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Momento presente: dove ethica e spiritualità si incontrano di Thich Nhat Hanh
martedì 14 dicembre 2010

Insegnamenti di Dharma del maestro Thich Nhat Hanh on July 2, 2009  Plum Village, Francia

 

Buongiorno cari amici grazie per essere arrivati sani e salvi, benvenuti al ritiro dei 21 giorni, ci sono tanti tipi di ritiri, ma quello dei 21 giorni è il migliore. Quindi stiamo partecipando al meglio dei ritiri, proveniamo da varie nazioni e ognuno di noi rappresenta un Sangha e il proprio paese e voi siete qui anche per i membri del vostro Sangha. Un Sangha, un vero Sangha è un gioiello, perché un vero Sangha porta sempre in sé il Buddha, il Buddha vivente e il Dharma vivente. Se il Buddha vivente non è nel Sangha, se il Dharma vivente non è nel Sangha allora non è un vero Sangha. Ci sono molte condizioni, molte fattori che ci mostrano che siamo un vero Sangha, abbiamo la pratica, siamo stati in grado di costruire una comunità di fratelli e sorelle, siamo stati in grado di generare l'energia della consapevolezza, della concentrazione e intuizione, siamo stati capaci di aiutare molte persone dunque siamo un vero Sangha, e sappiamo che il Buddha il vero Buddha e anche il vero Dharma è in noi. Il Sangha non deve essere necessariamente buddhista, il Sangha può essere non buddhista. Ad ogni modo il buddhismo è fatto di elementi non buddhisti. 04’00”

Quando ho incontrato Martin Luther King a Chicago nel 1966, avevamo già parlato di come costruire un Sangha, ci siamo incontrati e preso il tè insieme, e poi siamo scesi al piano terra per una conferenza stampa. In questa conferenza stampa Martin Luther King si è espresso contro la guerra in Vietnam mentre io ho detto alla stampa che il suo attivismo per i diritti umani, i diritti civili, si conciliavano perfettamente con i nostri sforzi intesi per porre fine alle uccisioni in Vietnam, per portare la pace e dovevamo sostenerci a vicenda. Martin Luther King era giovane, a quel tempo, nel 1966 e anche Thay era giovane, 40 anni fa. Egli parlò della amata comunità, entrambi appartenevamo alla associazione “Fellowship of Reconciliation” che è un organismo che opera per la pace e la riconciliazione, entrambi avevamo responsabilità all'interno dell'organizzazione e MLK parlò alcune volte della amata comunità, senza la amata comunità non si può fare niente, e la amata comunità è il Sangha. Senza il Sangha non si potrebbe fare nulla, non puoi prendere rifugio nel Sangha, non hai il supporto del Sangha, quindi il Sangha è una fonte di ispirazione, una fonte di protezione, di nutrimento e quindi ognuno di noi praticanti dovrebbe dare una mano di aiuto nella costruzione del Sangha.

