Ipnosi Ericksoniana - parte seconda
mercoledì 17 agosto 2011

Presupposti dell’Ipnosi

Erickson ritiene che la persona ha già tutte le risorse necessarie, sta male perché non riesce a usarle nella situazione disfunzionale, relega le sue risorse e potenzialità solo a determinati contesti.

Quindi Erickson dapprima allucina le risorse necessarie per la risoluzione del problema e poi da modo al cliente di far accedere a tali risorse tramite la comunicazione ipnotica indiretta.

La strategia passa attraverso queste differenti fasi:

1. Ricalco della mente cosciente, in quanto le tecniche di induzione Ericksoniane si possono applicare solo quando si è instaurato un rapport (fiducia). Secondo Erickson "il compito terapeutico diviene un problema di utilizzazione intenzionale della sintomatologia nevrotica per andare incontro ai bisogni unici del paziente." (Opere, vol. IV, p. 180)

2. Distrazione della mente cosciente (induzione).

3. Guida della mente inconscia (utilizzazione)
Ciò permette di creare una comunicazione diretta tra la mente inconscia e quella conscia al fine di attingere alle risorse.

4. Ricalco nel futuro e de-induzione. Alla fine l’Io cosciente ha acquisito una risorsa in più (ampliamento della mappa)

L’ipnosi può essere:

  • Sintonica (rapport) - Distonica (disagio emotivo)
  • Diretta o indiretta

Esistono tecniche diverse di utilizzazione a secondo del tipo di approccio sintonico o distonico.

La distinzione fra ipnosi distonica e sintonica è per certi versi equiparabile alla differenziazione che faceva Sandor Ferenczi (allievo di Freud) tra ipnosi materna - dolce e comprensiva - e paterna - direttiva e autoritaria. In entrambi i casi si verificherebbe comunque una riattivazione degli stessi sentimenti di amore, paura, sottomissione e attaccamento - il cosidetto transfert - provati dal bambino nei confronti delle figure genitoriali percepite come onnipotenti.

L’ipnosi è diretta quando l’ipnotizzatore dice esplicitamente il comportamento che vuole ottenere. Nell’ipnosi indiretta invece la richiesta (tramite il verbale-paraverbale e la cnv) viene espressa indirettamente e ciò tende ad aggirare il controllo della mente conscia.

Nell’ipnosi Ericksoniana l’ipnotista si deve comportare come una macchina di bio-feedback la quale trasmette e si adegua immediatamente a quanto sta avvenendo. Si crea così come una danza fra le parti.

Metodo indiretto

La psicodinamica del soggetto e il suo repertorio unico e personale di associazioni contribuisce alla risposta ipnotica, il soggetto in realtà non è passivo, poiché costruisce la propria risposta ipnotica in base agli stimoli dell'operatore. Anche fare delle domande indirette a cui non viene data la possibilità di rispondere coscientemente perché si passa subito a qualcos'altro mette in moto dei processi inconsci. Racconti, citazioni oppure truismi – che sono enunciazioni di fatto su esperienze che il cliente sta sicuramente facendo o che ha sicuramente sperimentato=Tu sai già sperimentare sensazioni gradevoli come il calore del sole sulla tua pelle –  tutto ciò attiva indirettamente una risposta ideodinamica (questo fenomeno si chiama focalizzazione ideodinamica indiretta).

Linguaggio ipnotico per l’induzione indiretta

Nella vita quotidiana in realtà continuiamo a creare una realtà consensuale poiché le parole evocano per ricerca trasderivazionale una serie di significati idiosincratici relativi alla nostra mappa del mondo.

Bandler e Grinder hanno individuato una serie di forme linguistiche utilizzate da Erickson per indurre una ipnosi. Sono forme linguistiche (verbali e non verbali) che anche noi utilizziamo inconsapevolmente nella vita quotidiana e che Erickson utilizzava consapevolmente per ricalcare l’esperienza del cliente, focalizzare la sua attenzione all’interno in una ricerca trasderivazionale fino a guidarlo indirettamente alla risposta ipnotica.

Possiamo raccogliere le forme linguistiche descritte da Bandler e Grinder secondo la loro funzione: Ricalco - Ricerca interna - Guida

Ricalco
Nominalizzazioni, cancellazioni, verbi non specificati, indice riferenziale non specificato, truismi, spostamento di indice referenziale, lettura del pensiero, sistema rappresentazionale dominante, utilizzazione delle strategie del cliente, utilizzazione delle metafore e dei modi di dire del cliente, coprire tutte le possibilità di una classe di risposte, frasi aperte.

Ricerca interna
Ambiguità (fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura), frammento di frase, violazione restrizione selettiva, citazioni, metafore, aneddoti, paradossi, shock e sorpresa, domande per facilitare nuove possibilità di risposta.

Guida
Modellamento causale (congiunzioni, causativa implicita, causa-effetto), presupposizioni, domande trabocchetto, forme di estrazione indirette (domande incastrate, comandi incastrati, citazioni, sottolineatura per analogia, ordini in forma negativa, postulati di conversazione, indice riferenziale generico con suggerimento di sintagma nominale), performativa perduta, apposizione di opposti, negazione, non.. fino a che, non sapere/non fare, doppi legami, dissociazione conscio/inconscio, ratifica e approfondimento della trance, disseminazione, riorientamento allo stato di veglia, causa-effetto nel presente e nel futuro, distorsione temporale, operatori modali.

Vediamoli ora uno per uno.

 

 

RICALCO

Nominalizzazioni

Sono quei termini che nella frase occupano il posto di un nome, ma non sono tangibili: non li si può toccare, sentire, udire. Il criterio di identificazione di una nominalizzazione è: "Puoi metterlo in una carriola?"

Ogni volta che si utilizza una nominalizzazione viene cancellata una grande quantità di informazione. Se dico: "Emilia possiede molte conoscenze" ho cancellato che cosa sa esattamente e come lo sa.

L’uso di nominalizzazioni obbliga il cliente a recuperare le parti cancellate attivando, dal suo modello del mondo, il significato che servirà meglio i suoi propositi e i suoi bisogni.

Le induzioni di Milton sono piene di nominalizzazioni:

So che nella vita Lei prova certe difficoltà che vorrebbe poter portare a soddisfacente risoluzione ... e non so con esattezza quali tra le sue personali risorse Lei trovi più utile per risolvere questa difficoltà, ma quello che so è che la sua mente inconscia sa meglio di Lei ricercare nella sua esperienza quella precisa risorsa...

Notate che queste parole utilizzate nella vita di ogni giorno hanno una capacità di induzione naturale, parole come una certa sensazione, speranze, sogni, capacità, ricordi, avventuroso...

Sono parole che convogliano ben più significati di quanti qualunque parlante potrebbe mai sperare di trasmettere.

L’ipnotista genera la ricerca interna fissando l’attenzione del soggetto. Questo avviene quando il terapeuta implica che questi termini carichi di tanti significati in realtà ne trasmettano uno ben preciso: "E tu sai già di quale piacevole sensazione io stia parlando".

La ricerca interna è appunto un tentativo di eliminare il gran numero di significati opzionali e di trovare quello particolare che è stato implicato.

Cancellazioni

Quando una parte del significato di una frase (la struttura profonda) non ha una rappresentazione della struttura superficiale (la frase effettivamente detta dal cliente).

"So che Lei è curioso"

L’oggetto della frase manca completamente. Chi ascolta non sa di che cosa dovrebbe essere curioso, egli riempirà i vuoti in tutto ciò che è rilevante nella propria esperienza.

"Tu stai facendo la stessa cosa che hai fatto quando sei venuto a scuola per la prima volta" (fatto che cosa? La stessa cosa per chi?)

Verbi non specificati

L’uso di verbi non specificati vi mette in grado di ricalcare l’esperienza del cliente, in quanto aumenta al massimo la verosimiglianza dell’enunciato che contiene l’esperienza. Nello stesso tempo richiede la sua attenzione su qualche parte dell’esperienza:

Se dico "Voglio che tu impari" non sto spiegando come voglio che tu impari, o che cosa specificatamente voglio che tu impari.

Frasi del tipo

"E tu puoi chiederti cosa significa questo"

"Tu davvero saprai quando l’avrai scoperto"

Indice riferenziale non specificato

Asserzioni di questo tipo danno modo al cliente di applicarle a se stesso. Il linguaggio è abilmente vago non si entra nello specifico, non è data quindi neanche possibilità sottoporre a revisione critica queste affermazioni e quindi di rifiutarle..

"Puoi avvertire una certa sensazione"

Truismi

Il truismo è una semplice constatazione di fatto su qualcosa di innegabile e può essere utilizzato per evocare indirettamente delle risposte ideodinamiche.

I truismi sono particolarmente utili per provocare un atteggiamento di consenso, prima di suggerire possibilità terapeutiche che il cliente potrebbe considerare con minore certezza.

Pertanto un truismo è dire a un cliente: "Lei ha imparato a camminare". Il cliente, d’accordo su questo punto, lo sarà con più probabilità anche su successive affermazioni del terapeuta, anche se esse dovessero trasmettere ‘verità’ meno indubitabili.

Le frasi successive saranno suggestioni indirette, quali per esempio: "Dunque può imparare molte altre cose", e quasi impossibile opporre resistenza. È quindi molto efficace per creare falsi sillogismi.

I seguenti truismi possono veramente far scattare un’esperienza concreta e letterale del comportamento suggerito, che è scritto in corsivo.

Processi ideomotori:

Quando siamo stanchi, le palpebre cominciano a sbattere e talvolta gli occhi si chiudono senza quasi che ce ne rendiamo conto

Ciascuno di noi entra in trance in modo a lui peculiare

Processi ideosensori:

A molte persone piace il profumo salato di una lieve brezza marina

Molte persone amano la rinfrescante frescura di una lieve brezza

Processi ideoaffettivi:

Tutti, notando qualcuno che sorride a un proprio pensiero intimo, ce ne siamo rallegrati e spesso ci siamo trovati a sorridere al suo sorriso.

Processi ideocognitivi:

Qualche volta conosciamo un nome e lo abbiamo sulla punta della lingua ma non riusciamo a dire quel nome

Truismi che utilizzano il tempo:

Prima o poi i tuoi occhi si chiuderanno

Il tuo sintomo ora può scomparire non appena il tuo inconscio saprà che puoi affrontare il problema in modo più costruttivo

Il tuo mal di tesata può ORA andarsene così velocemente QUANTO il tuo sistema è pronto a permetterglielo

Spostamento di indice referenziale

tu, noi, voi al posto di io

"Sai quando uno si sente in questo modo"

"T’immagini che cosa curiosa sarebbe?"

"Si dice che alcune parti del corpo si possano rilassare sempre di più"

 

Lettura del pensiero

Si agisce come se si sapesse l’esperienza interna del cliente. Di solito ci si esprime in modo abilmente vago, incorporando ciò che sta effettivamente accadendo.

"Ti starai chiedendo che cosa vuol dire tutto ciò...", "Io so che qualcosa dentro di te sta cambiando..."

Coprire tutte le possibilità di una classe di risposte

Sono utilizzate quando il terapeuta vuole focalizzare la responsività del cliente in una direzione particolare comprendo tutte le possibilità di risposta circa l’evento. In tal modo si dà all’inconscio la libertà di esprimersi in qualsiasi forma ideomotoria. Qualsiasi cosa accada può quindi essere sperimentata come una risposta riuscita non esiste fallimento. Pertanto può essere usata come punto di partenza per l’indagine del tipo di responsività il soggetto rende disponibile.

"Presto ti accorgerai che un dito si muove un po’, forse per suo conto. Può muoversi in su o in giù, di lato o spingere. Può essere lento o veloce o forse non muoversi per niente. La cosa realmente importante è sentire pienamente qualsiasi sensazione si sviluppi."

Frasi aperte

Sono forme di suggestioni indeterminate che quindi non mirano come le precedenti a ottenere una risposta entro una gamma ristretta di particolare interesse.

Queste suggestioni a finale aperto permettono all’inconscio di selezionare le esperienza per lui appropriate senza fornire alcun contenuto specifico:

"Ogni persona ha delle capacità che il sé non conosce e che possono esprimersi in trance. Ricordi, pensieri, sentimenti, sensazioni, dimenticati completamente o in parte dalla mente conscia, sono a disposizione dell’inconscio e possono essere sperimentati in trance, adesso o in seguito, in qualunque momento l’inconscio sia pronto."

o "Noi tutti abbiamo dei potenziali dei quali non siamo consci, e normalmente non sappiamo come saranno espressi"

Questo tipo di suggestioni a finale aperto, pur dando molta libertà apparente di esplorare ed esprimere l’individualità del paziente, implicano con un alto grado di certezza che si prepara a una risposta terapeutica.

 

 

RICERCA INTERNA

Ambiguità

L’ambiguità si presenta come una struttura superficiale che può avere più di un significato. Ciò obbliga il cliente a selezionare il significato più appropriato dall’insieme delle possibili strutture profonde.

1. Fonologica (ci sono più significati a partire dallo stesso suono)

Sono solo semicerchi = Sono solo se mi cerchi

2. Sintattica

Non è possibile stabilire la funzione sintattica di una parola a partire dal contesto immediato della frase:

La visita dei parenti (chi visita chi?)

L’ipnosi di un ipnotizzatore può essere pericolosa (pericolosa per chi?)

3. Di portata

Non è possibile stabilire il senso di un frase in modo univoco

Voglio che tu mi faccia il mio autoritratto nudo (chi deve stare nudo?)

parlandoti come un bambino (questa espressione va riferita a Erickson o al cliente?)

4. Di punteggiatura

Si formano due frasi e le si sovrappone

Quel tennista ha commesso un doppio fallo ancora se ci riesci

Frammento di frase

Tali frammenti, risultato di una cancellazione non grammaticale obbligano il cliente al massimo della partecipazione per produrre un significato completo:

... e continui a chiedere ... e davvero .....

A questo proposito si può utilizzare un linguaggio proprio alla grammatica infantile per indurre una regressione d’età.

Domande per facilitare nuove possibilità di risposta

Si comincia con una domanda che richiede da parte del paziente una scelta e una volizione coscienti e termina con una domanda che può essere risposta solo mediante processi inconsci. Una peculiarità importante di questo approccio è la sua sicura riuscita, nel senso che ogni mancata risposta può essere accolta come una risposta valida e significativa alla domanda. Ogni domanda suggerisce una risposta osservabile che dà al terapeuta delle informazioni di rilievo sul modo in cui il paziente sta seguendo le suggestioni:

Fissazione dello sguardo

"Ti piacerebbe trovare un punto sul quale fissare lo sguardo sentendoti a tuo agio? Mentre continui a guardare questo punto non senti gli occhi stanchi con le palpebre che tendono ad abbassarsi?

