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Fasi del processo Ipnotico a cura di Maurizio D'Agostino
domenica 13 novembre 2011

Il processo terapeutico consiste in una serie di fasi che si susseguono nel corso della terapia e che sono fondate su una particolare relazione che evolve nel tempo.

La struttura di ogni singola sessione di terapia svolta in un contesto ipnotico segue la stessa struttura per fasi ed è definibile secondo un continuum che modella l'intera psicoterapia a partire da:

*    La valutazione (l'osservazione del soggetto ipnotico, i segni obiettivi della trance, la  valutazione dello stile ipnotico, la valutazione della suscettibilità ipnotica, la psicodiagnostica ipnotica) 

*    L'induzione

*    Trance

*    Fase Centrale

*    Il Risveglio

 

*    IPNOSI: INDUZIONE

L' Induzione è l'insieme delle manovre che consentono di ottenere lo stato di trance.

Da questa definizione sembra discendere che l'induzione sia semplicemente un mezzo per conseguire lo stato ipnotico e che sia, pertanto, privo di altre finalità: una fase preliminare per predisporre il soggetto a sperimentare la vera e propria terapia.

Lo stato di trance viene così ridotto ad un contenitore all'interno del quale avrebbe luogo la terapia ipnotica, che consisterebbe quindi in un intervento condotto in ipnosi e non con l'ipnosi.

Questa visione della induzione e della trance tende a sminuire il valore dell'ipnosi attribuendo l'effetto terapeutico ad altre metodiche utilizzate durante la trance (in ipnosi si può attuare la terapia familiare, psicoanalitica, comportamentale ecc.).

L'esperienza ha evidenziato che l'ipnosi ha un valore terapeutico di per sé, come è testimoniato dalla cosiddetta "ipnosi neutra" in cui l'ipnotista non dà alcuna suggestione specifica, mentre si limita ad indurre lo stato di trance senza alcuna indicazione terapeutica.

Attraverso la modificazione dello stato di coscienza per mezzo dell'induzione il soggetto mostra rapidamente le eventuali resistenze verso il cambiamento e tutte le caratteristiche che mantengono e strutturano il problema. Spesso si tratta di minimal cues (informazioni minime) che per essere individuate richiedono la massima attenzione e una grande esperienza, ma che contengono un enorme potenziale per il cambiamento o per il consolidamento delle suggestioni ipnotiche.

Una buona induzione prelude all'instaurarsi di un rapport ottimale e alla soluzione del problema del paziente. Infatti la riuscita dell'induzione implica che il terapeuta ha accolto e capito il paziente e che questi sperimenta in modo concreto la possibilità di un cambiamento. Tuttavia il problema di realizzare un induzione efficace a raggiungere un buon stato di trance è strettamente correlato al problema del soggetto, alle sue aspettative e ai suoi timori.

Ogni persona è un individuo diverso ed ha peculiarità e modalità di accesso alla trance molto diverse l'uno dall'altro, in alcuni casi il problema psicologico e la inconscia paura di risolvere la situazione problematica ed al possibile ritorno ad un efficacia troppo a lungo dimenticata, sono alla base di possibili ed evidenti problematiche nel riuscire ad ipnotizzare un paziente, rendendo difficile il compito dell'induzione al terapeuta e allungando i tempi di intervento.

Aggirare le resistenze e trovare modalità induttive efficaci, nonostante le difese e i timori del soggetto, è il compito di ogni ipnoterapeuta professionista.

 

*    IPNOSI: Trance Ipnotica

Altrettanto spesso l’ipnosi è legata ad una attività immaginativa, creativa, interessante o comunque emotivamente intensa proprio perché queste esperienze catturano la nostra attenzione (essere assorti nella lettura di un libro, dipingere, fare un lavoro che ci “prende”, ballare, ecc) mettendo in secondo piano tutte le altre esperienze (il tempo che passa, l’appetito, una persona che ci parla, ecc).

La trance ipnotica è quindi un fenomeno normale, che viviamo più volte ogni giorno (mediamente una volta ogni 90 minuti circa), e di cui conosciamo le varie sfumature e intensità: ognuno di noi sa cosa vuol dire “essere completamente assorto in una attività”, così come ognuno conosce l’esperienza del “sogno ad occhi aperti” o dell’immaginazione vivida, in cui il “confine” tra la realtà esterna e mondo interno non è nettamente marcato.

