tipico della maggior parte delle esperienze di
trance, il sistema parasimpatico predispone fisiologicamente a non fare
piuttosto che a compiere uno sforzo attivo di fare. Analogamente, quando siamo
rilassati e prevale l’inconscio, di solito proviamo una sensazione di benessere
e non sappiamo in che modo l’inconscio stia svolgendo la sua attività.
Non devi sforzati a cercare di ascoltarmi perché il tuo inconscio da solo
può farlo e rispondere
Non sai quando le palpebre si chiuderanno da sole
Puoi non sapere quale mano si solleverà per prima
La tu mente conscia si pone certamente molte domande, ma in realtà non sa
quando l’inconscio ti lascerà abbandonare questa spiacevole abitudine. Non sai
se accadrà prima o poi. Non sai se accadrà improvvisamente o, a mano a mano,
per gradi. Però puoi imparare a rispettare il tuo modo naturale di fare le
cose.
Doppi legami
1. Evitamento
Vorresti entrare in trance ora o più tardi/seduto o disteso?
Vorresti entrare in una trance leggera, media o profonda?
2. Conscio/inconscio
Se il tuo inconscio vuole che tu entri in trance, la tua mano destra si
solleverà da sola. Altrimenti si solleverà al sinistra.
3. Doppio legame conscio/inconscio per doppia dissociazione
"Tu puoi svegliarti come persona, ma non hai bisogno di svegliarti come
corpo, oppure tu puoi svegliarti quando il tuo corpo si sveglia, ma senza
renderti conto del corpo."
"Puoi sognare ed essere sveglio anche se sei in trance o puoi comportarti
come se fossi in trance anche se sei sveglio."
4. Doppio legame a non sequitur
Per usare parole di Erickson e Rossi: "nel doppio legame a non sequitur
vi è similarità di contenuto fra le alternative offerte, senza tuttavia alcuna
connessione logica. Non la si può capire né confutare e allora si tende ad
accettarlo."
Si fa pensare che ci sia un’alternativa. Famose sono le ingiunzioni di
Milton al figlio:
"Vuoi fare il bagno prima di andare a letto, o preferisci metterti il
pigiama nella stanza da bagno?"
"Mentre metti via la bicicletta, chiudi la porta del garage"
Il compito sembra singolo - come si fa a rifiutare. Rifiutare significa
forse che non si metterà via la bicicletta, che non si arriverà fino al
garage?, che non si chiuderà la porta?
Il grado dello sforzo necessario per identificare ciò che uno deve rifiutare
è di per se stesso una remora al rifiuto, si tenderà quindi a eseguire i
compiti combinati piuttosto che star lì ad analizzare la questione.
È sempre un falso sillogismo che in ipnosi acquista potere quando si
aggancia a qualcosa che sta già avvenendo:
"Mentre si siede su quella sedia, vada pure in trance"
"Mentre si rende conto che può ritornare in trance quando ne ha bisogno
può svegliarsi"
Dissociazione conscio/inconscio
Serve a facilitare l’insorgere di fenomeni di trance. La si può evocare
indirettamente con racconti della vita quotidiana nei quali intervengono schemi
automatici o abituali di comportamento: camminare, essere assorti nei propri
pensieri, guidare, scrivere, guardare da un finestrino, dimenticare un nome...
Il pensiero ha la velocità dell’elettricità. E ci sono bilioni di cellule
cerebrali, e sono costantemente in attività. E tu avevi il tempo sufficiente di
renderti conto solo di alcuni dei processi di pensiero che avvengono nel tuo
cervello. E un solo semplice stimolo può far scaturire dalla tua mente
inconscia tantissimi pensieri apparentemente scollegati.
La sua mente conscia potrebbe già sapere dove utilizzare queste cose, mentre
la sua mente inconscia si occuperà di farlo nel modo giusto.
Doppia dissociazione:
Si comincia con una dissociazione normale per poi ripeterla invertita.
Invertendo cioè i compiti attribuiti alla mente conscia e inconscia:
"La sua mente conscia può essere interessata a vedere cosa impara da
quest’esperienza, e la sua mente inconscia può curarsi di imparare davvero da
essa, o forse la sua mente inconscia le permette solo di avere interesse,
mentre la sua mente conscia impara.
La formula è: "La sua mente conscia può fare X, mentre la sua mente
inconscia farà Y, oppure la sua mente inconscia può fare X, mentre la mente
conscia farà Y"
"E si potrebbe lasciare che sia la mente conscia a scegliere un luogo
in cui utilizzare le cose apprese e incaricare l’inconscio di metterle in atto,
oppure si può lasciare che sia il conscio a imparare qualcosa, e lasciare
all’inconscio la scelta del tempo e luogo"
Ratifica e approfondimento della trance
Col termine ‘ratificazione’ si intendono tutte quelle comunicazioni che
indirizzano l’attenzione del soggetto a quelle alterazioni prodotte dalla
fissazione dell’attenzione e dalla dissociazione dei processi mentali. Il fatto
di concentrare la consapevolezza del cliente sulle alterazioni che si sono
prodotte tende a convincerlo che sono effettivamente avvenute delle cose
inusuali.
E mentre ti parlavo, la tua respirazione è cambiata. La tua pressione
sanguigna si è alterata. Il tuo tono muscolare si è alterato. I tuoi riflessi
muscolari si sono alterati. Ora chiudi gli occhi e prova benessere. E più
benessere provi, più in profondità scenderai in trance.
Distorsione temporale
Presente-Futuro
pensando alle cose che stai imparando qui adesso
puoi immaginare un momento futuro,
diciamo anni da adesso,
in cui stai godendo già da anni la maestria nelle tecniche
e guardi indietro al momento attuale
come quello che è stato l’inizio di tutto.
Presente-Passato
Non sono d’accordo con quello che dici.
So che sei abituato a non essere d’accordo
sapevo già che tu sei abituato a non essere d’accordo
Operatori modali
Indicano mancanza di alternative
Hai notato che non puoi aprire gli occhi?
Induzioni
semplici e complesse
Le prime implicano un ricalco e guida verbale e non-verbale oltre al Milton
Model; le seconde implicano anche un confusione verbale e non verbale e l’uso
di strategie (doppi legami, piede nella porta, porta in faccia, debito, etc..)
oltre che l’uso di metafore (comunicazione multilivello=ambiguità fonologica,
sintattica, di portata, di punteggiatura).
Induzioni semplici (Ricalco e guida)
Ricalco e guida verbale
L’ipnotista è riuscito a effettuare il ricalco verbale del cliente quando
quest’ultimo accoglie le verbalizzazioni che ascolta come una descrizione
precisa della propria esperienza.
In altre parole, quando questi ha accettato la descrizione fattagli
dall’ipnotista come un preciso resoconto della propria esperienza in corso, la
linea di demarcazione tra la descrizione a opera dell’ipnotista dell’effettivo
comportamento del cliente e quella che sarà la sua prossima esperienza diventa
indistinta.
Tipicamente Erickson formulerà una serie di asserzioni, che il cliente potrà
subito verificare, e le vincolerà a un’asserzione che descriverà il
comportamento che egli desidera provocare nel cliente. La forza di questi
vincoli potrà cambiare.
Occorre ricordare che l’ipnotista può riuscire a ricalcare l’esperienza
interiore del cliente senza neppure sapere quale sia tramite descrizioni
verbali che consentano al cliente di allucinare o di proiettare la sua
esperienza in atto sulle descrizioni che l’ipnotista va facendo. L’ipnotista
che impiega con abilità questa tecnica di ricalco fa ampio uso dei processi
universali del modellamento umano: cancellazione, deformazione,
generalizzazione.
Ciò lascia al cliente ampia possibilità di scelta di interpretazione,
allucinazione o proiezione. Con questo artifizio il cliente viene impegnato più
attivamente nel procedimento di induzione di trance o nel comportamento in
trance profonda.
L’accorta cancellazione di parti della rappresentazione linguistica completa
– la struttura profonda – spinge il cliente ad attivare altre strutture
profonde per recuperare il significato completo. Ciò dà luogo a un processo in
cui il cliente origina e seleziona delle strutture profonde grazie alle quali
sarà possibile che:
1. il cliente partecipi attivamente, impegnando completamente l’emisfero
dominante
2. le verbalizzazioni dell’ipnotista ricalchino efficacemente l’esperienza
del cliente
3. il cliente sia libero di impiegare le proprie risorse nel processo di
recupero del significato completo
Tale tecniche funzionano perché la mente cosciente funziona per associazioni
e l’uso dei termini di transizione rende il tutto logico (falso sillogismo).
Occorre perciò legare le informazioni sensorialmente basate a quelle
non-sensorialmente basate (con legami finali di causa/effetto poiché la persona
deve arrivare a credere che il non sensorialmente basato è conseguenza diretta
del sensorialmente basato) nelle quali evocherò col condizionale, con un
linguaggio abilmente vago e comprendo possibilmente tutta la gamma di risposte
possibili i sintomi della trance (attenzione focalizzata all’interno). Alla
fine le suggestioni si confondono col sensorialmente basato.
Si tratta di falsi sillogismi. Pensiamo che ciò che appare logico e segue la
tipica argomentazione in cui, posto qualcosa come premessa, qualcos’altro ne
deriva come necessaria e logica conclusione. A volte partendo da presupposti
fondati si può giungere a conclusioni errate:
1. Gli esseri umani sono dei mammiferi, 2. i conigli sono mammiferi, 3.
dunque gli esseri umani sono conigli.