Il Buddha non avrebbe potuto fare nulla senza un Sangha ed è per questo che, dopo l'illuminazione pensò subito a trovare. . . . ad fondare un Sangha, si recò a Benares sperando di trovare i cinque co-praticanti e diede vita ad un Sangha di sei persone a Deer Park e poi il Sangha crebbe in un Sangha di novanta persone e in un solo anno divenne un Sangha di milleduecentocinquanta membri. Il Buddha è un eccellente fondatore di Sangha e dal momento che noi siamo la continuazione del Buddha dovremmo imparare come diventare un fondatore di Sangha. Martin Luther King ha costruito il suo Sangha a modo suo e Thay ha costruito il suo Sangha a modo suo, ma entrambi hanno fatto lo stesso. Siamo stati entrambi pace, semi di pace, non-violenza, diritti umani, solidarietà. Durante un incontro per partecipare a una conferenza di pace, pace sulla terra, Martin Luther King, pochi mesi prima del suo assassinio, che è avvenuto a Ginevra, mi ha invitato a salire in camera sua all'undicesimo piano per la colazione, io arrivai in ritardo perché dovetti incontrare i giornalisti e quando salii, lui mi aspettava conservando in caldo la mia colazione. Martin aveva molti assistenti, io ne avevo solo uno e alloggiavo al piano terra. Sono riuscito a dirgli una cosa: sai Martin in Vietnam si parla di te come di un Bodhisattva. Sei un vero Bodhisattva, quello che hai fatto finora è il lavoro di un Bodhisattva. Era molto commosso, non disse niente, ma era molto commosso. Sono contento di averglielo detto perchè quella è stata l'ultima possibilità che ho avuto di incontrarlo prima della sua morte. Quando gli spararono ero a New York City. Avevo l'influenza, ero malato, ero in preda alla disperazione, ma so che quello che abbiamo fatto sono della stessa natura, piantare i semi della fratellanza, semi di pace, di non-violenza, di perdono. Ora, quando mi guardo indietro, vedo che i semi che abbiamo piantato non sono persi, hanno cominciano a germogliare e venir fuori. L'amata comunità specialmente il suo amato Sangha è lì, lo si può riconoscere come tale anche se non porta un nome buddhista e Barrack Obama è un membro di quel Sangha. Abbiamo prodotto Obama. Il nostro Sangha ha prodotto Barrack Obama. Egli è un uomo capace di usare la parola amorevole e l'ascolto profondo. Egli è la speranza di molti di noi, ma ha bisogno di un Sangha forte che lo supporti perché, in qualità di uomo politico talvolta potrebbe essere messo a rischio, di tanto in tanto, e potrebbe perdersi e perdere il suo tempo quindi come membri del Sangha, dobbiamo fare qualcosa per aiutarlo a stare solido, a portare avanti le sue aspirazioni, le sue speranze, la sua determinazione.12’55”

Immaginate il presidente degli Stati Uniti, circondato da molti consiglieri compresi consulenti industriali e militari, e lui è un politico. E' il Sangha abbastanza forte, abbastanza presente al fine di aiutarlo, sostenerlo, in modo che possa rimanere se stesso? Questa è una domanda che ho posto a me stesso quindi, noi negli Stati Uniti d'America, dovremmo fare qualcosa per dimostrargli che il suo Sangha è li sempre a sostenerlo, a dargli consiglio, affinché possa continuare e noi, qui in Europa, in Africa, in Australia, in Asia, possiamo fare qualcosa per sostenere Obama attraverso la costruzione di un Sangha e facendo in modo che il nostro Sangha lo sostenga affinché egli possa continuare ad essere la nostra speranza. Sappiamo che il suo è un lavoro difficile e sappiamo che potrebbe fare qualche errore, ma se Buddha ha bisogno di un Sangha per realizzare i suoi sogni e allora anche Obama ha bisogno di un Sangha forte, al fine di realizzare i suoi sogni, perché il suo è un sogno collettivo e dovremmo prestargli una mano d'aiuto in un modo o nell'altro, e come? Quando il Buddha incontrò il re Pasenadi, l'ultima volta che accadde è stato nel nord del Kosala. Durante quell’incontro il re è riuscito a dire al Buddha, Signore Buddha ogni volta che vedo il Sangha ho fiducia in voi sempre di più. Questa è una dichiarazione molto strana, ogni volta che vedo il tuo Sangha muoversi intorno ho più fiducia in te, perché il Sangha è l'opera del Buddha, e senza il Sangha il Buddha non avrebbe potuto realizzare il suo sogno, anche il Buddha aveva un sogno, alleviare il mondo dalla sofferenza è un sogno nobile e noi praticanti siamo dei bodhisattva e anche noi abbiamo un sogno, anche noi vogliamo fare qualcosa per liberare il mondo della sofferenza così ci uniamo al Buddha nella sua carriera, ma se vogliamo avere successo abbiamo anche noi bisogno di un Sangha, e quelli tra noi che stanno praticando da 10 anni, 20 anni, 30 anni, sanno molto bene che senza il Sangha non possiamo andare molto lontano. Ogni volta che vedo il tuo Sangha Signore Buddha ho fiducia, ho fede in te. Ed è per questo che ognuno di noi dovrebbe aiutare il Buddha dovrebbe dare una mano nella costruzione di un Sangha perché il Sangha è la nostra speranza. 17:37

