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L'allattamento materno di Romina Calautti
sabato 27 novembre 2010
L’allattamento favorisce una relazione davvero speciale fra mamma e bambino, che è insieme nutrizione e cura, trasmissione d’affetto, d’amore e di coccole. Il latte materno contiene tutte le sostanze necessarie per la crescita del bambino nei primi sei mesi di vita: durante questo periodo non serve altro, neanche acqua. Inoltre, è davvero pratico: sempre pronto e pulito, ben digerito, e oltretutto non costa niente!

Il latte materno è l’alimento migliore per il bambino: non ci sono dubbi al riguardo.

L’allattamento favorisce una relazione davvero speciale fra mamma e bambino, che è insieme nutrizione e cura, trasmissione d’affetto, d’amore e di coccole. Il latte materno contiene tutte le sostanze necessarie per la crescita del bambino nei primi sei mesi di vita: durante questo periodo non serve altro, neanche acqua. Inoltre, è davvero pratico: sempre pronto e pulito, ben digerito, e oltretutto non costa niente!

Il latte materno è "vivo", perché si modifica nel tempo adattandosi alle caratteristiche del tuo bambino: la sua composizione varia durante la poppata, durante la giornata e a mano a mano che il bambino cresce.

È un alimento unico che la natura ha dedicato al bambino. Nessuna imitazione artificiale può eguagliarlo. L’allattamento è importante perché protegge il tuo bambino dalle infezioni, soprattutto nel primo anno di vita. Allattare fa bene anche alla mamma, ad esempio favorisce la contrazione dell’utero, riducendo le perdite di sangue dopo il parto. Molti altri vantaggi per la salute della mamma e del bambino sono stati evidenziati dalla ricerca scientifica. Il meccanismo alla base della produzione del latte è semplice: se il bambino succhia, il seno produce latte; se il bambino produce di più, il seno produce più latte (i riflessi che stimolano la produzione e la fuoriuscita del latte partono dal capezzolo). Il seno, dunque, non è un deposito di latte: ecco perché anche i seni di piccole dimensioni vanno benissimo.

È importante iniziare ad allattare subito dopo il parto: il bambino sarà lasciato accanto a te, possibilmente a contatto pelle a pelle, dandogli tempo, al momento giusto lui si attaccherà. Nei primi due giorni il bambino potrebbe non richiedere molto, ma è importante tenerlo in braccio e offrirgli più stimoli e occasioni per succhiare. Durante i primi giorni si produce il colostro, un liquido preziosissimo, in quanto ricco di globuli bianchi, anticorpi, vitamina A e altre sostanze ideali per i primi giorni. Il colostro è assolutamente sufficiente per i bisogni calorici del bambino: aggiunte di acqua e zucchero o di latte artificiale non sono necessari se il bambino sta bene.

Sulla durata della poppata non ci sono regole fisse, varia da bambino a bambino, secondo l’ora della giornata e secondo l’età. Ogni coppia mamma-bambino è diversa e non ci sono regole fisse. È preferibile allattare ogni volta che il bambino mostra segni di fame, ad esempio muove la testina da un lato e dall’altro, si succhia il pugno o le manine, apre la bocca e sporge la lingua. Il pianto è un segnale tardivo di fame. L’istinto e l’esperienza aiuteranno con il tempo a riconoscere il linguaggio del corpo del bambino. Naturalmente, il bambino ha bisogno di nutrirsi anche di notte: è normale che si svegli più volte per poppare. Non bisogna preoccuparsi eccessivamente della regolarità delle poppate, i bambini cambiano i loro bisogni nel tempo. La buona crescita del bambino, sarà il segno che ci farà capire che va tutto bene. Bisogna lasciare che il bambino succhi da un seno fino a, quando non si staccherà spontaneamente (a volte fa più pause). Bisogna provare ad offrirgli l’altro seno: a volte lo vorrà altre volte No.