In ogni caso malgrado l’apparente permissività il tono con cui dite le cose
deve essere di certezza (paraverbale e anche cnv).
Sul piano del non verbale posso guidare la persona col corpo (dopo il
ricalco vado in trance anche io)
quest’ultime tecniche si chiamano ricalco e guida non verbale:
Una prima forma di induzione e l’uniformazione della velocità delle vostre
parole al ritmo respiratorio dell’altro (ricalco) per poi cominciare a
rallentarle (guida). Un altro modo e il cambiamento di tono e funziona anche da
ancora: tutte le volte che indurrete la trance cambiarete il vostro tono di
voce.
È importante non partire subito con un tono di voce alterato ma cominciare a
cambiarlo mentre l’altro comincia ad andare in trance così da creare un’ancora
e così da effettuare un ricalco efficace perché poi quando altererete e
rallenterete ancora di più il vostro tono di voce l’altro vi seguirà. È proprio
ciò che Bandler definisce come l’istaurazione di un circuito di retroazione:
"Mi sono trasformato in un complesso apparecchio per il biofeedback a suo
beneficio. Ho osservato i cambiamenti nella colorazione della pelle, e mentre
la colorazione della pelle cambiava, io molto lentamente ho cominciato a
cambiare il mio tono di voce, da uno molto normale a uno molto diverso.
Inizialmente ho cambiato tono di voce alla cadenza e al ritmo con cui cambiava
lei. Poi, cambiando voce sempre più nella stessa direzione, l’ho potuta
condurre sempre più a fondo in uno stato alterato." (Richard Bandler, John
Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 120)
|
Il cambiamento di tono su alcune parole chiave è chiamata sottolineatura
analogica.
Nella sottolineatura analogica non c'è la peak experience come
nell'ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale)
ripetuta molte volte diventa l'equivalente di un'ancora.
Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato:
di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare
una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare
direttamente all'inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora,
un'altra parte di te sa già cosa fare..." e sottolineo.
Spiega Bandler: "Potrei per esempio parlarvi di persone che sono
veramente capaci di rilassarsi, di persone che possono permettersi di essere
a proprio agio nella situazione in cui si trovano. Oppure potrei
raccontarvi una storia su un mio amico che sa apprendere facilmente come
andare in trance profonda. [...] Queste cose costituiscono dei messaggi
distinti all'interno del messaggio manifesto, e il vostro inconscio li
identificherà e vi reagirà in modo appropriato.
A questo punto, per molti di voi io ho associato un certo tono di voce e un
certo gesto alle parole rilassamento e trance. Ora non devo far
altro che usare sempre più spesso quel tono di voce, e il vostro inconscio saprà
cosa fare. Quel tono di voce trasmette il messaggio in modo molto più
efficace che se vi dicessi di andare in trance, perché aggira la
vostra mente conscia. [...] Un termine come 'rilassamento' è di per sé
un'ancora [...] Per capire cosa intendo dire [...] voi dovete accedere alla
vostra personale esperienza [...] Voi disponete di un frammento d'esperienza
che vi permette di capire la parola stessa. E nel momento stesso in cui vi
sentite a vostro agio, io associo questa esperienza a un dato tono di
voce. Adesso il mio tono di voce diventa un'ancora per quella
risposta."(Ipnosi e trasformazione, pp. 70-71)
In altre parole la sottolineatura analogica diventa uno strumento del
mestiere dell'ipnostista da potersi usare in qualsiasi tipo di induzione egli
voglia usare, è ottima per esempio per l'evocazione di stati di trance
naturali mentre all'interno della trance la si può usare per marcare certe
parole per l'inconscio mentre altre sono dirette al conscio nella doppia
dissociazione, oppure per indurre la levitazione del braccio la parola
elevare può essere nascosta più volte in un racconto e viene diretta verso la
mano, è ottima anche nelle frasi che contengono ambiguità: "L'ipnosi è
una cosa che può elevare lo spirito e molto altro ancora, ma
occorre che venga messa in mano a coloro che sono di fronte a
molte possibilità anche se a volte mentono"
|
Una forma più completa è che andiate voi stessi in trance:
"Posso ricalcare la sua dilatazione delle pupille dilatando le mie e
poi, quando lo guardo, cominciare a sfuocare lo sguardo sempre di più, via via
che mi segue. L osguardo sfuocato è un buon indicatore di stato di trance,
perché è associato a un’elaborazione interna, mentre mettere a fuoco significa
rivolgersi al mondo esterno.
Posso uniformarmi al suo battito delle palpebre e pìoi gradualmente sbattere
le mie più spesso e più lentamente, sino a quando non ottengo che chiuda gli
occhi. Posso rispecchiare il suo tono muscolare e poi lentamente rilassare i
miei muscoli, per aiutarlo a rilassarsi. Quando ricalcate e guidate in modo non
verbale, non c’è alcun bisogno di parlare. Non dovete far altro che
rispecchiare per ottenere rapport, e poi lentamente mettervi in uno stato
alterato di coscienza, assicurandovi che l’altra persona vi stia
seguendo." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione,
Astrolabio, 1983 Roma, p. 51)
Più raffinato è il ricalco anticipato (conosco cosa fa la persona quando
comincia ad andare in trance) e la rcialco anticipatamente in modo che questo
funzioni come un ancoraggio.
|
Si tratta sempre di una guida indiretta e quindi non
assume il tono autoritario di un comando: "Mi chiedo se tu possa sentire
il piacevole contatto delle ciglia con la tua cute". Per sentirlo può
solo chiudere gli occhi. Potete accompagnare il vostro verbale con il non
verbale chiudendo voi stessi gli occhi o accompagnando la parola con un gesto
della mano.
|
Nel’induzione 5-4-3-2-1 posso partire dal sistema rappresentazionale
dominante che sta usando la persona in quel preciso momento per poi sovrapporre
gli altri (questa è la tecnica dei sistemi rappresentazionali
sovrapponentesi che in parte è simile alla tecnica di autoipnosi della
moglie di Erickson: prima 3 affermazioni visive poi 3 auditive poi 3
cinestesiche per poi scalare a due a uno).
Se ascoltiamo i termini usati dal cliente ci rendiamo conto di cosa è
cosciente di quale/i canale/i sta utilizzando a livello conscio per elaborare
le informazioni e per entrare in contatto con la realtà. Quello è il suo stato
di coscienza "normale" in quel momento: "se sapete cosa
significa per una persona essere in uno stato normale, in termini di sistemi
rappresentazionali, avrete anche un’eccellente indicazione di quale sarebbe per
lei uno stato alterato: qualsiasi altra cosa." (Richard Bandler, John
Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 52)
Per far passare la persona dallo stato alterato a quello ordinario la
tecnica è sempre quella del ricalco e guida: ricalcare cioè i suoi sistemi
rappresentazionali per poi guidarla attraverso la sovrapposizione ad altri
sistemi che non sta utilizzandov e passare da VAKOG esterni a VAKOG interni.
Posso anche aiutarmi facendola riaccedere a uno stato precedente di trance:
1. La persona ha avuto già altre esperienze ipnotiche: posso chiederle di
porsi nella stessa postura, sulla stessa sedia e ricordare come esattamente era
(VAKOG completo). Per poter riaccedere alle informazioni necessarie deve porsi
in uno stato di trance.
2. Posso far immaginare come sarebbe:
Come sarebbe se...; cosa accadrebbe... prova a immaginarti...
Potete immaginare tutte le componenti (VAKOG):
Che aspetto avresti se fossi in trance profonda? Creeresti delle immagini
interne? Come ti sentiresti? Come sarebbe la tua respirazione? il tuo tono
muscolare? Come sentiresti la mia voce? ti diresti qualche cosa?
3. Posso evocare stati di trance naturali (riaccesso a uno stato naturale di
trance).
Quest'ultima è una tecnica particolarmente importante che può essere efettuata
in modo indiretto cioè tramite il racconto e la metafora.
Nell'ipnosi Ericksoniana non ho bisogno di dire al cliente che cosa deve fare
in modo diretto, non devo dire di cercare di rilassare parti del suo corpo o
immaginare di sprofondare nella sedia o altro. L'ipnosi Ericksoniana parte
dall'assunto che è facile entrare in trance, che nella vita di ogni giorno
abbiamo degli stati di trance naturale. Quando volete creare un certo fenomeno
ipnotico potete attingere a contesti della vita quotidiana nel quale quel
fenomeno è una risposta naturale, non c'è nulla di imposto. Per esempio, la
dissociazione può essere indotta raccontando del riflesso del proprio viso sul
finestrino del treno mentre la campagna passava davanti a voi ed eravate presi
dalle vostre fantasticherie. Se vogliamo alleviare il dolore dobbiamo solo
pensare a contesti in cui non provereste dolore fisico.
Le domande che ci si dovrebbe sempre porre quando vogliamo indurre una trance
sono:
1. Che cosa voglio?
2. In quali contesti ciò avverrebbe naturalmente? Quella sarebbe la reazione
appropriata?