Il ritiro dei 21 giorni è un’opportunità per noi di percepire il Sangha visibilmente, il Sangha è sempre lì, ma nel ritiro dei 21 giorni, molti di noi sono qui in qualità di praticanti da lungo tempo. Possiamo riconoscerci a vicenda e sappiamo che abbiamo fede, che abbiamo fiducia nel percorso che abbiamo intrapreso e in ciascuno di noi. Sappiamo che senza il Sangha non potremmo andare lontano ecco perché il ritiro dei 21 giorni è anche un’opportunità per rafforzare, per consolidare il nostro Sangha. Senza un Sangha il mondo sarebbe perduto ed è per questo che il nostro compito è costruire un Sangha, preservare il Sangha, e aprire la strada al Sangha nel mondo, perché nel Sangha c’è il Buddha, c’è il Dharma, il Buddha è comprensione, illuminazione e il Dharma è il percorso, è il percorso di comprensione e amore . Quando vedo il Sangha manifestarsi come nel ritiro dei 21 giorni mi sento così felice, non vorrei dire niente, vorrei solo sedermi e sentire che il mio Sangha è lì, e quindi può darsi che ogni giorno prima del discorso di Dharma potrebbe essere piacevole restare seduti in silenzio per qualche istante per prendere consapevolezza del fatto che ancora ci apparteniamo reciprocamente come Sangha e questa è vera felicità, abbiamo ancora una speranza. 20’30”

Quando Barrack Obama si è manifestato mi sono un po’ rammaricato perché Martin Luther King non era lì a testimoniare il frutto dei nostri sforzi, perché il fatto che Obama si è manifestato come una persona e che la maggior parte della gente lo ha eletto come presidente significa che il nostro Sangha è lì. Vi è abbastanza retto pensiero se Obama ha ottenuto voti sufficienti, sufficiente retta comprensione e retto pensiero e questo è un Sangha. Obama non è un unico individuo, Obama rappresenta un Sangha così adesso il nostro lavoro è: come mantenere un Sangha vicino ad Obama, per dargli il nostro sostegno, la nostra saggezza, il nostro amore, potreste provare a riflettere su questo. Ci deve essere un modo, ovunque ci sia una volontà c’è sempre una via per ottenerla. La presenza di Obama significa la presenza di un Sangha i cui membri pensano in quella direzione, noi crediamo nella pratica dell’amore, della non violenza, della parola amorevole, dell’ascolto profondo, della pace, della fratellanza ed è nostro dovere proteggere e preservare persone come Obama e ci devono essere modi per sostenere persone come lui che sono elette ovunque, che stanno cercando di manifestarsi per noi come politici, come artisti, come imprenditori, come insegnanti, come leader e così via. Mi sono rammaricato del fatto che Martin L.K. non è più vivo al fine di vedere il frutto delle sue azioni, ma infine ho visto che noi siamo la continuazione di Martin Luther King e possiamo vedere con i suoi occhi per cui è sempre vivo, lui è felice perché sa che tutto ciò che ha fatto ha dato i suoi frutti. Quando sentiamo Obama parlare al popolo iraniano, sappiamo che stava usando la parola amorevole e stava cercando di parlare al popolo cubano, sappiamo che stava usando la parola amorevole, sta facendo questo per tutti noi quindi dovremmo sostenerlo e usare la parola amorevole può già alleviare tanta rabbia, tanta sofferenza, prima che voi compiate qualsiasi azione le vostre parole hanno già aiutato a rimuovere la rabbia, la disperazione dal cuore di molte persone. Cari amici, cari fratelli e sorelle, siamo qui per il ritiro dei 21 giorni, godiamoci ogni momento, cogliamo l’opportunità per generare fratellanza, e pratichiamo come Sangha. 26’00