Definizione

La trance è uno stato psicofisiologico che può essere indotto mediante ipnosi autoipnosi. Alcune persone – sensitivi, sciamani, medium ecc. – riescono ad ottenerlo spontaneamente. È caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica.

Si usa definire "trance" in senso figurato anche lo stato di esaltazione o estasi per stimoli esterni quali la musica e la danza; tali stimoli, tuttavia – da soli o associati ad altri – possono produrre la trance vera e propria e tutti i fenomeni pertinenti a tale stato.
In diagnosi medica viene chiamato trance alcoolica, lo stato di dissociazione mentale causato da abuso di alcolici o di farmaci diversi.

Distinzioni

Distinguiamo nei fenomeni della trance i sintomi e i comportamenti.

I principali sintomi della trance sono: tremito incontrollato, brividi, emotività incongrua, svenimento, disturbi dell'equilibrio, sonnolenza e letargia, convulsioni, incontinenza, paralisi di uno o più arti, disturbi della sensibilità al calore o al dolore, agitazione motoria, tic, respiro affannoso, fissità oculare.
Tra i comportamenti caratteristici si osserva l'acquiescenza acritica al comando con agiti consapevolmente o inconsapevolmente indipendenti dalla volontà con o senza perdita della memoria di circostanza.

Fenomeni e comportamenti attribuiti a stato di trance sono anche: camminare sulle braci senza bruciarsi, subire trafitture senza sanguinare, atti dei quali si è normalmente incapace, correre rischi anche gravi senza emozioni, parlare una lingua che non si conosce.

 

La trance indotta viene fatta da un terapeuta facilitando nel soggetto l’evocazione di esperienze di rilassamento ma anche evocando normali esperienze dissociative, o quotidiane esperienze di discontinuità della coscienza.

L’ipnoterapia si fonda su due caratteristiche poco conosciute dell’ipnosi:

  1. la persona in trance, lungi dall’eseguire “come un robot” gli ordini dell’ipnotista, in realtà sospende il proprio modo usuale e problematico di “ragionare sulle cose” e mostra una maggiore creatività ed elasticità. L’emergere di nuovi punti di vista, di nuove soluzioni e di nuovi comportamenti, emozioni e sensazioni è alla base della rottura della rigidità del sintomo lamentato.
  2. il soggetto ipnotico, lungi dal “dormire”, entra con l’ipnoterapeuta in una relazione molto intensa, all’interno della quale avvengono modificazioni tipiche delle vere relazioni di cura e/o di collaborazione.

La trance ipnotica è suddivisa in 4 livelli di profondità:

  • Trance Vigile
  • Trance Lieve
  • Trance Media
  • Trance Profonda

L’ipnoterapia serve a curare sintomi psicologici quali ansia, depressione, problemi alimentari, problemi sessuali, tabagismo e altri mentre l’ipnosi clinica è utilizzata in vari ambiti specialistici medici e odontoiatrici.

La Trance Profonda è' quel livello di ipnosi che permette al soggetto di funzionare adeguatamente e direttamente a un livello di consapevolezza inconscio, senza che la mente cosciente vi interferisca.

Per comodità, le trance profonde possono essere classificate in  sonnambuliche e stuporose.

  • La trance Sonnambulica: il soggetto è apparentemente sveglio e funziona bene, in maniera analoga a quella di una persona non ipnotizzata che operi al livello vigile.
  • La trance Stuporosa: contraddistinto da un comportamento responsivo passivo caratterizzato da un ritardo psicologico e fisiologico. Mancano comportamenti spontanei e quelle iniziative che, se si lasciano sviluppare, sono così tipici del comportamento sonnambulico; che ricorcano lo stato di narcosi

Non è legata a maggiore suggestionabilità, né alla possibilità di esplorare vissuti profondi, ma soprattutto alla possibilità di evocare fenomeni tipici di questo stato che possono essere utilizzati a fini terapeutici

"Ogni immagine suggerita è per il soggetto in ipnosi profonda una realtà indiscutibile. Ogni alterazione percettiva, perché possa meglio  realizzarsi, deve essere accompagnata da un'immagine." (Granone)

Secondo Erickson per riconoscere una Trance Profonda è necessario un fenomeno visibile, quale la levitazione della mano, o è verificabile a posteriori, tramite l'intervista clinica.