L'alleviamento del dolore si crea quando la nostra attenzione è focalizzata
altrove. Se la nostra attenzione conscia è completamente saturata (si superano
i 7 + o - 2 pezzi di informazione) allora non sentiamo più dolore. È famose il
racconto che fece Milton a una signora che stava morendo di cancro gli disse:
"Che cosa farebbe se proprio adesso quella porta si dovesse spalancare e
lei guardando dovesse vedere una grande e enorme tigre affamata che si lecca i
baffi e guarda solo lei, quanto dolore pensa che sentirebbe?" (in effetti
il racconto era in un certo modo isomorfo alla situazione attule della paziente
che stava per morire).
Per abbassare la soglia del dolore si possono evocare ogni sorta di stati in
cui questo è possibile, l'importante è far immaginare o ricordare cose a
dispossizione nella mappa del cliente, così possiamo star certi che avra
provato la sensazione di immergere la mn nell'acqua gelata o nel ghiaccio, la sensazione
dell'anestesia del dentista (che poi potrà essere spostata in altre parti del
corpo), l'eseprienza di avere la mente altrove, di essere cioè dissociato dal
corpo tanto da non sentire certi dolori o da non accorgersi di essersi fatto
male...
Ci sono moltri altri fenomeni che possono essere evocati per mezzo di
racconti. L'amnesia può essere evocata raccontando di nomi sulla punta della
lingua che non riescono a essere ricordati, di una lavagna che viene
cancellata.
Può essere evocata anche con una interruzione di schema oppure con una
dissociazione sui sistemi rappresentazionali:
"Per esempio, se la persona è molto specializzata sul canale visivo,
potrei praticare una induzione di sovrapposizione e portarlo a uno stato di
coscienza in cui predomina il canale cenestesico. quando ritorna al suo stato
normale di coscienza, automaticamente avrà amensia per l'esperienza di trance.
Non avrà alcun modo di avere accesso all'informazione, perché la sua coscienza
è di tipo visivo, e lo stato alterato di esperienza era cenestesico. 'Lui', la
sua parte visiva non ne sà niente. Ogni volta che alterate radicalmente lo
stato di coscienza di una persona, e poi improvvisamente lo riportate al suo
normale stato, senza creare un ponte tra questi due stati, lei tenderà ad avere
amnesia per ciò che è avvenuto quando la sua coscienza era alterata. Nello
stato normale, non ha modo di accedere a quella informazione; essa è collegata
a un altro stato di coscienza. Nelle forme blande di questo fenomeno, sono
state fatte delle ricerche sull'apprendimento. È stato scoperto che se si
memorizza una data informazione mentre si ascolta la musica, più tardi si sarà
molto più propensi a ricordarla se si ascolterà nuovamente della musica. Sarete
molto più propensi a ricordare le cose che avete imparato quando avete bevuto
del caffè, o avete alterato in qualche modo la vostra coscienza, se riberrete
del caffè o altererete la vostra coscienza allo stesso modo. " (Ipnosi e
trasformazione, p. 206)
Questi sono esempi dove l'amnesia viene prodotta in modo naturale e dove non
c'è alcun ordine diretto a riguardo. Ciò è possibile atraverso la misdirection
o dirizione dell'attenzione sul canale sbagliato rispetto a quello in cui
l'informazione è immagazzinata. Per esempio, dirigendo l'attenzione
dell'interlocutore in alto sulla vostra mano (accesso visivo) e chiedendo che
cosa è stato appena detto, se continuate a portare l'attenzione della persona
in alto questa avrà difficoltà a recuperare le informazioni.
L'ipermnesia invece può essere prodotta con racconti di un provviso rendersi
conto di qualche novità per la strada o del ricordo di qualcosa che non si
riusciva a ricordare. La regressione d'età la si può evocare tramite racconti
di giochi, di come si è imparato a camminare a leggere e a scrivere, le fiabe,
oppure un odore, quello della vostra camere dell'infanzia o del vostro gioco
preferito, o l'odore del profumo della nonna o della camera dei genitori...
La distorsione temporale è facilmente realizzabile con racconti rigurdanti
la guida in automobile: di come a volte il tempo sempbra passare in un baleno e
vi ritrovate già nel luogo di destinazione o scoprite che sono passate già due
ora quando pensavate che fossero passati solo 20 minuti, altre volte invece il
viaggio non sembra finire più, guardate l'orologio e scoprite che è passata
solo mezzora e questa mezzora vi sembrava un'eternità.
L'approccio naturalistico insegna che la resistenza non esiste perché il
cliente vuole cooperare solo se gli viene fornito lo stimolo giusto allora vi
ringrazierà per questo con la fenomenologia adeguata perché troverà che le sue
esigenze sono state accolte ed esaudite.
Induzioni complesse (sovraccarico e blocco dell’emisfero dominante, guida
della mente inconscia)
1. Induzione fulcro
2. Interruzione dello
schema
3. Sovraccarico
3. Potere personale
4. Cumulazione di
realtà
5. Metafore
6. Sottolineatura
analogica
7. Doppi legami
8. Disseminazione
9. Identificazione
in trance profonda
Induzione fulcro (si può considerare una particolare
forma di interruzione di schema che fa uso del corpo del cliente):
Si fa fulcro su una componente fisica della persona come modalità per
indurre uno stato di coscienza alterato.
Stretta di mano alla
Milton Erickson
1. Ricalco
2. Stretta di mano prolungata con distrazione dell’attenzione
3. Mentre stringi la mano dai la sensazione di lasciarla per poi riprenderla
lievemente più volte con le dita e col mignolo la trattieni. Alla fini la lasci
piano piano in modo impercettibile lasciando anche la tua sospesa.
|
In questo caso si è fatto affidamento sull'ambiguità cenestesica (la
persona non riesce più a capire il preciso momento in quel gli lasciate la
mano)
"Nel momento in cui Erickson comincia a rilasciare la mano in quel
modo delicato, incerto, il soggetto guarda spontaneamente il viso e gli occhi
di Erickson per avere una risposta alla domanda che sta sorgendo in lui: che
cosa sta succedendo? A questo punto Erickson aumenta la confusione
focalizzando lo sguardo su un punto alle spalle del soggetto. Alla vana
ricerca di un contatto di sguardi, il soggetto ha la particolare sensazione
di non essere visto, di essere 'attraversato dallo sguardo', e le domande si
moltiplicano, mentre la confusione riguardo alla situazione aumenta. A questo
punto Erickson accresce ulteriormente questa confusione borbottando qualcosa
d'incoerente [...] In quel preciso momento il soggetto è sospeso in una
totale, concentrata e indagatrice attenzione, Erickson impartisce una
suggestione chiara, concisa e chiarificatrice, che sarà afferrata dal
soggetto come mezzo per porre fine allo scomodo stato d'incertezza."
(L'esperienza dell'ipnosi, pp. 75-76)
|
L'induzione fulcro si può intedendere anche come un incorporazione di
fenomeni naturali che vengono in seguito attribuiti alla potenza
dell'ipnotista. Il concetto è comunque quello del pacing and leading (ricalco e
guida). Per esempio anche l'induzione di chiusura degli occhi tramite la
fissazione di un punto è basata sul ricalco e guida ma è anche una induzione
fulcro perchè fa leva su una componente fisica (la stanchezza degli occhi, la
pesantezza delle palpebre, la sfocalizzazione dello sguardo e altri
fenomenicome l'alterazione della percezione)
Interruzione di schema
Si rompe uno schema abituale che si usa normalmente in una comunicazione in
modo da creare confusione,
focalizzare l’attenzione e avviare perciò uno stato di trance:
"Se riuscite a identificare un qualsiasi schema comportamentale rigido di
un essere umano non dovete far altro che dare il via a quello schema e poi
interromperlo." (Ipnosi e trasformazione, p. 83) Poiché uno schema è un
TOTE inconscio è come una attività unica, la persona non presta attenzione alle
varie fasi: "Nel momento in cui io allungo il braccio per stringerle la
mano, lei allungherà il suo. A quel punto, io opero un’interruzione, afferando
con la sinistra il suo polso e sollevandole leggermente la mano. Lei si troverà
per un istante senza un programma, poiché non esiste nessun passo successivo da
compiere. [...] Nessuno è mai passato dal punto di mezzo di una stretta di mano
a nessuna altra cosa. A quel punto vi trovate con un fulcro. Non dovete fare
altro che fornire le istruzioni adeguate, che tipicamente saranno seguite. In
questo caso, le istruzioni potrebbero essere: "Lascia che il tuo braccio
scenda, ma solo alla stessa velocità con cui i tuoi occhi cominciano a
chiudersi mentre tu entri in uno stato più profondo di quanto tu
pensassi..." (p. 83) In altre parole fornite alla persona il programma da
seguire, poiché al momento, in quel’attimo è sprovvista di piani di
comportamento.
|
Si può anche procedere con una amnesia di quanto è
avvenuto con frasi del tipo:
"E lascia che la tua mano scenda sino a toccare la mia, e a quel punto
l’afferrerai e me la stringerai come se non fosse avvenuto nulla
d’insolito". A quel puinto stringete la mano e dite "Molto
lieto!" parlando subito di qualcos’altro o focalizzando l’attenzione
"Scusi il suo nome?".
|
Si può anche utilizzare qualsiasi gesto normale, un qualsiasi schema
socialmente accettato per poi esasperarlo continuando però a parlare come se
niente fosse e senza attirare l’attenzione sul gesto (rimango serio e congruo).
