Home arrow Educazione pre e post natale arrow Il vissuto del bambino nell'evento nascita di Gino Soldera
Il vissuto del bambino nell'evento nascita di Gino Soldera
venerdì 26 novembre 2010

“Il bambino non si sbaglia.

Sa tutto. Sente tutto.

Vede fino in fondo ai cuori.

Conosce il colore dei vostri pensieri.”

Frederik Leboyer


Riassunto: le ricerche nel campo della scienza prenatale e neonatale ci aprono gli occhi a possibilità strabilianti,

che in passato erano considerate inimmaginabili, relative alle facoltà che il bambino possiede sin dalla vita

intrauterina. Il bambino si sviluppa momento dopo momento senza interruzioni a partire dal concepimento,

secondo un continuum preciso ritmato anche dalle esperienze vissute durante la gravidanza che inciderebbero

sulla vita futura del bambino. Egli è un individuo SENSIBILE, riconosce stimoli sonori, tattili, gustativi, olfattivi, è

capace di creare un forte legame con i genitori e può essere colpito in modo positivo o negativo da ciò che

viene detto prima, durante e dopo il parto.

Frederik Leboyer, padre della “nascita non violenta”, intorno agli anni settanta aveva puntato l’attenzione sul

dolore del neonato e suggerito metodi perché l’inizio della vita diventasse un’esperienza armoniosa e non

traumatica. Egli, cercando di dimenticare gli aspetti tecnici, intuì che la cosa più importante che le madri e chi

le aiuta nel parto dovrebbero sapere è che “(…) il bambino che viene al mondo, il neonato, non è un oggetto,

non è qualcosa di vuoto, non è tabula rasa: no, è una persona, è qualcuno, e questo qualcuno deve essere

trattato con rispetto e non manipolato, ignorato nella sua personalità. Si pensa che il neonato non veda, non

senta, che abbia un’attività semplicemente animale: non è vero! Quando si guarda con attenzione un neonato,

quando ci si immerge nel suo sguardo, si scopre che è una creatura completamente cosciente di quello che le

capita, terrorizzata dall’immensità della sua avventura perché non la capisce. Bastano poche cose, fatte

soprattutto di rispetto, per togliere al neonato la paura e infondergli sicurezza e fiducia” (Leboyer F., 1974).

Per la psicologia perinatale questa è sempre stata una grande verità. Thomas Verny nel suo libro, Vita segreta

prima della nascita, affermava: “Il bambino è ben conscio di come nasce; infatti, egli sente la gentilezza, la

tenerezza, il contatto dolce e affettuoso e reagisce a tutto questo come reagisce in modo opposto, alle luci

troppo intense, ai rumori dell’ambiente, al contatto con le apparecchiature e all’ambiente freddo e

 

impersonale” (Verny T., 1981).

 