Il tema del nostro ritiro è: “Il percorso del Buddha”. Il Buddha ha un percorso e quello è il nostro cammino, perché noi siamo la continuazione del Buddha e vogliamo che il percorso del Buddha risplenda in modo tale che la gente veda che questo è il cammino dell'umanità nel ventunesimo secolo. Il ventunesimo secolo è come una collina e noi stiamo salendo la collina del ventunesimo secolo, non la stiamo scalando da individui ma come Sangha e penso che siamo giunti a questo punto, (indica un punto nella collina disegnata), già al nono anno e questo invece è nel 2050, (indica un’altro punto all’apice della collina disegnata), arriveremo qui e sono certo che se si saliamo splendidamente, provando gioia ad ogni passo allora quando siamo arrivati lì nel 2050, guardare giù sarà bellissimo. Dipende da come saliamo il secolo, ogni passo dovrebbe essere un passo d’amore, ogni passo dovrebbe essere perdono, ogni passo dovrebbe essere guarigione e trasformazione, ogni passo dovrebbe essere la terra pura, il regno di Dio e questo è quello che vogliamo fare. Con il Sangha questa pratica diventa facile, possibile, durante il ritiro dei 21 giorni faremo in questo modo, cammineremo in modo tale che ogni passo porti la pace, porti felicità, porti la nostra fratellanza, non vogliamo camminare diversamente, vogliamo camminare in modo tale che ogni passo diventa guarigione, nutrimento, trasformazione, ogni volta che ci sediamo, ci sediamo in modo tale che il mondo trarrà profitto dal nostro modo di sederci, siamo solidi, siamo rilassati, siamo calmi, mentre sediamo siamo felici, sediamo come se stessimo seduti in un fiore di loto non su un mucchio di un carboni ardenti. Quando mangiamo la nostra colazione, mangiamo in modo tale da rendere possibili la pace, la gioia, la libertà e la vita, in modo che possiamo godere di tutte le meraviglie della vita in noi e intorno a noi. Mangiare la nostra prima colazione è una pratica profonda, saremo sempre lì per noi stessi e per il nostro Sangha, non sarete trascinati via dal passato o dal futuro, sarete realmente lì per mangiare la vostra colazione, che è li disponibile per voi e voi sei disponibile per la tua colazione. Sei disponibile per il Sangha, perché il Sangha è lì disponibile per te dimorando sempre nel momento presente. Il Buddha ha detto che il passato è già trascorso e il futuro non è ancora qui, quindi c'è un solo momento in cui si può essere veramente vivi, e questo è il momento presente, e quindi il nostro sforzo, la nostra pratica è rimanere sempre nel momento presente e il momento presente è la porta per la guarigione, per la nostra trasformazione, per la nostra pace.30’26”