Sovraccarico
Posso dire cose opposte una in seguito all’altra, oppure dire una cosa sul
piano verbale e una completamente opposta sul piano non verbale (passa la
suggestione non verbale), posso parlare velocemente con un linguaggio confuso o
difficile, posso dare molte informazioni su più canali sensoriali, toccare la
persona distogliere l’attenzione, etc.. (la usano gli zingari per rubare - vedi
anche prestigiatori=misdirecting)
Cumulazione di realtà (è una forma di sovraccarico)
Cumulo realtà differenti aprendo storie (vedi metafora windows) una dopo
l’altra senza chiuderle.
Sottolineatura analogica
Nella sottolineatura analogica non c’è la peak experience come
nell’ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta
molte volte diventa l’equivalente di un’ancora.
Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare
stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di
fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare
direttamente all’inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un’altra
parte di te sa già cosa fare..."
Doppio legame
Per esempio metto la persona in una posizione scomoda (uso tecniche simili
all’ipnosi dinamica) chiedendo per esempio di continuare a fissare il centro
della sua mano (dopo la tecnica di induzione fulcro) posta in alto mentre il
busto lo reclino all’indietro per poi dire con tono di sfida: "Ora prova a
rimanere in questa posizione se ci riesci; se dovessi avvertire il bisogno di
muoverti e di far calare il braccio ciò vuol dire che ti stai rilassando per
entrare in uno stato di trance.
Tecniche strategiche
"Più di una volta mi è successo di far prendere la sedia a un
paziente, fargliela spostare in un altro punto della stanza, e immediatamente
cominciava a parlare dei suoi problemi e a darmi le informazioni che aveva
bisogno di darmi. In realtà lasciava tutte le sue resistenze nell’orientamento
spaziale che aveva quando era seduto su questa sedia. [...] La sedia nella
vecchia posizione rappresenta i vecchi schemi di pensiero e di comportamento
del paziente. Lo spostare la sedia in una nuova posizione rappresenta la
disponibilità del paziente a guardare se stesso in modo nuovo" (pp. 17-18
L’esperienza dell’ipnosi)
Altro esempio:
"Quel dottore col quale per due ore feci tutto quello che potevo per
metterlo in trance aveva certamente un bel po’ di resistenza inconscia. E poi,
quando lo portai nell’altra stanza per presentarlo alla signora Erickson, le
sue resistenze erano state cumulate, e lasciate lì nello studio. (p. 26)
Tecnica diversa:
"Molto spesso faccio mettere i miei pazienti in trance profonda da
qualcun altro; specialmente quei pazienti che sono del tutto resistenti, e non
si permetterebbero mai che sia il medico a farlo. Di solito cerco di far sì che
oppongano tutta la resistenza possibile a me, in modo da poter catalizzare
tutta la loro resistenza, e non lasciarne nessuna verso la persona che si
accinge a metterli in trance." (p. 25)
Identificazione i n trance profonda
Identificazione in trance profonda Bandler paragona l'identificazione in
trance profonda con le possessioni vodoo. In effetti l'identificazione in
trance profonda è un fenomeno ipnotico che consente a un individuo di acquisire
l'identità di qualcun'altro sino ad acquisire inconsciamente alcune delle sue
capacità. Questa tecnica è stata usata da Bandler e Grinder quando hanno voluto
modellare Milton Erickson.
Bandler spiega che per ottenere una vera e propria identificazione profonda
occorre per prima cosa eliminare l'indentità della persona, creare cioè una
sorta di amensia riguardo a ciò che è tramite per esempio una regressione d'età
totale per poi acquisire la personalità della persona che si vuole modellare.
Una tecnica efficace per ottenere tutto ciòè quella di imamginare di avere
davanti a sé il libro del tempo nel quale ci sono le fotografie di tutta una
vita e ad ogni pagina si è totalmente a quella età. Sfogliando le pagine a
ritroso si torna sempre più indietro e avrai l'età che avevi allora, sapendo
solo le cose che sapevi allora e niente più. Quando è il soggetto è arrivato
all'età infantile si può dire: "E ora sei curioso di andare in soffitta
perché sai che ci sono abiti con cui potersi travestire per cambiare di
identità e quando comincia a indossare quegil abiti ti dimentichi di tutto, di
essere bambino e comincia a diventare quella eprsona che non conosci ma che il
tuo inconscio sa chi è e puoi assumere il tono di voce di quella persona, le
reazioni e i movimenti di quella persona e il comportamento e per i prossimi
minuti che sei lì prenditi tutto il tempo necessario per crearti inconsciamente
una personalità basata unicamente su ciò che conosci di quel particolare essere
umano e fra dieci minuti i tuoi occhi si spalancheranno spontaneamente e sarei
completamente quel particolare essere umano." (Ipnosi e trasformazione,
pp. 198-199)
Utilizzazione
Le tecniche di utilizzazione di tipo ipnotico tendono ad aiutare la persona
senza che questa abbia consapevolezza di cosa effettivamente è successo (la
risposta è involontaria come se venisse da fuori). Ciò vuol dire che il
risultato non può più essere riprodotto dalla persona a suo piacere. Quindi il
rapporto ipnotico tende a creare dipendenza e una aspettativa magica nel
cliente. Ad ogni modo le tecniche di utilizzazione Ericksoniane sono sempre
rispettose dell’individualità poiché se l’inconscio non ritiene utile (non è
ecologica) la suggestione la tecnica non avrà efficacia.
Erickson tramite i suoi racconti permetteva al cliente di recuperare le
risorse necessarie e queste risorse andavano messe in un ordine preciso (vedi
strategie e catene di ancore) al fine di dare l’obiettivo desiderato.
Nell’ipnosi Ericksoniana vengono date istruzioni di processo senza alcun
contenuto specifico. Sono istruzioni che precisano molto bene il "come
fare" per poter passare dallo stato presente a quello desiderato rimanendo
però molto aspecifici riguardo il contenuto.
Questa tecnica presenta notevoli vantaggi:
1. Ecologia
2. Non ho bisogno di conoscere i dettagli della vita dell’altra persona né i
contenuti specifici del suo problema.
3. Impegno attivamente l’interlocutore in una ricerca trasderivazionale per
sopperire al contenuto
Spiegano Bandler e Grinder:
"Quando date delle istruzioni di processo, usate una quantità di parole
quali ‘conoscenza’, ‘risorsa’, ‘curiosità’. Questo tipo di termini, li
chiamiamo nominalizzazioni. In realtà sono dei termini che indicano un processo
e che sono utilizzati come sostantivi. Se trasformate una parola come
‘conoscenza’ in un verbo, ‘tu conoscerai’, vi rendete conto che viene soppressa
una grande quantità di informazioni. Conoscerete che cosa? Se qualcuno usa le
nominalizzazioni quando vi sta parlando, vi costringe a penetrare all’interno
di ciò che dice per capirne il significato. Se un cliente vi dice: "Beh,
io cerco soddisfazione", voi potete tramutare la soddisfazione un verbo e
chiedere: "In che modo sta cercando di essere soddisfatto?". oppure:
"Di che cosa vorrebbe essere soddisfatto?". Ma se non lo fate,
dovrete sopperire voi al pezzo mancante. Questo fa la maggior parte dei
terapeuti con ciò che i loro clienti dicono. Essi allucinano ciò che la persona
intende dire. Se io mi limito a dire: "Io ricerco un sostegno",
dovrete penetrare in quello che dico e scoprire da soli cosa significa quando
qualcuno dà sostegno a qualcun altro.
Ogni volta che scelgo dei modelli verbali che non si riferiscono
direttamente all’esperienza sensoriale, vi obbligo a partecipare attivamente al
processo della loro comprensione. Ogni volta che lo fate, compiete un processo
che noi, incomprensibilmente, abbiamo chiamato, ‘riceca transderivazionale’. La
persona prende le parole che le proponete e le collega alla propria esperienza
personale. Come ipnotista, io utilizzo il fatto che la persona compie
naturalmente questa operazione. Inizio col proporre un linguaggio farcito di
nominalizzazioni. Non ho alcuna idea di quale sia il significato di queste
nominalizzazioni, ma il mio cliente vi inserirà ciò che è più appropriato a lui
stesso." (Ipnosi e trasformazione, p. 116)
Le fasi dell’utilizzazione saranno:
1. Stimolo risorse
2. Associamento dello stimolo con un esperienza del cliente
3. Causa/effetto nel presente
4. Causa/effetto nel futuro
Creo dei rapporti di causa/effetto tra il lavoro effettuato in seduta e gli
eventi quotidiani che sicuramente il cliente svolgerà è meglio se la
descrizione è vaga e copre tutte le possibilità di risposte possibili.
CASO
Una persona non motivata ad alzarsi.
Risorse necessarie:
V=immagine in movimento, luminosa, vicina e definita
A=Suono sicuro e potente
K= sensazione del corpo in movimento
1. Io quando mi alzo mi sento come in un film...;
2. non so se ti è mai capitato di andare al cinema e metterti in prima fila,
etc....