Prima di addentrarci nel vissuto del bambino nell’evento nascita cerchiamo di capire chi è il bambino e come si
forma.
Le ricerche di questi anni hanno dimostrato che il bambino già nel corso della gestazione evidenzia una elevata
sensibilità unita, ad un elevato livello di competenze psicofisiologiche e neuropsicologiche, inimmaginabili in
passato, e che con il progresso nella ricerca non finiscono di destare stupore e meraviglia.
Si può, infatti, affermare che l’essere umano si sviluppa in un continuum progressivo (Soldera G., 2001), questo
riguarda tutto il ciclo di vita e comprende: il concepimento, la gestazione, la nascita, la prima e seconda
infanzia, l’adolescenza, l’età adulta e la vecchiaia. La nascita, dunque, costituisce solo un momento di un
processo evolutivo che ha inizio nove mesi prima, un periodo importante non solo per la maturazione
funzionale dei diversi organi ma anche per lo sviluppo della vita psichica. Questi mesi sono parte integrante
della nostra esistenza, così come avevano intuito nel passato i popoli orientali del Giappone e della Cina, che
facevano coincidere la nascita dell’individuo con il momento del suo concepimento.
Il tempo più importante della vita di un essere umano è il momento dell’unione dell’ovulo con lo spermatozoo.
Il concepimento è il momento nel quale si definiscono la struttura psicogenetica, secondo una combinazione
unica, originale e il progetto di vita possibile per quel nuovo essere umano. Con chiarezza Mercurio (1995)
(afferma: “L’essere è già nel suo primissimo momento del concepimento quando l’incontro tra spermatozoo e
ovulo ha dato via alla fecondazione e vita ad una microstruttura”, che si compone di vari aspetti (Soldera G.,
Var V., 2005). L’aspetto ereditario (Genotipo), vale a dire il patrimonio genetico costituito al 50% da geni
ricevuti dal padre e dalla madre. Questa struttura genetica che si forma al concepimento costituisce l’identità
genetica, che rappresenta un tratto costante della vita. L’aspetto ambientale (Ecotipo), che è dato dalle
esperienze acquisite a partire dal concepimento: il nascituro vive all’interno di un ambiente nel quale è in
continuo scambio e interrelazione fisica, psichica e sociale. Egli da una parte interagisce con “l’ambiente
materno” (ambiente condiviso) caldo e confortevole microcosmo e dall’altra con l’ambiente esterno (ambiente
non condiviso). L’aspetto individuale (Psicotipo), che si riferisce all’unicità fisica e psichica che lo
contraddistingue da ogni altro individuo. Dato dalle attese, aspettative e caratteristiche, accanto al progetto di
vita (Soldera G., 2005) che ogni essere porta con sé dal momento in cui viene concepito e che comprende: le
caratteristiche personali che influiscono sul modo di essere e di fare nella vita; le potenzialità latenti, con le sue
tendenze, predisposizioni difficoltà e capacità, che potranno essere sviluppate nel corso dell’esistenza; un
messaggio per i genitori, la famiglia, la società e per l’intera umanità perché prosegua nel suo cammino di
crescita e sviluppo. L’azione sinergica e variabilmente combinata delle dimensioni ereditaria‐ambientaleindividuale
determina il Fenotipo, il quale rappresenta l’espressione reale dell’essere umano. Facendo nostra
una affermazione di G. H. Graber possiamo, dunque, affermare che “ (…) nell’embrione di ogni organismo è già
contenuta la sua futura formazione, così come nella cellula fecondata c’è già l’uomo” (Generini, 1979).
Nel corso della storia gli studiosi pur riconoscendo che ogni uomo è un essere unico e che la sua realtà
personale non è mai interamente paragonabile a quella di un altro, hanno individuato la presenza di modi di
essere, di fare e dei tratti che potremmo definire comuni, questi sono: il temperamento, il carattere e la
personalità(fig. 1). Il temperamento costituisce l’aspetto innato, è in relazione alla predisposizione ereditaria e
si riferisce alle qualità fisiche e psichiche dell’individuo. E’ osservabile già a partire dalla vita prenatale e
durante la prima infanzia. Il carattere (impronta) è composto dall’insieme delle disposizioni congenite ed
acquisite attraverso l’ambiente (la famiglia, lo stato sociale) e l’esperienza (l’educazione, l’imitazione), che
formano la struttura psicologica dell’individuo. Il carattere si realizza in relazione alle fasi di sviluppo psicofisico