Ti si chiuderanno subito oppure ondeggeranno per qualche momento mentre alcune parti del tuo corpo cominciano ad avere quella sensazione di benessere caratteristica della trance?

Questa sensazione di benessere diventa più intensa se i tuoi occhi restano chiusi, per cui non cerchi neppure di aprirli?

Fra quanto tempo dimenticherai i tuoi occhi e comincerai ad annuire lentamente con la testa come se facessi un bel sogno?

Levitazione della mano

Puoi sentirti a tuo agio appoggiando, delicatamente le mani sulle gambe?

Puoi fare in modo che le mani appoggino così leggermente che solo le punte delle dita tocchino appena le cosce?

Bene. Mentre appoggiano così leggermente ti accorgi che tendono a sollevarsi un po’, da sole, a ogni tuo respiro?

Cominciano a sollevarsi sempre più leggermente e facilmente da sole mentre il resto del corpo va sempre più rilassandosi?

Mentre questo succede, una mano o l’altra o forse tutte e due continuano a sollevarsi sempre di più?

E la mano si solleva e continua a salire sempre più in alto, a poco a poco, da sola? L’altra mano cerca di raggiungerla o rimane rilassata in grembo?

Bene. E questa mano continua a sollevarsi con questi leggeri movimenti un po’ a scatti, o l’elevarsi diventa sempre più armonioso mentre la mano continua a salire verso il viso?

Si muove più lentamente o velocemente all’avvicinarsi al viso, con una sensazione di benessere che si approfondisce? C’è bisogno di una piccola pausa prima che finalmente ti tocchi il viso così che tu puoi sapere che stai entrando in trance? E non ti toccherà fino a che il tuo inconscio non è realmente pronto a lasciarti andare più in profondità, non è vero?

E il corpo tirerà automaticamente un respiro più profondo quando la mano toccherà il viso mentre tu ti rilassi realmente e fai la esperienza di andare sempre più in profondità?

Bene. Vuoi anche provare a far caso alla profonda sensazione di benessere che provi quando la mano ritorna lentamente e da sola in grembo? E il tuo inconscio sarà in un sogno nel momento in cui la mano tornerà in stato di quiete?

Domande che facilitano la responsività terapeutica

E quale sarà il mezzo efficace per perdere peso? Succederà perché semplicemente ti dimentichi di mangiare e tollererai poco i cibi pesanti perché ti impediscono di fare cose più interessanti? Per un motivo qualsiasi non ti piaceranno più certi cibi che fanno ingrassare? Scoprirai il piacere di nuovi cibi e nuovi modi di prepararli e mangiarli così che sarai sorpreso dal fatto di avere perso peso, perché in realtà non ti sei privato di niente?

 

GUIDA

Presupposizioni

Le presupposizioni sono il modello linguistico più potente, quando sono utilizzate da una persona che riesce a presupporre le cose che non vuole siano messe in discussione. Un principio generale è quello di fornire alla persona molte alternative che però presuppongano tutte la reazione che si vuole ottenere.

1. Presupposizioni subordinate rette da clausole temporali: prima, dopo, durante, mentre, da quando....

"Vuole sedersi mentre entra in trance?"

"Prima che Lei entri in trance vorrei discutere di questo"

2. Se..... allora

"Se ti siedi, allora puoi entrare in trance"

"Ora, se tieni le gambe non accavallate e vi appoggi comodamente le mani, allora sarai pronto a entrare in trance"

3. Numeri ordinali: primo, secondo, terzo ecc. indicano un ordine

"Si starà chiedendo quale lato del corpo comincerà a rilassarsi per primo"

4. Uso della particella "oppure". Si presume che si realizzerà una tra più alternative

"Non so se a sollevarsi con movimento inconscio sarà la mano destra oppure la sinistra"

5. Predicati di consapevolezza. Parole quali sa, consapevole, rendersi conto, notare, ecc. possono essere utilizzate per presupporre il resto della frase. L’unica domanda che rimane è sapere se chi ascolta si rende conto della cosa che state dicendo.

"Si rende conto che la sua mente inconscia ha già cominciato a imparare?"

"Sapeva di essere già stato in trance molte volte nel corso della sua vita?"

6. Avverbi e aggettivi. Tali parole possono essere usate per presupporre in una frase, una clausola fondamentale.

"È profondamente in trance?" Ciò presuppone che siete già in trance, la sola questione è sapere se siete in trance profonda o no.

"Può cominciare a rilassarsi facilmente?" Ciò presuppone che la persona si può rilassare, l’unica questione è se lo può fare con facilità.

7. Verbi e avverbi che indicano cambiamento di tempo. Cominciare, terminare, smettere di, continuare, procedere, già, tuttora, più, ecc.

"Può continuare ad approfondire la trance?"

"È tuttora interessato all’ipnosi?" Ciò presuppone che la persona nel passato era interessata all’ipnosi

7. Aggettivi e avverbi di commento. Fortunatamente, felicemente, necessariamente.

"Fortunatamente, per aiutarla in ciò che vuole, non ho bisogno di conoscerne i dettagli". Ciò presuppone tutto ciò che segue la prima parola.

Più cose sono presupposte, più a chi ascolta riesce difficile districare la frase e mettere in discussione ciascuna proposizione.

"E non so tra quanto tempo Lei si renderà conto di quante cose inconsciamente ha già imparato, perché non è importante che lo sappia prima di aver continuato con comodità il processo di rilassamento e di aver permesso all’altro sé di imparare qualche altra cosa che sia per Lei utile e piacevole."

Le presupposizioni hanno una caratteristica particolare: quando mettete la frase al negativo ciò che è presupposto rimane vero perché la presupposizione è precondizione della verità o falsità dell'enunciato e quindi permane in tutte e due i casi. Si può dire che: Se A (la frase) è vera allora B (la presupposizione) è vera. Se A è falsa allora B è vera. Se dico: "Keplero è morto in povertà" anzitutto presuppongo che Keplero designi qualcosa e questo rimane vero anche se volgo al negativo la frase. Questa presupposizione non fa parte del significato della frase la potremmo considerare come una metaffermazione. Oppure si può pensare alla frase che permane in primo piano mentre sullo sfondo permangono tutte le sue presupposizioni in modo implicito. Ma la frase o figura per esistere ha bisogno della presupposizione (dello sfondo) su cui stagliarsi.

 

Domande trabocchetto

"Come sarebbe se...."

"Ti è mai capitato che..."

"Se tu fossi...."

"Quando tu ti senti..."

"Hai mai..."

"Sei mai..."

Ogni parola porta con se un'immagine e chi mi ascolta, per poter capire quello che dico, deve richiamare alla mente l'immagine corrispondente o anche le sensazioni fisiche.

Le domande trabocchetto che obbligano la persona a guardarsi dentro di sé a livello anche profondo per poter dare la risposta:

Come sarebbe se....

Se tu....

Non ti è mai capitato...

 

 

Forme di estrazione indirette

Servono per ottenere indirettamente delle reazioni specifiche senza sollecitarle esplicitamente. In questo modo si fanno giungere direttamente all’inconscio le suggestioni rendendo particolarmente difficile la resistenza poiché nulla è stato dichiarato in modo diretto.

1. Comandi incastrati. Sono degli ordini inseriti nella frase che per chi ascolta non vengono percepiti consciamente come tali:

Puoi imparare qualsiasi cosa se solo ti concedi una possibilità di rilassarti

Conoscevo una persona che quando ascoltava attentamente poteva veramente rilassarsi

 

2. Sottolineatura per analogia

Gli ordini inseriti in una frase risultano particolarmente efficaci quando sono accompagnati da una sottolineatura per analogia (e ancora di più se utilizziamo l’indice referenziale generico con suggerimento di sintagma nominale).

Qualsiasi comportamento percettibile dall’altra persona può essere utilizzato per indicare che una data direttiva merita particolare attenzione. Non c’è bisogno che l’altro noti a livello conscio la vostra sottolineatura; anzi, la reazione sarà più completa quando la sottolineatura è sì, percepita, ma non riconosciuta a livello conscio.

Per quanto riguarda la voce Erickson spiega: "le parole dirette all’inconscio sono profferite con un tono sommesso. Mi rivolgo alla mente conscia con un tono di voce, all’inconscio con un altro tono"

Lankton raccomanda di acquisire questo stile esercitandosi nell’effettuare la dissociazione conscio/inconscio utilizzando cambiamenti di tono di voce, abbassandola quando si parla dell’inconscio.

es. di comandi incastrati con sottolineatura analogica:

Ti ho raccontato del mio amico Michele?

Be', è una cosa interessante. Mi ricordo che una volta Michele mi ha raccontato una storia a proposito di un suo amico. Questo suo amico quando cominciava l'induzione di ipnosi e provava ad ASCOLTARE CON ATTENZIONE cominciava a diventare cosciente del suo della sua voce... e mentre sentiva il suono della sua voce, poteva anche sentire altri suoni nella stanza o fuori della stanza come in lontananza... e poi mentre CONTINUA AD ASCOLTARE cominciava a prendere coscienza ... dell'alzarsi e dell’abbassarsi del suo petto.. e della voce... e mentre diventava cosciente.... di tutte queste cose... il contatto della mano sul ginocchio e allora può rallentare il ritmo, l'intero mondo si ferma e può IMMAGINARE UN MOMENTO NEL FUTURO diciamo sei mesi da adesso, ancora SENTENDO QUEL SENSO DI INCREDIBILE CONNESSIONE, e RIGUARDANDO A OGGI come era fosse stato il suo inizio? ... e LASCIARSI ANDARE A TUTTO CIO'

E mentre eri seduto lì anche tu hai fatto quello

3. Indice riferenziale generico con suggerimento di sintagma nominale

A partire da una frase con indice riferenziale generico l’operatore suggerisce un sintagma nominale che accresce la possibilità che sia scelto nella ricerca trasderivazionale.

A partire dalla frase

La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase

Il sintagma nominale Joe (che è il nome del cliente) può essere inserito in punti diversi raggiungendo sempre un effetto subliminale:

La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase, Joe.

Joe, La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase

La gente, Joe, può essere a proprio agio mentre legge questa frase

La gente può, Joe, essere a proprio agio mentre legge questa frase

La gente può essere a proprio agio, Joe, mentre legge questa frase

Si può ripetere il sintagma nominale più volte:

Sai Ale, la gente può ascoltare attentamente, Ale, ogni volta che lo vuole

Nella frase precedente troviamo un comando incastrato con sottolineatura analogica all’interno di una frase che esprime un truismo tendente ad evocare processi ideocognitivi.

Potrei anche utilizzare operatori modali del tipo: potere, essere in grado, deve, potrebbe, capace di...

Le piante riescono/possono/sono in grado, Fred, a provare un senso di benessere e di rilassamento.

 

4. Citazioni

I comandi si possono inserire nel corso di una citazione indiretta o diretta al fine di rivolgere un ordine:

Avevo una volta un paziente che mi diceva sempre di sentirsi rilassato (cit. indiretta)

Avevo una volta un ipnotista che mi diceva: "Chiudi gli occhi ora". E ciò non aveva molto senso, ma lui continuava a dirmi: "Adesso chiudi gli occhi e dormi!" (cit. diretta)

Queste citazioni si potrebbero usare parlando dell’ipnosi a una persona del fatto che certi usano l’ipnosi diretta e con alcuni va bene. Se dopo la suggestione la persona non risponde non hai toppato perché in realtà stai raccontando di un altro, a quel punto puoi dire che tu non usi quel tipo di ipnosi:

Voglio raccontarle l'ultima volta che sono stato a Phoenix a trovare Milton Erickson. Sono entrato nel suo studio, e poi Milton è entrato nella sua sedia a rotelle, mi ha guardato e ha detto: "Entra in trance!".

Se non ottenete risposta si può dire e poi siccome non entravo in trance mi ha fissato e mi ha detto: Non devi sforzarti perché sto parlando direttamente la tuo inconscio Sto aspettando Lui ( guardare un po' oltre) e poi è restato zitto così....

Ora mi chiedo se tu ti renda conto di essere più profondamente in trance (presupposizione)

(se non c'è risposta) ma questo è ciò che mi disse Milton; naturalmente io personalmente non farei così, preferirei chiederti se mi puoi prestare per un attimo quella mano.

5. Domande incastrate

Le domande incastrate hanno lo scopo di creare nel cliente una potenzialità di risposta ponendogli dei quesiti senza dargli modo di rispondere palesemente. Assai spesso sono presupposti di qualche altro comando e servono a distrarre l’emisfero dominante costringendolo a ricorrere al dialogo interno per rispondere alle domande, o per cercare di rispondervi, o anche soltanto per cercare di capire se debba rispondervi o, più ancora, se lo possa fare, benché di fatto non sia stata posta alcuna domanda.

Mi chiedo se tu sai quale mano si solleverà per prima

Sto riflettendo su quali possono essere le tue sensazioni di fronte alla prospettiva di entrare in ipnosi

Si utilizzano termini del tipo chiedersi, curioso, non so

E ora parlandoti come un bambino (ambiguità di portata, chi è il bambino? io o tu) mi chiedo se tu sai se entrerai in trance oppure no e in realtà non so neppure se sai qualcosa sulla trance. Ci sto riflettendo e sono proprio curioso di sapere se sei anche capace di rilassarti completamente e mi chiedo anche se tu sai quale mano si solleverà per prima, sarà la destra o la sinistra oppure entrambe...

6. Postulati di conversazione

Usando i postulati di conversazione si evita di impartire direttamente i comandi permettendo al cliente di rispondere oppure no evitando così l’istaurarsi di un rapporto autoritario.

Sono domande a cui è possibile rispondere si/no ma che tipicamente determinano una reazione piuttosto che una risposta si/no.

Es.

Sai che danno in tv stasera?, Sai le ore? Sei capace di chiudere la porta? La porta è aperta?

In ipnosi:

Puoi lasciare che la tua mani si sollevi

Puoi concentrare lo sguardo su quel punto?

Avrai gli occhi ben chiusi?

7. Ordini in forma negativa

Quando un ordine è dato in forma negativa, l’istruzione positiva è generalmente la cosa cui si reagisce.

Non è necessario che tu vada in ipnosi, ora.

Utile per i soggetti resistenti che si oppongono all’essere eccessivamente guidati.

In tal senso si possono utilizzare come doppio legame:

Prima di tutto si aumenta la simmetria per esempio dicendo: "Come suo terapeuta è in mio potere, farle fare un sacco di cose, e io intendo avvalermi di questo potere, perché devo fare il mio lavoro!"