Ci sono delle regole da seguire per un buon avvio all’allattamento al seno:

- le prime due ore dopo il parto è il momento migliore affinché il neonato inizi a succhiare correttamente;
- allattare frequentemente e a richiesta, giorno e notte seguendo le richieste del bambino;
- allattare esclusivamente solo con latte materno, senza aggiunte di altro tipo di latte o acqua;
- non usare ciuccio e biberon, soprattutto all’inizio dell’allattamento;
- allattare con un attacco e una posizione adeguati.

Durante le poppate si possono adottare posizioni diverse, l’importante è che si stia bene e che il bambino sia comodo e ben sostenuto. Può essere utile sostenere il seno con la mano a C (pollice sopra l’areola e le altre dita sotto e molto dietro) e stimolare l’apertura della bocca sfiorandola con il capezzolo. Non bisogna forzare il bambino, piegargli la testa verso il seno, aprirgli la bocca a forza con un dito o cose del genere. Se l’attacco è corretto, si noterà che il bambino all’inizio succhierà velocemente, poi si fermerà, succhierà di nuovo, le sue guance saranno piene e le suzioni diventeranno lente e profonde.


Allattare non è doloroso.

Dovrebbe essere piacevole e gratificante. Tuttavia i primi giorni dopo il parto, alcune mamme hanno dolore al capezzolo all’inizio della poppata. Se si sente male, è possibile che il bambino non sia attaccato bene al seno: in questo caso è meglio staccarlo e provare di nuovo. Quando l’attacco non è corretto il bambino non apre abbastanza la bocca e prende solo il capezzolo: questo fa sì che esca poco latte. Inoltre la lingua, anziché appoggiarsi al seno, si appoggia al capezzolo, lo friziona e questo provoca dolore e a volte ferite (le ragadi).

La quantità di latte dipende da quanto e da come succhia il bambino. In ogni caso se il bambino cresce bene, significa che assume abbastanza latte. Dopo la nascita il bambino perde un po’ di peso, poi lo recupera (a volte ci mette qualche giorno, a volte 2 settimane). La crescita normale va da 125 a 200 grammi per settimana con ampie variazioni individuali.

Si può vedere se il bambino assume abbastanza latte anche contando il numero di pannolini bagnati di pipì, che normalmente dovrebbe essere da 5 a7 nelle 24 ore. Se c’è necessità di aumentare la quantità di latte bisogna incoraggiare il bambino a succhiare più a lungo e più spesso da entrambe le mammelle. Anche un’atmosfera tranquilla e una posizione più comoda aiutano la fuoriuscita del latte.

Le aggiunte di altro tipo di latte o altri liquidi non nutritivi (acqua compresa), l’uso del biberon e del ciuccio, possono interferire con l’allattamento al seno, perché riducono il tempo in cui il bambino succhia al seno e di conseguenza la produzione di latte.

Durante l’allattamento non bisogna seguire una dieta particolare. Bisogna mangiare di tutto, cercando di seguire abitudini alimentari equilibrate, limitare caffé e alcolici, evitare il fumo.

Se si deve tornare a lavorare, o trovarsi per altre situazioni impossibilitate ad allattare, è molto utile usare il tiralatte. Il latte materno può essere conservato a temperatura ambiente (circa 25°C) per 6-8 ore, in frigorifero per 72 ore, e in congelatore per 3 mesi. Il latte va scongelato a temperatura ambiente, in caso di necessità a bagnomaria. Il bambino è in grado di bere il latte con un cucchiaino o con un bicchierino che va messo all’interno del labbro inferiore e inclinato lentamente.

La gravidanza e il puerperio sono tutelati: per quanto concerne l’allattamento, durante il primo anno di vita la mamma che lavora, ha diritto a due periodi di riposo di un’ora ciascuno cumulabili durante la giornata. Il riposo è solo uno se l’orario giornaliero è inferiore alle 6 ore. In caso di parto plurimo tutto è raddoppiato.

Dopo i primi sei mesi di allattamento è importante introdurre altri alimenti perché il latte materno fornisce circa un terzo delle calorie necessarie nel 1° anno di vita. Le difficoltà ad allattare possono essere superate con il sostegno di operatori esperti, perché allattare è un diritto della mamma e del suo bambino.

 

tratto da www.psicopedagogika.it

 
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