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PRIMA PARTE
Coscienza deposito
1 La mente è un campo su cui è sparso ogni tipo di seme. Il nome di questa mente-campo può essere anche “Tutti i semi”.
2
In noi c’è infinita varietà di semi: semi del samsara, semi del
nirvana, dell’illusione, dell’illuminazione, semi di sofferenza e di
felicità, semi di percezioni, di nomi, di parole.
3
Semi che si manifestano come corpo e come mente, come sfere
dell’esistenza, come stadi, e mondi, sono depositati tutti nella nostra
coscienza. Ecco perché questa è detta “deposito”.
4
Alcuni semi sono innati, trasmessici dagli antenati; alcuni seminati
che eravamo ancora nel grembo, altri quando eravamo bambini.
5
Che sia trasmesso dalla famiglia o da amici, dalla società o
dall’istruzione, per sua natura ogni seme, in noi, è individuale ed è
anche collettivo.
6 La qualità della nostra vita dipende dalla qualità dei semi che giacciono nel profondo della nostra coscienza.
7
Funzione della coscienza deposito è ricevere e conservare i semi e le
loro energie abitudinali; così possono manifestarsi nel mondo, o restare
sopiti.
8
Le manifestazioni della coscienza deposito si possono percepire
direttamente come cose-in-sé, come rappresentazioni o come mere
immagini. Tutte sono comprese nei diciotto elementi dell’essere.
9
Tutte le manifestazioni portano il marchio sia dell’individuale sia del
collettivo. Allo stesso modo si compie la maturazione della coscienza
deposito, nel suo partecipare ai diversi stadi e alle diverse sfere
dell’essere.
10
Senza velo, indeterminata, la coscienza deposito scorre e cambia di
continuo; e insieme, è correlata di continuo con le cinque formazioni
mentali universali [contatto, attenzione, sensazioni, percezione e
volizione].
11
Sebbene impermanente e priva di un sé separato, la coscienza deposito
contiene tutti i fenomeni del cosmo, condizionati e incondizionati,
sotto forma di seme.
12 Seme può produrre seme. Seme può produrre formazione. Formazione può produrre seme. Formazione può produrre formazione.
13
Semi e formazioni, entrambi, per natura inter-sono e si interpenetrano.
L’uno è prodotto dal tutto, il tutto dipende dall’uno.
14
La coscienza deposito non è la stessa né altra; non è individuale né
collettiva. Identità e alterità inter-sono. Il collettivo e
l’individuale si generano a vicenda.
15
Quando si supera l’illusione si comprende e la coscienza deposito non è
più soggetta ad afflizioni: diventa Saggezza Grande Specchio, che
riflette il cosmo in ogni direzione, e prende nome di Pura Coscienza.
PARTE SECONDA
Manas
16
Semi di illusione danno origine a formazioni interne di avidità e di
afflizioni, forze che animano la nostra coscienza nelle manifestazioni
della mente e del corpo.
17 Con la coscienza deposito come sostegno, sorge manas. Sua funzione è la proliferazione mentale; si aggrappa ai semi e li considera un “sé”.
18 L’oggetto di manas è il marchio di un sé che si trova nel campo delle rappresentazioni, nel punto in cui manas e coscienza deposito si toccano.
19 In quanto base del sano e del malsano della altre sei coscienze che si manifestano, manas discrimina di continuo. Per natura, è indeterminata e offuscata.
20 Manas si accompagna alle cinque formazioni universali, a mati [percezione
erronea di cui si è convinti] tra le cinque particolari [zelo,
determinazione, consapevolezza, concentrazione, saggezza], e alle
quattro afflizioni principali [ignoranza di sé, visione egocentrica,
orgoglio di sé, amore di sé] e alle otto secondarie [rabbia, ostilità,
ipocrisia, persecuzione, invidia, avarizia, inganno, disonestà]. Tutte
sono indeterminate e offuscate.
21 Come l’ombra segue la forma, manas segue sempre la coscienza deposito, nel tentativo inconsulto di sopravvivere, bramando continuità e soddisfazione cieca.
22
Raggiunto il primo stadio della via del bodhisattva, gli ostacoli di
conoscenza e afflizioni si trasformano. All’ottavo stadio, lo yogi
trasforma la convinzione di un sé separato, e la coscienza deposito è
liberata da manas.
PARTE TERZA
Coscienza mentale
23 Con manas per base e i fenomeni per oggetti, si manifesta la coscienza mentale. La sua sfera cognitiva è la più vasta.
24
La coscienza mentale percepisce in tre modi [percezione diretta,
inferenza o deduzione, percezione diretta o inferenza erronea]. Ha
accesso a tre campi della percezione [la sfera delle cose in-sé, la
sfera della rappresentazione, la sfera delle mere immagini], sa essere
di tre nature diverse. In essa si manifestano tutte le formazioni
mentali: universali, particolari, salutari, non salutari o
indeterminate.