A livello conscio il cliente si pone simmetrico e resistente. A questo punto il terapeuta è nella posizione di impartire istruzioni a livello inconscio, invitando a questo livello a esibire la reazione opposta che è quella che voglio:

"È molto importante che lei non impari nulla da gente che non conosce, e certamente lei non ha bisogno di stare seduto mentre è qui. Insisto dunque perché ascolti attentamente le mie parole, per cui non si rilassi e non lasci vagare la mente mentre parlo. Probabilmente lei non saprà come fare a generalizzare e utilizzare le cose apprese e la sua esperienza inconscia. E certamente non mi aspetto che applichi nessuna di queste stupidaggini alla vita reale e ci posso contare che una volta uscito di qui questi pensieri non la seguiranno"

Performativa perduta

Sono le frasi in cui manca (è perduta) l’indicazione della persona che dà la valutazione. È utile per far passare certe presupposizioni:

È un bene che lei si possa rilassare sempre più profondamente

Non è importante che lei sprofondi in questa sedia - Chi lo dice? Per chi è importante?

Apposizione di opposti - più.... più...

Un bilanciamento tra sistemi opposti è un processo biologico basilare che si fonda sulla struttura del nostro sistema nervoso.

La maggior parte dei sistemi biologici può essere concettualizzata come un bilanciamento omeostatico di processi che impedisce al sistema complessivo di deviare dall’ambito relativamente ristretto necessario a un funzionamento ottimale. Per spiegare alcuni dei fenomeni dell’ipnosi, è stato detto che ci sono delle alternanze in vari sistemi opposti, come per esempio il simpatico e il parasimpatico, gli emisferi cerebrali destro e sinistro, processi corticali e subcorticali...

Questo bilanciamento o apposizione di opposti è evidente anche a livello psicologico e sociale. Esistono tensione e rilassamento, motivazione e inibizione, coscienza e inconscio, eros e logos, tesi e antitesi.

Mentre questo pugno diventa più chiuso e contratto, il resto del tuo corpo si rilassa

Mentre il braccio si sente più leggero e si alza, le palpebre possono sentirsi più pesanti e si abbassano fino a chiudersi.

Mentre la fronte diventa più fresca le mani possono diventare più calde

Più all’inizio è teso, più in trance si può rilassare a fondo.

Negazione

Erickson crede che la semplice espressione di una negazione da parte del terapeuta possa innescare automaticamente la scarica di ogni inibizione e resistenza.

La ricerca ha dimostrato un altro valido aspetto di questa stretta giustapposizione tra positivo e negativo. Si è trovato che è molto più difficile capire una negazione che un’affermazione. L’uso di negazioni può generare una confusione che tende a depotenziare il limitato campo cosciente del paziente.

E tu puoi, no?

Puoi provare, o no?

Lo fai, non è vero?

Perché non lasciare che succeda

Non.. fino a che

È simile ai comandi in forma negativa ma è meglio definibile come un tipo di suggestione contingente. La suggestione ipnotica fa leva sulle risposte naturali e spontanee che si trovano nel normale repertorio del cliente.

Tu non lo farai lo farai fino a che il tuo inconscio non è pronto

Non devi entrare in trance fino a che non sei realmente pronto

Tu non saprai realmente quanto benessere proverai nella trance fino a che il braccio non si è abbassato lentamente per fermarsi sulla gamba

Non sapere/non fare

Invita a lasciarsi andare all’inconscio e alle risposte automatiche, crea dissociazione.

Quando si è rilassati, come è tipico della maggior parte delle esperienze di trance, il sistema parasimpatico predispone fisiologicamente a non fare piuttosto che a compiere uno sforzo attivo di fare. Analogamente, quando siamo rilassati e prevale l’inconscio, di solito proviamo una sensazione di benessere e non sappiamo in che modo l’inconscio stia svolgendo la sua attività.

Non devi sforzati a cercare di ascoltarmi perché il tuo inconscio da solo può farlo e rispondere

Non sai quando le palpebre si chiuderanno da sole

Puoi non sapere quale mano si solleverà per prima

La tu mente conscia si pone certamente molte domande, ma in realtà non sa quando l’inconscio ti lascerà abbandonare questa spiacevole abitudine. Non sai se accadrà prima o poi. Non sai se accadrà improvvisamente o, a mano a mano, per gradi. Però puoi imparare a rispettare il tuo modo naturale di fare le cose.

Doppi legami

1. Evitamento

Vorresti entrare in trance ora o più tardi/seduto o disteso?

Vorresti entrare in una trance leggera, media o profonda?

2. Conscio/inconscio

Se il tuo inconscio vuole che tu entri in trance, la tua mano destra si solleverà da sola. Altrimenti si solleverà al sinistra.

3. Doppio legame conscio/inconscio per doppia dissociazione

"Tu puoi svegliarti come persona, ma non hai bisogno di svegliarti come corpo, oppure tu puoi svegliarti quando il tuo corpo si sveglia, ma senza renderti conto del corpo."

"Puoi sognare ed essere sveglio anche se sei in trance o puoi comportarti come se fossi in trance anche se sei sveglio."

4. Doppio legame a non sequitur

Per usare parole di Erickson e Rossi: "nel doppio legame a non sequitur vi è similarità di contenuto fra le alternative offerte, senza tuttavia alcuna connessione logica. Non la si può capire né confutare e allora si tende ad accettarlo."

Si fa pensare che ci sia un’alternativa. Famose sono le ingiunzioni di Milton al figlio:

"Vuoi fare il bagno prima di andare a letto, o preferisci metterti il pigiama nella stanza da bagno?"

"Mentre metti via la bicicletta, chiudi la porta del garage"

Il compito sembra singolo - come si fa a rifiutare. Rifiutare significa forse che non si metterà via la bicicletta, che non si arriverà fino al garage?, che non si chiuderà la porta?

Il grado dello sforzo necessario per identificare ciò che uno deve rifiutare è di per se stesso una remora al rifiuto, si tenderà quindi a eseguire i compiti combinati piuttosto che star lì ad analizzare la questione.

È sempre un falso sillogismo che in ipnosi acquista potere quando si aggancia a qualcosa che sta già avvenendo:

"Mentre si siede su quella sedia, vada pure in trance"

"Mentre si rende conto che può ritornare in trance quando ne ha bisogno può svegliarsi"

Dissociazione conscio/inconscio

Serve a facilitare l’insorgere di fenomeni di trance. La si può evocare indirettamente con racconti della vita quotidiana nei quali intervengono schemi automatici o abituali di comportamento: camminare, essere assorti nei propri pensieri, guidare, scrivere, guardare da un finestrino, dimenticare un nome...

Il pensiero ha la velocità dell’elettricità. E ci sono bilioni di cellule cerebrali, e sono costantemente in attività. E tu avevi il tempo sufficiente di renderti conto solo di alcuni dei processi di pensiero che avvengono nel tuo cervello. E un solo semplice stimolo può far scaturire dalla tua mente inconscia tantissimi pensieri apparentemente scollegati.

La sua mente conscia potrebbe già sapere dove utilizzare queste cose, mentre la sua mente inconscia si occuperà di farlo nel modo giusto.

Doppia dissociazione:

Si comincia con una dissociazione normale per poi ripeterla invertita. Invertendo cioè i compiti attribuiti alla mente conscia e inconscia:

"La sua mente conscia può essere interessata a vedere cosa impara da quest’esperienza, e la sua mente inconscia può curarsi di imparare davvero da essa, o forse la sua mente inconscia le permette solo di avere interesse, mentre la sua mente conscia impara.

La formula è: "La sua mente conscia può fare X, mentre la sua mente inconscia farà Y, oppure la sua mente inconscia può fare X, mentre la mente conscia farà Y"

"E si potrebbe lasciare che sia la mente conscia a scegliere un luogo in cui utilizzare le cose apprese e incaricare l’inconscio di metterle in atto, oppure si può lasciare che sia il conscio a imparare qualcosa, e lasciare all’inconscio la scelta del tempo e luogo"

 

Ratifica e approfondimento della trance

Col termine ‘ratificazione’ si intendono tutte quelle comunicazioni che indirizzano l’attenzione del soggetto a quelle alterazioni prodotte dalla fissazione dell’attenzione e dalla dissociazione dei processi mentali. Il fatto di concentrare la consapevolezza del cliente sulle alterazioni che si sono prodotte tende a convincerlo che sono effettivamente avvenute delle cose inusuali.

E mentre ti parlavo, la tua respirazione è cambiata. La tua pressione sanguigna si è alterata. Il tuo tono muscolare si è alterato. I tuoi riflessi muscolari si sono alterati. Ora chiudi gli occhi e prova benessere. E più benessere provi, più in profondità scenderai in trance.

Distorsione temporale

Presente-Futuro

pensando alle cose che stai imparando qui adesso

puoi immaginare un momento futuro,

diciamo anni da adesso,

in cui stai godendo già da anni la maestria nelle tecniche

e guardi indietro al momento attuale

come quello che è stato l’inizio di tutto.

Presente-Passato

Non sono d’accordo con quello che dici.

So che sei abituato a non essere d’accordo

sapevo già che tu sei abituato a non essere d’accordo

Operatori modali

Indicano mancanza di alternative

Hai notato che non puoi aprire gli occhi?

Induzioni semplici e complesse

Le prime implicano un ricalco e guida verbale e non-verbale oltre al Milton Model; le seconde implicano anche un confusione verbale e non verbale e l’uso di strategie (doppi legami, piede nella porta, porta in faccia, debito, etc..) oltre che l’uso di metafore (comunicazione multilivello=ambiguità fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura).

Induzioni semplici (Ricalco e guida)

Ricalco e guida verbale
L’ipnotista è riuscito a effettuare il ricalco verbale del cliente quando quest’ultimo accoglie le verbalizzazioni che ascolta come una descrizione precisa della propria esperienza.

In altre parole, quando questi ha accettato la descrizione fattagli dall’ipnotista come un preciso resoconto della propria esperienza in corso, la linea di demarcazione tra la descrizione a opera dell’ipnotista dell’effettivo comportamento del cliente e quella che sarà la sua prossima esperienza diventa indistinta.

Tipicamente Erickson formulerà una serie di asserzioni, che il cliente potrà subito verificare, e le vincolerà a un’asserzione che descriverà il comportamento che egli desidera provocare nel cliente. La forza di questi vincoli potrà cambiare.

Occorre ricordare che l’ipnotista può riuscire a ricalcare l’esperienza interiore del cliente senza neppure sapere quale sia tramite descrizioni verbali che consentano al cliente di allucinare o di proiettare la sua esperienza in atto sulle descrizioni che l’ipnotista va facendo. L’ipnotista che impiega con abilità questa tecnica di ricalco fa ampio uso dei processi universali del modellamento umano: cancellazione, deformazione, generalizzazione.

Ciò lascia al cliente ampia possibilità di scelta di interpretazione, allucinazione o proiezione. Con questo artifizio il cliente viene impegnato più attivamente nel procedimento di induzione di trance o nel comportamento in trance profonda.

L’accorta cancellazione di parti della rappresentazione linguistica completa – la struttura profonda – spinge il cliente ad attivare altre strutture profonde per recuperare il significato completo. Ciò dà luogo a un processo in cui il cliente origina e seleziona delle strutture profonde grazie alle quali sarà possibile che:

1. il cliente partecipi attivamente, impegnando completamente l’emisfero dominante

2. le verbalizzazioni dell’ipnotista ricalchino efficacemente l’esperienza del cliente

3. il cliente sia libero di impiegare le proprie risorse nel processo di recupero del significato completo

Tale tecniche funzionano perché la mente cosciente funziona per associazioni e l’uso dei termini di transizione rende il tutto logico (falso sillogismo).

Occorre perciò legare le informazioni sensorialmente basate a quelle non-sensorialmente basate (con legami finali di causa/effetto poiché la persona deve arrivare a credere che il non sensorialmente basato è conseguenza diretta del sensorialmente basato) nelle quali evocherò col condizionale, con un linguaggio abilmente vago e comprendo possibilmente tutta la gamma di risposte possibili i sintomi della trance (attenzione focalizzata all’interno). Alla fine le suggestioni si confondono col sensorialmente basato.

Si tratta di falsi sillogismi. Pensiamo che ciò che appare logico e segue la tipica argomentazione in cui, posto qualcosa come premessa, qualcos’altro ne deriva come necessaria e logica conclusione. A volte partendo da presupposti fondati si può giungere a conclusioni errate:

1. Gli esseri umani sono dei mammiferi, 2. i conigli sono mammiferi, 3. dunque gli esseri umani sono conigli.

In ogni caso malgrado l’apparente permissività il tono con cui dite le cose deve essere di certezza (paraverbale e anche cnv).

Sul piano del non verbale posso guidare la persona col corpo (dopo il ricalco vado in trance anche io)

quest’ultime tecniche si chiamano ricalco e guida non verbale:

Una prima forma di induzione e l’uniformazione della velocità delle vostre parole al ritmo respiratorio dell’altro (ricalco) per poi cominciare a rallentarle (guida). Un altro modo e il cambiamento di tono e funziona anche da ancora: tutte le volte che indurrete la trance cambiarete il vostro tono di voce.
È importante non partire subito con un tono di voce alterato ma cominciare a cambiarlo mentre l’altro comincia ad andare in trance così da creare un’ancora e così da effettuare un ricalco efficace perché poi quando altererete e rallenterete ancora di più il vostro tono di voce l’altro vi seguirà. È proprio ciò che Bandler definisce come l’istaurazione di un circuito di retroazione: "Mi sono trasformato in un complesso apparecchio per il biofeedback a suo beneficio. Ho osservato i cambiamenti nella colorazione della pelle, e mentre la colorazione della pelle cambiava, io molto lentamente ho cominciato a cambiare il mio tono di voce, da uno molto normale a uno molto diverso. Inizialmente ho cambiato tono di voce alla cadenza e al ritmo con cui cambiava lei. Poi, cambiando voce sempre più nella stessa direzione, l’ho potuta condurre sempre più a fondo in uno stato alterato." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 120)

Il cambiamento di tono su alcune parole chiave è chiamata sottolineatura analogica.
Nella sottolineatura analogica non c'è la peak experience come nell'ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta molte volte diventa l'equivalente di un'ancora.
Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare direttamente all'inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un'altra parte di te sa già cosa fare..." e sottolineo.