Cosa stiamo cercando? Sia la nostra salute, la nostra gioia, il nostro successo, la nostra Terra Pura, la nostra trasformazione, la nostra felicità, qualunque cosa stiamo cercando, dobbiamo cercarla nel momento presente perché questo genere di cose non è possibile trovarle o vederle da nessun’altra parte, incluso il Regno di Dio, la tua emancipazione, la tua libertà. Supponiamo che tu sia preoccupato per la tua salute e continui a pensare al passato quando non avevi questo tipo di difficoltà o continui a pensare al futuro, quando la situazione potrebbe peggiorare e stai perdendo un sacco di energia, sei preoccupato per la tua salute, e se se stai perdendo la tua energia non sai cosa fare mentre la cosa che dovresti fare è tornare a casa al momento presente. Quando sei tornato al momento presente hai la possibilità di avere un’intuizione, una comprensione immediata di ciò che si deve fare o di cosa non si deve fare per non peggiorare la situazione, al fine di migliorare la situazione. Torni a casa al momento presente e quando sei tornato a casa al momento presente ti accorgi che c’è una preoccupazione in te, c'è tensione in te, c'è tensione nel tuo corpo, c’è preoccupazione nella tua mente e sai che questo non va bene per la tua guarigione. Sappiamo che molte malattie sono causate dall'accumulo di tensione nel nostro corpo, molte malattie sono causate dall’eccesso di preoccupazioni, ed è per questo che quando ritorni a casa in te stessi hai l'opportunità di scoprire che c'è qualcosa che puoi fare subito in modo da fare un passo nella direzione della guarigione, della trasformazione, ferma la tensione ferma la preoccupazione, e questa è una cosa concreta da fare subito, smettiamo di accumulare tensioni, rilassiamo il nostro corpo, smettiamo di preoccuparci e in qualità di praticanti sappiamo esattamente cosa fare per realizzarlo. Sappiamo come respirare consapevolmente e come permettere al nostro respiro di fluire, sappiamo che inspirare può essere una cosa piacevole, sappiamo che possiamo praticare la camminata consapevole perché camminare consapevolmente può allentare la tensione nel nostro corpo e se siete veramente concentrati nei vostri passi siete pienamente stabili nel qui e ora e sappiamo che la primavera è proprio qui. Le meraviglie della vita sono qui pronte a nutrirci, a sostenerci, siamo in contatto e quindi stiamo avanzando nel percorso della guarigione e quando inspiriamo e consentiamo al nostro corpo di rilassarsi secondo l'esercizio proposto dal Buddha, inspirando sono consapevole delle tensioni nel mio corpo , espirando rilascio tutte le tensioni nel mio corpo. Puoi già fare qualcosa per la tua guarigione, non c'è bisogno di preoccuparsi, quando si è catturati dal passato non possiamo fare niente per noi stessi, quando sei portato via dal futuro con le tue paure, dalle tue preoccupazioni non puoi fare nulla quindi torna al momento presente e scoprirai che ci sono cose che puoi fare proprio qui, proprio ora, al fine di facilitare la tua guarigione.38’17”

Sai cosa mangiare e cosa non mangiare, perché il cibo ha a che fare con la tua salute e puoi prendere una decisione in merito: sono determinato a non mangiare più quel cibo, a non bere più quella bevanda, a non dire più quello per il bene della guarigione. Così, nel momento presente abbiamo delle intuizioni e arriviamo a sapere cosa fare e cosa non fare e tutte le risorse sono disponibili nel qui e ora ed è per questo che la nostra pratica è sempre tornare a casa al momento presente dove possiamo incontrare tutte le meraviglie della vita che hanno il potere di rinfrescare, di nutrire, di guarire. Nel momento presente sai esattamente da quale medico devi andare, quali amici possono aiutarti, quindi il momento presente è la porta, la sola porta. Se desideri cercare la felicità ritorna al momento presente e scoprirai che ci sono così tante condizioni che sono disponibili e puoi essere felice proprio ora proprio qui. Il problema è se siamo capaci di essere felici noi cerchiamo la felicità ma può darsi che quando la felicità arriva non sei capace di essere felice e questo è un grosso problema.

Supponi di essere un bambino e stai passando davanti ad una panetteria e vedi che dentro ci sono tante cose deliziose, tanti tipi di torte, vuoi questo e vuoi quello e speri di avere una di queste torte e se nostra mamma ce ne comprasse una ci renderebbe felici e può darsi che con la vostra mente di bambino sperate che un giorno non ci sia nessuno e siamo liberi di entrare dentro un panificio come quello ed essere liberi di mangiare tutto quello che vi piace e immaginate il proprietario del negozio che vi invita ad entrare e vi dice “mio caro bambino puoi mangiare tutto quello che ti piace, il negozio è tutto per te”. Non so come reagiresti ci sono tante cose meravigliose, gustose, deliziose da mangiare e dubito che saresti in grado di gustarle ci sono talmente tante cose buone da mangiare e tu sei confuso non sai con cosa cominciare, e magari vorresti provarne uno e poi mangi troppo in fretta e dopo quello non ce la fai e ne puoi mangiare più.