3. e il tuo guardarmi in questo modo mi fa capire che una parte di te si sta
già comportando in modo diverso
4. E presto, nei prossimi giorni quando ... (una fatto che sicuramente
avverrà) potrai notare questa particolare sensazione crescere dentro di te
Nel frattempo ricalco in modo verbale e non verbale e cambio la fisiologia
(ricalco e guida) e calibro continuamente le risposte del cliente
(flessibilità)
I rapporti di causa effetto creano un tutto unico nel quale le mie
suggestioni si confondo non l’esperienza del cliente e ciò crea una ristrutturazione
(ampliamento della mappa)
Schema
completo del fenomeno ipnotico
1. Costruzione del rapporto terapeutico tramite il ricalco
Se identifichiamo anche i valori e le convinzioni e si eviteranno in seguito
fenomeni di resistenza (ciò permette di confezionare un regalo su
misura:tailoring)
2. Definire lo stato problema
Raccogliere le informazioni nelle 5 aree distoniche (famiglia di origine;
famiglia acquisita; sesso; hobby/lavoro; disturbi del comportamento) in maniera
indiretta tramite metafore, racconti personali (riconoscere i gesti di assenso
e dissenso) e in maniera diretta (metamodello).
3. Definire le tentate soluzioni.
4. Definire lo stato desiderato cioè l’obiettivo da raggiungere, assicurarsi
che l’obiettivo sia bene formato e graduale (chunking down in piccoli obiettivi
graduali). Creare una aspettativa positiva.
5. Chiedersi cosa impedisce al cliente di raggiungere il risultato e
identificazione delle risorse necessarie.
Ciò presuppone la capacità di definire lo stato presente del cliente e di
allucinare le risorse necessarie e i passaggi necessari per passare da uno
stato all'altro e di farlo su se stessi.
6. Induzione di trance
7. Riconoscimento della trance
8. Utilizzazione
9. Ricalco nel futuro
Consente di definire dei rapporti di caussa-effetto fra il lavoro effettuato in
trance e gli eventi quotidiani, così da generalizzare il cambiamento al di
fuori della seduta. Perché la sugegstione post-ipnotica abbia sicuramente
effetto la si può associare a eventi che il cliente sicuramente sperimenterà
coprendo tutte le risposte possibili.
10. De-induzione
Per giungere a tale efficacia è necessario:
1. La congruenza (potere personale)
2. Calibrazione e flessibilità
3. L’esemplificazione. La capacità di ridurre le variabili complesse in
variabili semplici.
Ricerche
scientifiche
sulla specializzazione emisferica
Un neurochirurgo, Philip Vogel per limitare la gravità di alcune forme di
epilessia praticava una "commisurectomia", separava cioè tra di loro
i due emisferi attraverso il taglio del corpo calloso. In tal modo non era più
possibile uno scambio di informazioni. Dopo l’operazione, si accorse che i due
emisferi funzionavano in modo autonomo ed erano caratterizzati da abilità
differenti:
"Nell’esperimento-tipo effettuato da Sperry, un’informazione scritta
era proiettata su una parte del campo visivo connesso esclusivamente con
l’emisfero sinistro o destro; utilizzando questo artificio, poiché i due
emisferi erano separati, si poteva far pervenire l’informazione scritta
soltanto all’emisfero sinistro o destro. Nel primo caso (informazione scritta
che perviene soltanto all’emisfero sinistro) il soggetto era in grado di
riferire ciò che aveva letto, in quanto i centri del linguaggio sono
localizzati sull’emisfero sinistro; nel secondo caso (informazione che perviene
soltanto all’emisfero destro) il soggetto "vedeva" il messaggio
scritto ma non era in grado di riferire ciò che aveva osservato." (Alberto
Oliverio, Esplorare la mente, p. 45)
Ciò vuol dire che il campo visivo di destra si connette all’emisfero
sinistro del cervello e viceversa. Questo principio vale anche per il controllo
del corpo, perché ogni emisfero controlla la parte controlaterale (opposta) del
corpo:
"Concludendo un’indagine su di un paziente operato di
commisurotomia, Gerschwind constatò che era in grado di nominare correttamente
un oggetto (per esempio forbici, cucchiaio, fermaglio) se glielo si dava da
toccare – senza che lo potesse vedere – con la mano destra (corrispondente
all’emisfero sinistro), mentre si sbagliava nel nominare un oggetto se lo
poteva toccare solo con la mano sinistra (dunque prevalentemente legata
all’emisfero destro). Risultava però che egli, malgrado la denominazione
errata, aveva riconosciuto esattamente l’oggetto, poiché in primo luogo lo
maneggiava correttamente, in secondo luogo, se richiesto, riusciva a sceglierlo
[...] era persino in grado di disegnarlo con la mano sisintra." (Paul
Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p.
36)
Ciò che vale per il senso della vista e per il tatto vale anche per altri
sensi come l’odorato e l’udito:
"Se delle percezioni olfattive vengono portate all’emisfero non
dominante attraverso la narice sinistra, la persona esaminata non è in grado di
nominarle, spesso però può indicare se si tratta di odori gradevoli o
sgradevoli. Può perfino sbuffare, reagire ad un odore particolarmente
ripugnante con manifestazioni i disgusto o con esclamazioni come
"puah!", ma non è in grado di indicare se si tratti di aglio,
formaggio o marciume." (Paul Watzlawick, Il linguaggio del
cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p. 38)
|
A questo proposito gli studi sul ciclo nasale possono dare ulteriori
contributi:
Durante l’arco del giorno si verificano spontaneamente delle alterazioni
nelle mucose nasali che si chiudono e si aprono alternativamente. Queste
alterazioni coinciderebbero con i cicli ultradiani di attività e riposo ossia
col predominio del simpatico e del parasimpatico (narice destra: dominio del
simpatico - emisfero sinistro; narice sinistra: dominio del parasimpatico -
emisfero destro).
Ricerche scientifiche come quelle di Werntz (1981) fanno intendere che esista
un rapporto diretto tra l’attività degli emisferi cerebrali e il ritmo
ultradiano del ciclo nasale. Si presume inoltre che tale ciclo nasale sia influenzato
dall’ipotalamo ma che sia altresì possibile alterare volontariamene (così
come insegna lo yoga) la narice dominante in un dato momento e di riflesso
anche l’emisfero dominante.
|
Anche per quanto riguarda il linguaggio è stato verificato che danni a certe
aree del lobo temporale sinistro possono condurre all’afasia mentre danni al
lobo temporale destro compromettono altre capacità come le capacità spaziali.
Pazienti che hanno subito una lesione
all’emisfero destro hanno una voce "monotona e inespressiva, dato che non
riescono a percepire il tono di una frase (affermativa o interrogativa), né a
ripetere tale frase cambiando intonazione." (Francesco Belli, Felix
Sagrillo, Qual’è Takete? Qual’è Maluma?. Le straordinarie potenzialità
persuasive di una nuova disciplina: la psicolinguistica applicata alla
comunicazione, Franco Angeli, 2000 Milano, p. 43)
Ricapitolando.
L’emisfero sinistro è coinvolto prevalentemente nell’elaborazione del
linguaggio parlato e scritto e in altre attività logico-analitiche quali il
contare, il fare i calcoli e la comunicazione digitale; mentre l’emisfero
destro ha un linguaggio arcaico e poco sviluppato.
La peculiarità che caratterizza l’emisfero destro è l’olismo, il
riconoscimento di una totalità a partire da un dettaglio essenziale. Così è
sopratutto grazie all’emisfero destro che siamo in grado di riconoscere una
persona solo da un piccolo particolare significativo, oppure di riconoscere una
sinfonia da una sola battuta o di evocare emozioni e immagini da un canzone o da
una particolare sensazione olfattiva. Si potrebbe rissumere che l’emisfero
destro opera prevalentemente per metafora e metonimia.
Da quanto detto si può comprendere che non esiste un emisfero dominante in
assoluto poiché è l’informazione ricevuta che attiverà in maggiore o minore
misura l’emisfero di competenza. Ciò non vuol dire che gli emisferi si
escludano a vicenda poiché normalmente sono integrati grazie al corpo calloso
che permette loro di inviarsi informazioni.
Se vogliamo comunicare prevalentemente all’emisfero destro occorre che
parliamo la sua stessa lingua. Lo sforzo nell’apprendere la sintassi e le forme
linguistiche dell’emisfero destro saranno ben ripagate perché la persuasione
non è fatta solo di razionalità e sillogismi ma anche di emotività.
Tra l’altro si presume che la mappa del mondo ovvero la sintesi delle
proprie esperienze e delle interpretazioni e convinzioni che ne derivano sia
pertinenza dell’emisfero destro. Un procedimento terapeutico più efficace e
veloce dell’interpretazione psicoanalitica – che tende a ridurre e
tradurre il pensiero dell’emisfero destro nell’insight cognitivo dell’emisfero
sinistro – potrebbe essere quello di utilizzare il linguaggio
dell’emisfero destro come via maestra per il cambiamento terapeutico.
Dissociazione
Durante gli esperimenti su soggetti split-brain si possono verificare
diversi fenomeni di dissociazione, come se esistessero due flussi di coscienza
separati l’uno dall’altro:
"Vi si vede un paziente reduce da una commissurotomia, il quale con la
mano sinistra (dunque collegata all’emisfero destro) mette insieme con rapidità
e sicurezza dei dadi di legno colorato secondo un modello. La persona che
conduce il test rimescola poi i blocchi e chiede al paziente di ricomporli
usando ora la mano destra.