Spiega Bandler: "Potrei per esempio parlarvi di persone che sono veramente capaci di rilassarsi, di persone che possono permettersi di essere a proprio agio nella situazione in cui si trovano. Oppure potrei raccontarvi una storia su un mio amico che sa apprendere facilmente come andare in trance profonda. [...] Queste cose costituiscono dei messaggi distinti all'interno del messaggio manifesto, e il vostro inconscio li identificherà e vi reagirà in modo appropriato.
A questo punto, per molti di voi io ho associato un certo tono di voce e un certo gesto alle parole rilassamento e trance. Ora non devo far altro che usare sempre più spesso quel tono di voce, e il vostro inconscio saprà cosa fare. Quel tono di voce trasmette il messaggio in modo molto più efficace che se vi dicessi di andare in trance, perché aggira la vostra mente conscia. [...] Un termine come 'rilassamento' è di per sé un'ancora [...] Per capire cosa intendo dire [...] voi dovete accedere alla vostra personale esperienza [...] Voi disponete di un frammento d'esperienza che vi permette di capire la parola stessa. E nel momento stesso in cui vi sentite a vostro agio, io associo questa esperienza a un dato tono di voce. Adesso il mio tono di voce diventa un'ancora per quella risposta."(Ipnosi e trasformazione, pp. 70-71)

In altre parole la sottolineatura analogica diventa uno strumento del mestiere dell'ipnostista da potersi usare in qualsiasi tipo di induzione egli voglia usare, è ottima per esempio per l'evocazione di stati di trance naturali mentre all'interno della trance la si può usare per marcare certe parole per l'inconscio mentre altre sono dirette al conscio nella doppia dissociazione, oppure per indurre la levitazione del braccio la parola elevare può essere nascosta più volte in un racconto e viene diretta verso la mano, è ottima anche nelle frasi che contengono ambiguità: "L'ipnosi è una cosa che può elevare lo spirito e molto altro ancora, ma occorre che venga messa in mano a coloro che sono di fronte a molte possibilità anche se a volte mentono"

Una forma più completa è che andiate voi stessi in trance:

"Posso ricalcare la sua dilatazione delle pupille dilatando le mie e poi, quando lo guardo, cominciare a sfuocare lo sguardo sempre di più, via via che mi segue. L osguardo sfuocato è un buon indicatore di stato di trance, perché è associato a un’elaborazione interna, mentre mettere a fuoco significa rivolgersi al mondo esterno.

Posso uniformarmi al suo battito delle palpebre e pìoi gradualmente sbattere le mie più spesso e più lentamente, sino a quando non ottengo che chiuda gli occhi. Posso rispecchiare il suo tono muscolare e poi lentamente rilassare i miei muscoli, per aiutarlo a rilassarsi. Quando ricalcate e guidate in modo non verbale, non c’è alcun bisogno di parlare. Non dovete far altro che rispecchiare per ottenere rapport, e poi lentamente mettervi in uno stato alterato di coscienza, assicurandovi che l’altra persona vi stia seguendo." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 51)

Più raffinato è il ricalco anticipato (conosco cosa fa la persona quando comincia ad andare in trance) e la rcialco anticipatamente in modo che questo funzioni come un ancoraggio.

Si tratta sempre di una guida indiretta e quindi non assume il tono autoritario di un comando: "Mi chiedo se tu possa sentire il piacevole contatto delle ciglia con la tua cute". Per sentirlo può solo chiudere gli occhi. Potete accompagnare il vostro verbale con il non verbale chiudendo voi stessi gli occhi o accompagnando la parola con un gesto della mano.

Nel’induzione 5-4-3-2-1 posso partire dal sistema rappresentazionale dominante che sta usando la persona in quel preciso momento per poi sovrapporre gli altri (questa è la tecnica dei sistemi rappresentazionali sovrapponentesi che in parte è simile alla tecnica di autoipnosi della moglie di Erickson: prima 3 affermazioni visive poi 3 auditive poi 3 cinestesiche per poi scalare a due a uno).

Se ascoltiamo i termini usati dal cliente ci rendiamo conto di cosa è cosciente di quale/i canale/i sta utilizzando a livello conscio per elaborare le informazioni e per entrare in contatto con la realtà. Quello è il suo stato di coscienza "normale" in quel momento: "se sapete cosa significa per una persona essere in uno stato normale, in termini di sistemi rappresentazionali, avrete anche un’eccellente indicazione di quale sarebbe per lei uno stato alterato: qualsiasi altra cosa." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 52)

Per far passare la persona dallo stato alterato a quello ordinario la tecnica è sempre quella del ricalco e guida: ricalcare cioè i suoi sistemi rappresentazionali per poi guidarla attraverso la sovrapposizione ad altri sistemi che non sta utilizzandov e passare da VAKOG esterni a VAKOG interni.

Posso anche aiutarmi facendola riaccedere a uno stato precedente di trance:

1. La persona ha avuto già altre esperienze ipnotiche: posso chiederle di porsi nella stessa postura, sulla stessa sedia e ricordare come esattamente era (VAKOG completo). Per poter riaccedere alle informazioni necessarie deve porsi in uno stato di trance.

2. Posso far immaginare come sarebbe:

Come sarebbe se...; cosa accadrebbe... prova a immaginarti...

Potete immaginare tutte le componenti (VAKOG):

Che aspetto avresti se fossi in trance profonda? Creeresti delle immagini interne? Come ti sentiresti? Come sarebbe la tua respirazione? il tuo tono muscolare? Come sentiresti la mia voce? ti diresti qualche cosa?

3. Posso evocare stati di trance naturali (riaccesso a uno stato naturale di trance).

Quest'ultima è una tecnica particolarmente importante che può essere efettuata in modo indiretto cioè tramite il racconto e la metafora.
Nell'ipnosi Ericksoniana non ho bisogno di dire al cliente che cosa deve fare in modo diretto, non devo dire di cercare di rilassare parti del suo corpo o immaginare di sprofondare nella sedia o altro. L'ipnosi Ericksoniana parte dall'assunto che è facile entrare in trance, che nella vita di ogni giorno abbiamo degli stati di trance naturale. Quando volete creare un certo fenomeno ipnotico potete attingere a contesti della vita quotidiana nel quale quel fenomeno è una risposta naturale, non c'è nulla di imposto. Per esempio, la dissociazione può essere indotta raccontando del riflesso del proprio viso sul finestrino del treno mentre la campagna passava davanti a voi ed eravate presi dalle vostre fantasticherie. Se vogliamo alleviare il dolore dobbiamo solo pensare a contesti in cui non provereste dolore fisico.
Le domande che ci si dovrebbe sempre porre quando vogliamo indurre una trance sono:
1. Che cosa voglio?
2. In quali contesti ciò avverrebbe naturalmente? Quella sarebbe la reazione appropriata?

L'alleviamento del dolore si crea quando la nostra attenzione è focalizzata altrove. Se la nostra attenzione conscia è completamente saturata (si superano i 7 + o - 2 pezzi di informazione) allora non sentiamo più dolore. È famose il racconto che fece Milton a una signora che stava morendo di cancro gli disse: "Che cosa farebbe se proprio adesso quella porta si dovesse spalancare e lei guardando dovesse vedere una grande e enorme tigre affamata che si lecca i baffi e guarda solo lei, quanto dolore pensa che sentirebbe?" (in effetti il racconto era in un certo modo isomorfo alla situazione attule della paziente che stava per morire).

Per abbassare la soglia del dolore si possono evocare ogni sorta di stati in cui questo è possibile, l'importante è far immaginare o ricordare cose a dispossizione nella mappa del cliente, così possiamo star certi che avra provato la sensazione di immergere la mn nell'acqua gelata o nel ghiaccio, la sensazione dell'anestesia del dentista (che poi potrà essere spostata in altre parti del corpo), l'eseprienza di avere la mente altrove, di essere cioè dissociato dal corpo tanto da non sentire certi dolori o da non accorgersi di essersi fatto male...

Ci sono moltri altri fenomeni che possono essere evocati per mezzo di racconti. L'amnesia può essere evocata raccontando di nomi sulla punta della lingua che non riescono a essere ricordati, di una lavagna che viene cancellata.
Può essere evocata anche con una interruzione di schema oppure con una dissociazione sui sistemi rappresentazionali:
"Per esempio, se la persona è molto specializzata sul canale visivo, potrei praticare una induzione di sovrapposizione e portarlo a uno stato di coscienza in cui predomina il canale cenestesico. quando ritorna al suo stato normale di coscienza, automaticamente avrà amensia per l'esperienza di trance. Non avrà alcun modo di avere accesso all'informazione, perché la sua coscienza è di tipo visivo, e lo stato alterato di esperienza era cenestesico. 'Lui', la sua parte visiva non ne sà niente. Ogni volta che alterate radicalmente lo stato di coscienza di una persona, e poi improvvisamente lo riportate al suo normale stato, senza creare un ponte tra questi due stati, lei tenderà ad avere amnesia per ciò che è avvenuto quando la sua coscienza era alterata. Nello stato normale, non ha modo di accedere a quella informazione; essa è collegata a un altro stato di coscienza. Nelle forme blande di questo fenomeno, sono state fatte delle ricerche sull'apprendimento. È stato scoperto che se si memorizza una data informazione mentre si ascolta la musica, più tardi si sarà molto più propensi a ricordarla se si ascolterà nuovamente della musica. Sarete molto più propensi a ricordare le cose che avete imparato quando avete bevuto del caffè, o avete alterato in qualche modo la vostra coscienza, se riberrete del caffè o altererete la vostra coscienza allo stesso modo. " (Ipnosi e trasformazione, p. 206)

Questi sono esempi dove l'amnesia viene prodotta in modo naturale e dove non c'è alcun ordine diretto a riguardo. Ciò è possibile atraverso la misdirection o dirizione dell'attenzione sul canale sbagliato rispetto a quello in cui l'informazione è immagazzinata. Per esempio, dirigendo l'attenzione dell'interlocutore in alto sulla vostra mano (accesso visivo) e chiedendo che cosa è stato appena detto, se continuate a portare l'attenzione della persona in alto questa avrà difficoltà a recuperare le informazioni.

L'ipermnesia invece può essere prodotta con racconti di un provviso rendersi conto di qualche novità per la strada o del ricordo di qualcosa che non si riusciva a ricordare. La regressione d'età la si può evocare tramite racconti di giochi, di come si è imparato a camminare a leggere e a scrivere, le fiabe, oppure un odore, quello della vostra camere dell'infanzia o del vostro gioco preferito, o l'odore del profumo della nonna o della camera dei genitori...

La distorsione temporale è facilmente realizzabile con racconti rigurdanti la guida in automobile: di come a volte il tempo sempbra passare in un baleno e vi ritrovate già nel luogo di destinazione o scoprite che sono passate già due ora quando pensavate che fossero passati solo 20 minuti, altre volte invece il viaggio non sembra finire più, guardate l'orologio e scoprite che è passata solo mezzora e questa mezzora vi sembrava un'eternità.
L'approccio naturalistico insegna che la resistenza non esiste perché il cliente vuole cooperare solo se gli viene fornito lo stimolo giusto allora vi ringrazierà per questo con la fenomenologia adeguata perché troverà che le sue esigenze sono state accolte ed esaudite.

 

Induzioni complesse (sovraccarico e blocco dell’emisfero dominante, guida della mente inconscia)

1. Induzione fulcro

2. Interruzione dello schema

3. Sovraccarico

3. Potere personale

4. Cumulazione di realtà

5. Metafore

6. Sottolineatura analogica

7. Doppi legami

8. Disseminazione

9. Identificazione in trance profonda

Induzione fulcro (si può considerare una particolare forma di interruzione di schema che fa uso del corpo del cliente):

Si fa fulcro su una componente fisica della persona come modalità per indurre uno stato di coscienza alterato.

Stretta di mano alla Milton Erickson

1. Ricalco

2. Stretta di mano prolungata con distrazione dell’attenzione

3. Mentre stringi la mano dai la sensazione di lasciarla per poi riprenderla lievemente più volte con le dita e col mignolo la trattieni. Alla fini la lasci piano piano in modo impercettibile lasciando anche la tua sospesa.

In questo caso si è fatto affidamento sull'ambiguità cenestesica (la persona non riesce più a capire il preciso momento in quel gli lasciate la mano)

"Nel momento in cui Erickson comincia a rilasciare la mano in quel modo delicato, incerto, il soggetto guarda spontaneamente il viso e gli occhi di Erickson per avere una risposta alla domanda che sta sorgendo in lui: che cosa sta succedendo? A questo punto Erickson aumenta la confusione focalizzando lo sguardo su un punto alle spalle del soggetto. Alla vana ricerca di un contatto di sguardi, il soggetto ha la particolare sensazione di non essere visto, di essere 'attraversato dallo sguardo', e le domande si moltiplicano, mentre la confusione riguardo alla situazione aumenta. A questo punto Erickson accresce ulteriormente questa confusione borbottando qualcosa d'incoerente [...] In quel preciso momento il soggetto è sospeso in una totale, concentrata e indagatrice attenzione, Erickson impartisce una suggestione chiara, concisa e chiarificatrice, che sarà afferrata dal soggetto come mezzo per porre fine allo scomodo stato d'incertezza." (L'esperienza dell'ipnosi, pp. 75-76)

L'induzione fulcro si può intedendere anche come un incorporazione di fenomeni naturali che vengono in seguito attribuiti alla potenza dell'ipnotista. Il concetto è comunque quello del pacing and leading (ricalco e guida). Per esempio anche l'induzione di chiusura degli occhi tramite la fissazione di un punto è basata sul ricalco e guida ma è anche una induzione fulcro perchè fa leva su una componente fisica (la stanchezza degli occhi, la pesantezza delle palpebre, la sfocalizzazione dello sguardo e altri fenomenicome l'alterazione della percezione)

Interruzione di schema
Si rompe uno schema abituale che si usa normalmente in una comunicazione in modo da creare confusione, focalizzare l’attenzione e avviare perciò uno stato di trance:
"Se riuscite a identificare un qualsiasi schema comportamentale rigido di un essere umano non dovete far altro che dare il via a quello schema e poi interromperlo." (Ipnosi e trasformazione, p. 83) Poiché uno schema è un TOTE inconscio è come una attività unica, la persona non presta attenzione alle varie fasi: "Nel momento in cui io allungo il braccio per stringerle la mano, lei allungherà il suo. A quel punto, io opero un’interruzione, afferando con la sinistra il suo polso e sollevandole leggermente la mano. Lei si troverà per un istante senza un programma, poiché non esiste nessun passo successivo da compiere. [...] Nessuno è mai passato dal punto di mezzo di una stretta di mano a nessuna altra cosa. A quel punto vi trovate con un fulcro. Non dovete fare altro che fornire le istruzioni adeguate, che tipicamente saranno seguite. In questo caso, le istruzioni potrebbero essere: "Lascia che il tuo braccio scenda, ma solo alla stessa velocità con cui i tuoi occhi cominciano a chiudersi mentre tu entri in uno stato più profondo di quanto tu pensassi..." (p. 83) In altre parole fornite alla persona il programma da seguire, poiché al momento, in quel’attimo è sprovvista di piani di comportamento.

Si può anche procedere con una amnesia di quanto è avvenuto con frasi del tipo:
"E lascia che la tua mano scenda sino a toccare la mia, e a quel punto l’afferrerai e me la stringerai come se non fosse avvenuto nulla d’insolito". A quel puinto stringete la mano e dite "Molto lieto!" parlando subito di qualcos’altro o focalizzando l’attenzione "Scusi il suo nome?".