Cari amici quando tornate a casa al momento presente sentirete che ci sono tante cose meravigliose, ci sono talmente tante condizioni di felicità che sono disponibili e siete confusi, non sapete cosa fare, infatti il momento presente è la terra pura del Buddha, il regno di Dio, ci sono tante meraviglie della vita disponibili e possiamo gioire di ogni cosa di tutto, di te stesso e di ciò che è intorno a te. Le condizioni di felicità sono disponibili nel qui e ora. Il problema è se siete capaci di essere felici, oggi provate, provate la respirazione consapevole, la camminata consapevole, permettete a voi stessi di essere in contatto con la primavera, di vedere se siete in grado di gestire la bellezza la felicità che ci viene data dalla natura, dalla vita. Questo è il motivo per cui è molto importante imparare a godere di ogni passo che compiamo. Un passo compiuto in consapevolezza, in libertà, in rilassamento, può portare tanta guarigione, può portare un sacco di trasformazione, può portare molta libertà, gioia e siete invitati a fare non solo un passo , ma due passi, tre passi, quattro passi e sarete sommersi dalla felicità. Ed è per questo che coltivare la nostra capacità di essere felici è molto importante, il fatto è che la felicità è a disposizione, le condizioni per la nostra felicità sono disponibili, se sappiamo come dire addio al passato e come dire addio al futuro e tornare a casa al momento presente ci accorgeremo che abbiamo molte più condizioni per essere felici di quanto pensavamo. La vita è un tale dono.

Cari amici mentre mi trovavo in Germania presso alcuni amici il mese scorso sono stato intervistato da un teologo cristiano, il soggetto dell’intervista era la spiritualità globale, come realizzare una spiritualità globale. Il nostro ritiro ha qualcosa a che fare con l’etica globale, il cammino del Buddha, un contributo buddhista all’etica globale e deve esserci qualche relazione tra l’etica e la spiritualità. Nell’insegnamento del Buddha come avete appreso, i cinque addestramenti alla consapevolezza rappresentano l’etica buddhista per i praticanti laici. I cinque addestramenti alla consapevolezza rappresentano un percorso di moralità, l’etica del percorso buddhista. Ci sono i dieci precetti dei novizi, i duecentocinquanta precetti per i monastici, i quattordici precetti per i membri dell’interessere, tutti insieme rappresentano gli insegnamenti buddhisti per quanto riguarda l'etica e la moralità. Colui che mi ha intervistato sembrava fare una distinzione tra la spiritualità e l'etica e voleva parlare solo di spiritualità. Gli ho detto che qualsiasi cosa può essere spirituale, quando prendo in mano il mio tè in consapevolezza e quando guardo il mio tè consapevolmente e comincio a bere il mio tè in consapevolezza, bere il tè diventa molto spirituale, molto spirituale. Quando mi lavo i denti consapevolmente, cosciente del fatto che è meraviglioso avere il tempo di gioire del proprio lavarsi i denti, che sono vivo e che ci sono le meraviglie della vita intorno a me e spazzolando i miei denti in consapevolezza, con gioia e con amore, lavarsi i denti diventa spirituale e quando andiamo in bagno a defecare o urinare se siamo consapevoli, se vediamo le meraviglie della vita, molti nostri maestri hanno detto che anche defecare e urinare è buddhismo. Per cui anche urinare, defecare può essere molto spirituale. Quindi c'è un profondo legame tra l’etica e la spiritualità, e se non riuscite a vedere lo spirituale nell’etica la vostra etica potrebbe essere vuota, fate qualcosa ma non sapete perché lo fate e non provate gioia nel farlo.