comprese tra la prima e la seconda infanzia. Infine abbiamo la personalità, formata dalla sintesi tra le
caratteristiche innate e acquisite, essa è in relazione con la nostra identità ed immagine personale: essa non ci
è data, ma è formata dall’insieme di tutto ciò che siamo e racchiude in sé la sfera del conscio e dell’inconscio
nella relazione con il mondo. In genere questo tratto emerge in maniera definita alla fine della fase evolutiva,
dopo la pubertà.
Le ricerche che si stanno raccogliendo in questi anni sulla vita prenatale, hanno osservato che il bambino si
sviluppa momento dopo momento senza interruzioni a partire dal concepimento, secondo un continuum
preciso ritmato
GESTAZIONETEMPERAMENTOI°INFANZIAII°INFANZIACARATTEREII°ADOLESCENZAPERSONALITA’I°ADOLESCE
NZA1)Il temperamento(utero, impregnazione)2) Il carattere(imitazione, famiglia)3) La personalità(esperienza,
società) anche dalle esperienze vissute durante la gravidanza che inciderebbero sulla vita futura del bambino.
Le testimonianze arrivano anche dall’ambito della psicoanalisi, che ci rende conto di come, talvolta, occorre
risalire anche alla vita prenatale per conoscere meglio eventuali disturbi della personalità, problemi e superarli
rievocando esperienze traumatiche vissute in quell’epoca (come ad esempio la morte del fratello gemello in
utero) o alla nascita.
L’evento nascita agirebbe nell’individuo come una matrice o un imprinting capace in parte di condizionarne il
comportamento e la futura concezione dell’esistenza. Terence Dowling, ad esempio, ritiene che la nascita
condizioni il copione della propria vita, in particolare, egli ritiene che prolungati ed estenuanti travagli, la
somministrazione di medicinali, il ricorso a manovre ostetriche invasive o al taglio cesareo costituirebbero,
secondo lo studioso, tutte condizioni in grado di lasciare un’impronta psicosomatica nel nascituro (Dowling
T.,2003 ).
L’ESSERE UMANO È UN ESSERE COMPLETO
In realtà solo negli ultimi trent’anni, grazie allo sviluppo dell’interesse scientifico sullo studio della vita fetale e
ai progressi delle tecniche di investigazione sistematiche del feto, gli studiosi hanno scardinato il vecchio
paradigma che ritraeva il nascituro come un essere vuoto, un essere indifferenziato dotato di un corpo e non di
una mente, di un sistema motorio disorganizzato, incapace di sentire e di percepire, privo di possibilità
relazionali e comunicative. Ora, invece sappiamo, attraverso gli studi della medicina e della psicologia, che il
nascituro è un essere umano, attivo, ricco e competente dotato di una sua libertà decisionale coerente con la
capacità del sistema umano di automodificarsi e di autoevolversi. Il concepito è una persona, anche se in forma
di zigote, di embrione o di feto. L’essere umano dalla sua origine contiene in sé tutto ciò che gli serve per vivere
le diverse stagioni del ciclo della vita (Tajani E., 1996) ed ha bisogno di essere messo nelle condizioni ideali per
potersi formare, crescere e sviluppare.
Attraverso i numerosi dati raccolti, gli studiosi sono arrivati a far luce sull’esistenza che precede la nascita
dimostrando che il bambino fin dall’inizio è dotato di una propria individualità, e di tutte quelle capacità
necessarie per affrontare l’importante stagione della vita prenatale.
È stato rilevato, attraverso l’osservazione del comportamento fetale, che a 13 settimane il nascituro manifesta
delle preferenze, delle reazioni e dei comportamenti altamente individuali. Egli, inoltre, sente e percepisce, è
un essere capace di muoversi, di stare in equilibrio e di esplorare l’ambiente e se stesso; un essere capace di
orientare la sua attenzione di apprendere e di memorizzare; un essere socievole capace di comunicazione con
la madre, il padre e l’ambiente esterno; un essere, dunque, intelligente e consapevole.
Sul piano psicologico il bambino fin dall’epoca prenatale è dotato di una propria identità personale, non
ricevuta dai genitori, che gli consente di costruire la sua esperienza attorno al nucleo centrale del proprio Sé.
Riferisce Righetti (2003): “Ogni esperienza , ogni momento , l’essere rilassato, l’essere agitato, ogni attimo della
vita intrauterina… rappresentano dei pezzi di esperienza che il feto memorizza; tutto questo viene organizzato