Si può anche utilizzare qualsiasi gesto normale, un qualsiasi schema socialmente accettato per poi esasperarlo continuando però a parlare come se niente fosse e senza attirare l’attenzione sul gesto (rimango serio e congruo).

 

Sovraccarico
Posso dire cose opposte una in seguito all’altra, oppure dire una cosa sul piano verbale e una completamente opposta sul piano non verbale (passa la suggestione non verbale), posso parlare velocemente con un linguaggio confuso o difficile, posso dare molte informazioni su più canali sensoriali, toccare la persona distogliere l’attenzione, etc.. (la usano gli zingari per rubare - vedi anche prestigiatori=misdirecting)

Cumulazione di realtà (è una forma di sovraccarico)
Cumulo realtà differenti aprendo storie (vedi metafora windows) una dopo l’altra senza chiuderle.

Sottolineatura analogica
Nella sottolineatura analogica non c’è la peak experience come nell’ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta molte volte diventa l’equivalente di un’ancora.

Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare direttamente all’inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un’altra parte di te sa già cosa fare..."

Doppio legame
Per esempio metto la persona in una posizione scomoda (uso tecniche simili all’ipnosi dinamica) chiedendo per esempio di continuare a fissare il centro della sua mano (dopo la tecnica di induzione fulcro) posta in alto mentre il busto lo reclino all’indietro per poi dire con tono di sfida: "Ora prova a rimanere in questa posizione se ci riesci; se dovessi avvertire il bisogno di muoverti e di far calare il braccio ciò vuol dire che ti stai rilassando per entrare in uno stato di trance.

Tecniche strategiche
"Più di una volta mi è successo di far prendere la sedia a un paziente, fargliela spostare in un altro punto della stanza, e immediatamente cominciava a parlare dei suoi problemi e a darmi le informazioni che aveva bisogno di darmi. In realtà lasciava tutte le sue resistenze nell’orientamento spaziale che aveva quando era seduto su questa sedia. [...] La sedia nella vecchia posizione rappresenta i vecchi schemi di pensiero e di comportamento del paziente. Lo spostare la sedia in una nuova posizione rappresenta la disponibilità del paziente a guardare se stesso in modo nuovo" (pp. 17-18 L’esperienza dell’ipnosi)

Altro esempio:

"Quel dottore col quale per due ore feci tutto quello che potevo per metterlo in trance aveva certamente un bel po’ di resistenza inconscia. E poi, quando lo portai nell’altra stanza per presentarlo alla signora Erickson, le sue resistenze erano state cumulate, e lasciate lì nello studio. (p. 26)

Tecnica diversa:

"Molto spesso faccio mettere i miei pazienti in trance profonda da qualcun altro; specialmente quei pazienti che sono del tutto resistenti, e non si permetterebbero mai che sia il medico a farlo. Di solito cerco di far sì che oppongano tutta la resistenza possibile a me, in modo da poter catalizzare tutta la loro resistenza, e non lasciarne nessuna verso la persona che si accinge a metterli in trance." (p. 25)

Identificazione i n trance profonda
Identificazione in trance profonda Bandler paragona l'identificazione in trance profonda con le possessioni vodoo. In effetti l'identificazione in trance profonda è un fenomeno ipnotico che consente a un individuo di acquisire l'identità di qualcun'altro sino ad acquisire inconsciamente alcune delle sue capacità. Questa tecnica è stata usata da Bandler e Grinder quando hanno voluto modellare Milton Erickson.
Bandler spiega che per ottenere una vera e propria identificazione profonda occorre per prima cosa eliminare l'indentità della persona, creare cioè una sorta di amensia riguardo a ciò che è tramite per esempio una regressione d'età totale per poi acquisire la personalità della persona che si vuole modellare. Una tecnica efficace per ottenere tutto ciòè quella di imamginare di avere davanti a sé il libro del tempo nel quale ci sono le fotografie di tutta una vita e ad ogni pagina si è totalmente a quella età. Sfogliando le pagine a ritroso si torna sempre più indietro e avrai l'età che avevi allora, sapendo solo le cose che sapevi allora e niente più. Quando è il soggetto è arrivato all'età infantile si può dire: "E ora sei curioso di andare in soffitta perché sai che ci sono abiti con cui potersi travestire per cambiare di identità e quando comincia a indossare quegil abiti ti dimentichi di tutto, di essere bambino e comincia a diventare quella eprsona che non conosci ma che il tuo inconscio sa chi è e puoi assumere il tono di voce di quella persona, le reazioni e i movimenti di quella persona e il comportamento e per i prossimi minuti che sei lì prenditi tutto il tempo necessario per crearti inconsciamente una personalità basata unicamente su ciò che conosci di quel particolare essere umano e fra dieci minuti i tuoi occhi si spalancheranno spontaneamente e sarei completamente quel particolare essere umano." (Ipnosi e trasformazione, pp. 198-199)

Utilizzazione

Le tecniche di utilizzazione di tipo ipnotico tendono ad aiutare la persona senza che questa abbia consapevolezza di cosa effettivamente è successo (la risposta è involontaria come se venisse da fuori). Ciò vuol dire che il risultato non può più essere riprodotto dalla persona a suo piacere. Quindi il rapporto ipnotico tende a creare dipendenza e una aspettativa magica nel cliente. Ad ogni modo le tecniche di utilizzazione Ericksoniane sono sempre rispettose dell’individualità poiché se l’inconscio non ritiene utile (non è ecologica) la suggestione la tecnica non avrà efficacia.

Erickson tramite i suoi racconti permetteva al cliente di recuperare le risorse necessarie e queste risorse andavano messe in un ordine preciso (vedi strategie e catene di ancore) al fine di dare l’obiettivo desiderato.

Nell’ipnosi Ericksoniana vengono date istruzioni di processo senza alcun contenuto specifico. Sono istruzioni che precisano molto bene il "come fare" per poter passare dallo stato presente a quello desiderato rimanendo però molto aspecifici riguardo il contenuto.

Questa tecnica presenta notevoli vantaggi:

1. Ecologia

2. Non ho bisogno di conoscere i dettagli della vita dell’altra persona né i contenuti specifici del suo problema.

3. Impegno attivamente l’interlocutore in una ricerca trasderivazionale per sopperire al contenuto

Spiegano Bandler e Grinder:
"Quando date delle istruzioni di processo, usate una quantità di parole quali ‘conoscenza’, ‘risorsa’, ‘curiosità’. Questo tipo di termini, li chiamiamo nominalizzazioni. In realtà sono dei termini che indicano un processo e che sono utilizzati come sostantivi. Se trasformate una parola come ‘conoscenza’ in un verbo, ‘tu conoscerai’, vi rendete conto che viene soppressa una grande quantità di informazioni. Conoscerete che cosa? Se qualcuno usa le nominalizzazioni quando vi sta parlando, vi costringe a penetrare all’interno di ciò che dice per capirne il significato. Se un cliente vi dice: "Beh, io cerco soddisfazione", voi potete tramutare la soddisfazione un verbo e chiedere: "In che modo sta cercando di essere soddisfatto?". oppure: "Di che cosa vorrebbe essere soddisfatto?". Ma se non lo fate, dovrete sopperire voi al pezzo mancante. Questo fa la maggior parte dei terapeuti con ciò che i loro clienti dicono. Essi allucinano ciò che la persona intende dire. Se io mi limito a dire: "Io ricerco un sostegno", dovrete penetrare in quello che dico e scoprire da soli cosa significa quando qualcuno dà sostegno a qualcun altro.

Ogni volta che scelgo dei modelli verbali che non si riferiscono direttamente all’esperienza sensoriale, vi obbligo a partecipare attivamente al processo della loro comprensione. Ogni volta che lo fate, compiete un processo che noi, incomprensibilmente, abbiamo chiamato, ‘riceca transderivazionale’. La persona prende le parole che le proponete e le collega alla propria esperienza personale. Come ipnotista, io utilizzo il fatto che la persona compie naturalmente questa operazione. Inizio col proporre un linguaggio farcito di nominalizzazioni. Non ho alcuna idea di quale sia il significato di queste nominalizzazioni, ma il mio cliente vi inserirà ciò che è più appropriato a lui stesso." (Ipnosi e trasformazione, p. 116)

 

Le fasi dell’utilizzazione saranno:

1. Stimolo risorse

2. Associamento dello stimolo con un esperienza del cliente

3. Causa/effetto nel presente

4. Causa/effetto nel futuro
Creo dei rapporti di causa/effetto tra il lavoro effettuato in seduta e gli eventi quotidiani che sicuramente il cliente svolgerà è meglio se la descrizione è vaga e copre tutte le possibilità di risposte possibili.

CASO
Una persona non motivata ad alzarsi.

Risorse necessarie:
V=immagine in movimento, luminosa, vicina e definita
A=Suono sicuro e potente
K= sensazione del corpo in movimento

1. Io quando mi alzo mi sento come in un film...;

2. non so se ti è mai capitato di andare al cinema e metterti in prima fila, etc....

3. e il tuo guardarmi in questo modo mi fa capire che una parte di te si sta già comportando in modo diverso

4. E presto, nei prossimi giorni quando ... (una fatto che sicuramente avverrà) potrai notare questa particolare sensazione crescere dentro di te

Nel frattempo ricalco in modo verbale e non verbale e cambio la fisiologia (ricalco e guida) e calibro continuamente le risposte del cliente (flessibilità)

I rapporti di causa effetto creano un tutto unico nel quale le mie suggestioni si confondo non l’esperienza del cliente e ciò crea una ristrutturazione (ampliamento della mappa)

Schema completo del fenomeno ipnotico

1. Costruzione del rapporto terapeutico tramite il ricalco
Se identifichiamo anche i valori e le convinzioni e si eviteranno in seguito fenomeni di resistenza (ciò permette di confezionare un regalo su misura:tailoring)

2. Definire lo stato problema
Raccogliere le informazioni nelle 5 aree distoniche (famiglia di origine; famiglia acquisita; sesso; hobby/lavoro; disturbi del comportamento) in maniera indiretta tramite metafore, racconti personali (riconoscere i gesti di assenso e dissenso) e in maniera diretta (metamodello).

3. Definire le tentate soluzioni.

4. Definire lo stato desiderato cioè l’obiettivo da raggiungere, assicurarsi che l’obiettivo sia bene formato e graduale (chunking down in piccoli obiettivi graduali). Creare una aspettativa positiva.

5. Chiedersi cosa impedisce al cliente di raggiungere il risultato e identificazione delle risorse necessarie.
Ciò presuppone la capacità di definire lo stato presente del cliente e di allucinare le risorse necessarie e i passaggi necessari per passare da uno stato all'altro e di farlo su se stessi.

6. Induzione di trance

7. Riconoscimento della trance

8. Utilizzazione

9. Ricalco nel futuro
Consente di definire dei rapporti di caussa-effetto fra il lavoro effettuato in trance e gli eventi quotidiani, così da generalizzare il cambiamento al di fuori della seduta. Perché la sugegstione post-ipnotica abbia sicuramente effetto la si può associare a eventi che il cliente sicuramente sperimenterà coprendo tutte le risposte possibili.

10. De-induzione

Per giungere a tale efficacia è necessario:
1. La congruenza (potere personale)
2. Calibrazione e flessibilità
3. L’esemplificazione. La capacità di ridurre le variabili complesse in variabili semplici.

Ricerche scientifiche
sulla specializzazione emisferica

Un neurochirurgo, Philip Vogel per limitare la gravità di alcune forme di epilessia praticava una "commisurectomia", separava cioè tra di loro i due emisferi attraverso il taglio del corpo calloso. In tal modo non era più possibile uno scambio di informazioni. Dopo l’operazione, si accorse che i due emisferi funzionavano in modo autonomo ed erano caratterizzati da abilità differenti:

"Nell’esperimento-tipo effettuato da Sperry, un’informazione scritta era proiettata su una parte del campo visivo connesso esclusivamente con l’emisfero sinistro o destro; utilizzando questo artificio, poiché i due emisferi erano separati, si poteva far pervenire l’informazione scritta soltanto all’emisfero sinistro o destro. Nel primo caso (informazione scritta che perviene soltanto all’emisfero sinistro) il soggetto era in grado di riferire ciò che aveva letto, in quanto i centri del linguaggio sono localizzati sull’emisfero sinistro; nel secondo caso (informazione che perviene soltanto all’emisfero destro) il soggetto "vedeva" il messaggio scritto ma non era in grado di riferire ciò che aveva osservato." (Alberto Oliverio, Esplorare la mente, p. 45)

Ciò vuol dire che il campo visivo di destra si connette all’emisfero sinistro del cervello e viceversa. Questo principio vale anche per il controllo del corpo, perché ogni emisfero controlla la parte controlaterale (opposta) del corpo:

"Concludendo un’indagine su di un paziente operato di commisurotomia, Gerschwind constatò che era in grado di nominare correttamente un oggetto (per esempio forbici, cucchiaio, fermaglio) se glielo si dava da toccare – senza che lo potesse vedere – con la mano destra (corrispondente all’emisfero sinistro), mentre si sbagliava nel nominare un oggetto se lo poteva toccare solo con la mano sinistra (dunque prevalentemente legata all’emisfero destro). Risultava però che egli, malgrado la denominazione errata, aveva riconosciuto esattamente l’oggetto, poiché in primo luogo lo maneggiava correttamente, in secondo luogo, se richiesto, riusciva a sceglierlo [...] era persino in grado di disegnarlo con la mano sisintra." (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p. 36)

Ciò che vale per il senso della vista e per il tatto vale anche per altri sensi come l’odorato e l’udito:

"Se delle percezioni olfattive vengono portate all’emisfero non dominante attraverso la narice sinistra, la persona esaminata non è in grado di nominarle, spesso però può indicare se si tratta di odori gradevoli o sgradevoli. Può perfino sbuffare, reagire ad un odore particolarmente ripugnante con manifestazioni i disgusto o con esclamazioni come "puah!", ma non è in grado di indicare se si tratti di aglio, formaggio o marciume." (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p. 38)

A questo proposito gli studi sul ciclo nasale possono dare ulteriori contributi:

Durante l’arco del giorno si verificano spontaneamente delle alterazioni nelle mucose nasali che si chiudono e si aprono alternativamente. Queste alterazioni coinciderebbero con i cicli ultradiani di attività e riposo ossia col predominio del simpatico e del parasimpatico (narice destra: dominio del simpatico - emisfero sinistro; narice sinistra: dominio del parasimpatico - emisfero destro).

Ricerche scientifiche come quelle di Werntz (1981) fanno intendere che esista un rapporto diretto tra l’attività degli emisferi cerebrali e il ritmo ultradiano del ciclo nasale. Si presume inoltre che tale ciclo nasale sia influenzato dall’ipotalamo ma che sia altresì possibile alterare volontariamene (così come insegna lo yoga) la narice dominante in un dato momento e di riflesso anche l’emisfero dominante.