Il paziente lavora lentamente e con evidente sforzo. A un certo punto del
film si vede come, nel tentativo di sistemare un angolo del mosaico, egli
rimescola di nuovo i dadi, benché fossero già al posto giusto, e come poi
improvvisamente la mano sinistra si introduce a correggere e mette velocemente
i dadi nell’ordine corretto [...]
In un’altra parte del film di Sperry una paziente con commissurotomia
viene esaminata con tachistoscopio. In mezzo a una serie di figure neutrali,
geometriche, che vengono mostrate indifferentemente alla metà destra o sinistra
della retina, riferisce Galin, vi è la fotografia di un nudo, che viene
proiettato solo nella metà sinistra del campo visivo, e diviene in questo modo
percepibile solo dall’emisfero destro. La paziente arrossice e ridacchia.
Sperry chieda: "Che cosa ha visto?", "Niente un lampo di
luce" (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli,
1997 Milano, pp. 36-37)
Ci sono altri fenomeni di dissociazione molto interessanti come la
"memoria senza ricordo", che sono stati studiati da Lawrence
Weiskrantz: a un gruppo di pazienti amnesici viene fatta studiare una lista di
parole comuni come tavolo, giardino, automobile, etc.
Dopo alcuni minuti viene mostrata una nuova lista con dentro queste parole
insieme a parole nuove. I pazienti amnesici a differenza di quelli normali non
riconoscono le parole lette precedentemente.
In seguito vengono sottoposti a un test facilitato dove occorre riconoscere
le parole della prima lista in base a un indizio, le prime tre lettere: gia...
aut...
Questa volta i pazienti riescono a completare le parole già lette con
risultati maggiori di quelle che non erano state viste in precedenza. Sembra
perciò che ci sia una sorta di memoria inconscia o "memoria senza
ricordo" (Michael Gazzaniga, La mente inventata, Guerini e
Associati, 1999, Milano, pp. 12-13).
Un altro fenomeno di dissociazione è la "visione cieca". Ci sono
persone a cui viene a mancare una parte dell’informazione visiva in seguito a
lesioni nervose: "Perciò, se si utilizza come stimolo una luce puntiforme;
un paziente lo riconosce soltanto quando esso viene trasmesso alle parti sane
della corteccia occipitale, mentre non è in grado di riconoscerlo quando esso
coincide con la sede della lesione. Tuttavia se lo sperimentatore chiede al
paziente di provare a indovinare la localizzazione dello stimolo visivo, questi
non sbaglia mai: dal punto di vista dei meccanismi consci è cieco, cioè non si
rende conto della presenza e della posizione del punto luminoso, mentre dal punto
di vista inconscio è in grado di percepirlo e quindi di rispondere."
(Michael Gazzaniga, La mente inventata, Guerini e Associati, 1999,
Milano, p. 13)
Doppia induzione
Un altro esperimento che ci conduce direttamente alla comprensione di una
tecnica di induzione ipnotica è quello condotto da due psicologi, J.R. Lackner
e M. Garrett (1972).
A un gruppo di persone, che attraverso delle cuffie ricevevano delle
informazioni due messaggi diversi, si chiedeva di fare attenzione solo al
messaggio che arrivava all’orecchio destro o sinistro.
I partecipanti di solito riferivano di non riuscire a riportare il messaggio
ricevuto sul canale trascurato, riuscivano solo a dire se la voce era maschile
o femminile e se parlava la stessa loro lingua oppure no. Ma a quanto pare
questo messaggio produceva ugualmente i suoi effetti. Se per esempio si
inviavano dei messaggi ambigui al canale a cui stavano prestando attenzione, ad
esempio: "Egli levò la lanterna per segnalare l’attacco" (levò può
significare sia togliere che alzare in aria) e al canale trascurato si inviava
un messaggio in grado di sciogliere l’ambiguità: "Egli alzò la
lanterna", le persone che lo ricevevano non erano in grado di riferire il
significato della frase udita tramite il canale trascurato ma erano in grado di
sciogliere l’ambiguità del messaggio udito tramite il canale cui prestavano
attenzione. ciò sembra indicare che frasi dotate di un significato linguistico
possono essere comprese inconsciamente (Alberto Oliverio, Esplorare la mente,
p. 129)
La doppia induzione proposta da Bandler e da Grinder si basa sui concetti
finora esposti, cioè sulla specializzazione emisferica e sulla dissociazione.
Poiché anche le nostre orecchie comunicano le loro percezioni all’emisfero
opposto è possibile indurre una trance comunicando simultaneamente due messaggi
uno per l’orecchio destro e quindi per l’emisfero sinistro e uno per l’orecchio
sinistro e quindi per l’emisfero destro secondo i linguaggio proprio a ogni
emisfero.
La persona che comunica all’emisfero cerebrale dominante userà le forme
sintatticamente più complesse, contemporanemente, l’altra persona comunicherà
all’orecchio controlaterale con forme linguistiche semplici e tipiche dei
bambini giunti allo stadio di sviluppo in cui usano espressioni formate da due
parole: "ora dormi, dormi ora...."
Così se da una parte sovraccarichiamo l’emisfero dominate dall’altra
accediamo direttamente e con più facilità all’emisfero non dominante con un
linguaggio tipico della grammatica infantile.
Erickson usava questo principio per indurre una trance senza bisogno di
avere un altro ipnotista e ciò veniva realizzato tramite la tecnica della
sottolineatura analogica:
Presentava all’emisfero dominante una serie di costruzioni sintattiche
spesso complesse o noiose mentre inviava contemporaneamente una serie di
messaggi incastrati e sottolineati in modo non verbale (analogicamente) ai
quali il cliente rispondeva con processi al di fuori dei confini normali della
coscienza:
..realize that you have to
start from scratch and nobody really knows
Qui troviamo oltre alla sottolineatura analogica anche un’abiguità
fonologica scratch knows equivale fonologicamente a scratch nose (grattati il
naso).
Induzione per blocco e sovraccarico dell’emisfero dominante
In una giornata di vento [...] un uomo sbucò precipitosamente da dietro
l’angolo di un edificio e venne a sbattermi addosso mentre stavo lottando con
tutte le mie forze contro il vento. Prima che l’uomo potesse riacquistare
l’equilibrio e parlarmi, diedi un’occhiata all’orologio con un gesto molto
teatrale e gli dissi, con cortesia, come se avesse chiesto che ora fosse:
"Mancano esattamente dieci minuti alle due", sebbene in realtà
fossero quasi le 4 del pomeriggio, poi continuai per la mia strada. Dopo circa
mezzo isolato mi voltai e vidi che ancora mi guardava, senza dubbio ancora
perplesso e sconcertato per quello che mi aveva detto. (Paul Watzlawick, John H. Weakland, Richard
Fisch,Change, Astrolabio, 1974 Roma, p. 109)
La tecnica della doppia induzione ha come scopo la produzione di una
dissociazione tramite l’invio di due messaggi, uno per l’emisfero dominante e
uno per l’emisfero non dominante usando il linguaggio proprio per ciascun
emisfero.
Se normalmente le due funzione degli emisferi raggiungono un altro grado di
integrazione sembra che queste tecniche e l’ipnosi più in generale siano capaci
di produrre una dissociazione facendo entrare in azione l’emisfero destro del
cervello deputato alla fantasia e alla creatività. Tale risultato può essere
raggiunto mediante tecniche "dolci" come il ricalco e guida o
altrimenti tramite il blocco dell’emisfero dominante per confusione o
sovraccarico inducendo così una sorta di commisurotomia funzionale. Ciò può
essere realizzato tramite comunicazioni paradossali e doppi legami.
Nel caso dei doppi legami, l’incongruenza tra codice analogico e digitale
comporta la costruzione di due immagini del mondo assolutamente inconciliabili.
Se è di importanza vitale per la persona sciogliere l’incongruenza, può
succedere che le due metà del cervello – nella loro lotta per l’efferenza – si
paralizzino reciprocamente producendo una dissociazione o commisurotomia
funzionale. (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli,
1997 Milano, p. 43)
Una tecnica di sovraccarico è anche l’incongruenza tra la comunicazione
verbale non verbale, oppure il sovraccarico su tutti i sistemi
rappresentazionali, per esempio: "Ora vorrei che cominciassi a contare a
voce alta e a rovescio, a partire da duecento e per gruppi di tre. E intanto io
ti metterò le mani sulle spalle e ti farò girare in tondo." In tal modo
tutti i sistemi rappresentazionali sono occupati: il visivo per visualizare i
numeri, l’uditivo per parlare e il cenestesico tramite il disorientamento. Le
suggestioni impartite arrivano direttamente all’inconscio perché l’attenzione
cosciente è già completamente focalizzata sul compito, e la persona reagirà
automaticamente a tali suggestioni a patto che vengano impartite nel momento
opportuno cioè quando si interrompe l’attività pianificatrice: è come se la
persona dicesse "Va bene, dimmi cosa devo fare!"
Tale risultato è raggiunto anche con tecniche confusive come l’induzione
fulcro o l’interruzione di schema.