a far parte del bagaglio esperienziale del feto; ogni momento della vita fetale può essere considerato come un
particolare stato dell’Io (Berne E., 1961) e quindi i nove mesi della gestazione come il primo tipo di stadio
dell’Io: l’Io prenatale. Secondo Chamberlain (2001), il nascituro possiede una sua consapevolezza generale e di
sé (autoconsapevolezza), la capacità di accedere sia alla dimensione personale che a quella transpersonale
nonché di vivere lo stato di coscienza che gli è proprio, ma anche in altri stati di coscienza. In uno stato trans
personale possiamo identificarci, come dice Grof (1990), con tutto ciò che solitamente percepiamo come
separato da noi. Naturalmente tutto ciò diventa comprensibile solo se non si identifica l’uomo con il suo corpo,
la mente con il cervello, ma se si considera l’uomo oltre il corpo e la mente oltre al cervello.
Queste prove raccolte dalla psicologia perinatale sulle capacità psichiche del bambino derivano dagli aneddoti
emersi da ricordi spontanei o indotti facili tra i 2‐5 anni di vita (Ikegawa A, 2006), da sogni notturni trasparenti
o a contenuto simbolico (Laing R., 1976), da sogni ad occhi aperti, da esperienze artistiche, ecc. Ma anche il
mondo clinico fornisce il suo contributo basti pensare alla psicanalisi, alle associazioni libere, all’ipnosi,
all’ipnoanalisi, il rebirthing, la terapia primaria, la bioenergetica, ecc. e a questo si aggiungono le ricerche su
tutti i resoconti incrociati dei vissuti del parto e della nascita. Secondo C.J. Jung (C.W5, para.508) la terapia
dovrebbe “(…) aiutare la regressione e proseguire in questa direzione fino a quando venga raggiunto lo stadio
prenatale… perché la regressione, se lasciata indisturbata, non si ferma alla madre ma va indietro oltre a lei,
fino al regno prenatale dell’Eterno femminino, fino al mondo, al di là della memoria, delle possibilità archetipe.
Là pervaso da immagini di tutta la creazione dorme, dorme il divino fanciullo aspettando pazientemente la sua
realizzazione conscia”.
A tal proposito risulta interessante ricordare il contributo che viene da una ricerca condotta da David
Chamberlain (1998) con 10 coppie di madri e figlio. Lo psicologo americano ha dimostrato quanto i neonati
siano degli esseri consapevoli al momento del parto e quanto essi siano in grado quindi di vivere e ricordare
l’esperienza della nascita in modo preciso. Dalla comparazione dei resoconti delle esperienze di parto e nascita
rivissute in regressione ipnotica, senza che questi avessero mai parlato fra loro di questo argomento, risulta
una concordanza statistica del 90% (Caso di Katy e sua madre), che ci porta ad affermare che il ricordo della
nascita è autentico e ragionevolmente attendibile.
IL VISSUTO DEL BAMBINO NELL’ESPERIENZA DEL PARTO
Un altro apporto particolarmente importante ed originale alla psicologia perinatale è quello offerto dallo
psichiatra americano Stanislav Grof (1975; 1988; 1990; 2001), nell’individuare i collegamenti che esistono tra
l’esperienza vissuta nel parto alla nascita, gli aspetti psicologici a esse connessi e la loro influenza
nell’organizzare lo sviluppo successivo della personalità. Secondo lo studioso queste esperienze, che hanno
preceduto e accompagnato la nostra venuta al mondo, costituirebbero la “matrice” originaria di una serie di
problematiche psicologiche e psicosomatiche e anche di molti vissuti e memorie che emergono da livelli differenti
dell’inconscio inferiore, di natura biopsichica, e dall’inconscio superiore, come dice Assagioli (1973;
1993), di natura transpersonale e in stretto rapporto con l’inconscio collettivo, quello che ci conduce alle
esperienze originarie dei miti e delle tradizioni. Le esperienze perinatali, dunque, hanno prodotto una sorta di
imprinting nella nostra psiche, definiti sistemi CODEX (Sistemi di Esperienza Condensata) vale a dire una
stratificazione di ricordi caricati emotivamente, intorno ai quali si sono poi raccolte successive esperienze provenienti
da diverse fasi della nostra vita accomunate dalla stessa qualità emotiva o sensazione fisica. Ognuno di
essi ha un tema di base, come ad esempio l’abbandono, o la vergogna, il senso di colpa oppure ricordi di
esperienze positive. Dalla sua ricerca Grof, inoltre, ha individuato nel processo perinatale quattro sequenze,