Anche per quanto riguarda il linguaggio è stato verificato che danni a certe aree del lobo temporale sinistro possono condurre all’afasia mentre danni al lobo temporale destro compromettono altre capacità come le capacità spaziali.

Pazienti che hanno subito una lesione all’emisfero destro hanno una voce "monotona e inespressiva, dato che non riescono a percepire il tono di una frase (affermativa o interrogativa), né a ripetere tale frase cambiando intonazione." (Francesco Belli, Felix Sagrillo, Qual’è Takete? Qual’è Maluma?. Le straordinarie potenzialità persuasive di una nuova disciplina: la psicolinguistica applicata alla comunicazione, Franco Angeli, 2000 Milano, p. 43)

Ricapitolando.

L’emisfero sinistro è coinvolto prevalentemente nell’elaborazione del linguaggio parlato e scritto e in altre attività logico-analitiche quali il contare, il fare i calcoli e la comunicazione digitale; mentre l’emisfero destro ha un linguaggio arcaico e poco sviluppato.

La peculiarità che caratterizza l’emisfero destro è l’olismo, il riconoscimento di una totalità a partire da un dettaglio essenziale. Così è sopratutto grazie all’emisfero destro che siamo in grado di riconoscere una persona solo da un piccolo particolare significativo, oppure di riconoscere una sinfonia da una sola battuta o di evocare emozioni e immagini da un canzone o da una particolare sensazione olfattiva. Si potrebbe rissumere che l’emisfero destro opera prevalentemente per metafora e metonimia.

Da quanto detto si può comprendere che non esiste un emisfero dominante in assoluto poiché è l’informazione ricevuta che attiverà in maggiore o minore misura l’emisfero di competenza. Ciò non vuol dire che gli emisferi si escludano a vicenda poiché normalmente sono integrati grazie al corpo calloso che permette loro di inviarsi informazioni.

Se vogliamo comunicare prevalentemente all’emisfero destro occorre che parliamo la sua stessa lingua. Lo sforzo nell’apprendere la sintassi e le forme linguistiche dell’emisfero destro saranno ben ripagate perché la persuasione non è fatta solo di razionalità e sillogismi ma anche di emotività.

Tra l’altro si presume che la mappa del mondo ovvero la sintesi delle proprie esperienze e delle interpretazioni e convinzioni che ne derivano sia pertinenza dell’emisfero destro. Un procedimento terapeutico più efficace e veloce dell’interpretazione psicoanalitica – che tende a ridurre e tradurre il pensiero dell’emisfero destro nell’insight cognitivo dell’emisfero sinistro – potrebbe essere quello di utilizzare il linguaggio dell’emisfero destro come via maestra per il cambiamento terapeutico.

 

Dissociazione

Durante gli esperimenti su soggetti split-brain si possono verificare diversi fenomeni di dissociazione, come se esistessero due flussi di coscienza separati l’uno dall’altro:

"Vi si vede un paziente reduce da una commissurotomia, il quale con la mano sinistra (dunque collegata all’emisfero destro) mette insieme con rapidità e sicurezza dei dadi di legno colorato secondo un modello. La persona che conduce il test rimescola poi i blocchi e chiede al paziente di ricomporli usando ora la mano destra.

Il paziente lavora lentamente e con evidente sforzo. A un certo punto del film si vede come, nel tentativo di sistemare un angolo del mosaico, egli rimescola di nuovo i dadi, benché fossero già al posto giusto, e come poi improvvisamente la mano sinistra si introduce a correggere e mette velocemente i dadi nell’ordine corretto [...]

In un’altra parte del film di Sperry una paziente con commissurotomia viene esaminata con tachistoscopio. In mezzo a una serie di figure neutrali, geometriche, che vengono mostrate indifferentemente alla metà destra o sinistra della retina, riferisce Galin, vi è la fotografia di un nudo, che viene proiettato solo nella metà sinistra del campo visivo, e diviene in questo modo percepibile solo dall’emisfero destro. La paziente arrossice e ridacchia. Sperry chieda: "Che cosa ha visto?", "Niente un lampo di luce" (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, pp. 36-37)

Ci sono altri fenomeni di dissociazione molto interessanti come la "memoria senza ricordo", che sono stati studiati da Lawrence Weiskrantz: a un gruppo di pazienti amnesici viene fatta studiare una lista di parole comuni come tavolo, giardino, automobile, etc.

Dopo alcuni minuti viene mostrata una nuova lista con dentro queste parole insieme a parole nuove. I pazienti amnesici a differenza di quelli normali non riconoscono le parole lette precedentemente.

In seguito vengono sottoposti a un test facilitato dove occorre riconoscere le parole della prima lista in base a un indizio, le prime tre lettere: gia... aut...

Questa volta i pazienti riescono a completare le parole già lette con risultati maggiori di quelle che non erano state viste in precedenza. Sembra perciò che ci sia una sorta di memoria inconscia o "memoria senza ricordo" (Michael Gazzaniga, La mente inventata, Guerini e Associati, 1999, Milano, pp. 12-13).

Un altro fenomeno di dissociazione è la "visione cieca". Ci sono persone a cui viene a mancare una parte dell’informazione visiva in seguito a lesioni nervose: "Perciò, se si utilizza come stimolo una luce puntiforme; un paziente lo riconosce soltanto quando esso viene trasmesso alle parti sane della corteccia occipitale, mentre non è in grado di riconoscerlo quando esso coincide con la sede della lesione. Tuttavia se lo sperimentatore chiede al paziente di provare a indovinare la localizzazione dello stimolo visivo, questi non sbaglia mai: dal punto di vista dei meccanismi consci è cieco, cioè non si rende conto della presenza e della posizione del punto luminoso, mentre dal punto di vista inconscio è in grado di percepirlo e quindi di rispondere." (Michael Gazzaniga, La mente inventata, Guerini e Associati, 1999, Milano, p. 13)

 

Doppia induzione

Un altro esperimento che ci conduce direttamente alla comprensione di una tecnica di induzione ipnotica è quello condotto da due psicologi, J.R. Lackner e M. Garrett (1972).

A un gruppo di persone, che attraverso delle cuffie ricevevano delle informazioni due messaggi diversi, si chiedeva di fare attenzione solo al messaggio che arrivava all’orecchio destro o sinistro.

I partecipanti di solito riferivano di non riuscire a riportare il messaggio ricevuto sul canale trascurato, riuscivano solo a dire se la voce era maschile o femminile e se parlava la stessa loro lingua oppure no. Ma a quanto pare questo messaggio produceva ugualmente i suoi effetti. Se per esempio si inviavano dei messaggi ambigui al canale a cui stavano prestando attenzione, ad esempio: "Egli levò la lanterna per segnalare l’attacco" (levò può significare sia togliere che alzare in aria) e al canale trascurato si inviava un messaggio in grado di sciogliere l’ambiguità: "Egli alzò la lanterna", le persone che lo ricevevano non erano in grado di riferire il significato della frase udita tramite il canale trascurato ma erano in grado di sciogliere l’ambiguità del messaggio udito tramite il canale cui prestavano attenzione. ciò sembra indicare che frasi dotate di un significato linguistico possono essere comprese inconsciamente (Alberto Oliverio, Esplorare la mente, p. 129)

La doppia induzione proposta da Bandler e da Grinder si basa sui concetti finora esposti, cioè sulla specializzazione emisferica e sulla dissociazione. Poiché anche le nostre orecchie comunicano le loro percezioni all’emisfero opposto è possibile indurre una trance comunicando simultaneamente due messaggi uno per l’orecchio destro e quindi per l’emisfero sinistro e uno per l’orecchio sinistro e quindi per l’emisfero destro secondo i linguaggio proprio a ogni emisfero.

La persona che comunica all’emisfero cerebrale dominante userà le forme sintatticamente più complesse, contemporanemente, l’altra persona comunicherà all’orecchio controlaterale con forme linguistiche semplici e tipiche dei bambini giunti allo stadio di sviluppo in cui usano espressioni formate da due parole: "ora dormi, dormi ora...."

Così se da una parte sovraccarichiamo l’emisfero dominate dall’altra accediamo direttamente e con più facilità all’emisfero non dominante con un linguaggio tipico della grammatica infantile.

Erickson usava questo principio per indurre una trance senza bisogno di avere un altro ipnotista e ciò veniva realizzato tramite la tecnica della sottolineatura analogica:

Presentava all’emisfero dominante una serie di costruzioni sintattiche spesso complesse o noiose mentre inviava contemporaneamente una serie di messaggi incastrati e sottolineati in modo non verbale (analogicamente) ai quali il cliente rispondeva con processi al di fuori dei confini normali della coscienza:

..realize that you have to start from scratch and nobody really knows

Qui troviamo oltre alla sottolineatura analogica anche un’abiguità fonologica scratch knows equivale fonologicamente a scratch nose (grattati il naso).

 

Induzione per blocco e sovraccarico dell’emisfero dominante

In una giornata di vento [...] un uomo sbucò precipitosamente da dietro l’angolo di un edificio e venne a sbattermi addosso mentre stavo lottando con tutte le mie forze contro il vento. Prima che l’uomo potesse riacquistare l’equilibrio e parlarmi, diedi un’occhiata all’orologio con un gesto molto teatrale e gli dissi, con cortesia, come se avesse chiesto che ora fosse: "Mancano esattamente dieci minuti alle due", sebbene in realtà fossero quasi le 4 del pomeriggio, poi continuai per la mia strada. Dopo circa mezzo isolato mi voltai e vidi che ancora mi guardava, senza dubbio ancora perplesso e sconcertato per quello che mi aveva detto. (Paul Watzlawick, John H. Weakland, Richard Fisch,Change, Astrolabio, 1974 Roma, p. 109)

La tecnica della doppia induzione ha come scopo la produzione di una dissociazione tramite l’invio di due messaggi, uno per l’emisfero dominante e uno per l’emisfero non dominante usando il linguaggio proprio per ciascun emisfero.

Se normalmente le due funzione degli emisferi raggiungono un altro grado di integrazione sembra che queste tecniche e l’ipnosi più in generale siano capaci di produrre una dissociazione facendo entrare in azione l’emisfero destro del cervello deputato alla fantasia e alla creatività. Tale risultato può essere raggiunto mediante tecniche "dolci" come il ricalco e guida o altrimenti tramite il blocco dell’emisfero dominante per confusione o sovraccarico inducendo così una sorta di commisurotomia funzionale. Ciò può essere realizzato tramite comunicazioni paradossali e doppi legami.

Nel caso dei doppi legami, l’incongruenza tra codice analogico e digitale comporta la costruzione di due immagini del mondo assolutamente inconciliabili. Se è di importanza vitale per la persona sciogliere l’incongruenza, può succedere che le due metà del cervello – nella loro lotta per l’efferenza – si paralizzino reciprocamente producendo una dissociazione o commisurotomia funzionale. (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p. 43)

Una tecnica di sovraccarico è anche l’incongruenza tra la comunicazione verbale non verbale, oppure il sovraccarico su tutti i sistemi rappresentazionali, per esempio: "Ora vorrei che cominciassi a contare a voce alta e a rovescio, a partire da duecento e per gruppi di tre. E intanto io ti metterò le mani sulle spalle e ti farò girare in tondo." In tal modo tutti i sistemi rappresentazionali sono occupati: il visivo per visualizare i numeri, l’uditivo per parlare e il cenestesico tramite il disorientamento. Le suggestioni impartite arrivano direttamente all’inconscio perché l’attenzione cosciente è già completamente focalizzata sul compito, e la persona reagirà automaticamente a tali suggestioni a patto che vengano impartite nel momento opportuno cioè quando si interrompe l’attività pianificatrice: è come se la persona dicesse "Va bene, dimmi cosa devo fare!"

Tale risultato è raggiunto anche con tecniche confusive come l’induzione fulcro o l’interruzione di schema.

Una tecnica più blanda di sovraccarico dell’emisfero dominante è la cumulazione di realtà che però può essere potenziata tramite l’utilizzo di un linguaggio particolarmente difficile e oscuro, la sottolineatura per analogia e l’interruzione di schema cioè attraverso un comportamento strano, eccessivo o inaccettabile che viene compiuto come se niente fosse. Si potrebbe, per esempio, profferire una serie di banalità o frasi oscure con perfetta serietà in mezzo alle quali sono disseminate qua e là le suggestioni che risultano essere le uniche cose sensate a cui la persona si può aggrappare.

Si può anche utilizzare un linguaggio particolarmente noioso che funziona un po’ come il pendolino o la luce dell’ipnosi classica, disseminando qua e là concetti relativi al sonno.

Nell’ipnosi dinamica il blocco dell’emisfero dominante e la comunicazione diretta all’emisfero non dominante sono raggiunte con tecniche di sovraccarico emotivo piuttosto che cognitivo.

Si può presumere che le tecniche di induzione complessa e di ipnosi non verbale possono essere ben integrate insieme, quando invece si passa all’induzione verbale il modello migliore è il Milton model elabarato da Bandler e da Grinder.

Disseminazione

Il racconto di storie e aneddoti è un'ottima tecnica di comunicazione a doppio livello capace di mettere in moto gli adeguati processi associativi.

Per potenziare tale approccio comunicativo il predicatore o guaritore si può avvalere anche della tecnica di disseminazione (interspersal technique - tecnica introdotta da Milton Erickson nella pratica dell'ipnoterapia negli anni '60).

Se è vero che la mente cosciente (l'emisfero sinistro) tende a decifrare passo per passo il senso di un discorso e a inserirlo all'interno di un determinato contesto, è anche vero che ogni parola è portatrice di associazioni individuali e letterali al di là del contesto nel quale si situa. Questo vuol semplicemente dire che una volta che il fedele viene chiamato sul palco al cospetto della figura carismatica le associazioni represse, rimaste nell'inconscio talvolta si riattivano, perché "nelle particolari condizioni della trance, dove la dissociazione e il letteralismo sono accresciuti, possono giocare un ruolo significativo nella facilitazione di una risposta comportamentale che sorprende la coscienza" (Milton H. Erickson, Tecniche di suggestione ipnotica, Astrolabio, Roma 1979, p. 282)

Il letteralismo, le allusioni, i giochi di parole, sono infatti pane per i denti dell'inconscio. Queste frasi sfuggite all'attenzione della coscienza che era stata fissata nell'ascolto della predica, funzionano come suggestioni subliminali.

Verranno perciò disseminate lungo il discorso, alcune parole e concetti con un particolare tono di voce e attraverso gesti quasi impercettibili. Tali suggestioni sono l'equivalente della suggestione diretta e palese dell'operatore durante un'induzione formale di trance.