Una tecnica più blanda di sovraccarico dell’emisfero dominante è la
cumulazione di realtà che però può essere potenziata tramite l’utilizzo di un
linguaggio particolarmente difficile e oscuro, la sottolineatura per analogia e
l’interruzione di schema cioè attraverso un comportamento strano, eccessivo o
inaccettabile che viene compiuto come se niente fosse. Si potrebbe, per
esempio, profferire una serie di banalità o frasi oscure con perfetta serietà
in mezzo alle quali sono disseminate qua e là le suggestioni che risultano
essere le uniche cose sensate a cui la persona si può aggrappare.
Si può anche utilizzare un linguaggio particolarmente noioso che funziona un
po’ come il pendolino o la luce dell’ipnosi classica, disseminando qua e là
concetti relativi al sonno.
Nell’ipnosi dinamica il blocco dell’emisfero dominante e la comunicazione
diretta all’emisfero non dominante sono raggiunte con tecniche di sovraccarico
emotivo piuttosto che cognitivo.
Si può presumere che le tecniche di induzione complessa e di ipnosi non
verbale possono essere ben integrate insieme, quando invece si passa all’induzione
verbale il modello migliore è il Milton model elabarato da Bandler e da
Grinder.
Disseminazione
Il racconto di storie e aneddoti è un'ottima tecnica di comunicazione a
doppio livello capace di mettere in moto gli adeguati processi associativi.
Per potenziare tale approccio comunicativo il predicatore o guaritore si può
avvalere anche della tecnica di disseminazione (interspersal technique -
tecnica introdotta da Milton Erickson nella pratica dell'ipnoterapia negli anni
'60).
Se è vero che la mente cosciente (l'emisfero sinistro) tende a decifrare
passo per passo il senso di un discorso e a inserirlo all'interno di un
determinato contesto, è anche vero che ogni parola è portatrice di associazioni
individuali e letterali al di là del contesto nel quale si situa. Questo vuol
semplicemente dire che una volta che il fedele viene chiamato sul palco al
cospetto della figura carismatica le associazioni represse, rimaste
nell'inconscio talvolta si riattivano, perché "nelle particolari
condizioni della trance, dove la dissociazione e il letteralismo sono
accresciuti, possono giocare un ruolo significativo nella facilitazione di una
risposta comportamentale che sorprende la coscienza" (Milton H. Erickson, Tecniche
di suggestione ipnotica, Astrolabio, Roma 1979, p. 282)
Il letteralismo, le allusioni, i giochi di parole, sono infatti pane per i
denti dell'inconscio. Queste frasi sfuggite all'attenzione della coscienza che
era stata fissata nell'ascolto della predica, funzionano come suggestioni
subliminali.
Verranno perciò disseminate lungo il discorso, alcune parole e concetti con
un particolare tono di voce e attraverso gesti quasi impercettibili. Tali
suggestioni sono l'equivalente della suggestione diretta e palese
dell'operatore durante un'induzione formale di trance.
La migliore descrizione di questa strategia l'ho trovata nel libro Il
linguaggio del cambiamento di Watzlawick:
"[...] in altri termini: ci si immagini una pagina di un libro che sembri
non contenere altro che una descrizione lunga, senza importanza, noiosa,
appunto soporifera, su cui però alcune parole siano sottolineate. Se ora queste
parole vengono lette nell'ordine in cui si presentano, danno un significato
completamente diverso da quello della pagina in cui si trovano. [...] la
percezione dell'immagine nascosta, dovrebbe essere tipicamente una capacità
dell'emisfero destro e dunque la tecnica di disseminazione una via di accesso a
questo emisfero." (p. 65)
Un esempio dell’utilizzo dell’analogical marking per indurre il cliente
grattarsi il naso:
" ...realize that you have to start from scratch and nobody really knows
"
Devi renderti conto che occorre partire da zero (ma scratch può anche voler
dire al di fuori del contesto della frase grattarsi) perché nessuno veramente
sa.
|
scratch knows = è l’equivalente fonologico di
scratch nose=grattati il naso
|
Tale descrizione presenta interessanti analogie con le ricerche di Saussure
(noto linguista svizzero) che analizzando la struttura della poesia greca e
latina rinvenne le tracce di una attività segreta del poeta, alle quali diede
il nome di anagrammi (Jean Starobinski, Le parole sotto le parole, trad.
it., il melangolo, Genova, 1982).
Oppure pensiamo agli schizofrenici e alla loro caratteristiche insalate di
parole, si tratta di un torrente di frasi, sconnesse e incoerenti. Milton prese
a studiare questi discorsi pensando che potessero essere altro che una maschera
per nascondere dei significati, frammentati e dispersi nelle espressioni
verbali. In questo modo Erickson sviluppò il suo particolare stile comunicativo
che consisteva nel produrre discorsi incoerenti tra cui nascondere, in forma
frammentata una comunicazione significativa che si stagliava sullo sfondo
grazie all'analogical marking (segno analogico).
L'analogical marking (questa sottolineatura subliminale delle parole) può
essere fatta attraverso variazione minime della cadenza della voce o su
qualsiasi altro livello N.V. (prossemica, cinesica, paralinguistica, digitale),
spesso queste sottolineature sono precedute da pause e le parole sono menzionate
durante l'espirazione del paziente e con tono sommesso.
Tecnica
della confusione in ipnosi
Qualsiasi esperienza di shock e sorpresa fissa momentaneamente la nostra
attenzione; depotenzia gli abituali schemi di riferimento e i sistemi di
credenze coscienti (li rende instabili) constringendoci ad avviare una ricerca
inconscia nel tentativo di trovare una risposta alla situazione inaspettata.
La ricerca interiore comporta uno stato di introspezione che avvia una
trance utilizzabile per elicitare delle reazioni autonome e involontarie o per
"far passare" delle suggestioni al di sotto della soglia cosciente.
Questo momentaneo vuoto di consapevolezza può quindi essere riempito con
l'appropriata richiesta comportamentale.
In effetti, la suggestione passa molto più facilmente negli stati di
confusione, dubbio, sorpresa poiché predispongono il soggetto ad accogliere la
prima idea che possa mettere ordine nel suo panorama cognitivo, riallineando in
tal modo i dati interni e ristabilendo l'equilibrio psichico.
Lo schock e la confusione possono essere utili anche per destrutturare i
comportamenti acquisiti e i sistemi di credenze.
Un caso che dimostra questo principio fu raccontato da Pavlov a un fisiologo
americano.
Pavlov era riuscito a istallare in dei cani, attraverso tecniche di
condizionamento, dei pattern di comportamento. Poi un giorno accadde una cosa
curiosa: ci fu un allagamento nel laboratorio dove i cani stavano richiusi in
delle gabbie. Mentre il livello d’acqua andava alzandosi, i cani terrorizzati
presero a lottare disperatamente per restare in vita finché l’inserviente
sentendo i loro lamenti lì salvò da morte sicura. In seguito a questo schock
Pavlov scoprì che i condizionamenti che aveva recentemente installato erano
completamente svaniti. (Sargant
W., Battle for the Mind, Doubladay & Company, In. Garden City, New
York 1957, p. 41).
Distonia e principio di costanza
Dall'esperienza specifica sulla terapia catartica deriva il postulato di
Freud chiamato principio di costanza: "La funzione dell'apparato psichico
sta nello scaricare le eccitazioni per mantenerle al livello più basso."
L'ipnosi dinamica per esempio fa ampio uso di questo principio generando
scientemente distonia (sovraccarico emotivo) per motivare l'individuo ad agire
al fine di scaricare la tensione energetica accumulata e ristabilire così la
costanza interna. Le tecniche comunicative di tipo ansiogeno tendono a porre
l'operatore in posizione up rispetto al soggetto e ad abbassare i suoi
meccanismi di difesa.
Ne parlavano anche Freud e Breuer riferendosi agli stati ipnoidi capaci di
determinare un vuoto di potere logico e analitico durante il quale una
suggestione o un comando poteva agevolmente insinuarsi nella mente nel
soggetto.
Mastronardi spiega molto bene questo concetto nel suo libro sulle strategie
della comunicazione umana (Franco Angeli, 1998 Milano):
"[...] tutte le situazioni, anche di colloquio che creano
tensione, e producono quindi una sollecitazione emozionale, determinano in
ultima analisi una disorganizzazione dei parametri neurofisiologici standard
del soggetto, che condiziona quindi la conseguente necessità di ripristinare la
precedente omeostasi. Quest'ultima viene a concretizzarsi, allorquando il
soggetto realizza quanto viene richiesto dall'interlocutore, accettando così le
prescrizioni dello stesso, le eventuali sue interpretazioni, e finanche la pima
idea che gli passi per la mente, e che in quel momento gli sembra l'uinca in
grado di fugare il suo stesso stato emozionale.
Ovviamente in fase di interazione operatore-soggetto, se quest'ultimo supera
il proprio "indice di tolleranza emozionale" a causa di manovre
abnormemente penalizzanti da parte dell'interlocutore o del terapeuta, ne è
conseguenza l'interruzione del "rapport" e quindi il non aderire alle
richieste effettuategli." (p. 126)
|
Ciò viene insegnato anche nell'ipnosi dinamica quando si avverte di non
superare l'indice di tolleranza entro cui è possibile inviare delle
microstimolazioni pena il corto circuito ossia l'interruzione del rapporto
ipnotico e l'attivazione di un comportamento nevrotico o aggressivo
nell’interlocutore come unica possibilità per scaricare la tensione
accumulata.