definite Matrici Perinatali di Base (MPB), strettamente relazionate con l’esperienza della vita prenatale e con le
diverse fasi che si incontrano nel parto fisiologico e prima ancora nell’esperienza dell’orgasmo, come possiamo
notare dalla Figura 2 inserita nella logica del ciclo della vita di Wilhelm Reich (1942) e che riguarda l’eccitazione,
carica, scarica, rilassamento.
Queste sequenze possiedono un contenuto emozionale e psicosomatico proprio, funzionano come principi organizzatori
di altri piani dell’inconscio, influenzano la nostra percezione della realtà e il nostro percorso
evolutivo. Vediamo ora da vicino le quattro Matrici Perinatali che secondo Grof rappresentano una griglia di
interpretazione dei nostri vissuti per avvicinarsi alla nostra esperienza intrauterina e alla nostra nascita.
1ª Matrice “Universo amniotico” o “pace oceanica” . In questa matrice rientra la vita intrauterina (prima del
parto) durante la quale la madre e il figlio vivono in simbiosi o dopo il parto quando il bambino è accolto nelle
braccia della madre. Questa situazione è ideale per il bambino che vive in uno stato di armonia e di pace con la
sua mamma, con la sua famiglia, con tutta la natura e con l’ambiente circostante. In questa matrice la
situazione si complica se subentrano disagi ed interferenze di qualche tipo, come quelle dovute a stati di
intossicazione, pericoli di aborto spontaneo e provocato. (Testimonianza di Deborah).
2ª Matrice “Precipitazione nel cosmo e impossibilità di uscita”. Ci troviamo nella fase di avvio della nascita
iniziata circa verso il settimo mese con l’orientamento della testa del bambino verso il canale del parto. In
questa fase sono presenti continui cambiamenti di natura neurormonale e fisiologica, fanno la comparsa le
contratture, la modifica del collo dell’utero per creare le condizioni della nascita del bambino. I ricordi di
questo momento del parto riproducono immagini simboliche e sensazioni che riguardano la consapevolezza di
un pericolo mortale la cui causa non è definita. I contenuti simbolici si riferiscono a tematiche come calamità
naturali, animali pericolosi o qualcos’altro di pericoloso dal quale bisogna difendersi con estrema attenzione.
(Testimonianza di Jeffrey). In questa matrice la situazione si complica se subentrano atteggiamenti di estrema
attenzione, mobilitazione delle difese, lotta.
3ª Matrice “Lotta di morte e rinascita”. Questa matrice comprende la fase della dilatazione e l’inizio
dell’espulsione; fase dove le onde contrattili fanno sentire la loro potenza e la loro forza in una situazione che è
complessa e delicata in quanto il bambino inizia la sua discesa lungo il canale del parto. Questo ultimo si trova
ad affrontare una feroce lotta per la sua sopravvivenza, e questo mentre prova delle forti pressioni meccaniche
e spesso anche un senso di soffocamento intenso. La situazione è complessa e delicata perché si possono
presentare diverse complicazioni, quali: il cordone ombelicale attorno al collo, episodi di anossia, ostacoli nella
discesa dal bacino, e l’azione dolorosa delle contrazioni uterine. (Testimonianza di Jeffrey). I vissuti di questa
matrice si riferiscono alla lotta per la sopravvivenza di fronte ad una natura primitiva, scatenata ed
estremamente pericolosa, come lo sono gli uragani e le eruzioni vulcaniche.
4ª Matrice“Morte e rinascita”. Ci troviamo all’ultima fase del travaglio nel quale si completa la fase
dell’espulsione e con l’uscita del bambino si realizza la nascita vera e propria del bambino. Infatti questo ultimo
dopo essersi formato nel buio del grembo materno se ne separa e va incontro alla luce e alla propria madre,
ma anche a tutte le persone care e comincia a conoscere direttamente il mondo circostante. Si tratta di
abbandonare le vecchie sicurezze per costruirne di nuove in un nuovo ambiente che richiede uno sforzo di
adattamento non indifferente, ma questo rappresenta anche la premessa per lo sviluppo successivo,
rappresenta una occasione per l’acquisizione di nuove competenze, responsabilità e per il raggiungimento di
un livello di libertà superiore. In questo contesto non sono rare esperienze di tipo estatico e un sentimento di