25
La coscienza mentale è radice di ogni azione di corpo e parola. Sua
natura è manifestare formazioni mentali, ma non ha esistenza continua.
La coscienza mentale fa sorgere azioni che poi fa maturare; gioca il
ruolo del giardiniere che sparge ogni seme.
26
Sempre attiva è la coscienza mentale, tranne che negli stati di
non-percezione: nei due raggiungimenti [due stati meditativi], nel sonno
profondo, da svenuti e nel coma.
27
La coscienza mentale opera in cinque modi: insieme alle cinque
coscienze sensoriali o indipendentemente da esse, dispersa, concentrata o
instabile.
PARTE QUARTA
Coscienze sensoriali
28
Basate sulla coscienza mentale, le cinque coscienze sensoriali si
manifestano, come onde sull’acqua, da sole o insieme alla coscienza
mentale.
29
Il loro campo di percezione è quello delle cose in-sé, la loro modalità
di percezione è diretta. Sono di natura salutare, non salutare o
neutra. Agiscono sugli organi di senso e sui centri sensoriali del
cervello.
30
Sorgono con le formazioni mentali universali, particolari, salutari,
con quelle non salutari, sia fondamentali sia secondarie, e con quelle
indeterminate.
PARTE QUINTA
La natura della realtà
31 La coscienza include sempre soggetto e oggetto. Sé e altro, dentro e fuori, sono tutte creazioni della mente concettuale.
32 Tre parti ha la coscienza: percettore, percepito e intero. Tutti i semi e le formazioni mentali sono uguali.
33
Nascita e morte dipendono da condizioni. Per sua natura la coscienza è
una manifestazione discriminante. Percettore e percepito dipendono l’un
dall’altro in quanto soggetto e oggetto della percezione.
34
Nella loro manifestazione individuale e collettiva sé e non-sé non sono
due. Il ciclo di nascita e morte si compie in ogni momento. La
coscienza fluttua nell’oceano di nascita e morte.
35
Spazio, tempo e i quattro grandi elementi [terra, acqua, fuoco, aria:
le energie dell’universo materiale] sono tutte manifestazioni della
coscienza. Nel processo dell’interessere e dell’interpentrazione, la
coscienza deposito matura ogni momento.
36
Gli esseri si manifestano quando le condizioni sono sufficienti; quando
mancano le condizioni, essi non compaiono più. Eppure non c’è venire né
andare, non c’è essere né non essere.
37
Un seme che fa sorgere una formazione è la sua causa prima. Il soggetto
percettore dipende dall’oggetto della percezione. Quest’ultimo è un
oggetto-causa.
38 Le condizioni propizie e non di ostacolo sono cause sussidiarie. Il quarto tipo di condizione è la continuità immediata.
39
La manifestazione interdipendente ha due aspetti: la mente illusa e la
mente veritiera. La prima è costruzione immaginaria, la seconda è natura
pienamente compiuta.
40
L’immaginazione impregna la mente di semi di illusione: ne risulta
l’infelicità del samsara. La natura compiuta spalanca la porta della
saggezza sul regno delle cose nella loro vera essenza.
PARTE SESTA
La via della pratica
41
Meditare sulla natura dell’interdipendenza può trasformare l’illusione
in illuminazione. Samsara e vera essenza non sono due, sono una cosa
sola, la stessa.
42
Anche in boccio, il fiore è già nel compost, il compost è già presente
nel fiore. Fiore e compost non sono due. Illusione e illuminazione
inter-sono.
43
Non rifuggire nascita e morte, osserva solo a fondo le tue formazioni
mentali. Una volta vista la vera natura dell’interdipendenza si
comprende la verità dell’interessere.
44
Pratica il respiro consapevole per innaffiare i semi del risveglio.
Retta visione è un fiore che sboccia nel campo della coscienza mentale.
45 Quando il sole splende, fa crescere ogni pianta. Quando la consapevolezza splende, trasforma ogni formazione mentale.
46
Riconosciamo nodi interni e tendenze latenti, così da poterli
trasformare. Dissipate le energie dell’abitudine, ecco la trasformazione
alla radice.
47
Il momento presente contiene il passato e il futuro. Il segreto della
trasformazione sta nel modo di trattare l’attimo in corso.
48 La trasformazione ha luogo nella vita di tutti i giorni. Per facilitarle il compito pratica insieme a un Sangha.
49
Nulla nasce, nulla muore. Nulla da trattenere, nulla da lasciar andare.
Il samsara è il nirvana. Non c’è nulla da raggiungere.
50
Compreso che le afflizioni non sono che illuminazione, possiamo
cavalcare le onde di nascita e morte, in pace, solcare l’oceano
dell’illusione sulla barca della compassione, sorridendo senza paura
alcuna.
Tratto da: Thich Nhat Hanh, La via della trasformazione, Mondadori, 2004.
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