Supponiamo di praticare, il quinto addestramento alla consapevolezza, non bere alcol, non fare uso di droghe ma soffrite e avete ancora voglia di bere alcol, volete ancora fare uso di droghe, vi trovate però nella condizione in cui dovete praticare il quinto addestramento alla consapevolezza, in questo modo l’etica che state seguendo è vuota perché non vedete il suo reale valore, non vedete che è frutto di un’intuizione, dell’amore, non vedete la dimensione spirituale ed è per questo che non vi piace……. sapete che fa bene per la vostra salute, quindi evitate ma soffrite. E’ come essere vegetariani, se siete felici di mangiare cibo vegetariano sentite di essere fortunati di poter mangiare solo verdure e di non causare sofferenza agli altri esseri viventi e c’è gioia, c’è illuminazione, c’è compassione, spiritualità nel mangiare, perciò mangiare diventa molto spirituale. Durante la nostra meditazione insieme scopriremo che l’etica e la spiritualità perché sono un’unica cosa, non ci sono barriere che le dividono e dovremmo avere discorsi di Dharma che trattino questo tema e condivisioni di Dharma al fine di condividere le nostre intuizioni le nostre esperienze. A sostegno di questo tipo di azioni abbiamo la nostra pratica quotidiana, mangiamo in consapevolezza o ascoltiamo gli uccelli, ascoltiamo il suono della campana e prestiamo ascolto a ciascuno di noi consapevolmente, pratichiamo la camminata consapevole, sediamo consapevolmente, respiriamo e mangiamo consapevolmente e con questo tipo di consapevolezza e concentrazione avremo una potente energia di consapevolezza e concentrazione che ci aiuterà ad ottenere una svolta e unire le nostre intuizioni. 54’51”

Vogliamo offrire al mondo la via del Buddha. Cerchiamo quel tipo di linguaggio che permette di condividere la saggezza del Buddha con il mondo e lo facciamo non in qualità di studenti ma come praticanti, quindi la nostra conoscenza viene dalla nostra pratica e non è appresa sui libri, pertanto praticare insieme, camminando, stando seduti, respirando, mangiando, lavandoci i denti è molto importante è il fondamento del successo. Offriremo una nuova versione dei cinque addestramenti alla consapevolezza, una nuova versione in modo che tutti, buddisti e non, possano vedere che questo è il percorso per tutto il mondo. Abbiamo elaborato questa nuova versione durante il ritiro invernale, per tre mesi prevalentemente con i monastici, dopo di chè abbiamo avuto il ritiro francese durante il quale abbiamo ancora focalizzato la nostra attenzione su questa nuova versione dei cinque addestramenti alla consapevolezza e durante questo ritiro dei 21 giorni lo ripeteremo. Il Sangha l’ha fatto una volta, due volte e ora è la terza volta, vogliamo andare in profondità e abbiamo bisogno di tutti, della pratica di ognuno di noi, delle intuizioni di ognuno di noi. Vogliamo offrire al mondo le nostre idee, la nostra esperienza, la nostra gioia sottoforma di un testo sull’etica globale. Vogliamo revisionare anche i 14 addestramenti alla consapevolezza, se non vi dispiace abbiamo due versioni, una versione per i buddisti, è molto facile perché ci sono termini tecnici e una versione per tutti, non c’è bisogno di essere buddisti per capire, e questo è per quanto riguarda i quattordici e i cinque addestramenti alla consapevolezza., Per questa revisione durante il ritiro dei 21 giorni abbiamo costituito un consiglio di editing, quindi per favore venite volontari e offrite il vostro aiuto. Ho fiducia nel Sangha e potete constatarlo. Auguro a tutti voi un meraviglioso e felice ritiro. Grazie 59’22”

 

Gruppo di meditazione zen

Via Asiago, 35 Catania

Tratto da  www.zenquieora.org 

 

Grounding Institute

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