La migliore descrizione di questa strategia l'ho trovata nel libro Il linguaggio del cambiamento di Watzlawick:
"[...] in altri termini: ci si immagini una pagina di un libro che sembri non contenere altro che una descrizione lunga, senza importanza, noiosa, appunto soporifera, su cui però alcune parole siano sottolineate. Se ora queste parole vengono lette nell'ordine in cui si presentano, danno un significato completamente diverso da quello della pagina in cui si trovano. [...] la percezione dell'immagine nascosta, dovrebbe essere tipicamente una capacità dell'emisfero destro e dunque la tecnica di disseminazione una via di accesso a questo emisfero." (p. 65)

Un esempio dell’utilizzo dell’analogical marking per indurre il cliente grattarsi il naso:
" ...realize that you have to start from scratch and nobody really knows "

Devi renderti conto che occorre partire da zero (ma scratch può anche voler dire al di fuori del contesto della frase grattarsi) perché nessuno veramente sa.

scratch knows = è l’equivalente fonologico di scratch nose=grattati il naso

Tale descrizione presenta interessanti analogie con le ricerche di Saussure (noto linguista svizzero) che analizzando la struttura della poesia greca e latina rinvenne le tracce di una attività segreta del poeta, alle quali diede il nome di anagrammi (Jean Starobinski, Le parole sotto le parole, trad. it., il melangolo, Genova, 1982).

Oppure pensiamo agli schizofrenici e alla loro caratteristiche insalate di parole, si tratta di un torrente di frasi, sconnesse e incoerenti. Milton prese a studiare questi discorsi pensando che potessero essere altro che una maschera per nascondere dei significati, frammentati e dispersi nelle espressioni verbali. In questo modo Erickson sviluppò il suo particolare stile comunicativo che consisteva nel produrre discorsi incoerenti tra cui nascondere, in forma frammentata una comunicazione significativa che si stagliava sullo sfondo grazie all'analogical marking (segno analogico).

L'analogical marking (questa sottolineatura subliminale delle parole) può essere fatta attraverso variazione minime della cadenza della voce o su qualsiasi altro livello N.V. (prossemica, cinesica, paralinguistica, digitale), spesso queste sottolineature sono precedute da pause e le parole sono menzionate durante l'espirazione del paziente e con tono sommesso.

Tecnica della confusione in ipnosi

Qualsiasi esperienza di shock e sorpresa fissa momentaneamente la nostra attenzione; depotenzia gli abituali schemi di riferimento e i sistemi di credenze coscienti (li rende instabili) constringendoci ad avviare una ricerca inconscia nel tentativo di trovare una risposta alla situazione inaspettata.

La ricerca interiore comporta uno stato di introspezione che avvia una trance utilizzabile per elicitare delle reazioni autonome e involontarie o per "far passare" delle suggestioni al di sotto della soglia cosciente.

Questo momentaneo vuoto di consapevolezza può quindi essere riempito con l'appropriata richiesta comportamentale.

In effetti, la suggestione passa molto più facilmente negli stati di confusione, dubbio, sorpresa poiché predispongono il soggetto ad accogliere la prima idea che possa mettere ordine nel suo panorama cognitivo, riallineando in tal modo i dati interni e ristabilendo l'equilibrio psichico.

Lo schock e la confusione possono essere utili anche per destrutturare i comportamenti acquisiti e i sistemi di credenze.

Un caso che dimostra questo principio fu raccontato da Pavlov a un fisiologo americano.

Pavlov era riuscito a istallare in dei cani, attraverso tecniche di condizionamento, dei pattern di comportamento. Poi un giorno accadde una cosa curiosa: ci fu un allagamento nel laboratorio dove i cani stavano richiusi in delle gabbie. Mentre il livello d’acqua andava alzandosi, i cani terrorizzati presero a lottare disperatamente per restare in vita finché l’inserviente sentendo i loro lamenti lì salvò da morte sicura. In seguito a questo schock Pavlov scoprì che i condizionamenti che aveva recentemente installato erano completamente svaniti. (Sargant W., Battle for the Mind, Doubladay & Company, In. Garden City, New York 1957, p. 41).

Distonia e principio di costanza

Dall'esperienza specifica sulla terapia catartica deriva il postulato di Freud chiamato principio di costanza: "La funzione dell'apparato psichico sta nello scaricare le eccitazioni per mantenerle al livello più basso."

L'ipnosi dinamica per esempio fa ampio uso di questo principio generando scientemente distonia (sovraccarico emotivo) per motivare l'individuo ad agire al fine di scaricare la tensione energetica accumulata e ristabilire così la costanza interna. Le tecniche comunicative di tipo ansiogeno tendono a porre l'operatore in posizione up rispetto al soggetto e ad abbassare i suoi meccanismi di difesa.

Ne parlavano anche Freud e Breuer riferendosi agli stati ipnoidi capaci di determinare un vuoto di potere logico e analitico durante il quale una suggestione o un comando poteva agevolmente insinuarsi nella mente nel soggetto.

Mastronardi spiega molto bene questo concetto nel suo libro sulle strategie della comunicazione umana (Franco Angeli, 1998 Milano):

"[...] tutte le situazioni, anche di colloquio che creano tensione, e producono quindi una sollecitazione emozionale, determinano in ultima analisi una disorganizzazione dei parametri neurofisiologici standard del soggetto, che condiziona quindi la conseguente necessità di ripristinare la precedente omeostasi. Quest'ultima viene a concretizzarsi, allorquando il soggetto realizza quanto viene richiesto dall'interlocutore, accettando così le prescrizioni dello stesso, le eventuali sue interpretazioni, e finanche la pima idea che gli passi per la mente, e che in quel momento gli sembra l'uinca in grado di fugare il suo stesso stato emozionale.

Ovviamente in fase di interazione operatore-soggetto, se quest'ultimo supera il proprio "indice di tolleranza emozionale" a causa di manovre abnormemente penalizzanti da parte dell'interlocutore o del terapeuta, ne è conseguenza l'interruzione del "rapport" e quindi il non aderire alle richieste effettuategli." (p. 126)

Ciò viene insegnato anche nell'ipnosi dinamica quando si avverte di non superare l'indice di tolleranza entro cui è possibile inviare delle microstimolazioni pena il corto circuito ossia l'interruzione del rapporto ipnotico e l'attivazione di un comportamento nevrotico o aggressivo nell’interlocutore come unica possibilità per scaricare la tensione accumulata.

Per microstimolazioni si intende comunicazioni analogiche penalizzanti tramite la paralinguistica, la prossemica, la cinesica, la digitale e l’uso di simbolismi sessuali.

Nell’ipnosi dinamica per esempio, l'operatore non permette al soggetto alcun scarico tensionale ponendolo nella posizione ortostatica. L'operatore passa quindi alla comunicazione non verbale (prossemica, paraverbale, cinesica, digitale) con l'istanza analogica (l'istanza emotiva) dell'individuo al fine di conquistarsi il "potenziale di fascinazione" che verrà speso in seguito, al momento della richiesta comportamentale. Poiché il "servizio analogico" è subliminale (è indirizzato solamente ai ricettori emozionali) aggira efficacemente l'istanza cosciente. L'operatore stimolando e sollecitando delle proiezioni simboliche a livello inconscio si trasforma in una fonte di stimolazione e assurge dunque alla condizione di simbolo con potenziale ipnotico cioè di coinvolgimento (questa fase è denominata: flash subliminale). Il passaggio da flash subliminale a flash ipnotico consente all'operatore di venire identificato dall'Io razionale come simbolo stimolante. L'istanza logica avvertirà il bisogno di realizzare quanto richiesto (in seguito alla posizione ortostatica nessun'altra forma di scarico tensionale è possibile) nel tentativo di liberarsi dalla tensione accumulata e di destabilizzare l'ipnotizzatore ("ok faccio ciò che vuoi ma adesso lasciami stare" oppure si risponde in modo paradossale "non sono io a farlo"). Se il soggetto realizza la fenomenologia richiesta, l'operatore piuttosto che venir destabilizzato acquisisce maggiore potenziale con la ratifica della trance:"Vedi, i tuoi piedi sono bloccati".

Ricapitolando:

Fase 1: Fase induttiva.

Comunicazione non verbale direttamente con l'inconscio, ciò stimola i meccanismi di proiezione (investitura libidica della fonte di stimolazione) e incorporazione (assunzione all'interno di sé del simbolo che si è andato formando grazie alla proiezione).

Tale meccanismo da modo di rendere conto del meccanismo di infertizzazione che nell'esoterismo veniva chiamato incantesimo o forma pensiero.

"Infertizzarsi vuol dire anche caricarsi di desiderio attraverso pensieri, riflessioni esposizioni concernenti l'oggetto del desiderio o la causa scatenante di un problema (i simboli)". (Stefano Benemeglio, La comunicazione al di là della parola, CID-CNV Edizioni, Roma, p. 280)
Questo fenomeno può essere potenziato dai rituali collettivi dove l'emotività può essere amplificata a livelli abnormi e si può fare affidamento alla riprova sociale con i soggetti più resistenti.

Fase 2: Flash ipnotico.

L'Io razionale avverte l'esigenza di scaricare la tensione per ristabilire l'omeostasi del sistema. Può farlo solamente gratificando la richiesta dell'operatore. In tal modo crede di destabilizzare il potenziale ipnotico. Ragionamento: "Ok. Io ti gratifico per poter far cadere il tuo interesse a stimolare ulteriormente il mio inconscio". Ragionamento fallace perché la prima gratificazione avvia un campo affermativo positivo a cui l'Io razionale sarà vincolato secondo la legge di coerenza.

Se la procedura è andata a buon fine il soggetto avvertirà l'esigenza di realizzare quanto richiesto al fine di scaricare la tensione accumulata.

Come intendere il sintomo

Il terapeuta Ericksoniano considera il sintomo come un dono e lo caratterizza di connotazioni positive poiché adempie a molteplici funzioni secondo la particolarità dell’individuo. La resistenza del cliente non va vista come una ulteriore patologia bensì come la risposta alla violazione da parte del terapeuta di alcune regole, poiché "a ogni sintomo è associato un insieme di istruzioni personali e contestuali per il suo impiego adeguato. [...] Quella che di solito chiamiamo resistenza in realtà il più delle volte è un insieme bene elaborato di ingiunzioni che, se accolte con garbo, costituiscono una buona mappa per aggirare il sintomo in tutti i suoi contesti." (Michele Ritterman - L’ipnosi nella terapia familiare, Astrolabio, 1986 Roma,p. 77)

Secondo Ritterman la terapia va vista come un rituale di scambio. Il rituale più primordiale che fin dagli albori della storia ha consentito la vita sociale è stato il dono e i favori tra clan e individui legati in tal modo da un rapporto di reciprocità.

Le tre fasi che regolano lo scambio del dono sono: il dare, l’accettare e il ripagare.

Michele Rittermann consiglia di interpretare lo scambio terapeutico secondo questo modello. Anzitutto il sintomo va accettato come un dono e quindi va ricevuto in modo tale da salvaguardare le sue caratteristiche positive. Inoltre non è corretto sputare sul dono facendo intendere cose del tipo: "il tuo sintomo non è abbastanza buono, il tuo problema non è quello è...." oppure dire che il problema non è poi così importante.

Occorre inoltre ricordare che "il paziente porta sia il sintomo, sia un insieme più o meno esplicito di istruzioni per l’uso. Se il terapeuta gestisce male il sintomo, l’offerta può umiliare il paziente o indurre in lui il dubbio che il terapeuta non sia all’altezza dell’offerta che gli viene fatta." (Id. ibid., p. 78)

Quindi nel ricevere il sintomo non è corretto criticare il modo con cui viene presentato cioè criticare la resistenza, così come non è possibile accaparrarsi il dono senza dare nulla in cambio. In effetti la rimozione o la distruzione del sintomo non è l’obiettivo finale.

A questo proposito un esempio che fa Rittermann è quello della ragazza con le verruche:

"Credendo di dover asportare le verruche che in quel momento proliferavano abbondantemente sul viso della ragazza, il terapeuta effettuò su di lei un’induzione di trance di media profondità, nella quale la ragazza doveva immaginare di far morire di inedia le verruche o di bruciarle. Tuttavia dopo la seduta, le verruche continuarono, anzi si avvicinarono alla bocca della ragazza. Il terapeuta modificò il proprio approccio riguardo alle malattie più in generale applicandolo alle verruche, questa volta apprezzando positivamente il significato relazionale del sintomo. Si chiese se non c’era una verruca che la ragazza avrebbe voluto salvare. In trance la ragazza disse: "Si. È un segreto. È la mia peferita. Tra le dita dei piedi. [...] Nel giro di una settimana le verruche sul viso erano scomparse. Quella segreta era rimasta. La ragazza aveva bisogno di accrescere il proprio potere e il proprio controllo sul problema, e non che il terapeuta se ne sbarazzasse." (Id. ibid., p. 85)

Resistenza

Se etichettiamo il comportamento "non collaborativo" del cliente come una resistenza piuttosto che come un messaggio inviatoci nello sforzo di aiutarci a trovare la soluzione al problema (ricordate che la terapia è un gioco a somma diversa da zero) rischiamo di alimentare una profezia che si autodetermina.

A questo proposito si può citare il noto effetto Rosenthal (dal nome dello psicologo che lo ha scoperto).

Robert Rosenthal aveva condotto una serie di esperimenti alla Oak-Scholl:

"Si trattava di una scuola elementare con 18 maestre e più di 650 allievi. La profezia autodeterminatesi veniva indotta negli insegnanti nel seguente modo: prima dell’inizio di un determinato anno scolastico si sottoponevano gli allievi a un test di intelligenza; alle maestre si comunicava che, oltre a stabilire i livelli di intelligenza, il test avrebbe anche consentito di individuare quel 20% di scolari che durante l’imminente anno scolastico avrebbero fatto progressi [...] le maestre ricevevano i nomi (presi in modo del tutto arbitrario dall’elenco degli scolari) di coloro che, in base al test, si poteva supporre con un certo grado di sicurezza che avrebbero fornito prestazioni eccezionali. [...] Quando alla fine dell’anno scolastico lo stesso test d’intelligenza veniva ripetuto, esso mostrava realmente un aumento al di sopra della media del quoziente d’intelligenza e delle prestazioni degli allievi che erano stati prescelti, e i racconti delle insegnanti dimostravano inoltre che questi bambini si distinguevano positivamente dai loro compagni di scuola anche per il loro comportamento, per la loro curiosità intellettuale, per il loro spirito di collaborazione e così via." (Paul Watzlawick, La realtà inventata, p. 92)

È profondamente ingiusto presentare l’intervento come un guerra dove il terapeuta ha la meglio e il cliente perde la faccia.

Joseph Weiss, del San Francisco Psychotherapy Research Group, utilizzando la nozione di Piano – così come sviluppata nell’opera Piani e strutture del comportamento (1960) di Miller, Galanter e Pribram – ritiene che il paziente sviluppi dei Piani inconsci sottoponendo il terapeuta e la terapia a dei test al fine di mettere alla prova le proprie credenze patogene, con la speranza di negarle avviando una esperienza emozionale corretrice. (Joseph Weiss, Harold Sampson, Convinzioni patogene, QuattroVenti, 1999 Urbino, p. 20).