Per microstimolazioni si intende comunicazioni analogiche penalizzanti
tramite la paralinguistica, la prossemica, la cinesica, la digitale e l’uso
di simbolismi sessuali.
Nell’ipnosi dinamica per esempio, l'operatore non permette al soggetto
alcun scarico tensionale ponendolo nella posizione ortostatica. L'operatore
passa quindi alla comunicazione non verbale (prossemica, paraverbale,
cinesica, digitale) con l'istanza analogica (l'istanza emotiva)
dell'individuo al fine di conquistarsi il "potenziale di
fascinazione" che verrà speso in seguito, al momento della richiesta
comportamentale. Poiché il "servizio analogico" è subliminale (è
indirizzato solamente ai ricettori emozionali) aggira efficacemente l'istanza
cosciente. L'operatore stimolando e sollecitando delle proiezioni simboliche
a livello inconscio si trasforma in una fonte di stimolazione e assurge
dunque alla condizione di simbolo con potenziale ipnotico cioè di
coinvolgimento (questa fase è denominata: flash subliminale). Il passaggio da
flash subliminale a flash ipnotico consente all'operatore di venire
identificato dall'Io razionale come simbolo stimolante. L'istanza logica
avvertirà il bisogno di realizzare quanto richiesto (in seguito alla
posizione ortostatica nessun'altra forma di scarico tensionale è possibile)
nel tentativo di liberarsi dalla tensione accumulata e di destabilizzare
l'ipnotizzatore ("ok faccio ciò che vuoi ma adesso lasciami stare"
oppure si risponde in modo paradossale "non sono io a farlo"). Se
il soggetto realizza la fenomenologia richiesta, l'operatore piuttosto che
venir destabilizzato acquisisce maggiore potenziale con la ratifica della
trance:"Vedi, i tuoi piedi sono bloccati".
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Ricapitolando:
Fase 1: Fase induttiva.
Comunicazione non verbale direttamente con l'inconscio, ciò stimola i
meccanismi di proiezione (investitura libidica della fonte di stimolazione) e
incorporazione (assunzione all'interno di sé del simbolo che si è andato
formando grazie alla proiezione).
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Tale meccanismo da modo di rendere conto del meccanismo di infertizzazione
che nell'esoterismo veniva chiamato incantesimo o forma pensiero.
"Infertizzarsi vuol dire anche caricarsi di desiderio attraverso
pensieri, riflessioni esposizioni concernenti l'oggetto del desiderio o la
causa scatenante di un problema (i simboli)". (Stefano Benemeglio, La
comunicazione al di là della parola, CID-CNV Edizioni, Roma, p. 280)
Questo fenomeno può essere potenziato dai rituali collettivi dove l'emotività
può essere amplificata a livelli abnormi e si può fare affidamento alla
riprova sociale con i soggetti più resistenti.
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Fase 2: Flash ipnotico.
L'Io razionale avverte l'esigenza di scaricare la tensione per ristabilire
l'omeostasi del sistema. Può farlo solamente gratificando la richiesta
dell'operatore. In tal modo crede di destabilizzare il potenziale ipnotico.
Ragionamento: "Ok. Io ti gratifico per poter far cadere il tuo interesse a
stimolare ulteriormente il mio inconscio". Ragionamento fallace perché la
prima gratificazione avvia un campo affermativo positivo a cui l'Io razionale
sarà vincolato secondo la legge di coerenza.
Se la procedura è andata a buon fine il soggetto avvertirà l'esigenza di
realizzare quanto richiesto al fine di scaricare la tensione accumulata.
Come
intendere il sintomo
Il terapeuta Ericksoniano considera il sintomo come un dono e lo
caratterizza di connotazioni positive poiché adempie a molteplici funzioni
secondo la particolarità dell’individuo. La resistenza del cliente non va vista
come una ulteriore patologia bensì come la risposta alla violazione da parte
del terapeuta di alcune regole, poiché "a ogni sintomo è associato un
insieme di istruzioni personali e contestuali per il suo impiego adeguato.
[...] Quella che di solito chiamiamo resistenza in realtà il più delle volte è
un insieme bene elaborato di ingiunzioni che, se accolte con garbo,
costituiscono una buona mappa per aggirare il sintomo in tutti i suoi contesti."
(Michele Ritterman - L’ipnosi nella terapia familiare, Astrolabio, 1986 Roma,p.
77)
Secondo Ritterman la terapia va vista come un rituale di scambio. Il rituale
più primordiale che fin dagli albori della storia ha consentito la vita sociale
è stato il dono e i favori tra clan e individui legati in tal modo da un
rapporto di reciprocità.
Le tre fasi che regolano lo scambio del dono sono: il dare, l’accettare e il
ripagare.
Michele Rittermann consiglia di interpretare lo scambio terapeutico secondo
questo modello. Anzitutto il sintomo va accettato come un dono e quindi va
ricevuto in modo tale da salvaguardare le sue caratteristiche positive. Inoltre
non è corretto sputare sul dono facendo intendere cose del tipo: "il tuo
sintomo non è abbastanza buono, il tuo problema non è quello è...." oppure
dire che il problema non è poi così importante.
Occorre inoltre ricordare che "il paziente porta sia il sintomo, sia un
insieme più o meno esplicito di istruzioni per l’uso. Se il terapeuta gestisce
male il sintomo, l’offerta può umiliare il paziente o indurre in lui il dubbio
che il terapeuta non sia all’altezza dell’offerta che gli viene fatta."
(Id. ibid., p. 78)
Quindi nel ricevere il sintomo non è corretto criticare il modo con cui
viene presentato cioè criticare la resistenza, così come non è possibile
accaparrarsi il dono senza dare nulla in cambio. In effetti la rimozione o la
distruzione del sintomo non è l’obiettivo finale.
A questo proposito un esempio che fa Rittermann è quello della ragazza con
le verruche:
"Credendo di dover asportare le verruche che in quel momento
proliferavano abbondantemente sul viso della ragazza, il terapeuta effettuò su
di lei un’induzione di trance di media profondità, nella quale la ragazza
doveva immaginare di far morire di inedia le verruche o di bruciarle. Tuttavia
dopo la seduta, le verruche continuarono, anzi si avvicinarono alla bocca della
ragazza. Il terapeuta modificò il proprio approccio riguardo alle malattie più
in generale applicandolo alle verruche, questa volta apprezzando positivamente
il significato relazionale del sintomo. Si chiese se non c’era una verruca che
la ragazza avrebbe voluto salvare. In trance la ragazza disse: "Si. È un
segreto. È la mia peferita. Tra le dita dei piedi. [...] Nel giro di una settimana
le verruche sul viso erano scomparse. Quella segreta era rimasta. La ragazza
aveva bisogno di accrescere il proprio potere e il proprio controllo sul
problema, e non che il terapeuta se ne sbarazzasse." (Id. ibid., p. 85)
Resistenza
Se etichettiamo il comportamento "non collaborativo" del cliente
come una resistenza piuttosto che come un messaggio inviatoci nello sforzo di
aiutarci a trovare la soluzione al problema (ricordate che la terapia è un
gioco a somma diversa da zero) rischiamo di alimentare una profezia che si
autodetermina.
A questo proposito si può citare il noto effetto Rosenthal (dal nome dello
psicologo che lo ha scoperto).
Robert Rosenthal aveva condotto una serie di esperimenti alla Oak-Scholl:
"Si trattava di una scuola elementare con 18 maestre e più di 650
allievi. La profezia autodeterminatesi veniva indotta negli insegnanti nel
seguente modo: prima dell’inizio di un determinato anno scolastico si
sottoponevano gli allievi a un test di intelligenza; alle maestre si comunicava
che, oltre a stabilire i livelli di intelligenza, il test avrebbe anche
consentito di individuare quel 20% di scolari che durante l’imminente anno
scolastico avrebbero fatto progressi [...] le maestre ricevevano i nomi (presi
in modo del tutto arbitrario dall’elenco degli scolari) di coloro che, in base
al test, si poteva supporre con un certo grado di sicurezza che avrebbero
fornito prestazioni eccezionali. [...] Quando alla fine dell’anno scolastico lo
stesso test d’intelligenza veniva ripetuto, esso mostrava realmente un aumento
al di sopra della media del quoziente d’intelligenza e delle prestazioni degli
allievi che erano stati prescelti, e i racconti delle insegnanti dimostravano
inoltre che questi bambini si distinguevano positivamente dai loro compagni di
scuola anche per il loro comportamento, per la loro curiosità intellettuale,
per il loro spirito di collaborazione e così via." (Paul Watzlawick, La
realtà inventata, p. 92)
È profondamente ingiusto presentare l’intervento come un guerra dove il
terapeuta ha la meglio e il cliente perde la faccia.
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Joseph Weiss, del San Francisco Psychotherapy Research
Group, utilizzando la nozione di Piano – così come sviluppata nell’opera
Piani e strutture del comportamento (1960) di Miller, Galanter e
Pribram – ritiene che il paziente sviluppi dei Piani inconsci
sottoponendo il terapeuta e la terapia a dei test al fine di mettere alla
prova le proprie credenze patogene, con la speranza di negarle avviando una
esperienza emozionale corretrice. (Joseph Weiss, Harold Sampson, Convinzioni
patogene, QuattroVenti, 1999 Urbino, p. 20).
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Maurizio D'Agostino
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