Fenomeni della Trance Profonda

Durante la trance profonda è possibile generare in modo autoindotto (autoipnosi) o attraverso suggestione etero indotta (dall'ipnoterapeuta) alcuni importanti fenomeni psicofisiologici legati allo stato di trance che possono già di per sé costituire un valente supporto terapeutico ad alcune condizioni.

Tra questi fenomeni troviamo:

  • Possibilità di aprire gli occhi senza svegliarsi
  • Distorsione temporale e pseudorientamento temporale
  • Regressione d’età e rivivificazione
  • Dissociazione
  • Scrittura automatica
  • Allucinazioni positive e negative
  • Amnesia
  • Suggestioni post-ipnotiche
  • Analgesia e anestesia
  • Catalessi e catatonia
  • Flexibilitas cerea

 

Allucinazioni positive e negative

 

Le allucinazioni ipnotiche negative sono possibili per tutti i sensi  (cecità, emianopsia, sordità, ageusia, anosmie etc.) per un tempo di poche ore a parecchi mesi per poi svanire gradatamente.

Sono definite negative quando "riducono" o "cancellano" uno stimolo che in realtà è presente. Tali appercezioni, quando sono parziali, possono essere limitate, ad es, per la vista a un determinato oggetto o colore, per l'udito ad una specifica voce o tono, ecc. Un individuo può quindi "cancellare" ad esempio l'oggetto temuto, come un serpente, finendo con il non vederlo anche se l'animale è presente davanti a lui.

Le allucinazioni ipnotiche positive sono quelle in cui il soggetto percepisce l'esistenza di oggetti che di fatto non esistono e avverte sensazioni senza che vi sia il corrispettivo stimolo sensoriale. In pratica un soggetto può "sentire suoni" o vedere oggetti che in realtà non sono presenti nell'ambiente.

"Le alterazioni percettive si spiegano col particolare stato di  coscienza del soggetto ipnotizzato e col predominio dell'immagine suggestiva, per cui se un soggetto non percepisce un determinato stimolo ciò è da  imputarsi alla limitazione in atto della coscienza stessa." (Erickson)

Il soggetto compie quindi un atto di inconsapevole (inconscio) nel quale "sceglie" attivamente di credere alle suggestioni impartite, visualizzando o cancellando lo stimolo proposto dal terapeuta e non è al contrario il terapeuta che impartisce un ordine o piega il soggetto a credere.

 

Analgesia e Anestesia

 

"Semeioticamente, l'anestesia e l'analgesia ipnotiche sono simili e quelle isteriche, cioè non seguono le vie nervose anatomiche, seguono invece le vie della rappresentazione suggestiva".(Granone)

La sensazione che origina la percezione del dolore non è accolta a far parte della sintesi dei fenomeni coscienti e , per una specie di restringimento della coscienza, viene ad essere "dissociata", esistendo come fenomeno inconsapevole; tale dissociazione porta alla dispercezione tra il fenomeno "esistente" e quello "percepito", variandone in parte o del tutto la sua consapevolezza.

L'aspetto fondamentale nell'ipnosi per il controllo del dolore sembra essere la possibilità di instaurare, mediante rappresentazione suggestiva, nuove configurazioni percettive e temporo-spaziali nel soggetto (abbassando o alzando la percezione o allungando o restringendo il tempo di tale percezione). In tal maniera un mal di testa potrebbe o essere ridotto nella sua intensità o perdurare per uno o due minuti invece che ore.


L'uso dell'ipnosi, secondo vari chirurghi, abbrevia il decorso post-operatorio, previene il dolore e il vomito e favorisce la cicatrizzazione delle ferite. Nell'alleviare il dolore è spesso migliore degli anti-dolorifici, in quanto non dà assuefazione, né perde efficacia con i narcotici.

"Il controllo del dolore in ipnosi è un apprendimento". (Erickson)

 

Catalessia e catatonia

 

La catalessia è uno dei principali fenomeni ipnotici, e consiste nella condizione fisiologica che risulta dalla tonicità bilanciata dei muscoli agonisti e antagonisti.

La catalessi non è in rapporto con la forza muscolare e non è in rapporto con la profondità della trance ipnotica.

La catalessia può essere utilizzata per indurre la trance, approfondire la trance, iniziare l’anestesia, creare dissociazione, convincere un soggetto di essere stato in trance.