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Grounding Institute

dr. Maurizio D'Agostino

Via Asiago, 35 Catania

www.bioenergetic.it

 

 
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INTENSIVI di REBIRTHING/VIVATION - Sabato e/o domenica ore 10.00-18.30 conduttore M. D'Agostino - In questo ciclo di Workshops intensivi non residenziale si farà un lavoro col respiro (rebirthing e vivation) integrato se opportuno con la terapia bioenergetica.Verranno sperimentate varie modalità di lavoro col respiro ( a secco, eyegaze vivation, vivation allo specchio ecc.).Gli orari di lavoro saranno sabato e/o domenica dalle 10 alle 18.30.

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INTENSIVO DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

"ARRENDERSI AL CORPO"

Sabato 22 aprile 2017 ore 10.00-17.30

 

Jacaanda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde (CT)

Per info chiamare: 3923800864 

www.bioenergetic.it  

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GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN - Ogni mercoledì alle ore 20.30 -

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Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri Percorso di quattro incontri Offerto dal monaco Zen -

Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri

Percorso di quattro incontri
Offerto dal monaco Zen Phap Ban


Cari amici, sono molto felice di tornare in Sicilia e di poter praticare nella natura del nuovo centro di Valverde. 
Qui in Salento abbiamo appena concluso un percorso di quattro mesi.
Abbiamo provato a coltivare una nuova relazione con noi stessi, una relazione di ascolto e di rispetto, di amicizia. Forse il tema che più ci ha ispirato è stato la frase di Thay : "Sentire è già amare". 
Ogni volta mi stupisco dei frutti che regala una pratica continuata. Come sapete non sono né un maestro né una guida ( cadremmo tutti in un fosso ) ma un secchione e mi piace creare momenti di pratica, sento molto prezioso questo nostro stare insieme nell'ascolto, nella presenza.
un abbraccio, a prestissimo
fratello claudio

Il Percorso inizierà sabato 16 e si svilupperà in quattro incontri: ( siate puntuali per favore )

1 Radicamento nel sentire, abitare il corpo, il respiro sabato 16 inizio h 19.00 -21 (Siracusa)

2.Apertura, affidarsi, perdono domenica 17 inizio h 11 -17 (punto di ritrovo Milo ore 9.30) Monti Sartorius - Etna 
3.Amicizia con se stessi mercoledì 20 inizio h 21 -22.30 Valverde

4.Amicizia con gli altri. venerdì 22 inizio h 19.00 -21.00 Valverde

JACARANDA CENTER
VIA RAMONDETTA 21 Valverde (CT)
Per info: 3923800864

Ecco il testo che vi propongo come riferimento durante la nostra pratica:

"Fare Pace con Se Stessi" di Thich N Hanh ed. Ubaldinihttp://www.ilgiardinodeilibri.it/…/__fare-pace-con-se-stess…

Se potete portate con voi penna e taccuino che useremo anche come diario di pratica personale in questa settimana di pratica
Un abbraccio e a presto
fratello phap ban



CALENDARIO DEGLI INCONTRI - Grounding Institute -

GRUPPO DI ANALISI BIOENERGETICA 

 condotto dal dr. Maurizio D’Agostino - ANNO 2017

29 GENNAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 FEBBRAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

12 MARZO - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 APRILE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

7 MAGGIO INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

11 GIUGNO-  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 LUGLIO -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

17 SETTEMBRE INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

15 OTTOBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 NOVEMBRE  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

3DICEMBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO)  orario: 10.00-18,30

 

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INTENSIVI DI REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE

(CATANIA - GENOVA - LECCE - LONDRA - PORT LUIS (MAURITIUS) - 2015

 

 

  

SABATO FEBBRAIO 2016- VALVERDE (CT) INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

14-15 MARZO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

25-26 APRILE - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban  

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834

20-21 GIUGNO - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834) 

1-2 AGOSTO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

     AGOSTO - LONDRA - INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

3 OTTOBRE - CATANIA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban 

 

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MARATONE  DI ANALISI BIOENERGETICA

 

 

 

 

 

APRILE - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino  

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30

 

LUGLIO - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30 

 

OTTOBRE-  MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30  

 

NOVEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 26  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 27 ore 18.30  

 

DICEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 17  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 18 ore 10.00 - 18.30  

 

 Intensivi di Analisi Bioenergetica  condotti dal dr. Maurizio D'Agostino 

 

 

 

 

 

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PRANIC HEALING 

 

 

 

 

 

INCONTRO DI PRATICA per gli studenti di PRANIC HEALING del GROUNDING INSTITUTE (gratuito) - ogni lunedì ore 20.00 (telefonare al 392.3800864) 

INCONTRI DI ARHATIC YOGA A CADENZA MENSILE

29 marzo INCONTRO DI SUPERVISIONE di PRANIC HEALING per gli studenti del Grounding institute

     CORSO DI PRANIC HEALING Base (1° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani -  

26-27 giugno - CORSO DI CRISTALLOTERAPIA PRANICA (4° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

26-27 settembre -  CORSO DI PRANIC HEALING AVANZATO (2° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

     CORSO DI PSICOTERAPIA PRANICA  (3° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani  

 

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   IPNOSI

 

 

 

Sedute individuali di Ipnosi (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Sedute individuali di Ipnosi regressiva (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Intensivo di Ipnosi di gruppo ogni mese (escluso agosto) 2016

 


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Corso di Formazione per Conduttore di Classi di Esercizi Bioenergetici e Counselling a indirizzo bioenergetico

Date 1° anno del Corso di Formazione in COUNSELLING a indirizzo bioenergetico

( Società Italiana di Analisi Bioenergetica - SIAB) - direttore: dr. Maurizio D'Agostino
Orario 10.00-17.00 

 

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esercizi bioenergetici per sciogliere le tensioni del viso_n.jpg

 

  CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI 

  ogni MERCOLEDI' ore 19.00

 

 

 

 

INTENSIVI DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI  - Per info chiamare al conduttore

  CONDUTTORE: Dr. Maurizio D'Agostino

In questo intensivo sarà dato ampio spazio al lavoro con le vibrazioni energetiche, al contatto e al lavoro col respiro. Sarà incentrato sugli ultimi sviluppi metodologici di David Berceli sul Tremore neurogenico.

Per Informazioni e iscrizioni telefonare al 392.3800864

 

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 GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN della tradizione di Thich Nhat Hanh

ogni MERCOLEDI' ore 20.45 (ingresso libero) (subito dopo la classe di esercizi)

 

 

 RITIRO DI MEDITAZIONE CON i MONACi ZEN di PLUM VILLAGE

 (VEDERE SITO WWW.ZENQUIEORA.ORG )

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN COL MONACO PHAP BAN - dal 14 al 28.aprile 2016

 Arrivare alle ore 19.45 per sistemarsi nella sala. I'incontro inizierà alle ore 20.15. Dopo non si potrà più accedere. Inviare sms o telefonare al 392.3800864 (Maurizio D'Agostino) se si intende partecipare all'incontro.

Luogo: JACARANDA CENTER, VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE   http://www.zenquieora.org/www.zenquieora.org

 Gli incontri di pratica zen con Phap Ban proseguiranno ogni pomeriggio e nel weekend 16-17 aprile ci sarà il ritiro. 

Nel weekend del 23-24 aprile ci sarà il Ritiro di REBIRHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'AGOSTINO e dal monaco zen PHAP BAN. 

Avvisare se si intende partecipare:

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE 

cell. 3923800864 

Pagina di Facebook: ZEN QUI E ORA - Gruppo di Meditazione Zen di Catania-Sicilia

 

GIORNATA DI MEDITAZIONE ZEN  CON IL MONACO ZEN PHAP BAN  -  4 OTTOBRE 

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN CON I MONACI DELLA TRADIZIONE ZEN DI THICH NHAT HANH DI PLUM VILLAGE - INVERNO 2016 - VALVERDE

 

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CORSO di SPECIALIZZAZIONE in PSICOTERAPIA BREVE A INDIRIZZO STRATEGICO per psicologi e medici (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie - ISP)

  

 BARI, 23-24 maggio

CATANIA  21 FEBBRAIO, 

LAMEZIA TERME, 9-10 maggio,

ROMA, 18-19 aprile

 

PER INFORMAZIONI SU TUTTE LE PROPOSTE

JACARANDA CENTER

Direttore: dr. Maurizio D’Agostino

Cell.  3923800864

Via RAMONDETTA, 21 VALVERDE (CT)

www.bioenergetic.it



ATTIVITA' AL JACARANDA CENTER -

- Ogni mercoledì CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI ore 19.30-20.45 - conduttore: dr. Maurizio D'Agostino 

- ogni mercoledì MEDITAZIONE ZEN ore 21-22.30
- Ogni giovedì KUNDALINI YOGA ore 18-20 - conduttrice: Lucia Zahara

- Ogni giovedì BIODANZA ore 20.30 - conduttrice: Zaira De Luca 
- ogni Lunedì PRANIC HEALING ore 20-22.00

- ogni Lunedì e venerdì TAI CHI ore 19-20.30 - conduttore: Maestro Nazzareno Russo
- Domenica 30 aprile DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Domenica 28 maggio DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Una domenica al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo ore 10-18.20 (vedi sotto programma Intensivi)

- Un weekend (Sabato e Domenica) al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo, Rebirthing, Ipnosi regressiva orario 10-19.30

Per info : tel. 3923800864
Jacaranda Center, via Ramondetta, 21 Valverde

www.bioenergetic.it
www.jacarandacenter.it
www.zenquieora.org



Corso di formazione in Reiki - 1° Livello - domenica a novembre-dicembre - Conduttore: Grazia Puglisi

CORSO ORTO CON PIANTE AROMATICHE E MEDICINALI condotto da Antonio D'Amico - 23 aprile 2017 -

COME FARE UNA PROPRIA FARMACIA NATURALE. 

Il corso teorico-pratico è rivolti a chi desidera sviluppare uma corretta realizzazione di un orto con piante aromatiche e medicinali e imparare le principali tecniche colturali.

Per info chiamare al 3923800864 

 Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 




INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA "DISTACCHI" conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

SABATO 3 E DOMENICA 4 GIUGNO 2017 

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

PER INFO: 3923800864 

WWW.JACARANDACENTER.IT 



INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA E REBIRTHING " Verso il Sè profondo: respiro, voce, contatto" -

CONDUTTORE: DR. MAURIZIO D'AGOSTINO

 

SABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO 2017

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

CELL. 3923800864

www.jacarandacenter.it  



CORSO BASE TECNICHE RAPIDE DI INDUZIONE IPNOTICA -

Per psicologi, medici, counsellors, pedagogisti, infermieri ed altri esperti nella relazione d'aiuto e a tutti gli appassionati. Numero massimo 20 persone. Per Info 3923800864.



Intensivi di IPNOSI REGRESSIVA, REBIRTHING, BIOENERGETICA condotti dal dr. Maurizio D'Agostino -

Calendario degli incontri per il 2016 

 

20 marzo 2016 Intensivo di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale

23-24 aprile - Intensivo di meditazione zen e Rebirthing con Phap Ban e Maurizio D Agostino 

29 maggio - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti e Rebirthing 

18-19 giugno - Intensivo residenziale di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale - Castel di Tusa (ME) (presso Museo albergo Atelier d'arte sul mare)

26 giugno - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti

24 luglio Intensivo di analisi bioenergetica 

21 agosto Intensivo di analisi bioenergetica "Lasciare andare le resistenze e l'atosabotaggio"

22 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Arrendersi al corpo: dalla paura alla fiducia"

25 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Decondizionare la propria infanzia" 

22-23 ottobre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore"

26-27 novembre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore" 

17-18 dicembre  Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "Padroneggia il tuo bambino interiore"

 

 

Per informazioni chiamare il conduttore degli intensivi Dr Maurizio D Agostino

cell 3923800864

(il programma può subire variazioni con aggiunte di date)

 

Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 


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CALENDARIO 2017 - INTENSIVI DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO conduttore dr. Maurizio D’Agostino -

Calendario Gruppo di terapia bioenergetica

29 gennaio 

19 febbraio

12 marzo

9 aprile

7 maggio

11 giugno

9 luglio

17 settembre

15 ottobre

19 novembre

3  dicembre 

 

Per info: 3923800864

www.jacarandacenter.it 



La danza del risveglio 28 maggio 2017 -

Per informazioni vedere sul nuovo sito www.jacarandacenter.it



Vesak - Incontro di pratica di meditazione zen - Venerdì 22 aprile 2016 -

L'incontro sarà facilitato dal monaco zen Phap Ban 

In tutto il mondo, in questi giorni, nella tradizione buddhista celebrano il Vesak, ovvero la festa sacra che rievoca la nascita, la morte e il Nirvana, l'illuminazione di Buddha.

Il Vesak è una delle feste religiose più importanti del calendario buddhista ed è una occasione per ricordare i precetti, la vita e l'insegnamento di Buddha nel mondo. Cade normalmente nel giorno del plenilunio di aprile o maggio anche se tutto il mese ed in particolare i giorni intorno al plenilunio sono considerati importanti.

A Plum Village si è soliti festeggiare questa giornata costruendo un piccolo ponte nel laghetto di uno stagno coperto di fiori di loto. Uno ad uno i presenti percorrono il ponte al cui centro è stato posta una piccola statua del Buddha bambino e mentre viene intonato un canto aspergono con acqua mista petali di fiori l'immagine del bambino.

Proprio con questo spirito festeggeremo con voi questa giornata che ci ricorda la libertà immensa che portiamo in noi, libertà che nessuno può darci e nessuno può toglierci.

Venerdì ore 19.00 (arrivare 18.30)

 

Jacaranda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde

Per info e partecipazione chiamare o mandare un SMS al 3923800864

 

(Attenzione: Se il navigatore vi porta a via Ramondetta 21 di Aci Bonaccorsi allora scendendo prendere la prima a sinistra e poi la prima a destra (e già siete su via Ramondetta di Valverde) e dopo 50 metri trovate i 3 cancelli. Prendere il primo cancello a sinistra e percorre la strada sterrata fino alla fine.



ATTENZIONE. AVVISO IMPORTANTE - CAMBIAMO SEDE -

Dal 1 GENNAIO 2016 ci siamo trasferiti nella nuova sede sita in Via RAMONDETTA, 23 VALVERDE

PER INFO: 3923800864

INDICAZIONI PER RAGGIUNGERE LA NUOVA SEDE DI VALVERDE 


https://www.google.it/maps/place/GROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO/@37.5919769,15.1177059,16z/data=!4m7!1m4!3m3!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad!2sGROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO!3b1!3m1!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad?hl=it



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