 

Flexibilitas cerea

 

La catalessia può diventare “flexibilitas cerea”, che consiste nel mettere qualunque arto in qualunque posizione, senza che questo si muova di un millimetro dalla posizione in cui è stato messo. Alcuni autori (Sichort) hanno associato la flexibilitas ad uno stato particolarmente profondo d’ipnosi, cui tra l’altro hanno dato il loro nome, ma non c’è nulla che lasci presumere che un simile stato esista, e la flexibilitas si manifesta come un normale fenomeno catalettico.

 

*    IPNOSI: FASE CENTRALE

Una volta che il terapeuta è riuscito a generare nel soggeto una trance ipnotica, comincia la fase centrale del processo ipnotico. Questa parte dell'intervento l'ipnotista attiva associazioni e modificale percezioni inconscie del soggetto attraverso suggestioni dirette e indirette al cambiamento.

La fase centrale è il momento più favorevole per poter depotenziare uno schema di riferimento ormai vecchio o sintomatico,  e al contempo riuscire a promuovere la ricerca inconscia dì uno schema più adattativo; finendo con il porre i due schemi in un conflitto creativo, con il fine di invalidare e cancellare (per sostituzione) lo schema problematico e inserire e rinforzare il nuovo schema di riferimento.

Tutto questo avviene sempre nel rispetto del soggetto, dato che la terapia deve adattarsi ai bisogni attuali del paziente, e insieme utilizzare, come sua parte essenziale, sia il comportamento esterno (il problema), da cui il soggetto è dominato, sia il suo comportamento interno ( i suoi pensieri, i suoi concetti) che non offrono opportunità di creare nuove strategie.

L'inserimento di nuove idee e l'attivazione delle risorse interne (inconscie) del paziente devono avere senso alla luce di ciò che il soggetto già conosce o in cui crede, perché:

" una certa conformità o coerenza (rigorosa o fantastica) è il primo requisito che un pensatore esige dalle idee che gli si presentano alla mente" anche se è vero che " le nuove idee dipendono quasi interamente dal rimescolamento e dalla ricombinazione di idee che già si possedevano" (Bateson 1984 ).

L'ipnotista partecipa a questo processo creativo come un fattore di stabilità perturbante che propone domande nuove, sfide, realtà ambigue che mettono il soggetto in condizione di intraprendere in prima persona un processo nuovo e creativo.

L'ipnotista continuerà a proporre, di seduta in seduta, qualcosa di significativo per il soggetto che, a sua volta, poiché sà che nelle suggestioni date vi sia racchiuso un significato, ne andrà alla ricerca e questa stessa ricerca lo aiuterà a costruire un significato che vada bene per lui.

 

 

*    IPNOSI: RISVEGLIO

In questa fase l'ipnoterapeuta ha l'obiettivo di ripristinare lo stato di veglia e permettere al paziente il riorientamento tra le esperienze vissute in trance e il suo normale livello di coscienza. Il terapeuta svolge manovre inverse a quelle usate durante l'induzione; riattivando ad uno ad uno tutti gli aspetti percettivi, prima inibiti o resi confusi, e aumentando la reattività funzionale fino a recuperare l'iniziale livello attentivo.

Il ripristino delle capacità cognitive del soggetto può impiegare un tempo variabile da qualche secondo a qualche minuto, a seconda della profondità della trance ottenuta e delle tecniche di risveglio utilizzate.

Questa tempo di latenza nel recuperare lo stato di veglia viene definita la fase grigia del processo ipnotico. Nella fase grigia il soggetto appare leggermente confuso e/o non ancora pienamente efficiente come lo era prima dell'induzione. Il paragone con il risveglio è assai giustificato, perchè la fase grigia mostra proprio un comportamento simile con: lentezza dei movimenti, stiracchiamenti, rallentamento nelle risposte o nel recupero della memoria.

Vi sono due aspetti importanti del risveglio ed ancor più della fase grigia, il primo è che in questa fase vengono date le suggestioni, definite post-ipnotiche, che hanno il fine di migliorare le successive induzioni; il secondo è che in questa fase di riorientamento il terapeuta ha l'opportunità di ratificare l'esperienza della trance ipnotica al soggetto.

La ratifica dello stato di trance permette al soggetto di comprendere, in seguito all'esperienza appena vissuta, di aver avuto esperienza di un cambio dello stato di coscienza rendendolo sempre più consapevole del tipo di percezioni e di sensazioni che avvengono nel proprio corpo e nella propria mente quando viene generato uno stato di trance.

 

 GROUNDING INSTITUTE
Direttore: Maurizio D'Agostino
tel 3923800864
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