profonda liberazione e di amore per tutti gli esseri e per l’intero universo: questo induce uno stato di profonda
gioia. Qualora la matrice risultasse disturbata subentrano difficoltà ad accedere a sentimenti di liberazione e
amore verso gli altri e il mondo che circonda (Testimonianza di Jeffrey).
Ciò che emerge dall’esperienza di nascita dei bambini è che essi richiedono ai loro genitori di entrare e di stare
a contatto da subito con loro nonché di essere da loro accettati, amati e rispettati, sembra, infatti, che le prime
parole dette alla nascita abbiano un forte impatto sulla loro vita (Testimonianza di Shirley). I bambini sono ben
consci di come si nasce e per questo desiderano essere accolti da un ambiente più intimo, tranquillo e
confortevole (Testimonianza di Jack), nel quale possano essere riconosciuti come persone, per la loro capacità
collaborativa e propositiva, ma anche per il loro valore e la loro saggezza (Testimonianza di Deborah).
…SUGGERIMENTI PRATICI
ALLE OSTETRICHE
Alla luce di quanto fin qui detto è importante ricordare che le ostetriche, nel ruolo che rivestono, dovrebbero
avere sempre presente il bambino, considerarlo un essere competente e in tutto e per tutto una persona,
come suggerisce l’ostetrica Michela Moretto (2005), nel suo lavoro sull’”Empowerment fetale”. Su questa base
si ritiene auspicabile, prima di iniziare qualsiasi intervento, chiedere sempre l’autorizzazione del bambino (salvo
le urgenze), informarlo di quello che si fa, direttamente o tramite la madre, e poi ringraziarlo… Anche se lui non
vi risponderà.
Nelle visite, durante un CTG (Cardiotocografo), è importante tenere il monitor a basso volume per permettere
alla madre di concentrarsi sul figlio. Non va dimenticato che “solo lei può sapere veramente come sta suo
figlio”. Il CTG, quale macchina, non può sostituirsi a lei, ma essergli solo d’aiuto. Se il tracciato rivela che il
bimbo dorme, per farlo svegliare è opportuno non toccare e scuotere l’utero, ma invitare la madre a farlo lei
attraverso il tocco, la parola e il pensiero. Quando il CTG “risponde”, fare presente alla mamma che il figlio l’ha
ascoltata, avendo fatto ciò che gli era stato chiesto. Ed ancora, se durante il CTG il bambino ha il singhiozzo, si
può invitare la madre a proporre al figlio di cercare di deglutire del liquido amniotico per superarlo.
Durante il travaglio l’ostetrica dovrebbe essere colei che facilita e sostiene la partoriente evitando ad esempio
espressioni verbali che potrebbero connotare un atteggiamento distaccato e meccanico come, ad esempio,
invece di dire semplicemente: “è dilatata di 3 cm.”, affermare: “Lei e il figlio, insieme, avete fatto un buon
lavoro: infatti, risulta dilatata di 3 cm”. Oppure se la testa è incoronata al piano perineale o fa fatica a scendere,
è opportuno invitare la madre, anche per aiutarla a superare le sue ansie e paure, a mettersi in contatto con il
proprio figlio, senza preoccuparsi eccessivamente, consigliandole di contattarlo mentalmente, oppure
chiamandolo per nome o rivolgendosi a lui con un suono aperto o una vocale.
Al parto, poi, qualsiasi cosa si faccia, ad esempio una visita, un intervento di amniorexi, un taglio cesareo o una
manovra per posizionare sonda del CTG…, questo va spiegato alla madre perché informi e coinvolga
nell’esperienza il proprio figlio. Durante il periodo espulsivo conviene evitare di dire alla donna “spingi”, a
favore di: “lascia uscire tuo figlio”, secondo la logica della spontaneità e del “lasciar fare”. A questo proposito
dice Leboyer: “non far niente, è lasciare che accada, è un non opporre resistenza” (Leboyer F., 1974). Inoltre in
presenza di parto podalico o prematuro, i genitori vanno invitati e messi nelle condizioni di poter realizzare un
legame più intenso e profondo con il figlio.
Alla nascita è necessario tener presente che questa è un evento caratterizzato da un lasciarsi e un subito dopo
ritrovarsi, ma anche uno sciogliersi in un abbraccio che contiene morbido e sicuro. L’attaccamento che
continua è un comprendere che l’uno (il figlio) non può fare a meno dell’altro (la madre). Per questo, alla
nascita è importante riconoscere lo sforzo e l’impegno dei genitori cogliendo l’aspetto meraviglioso della vita
presente nel bambino, frutto delle loro fatiche e del loro amore. In ogni caso non va dimenticato che “nessuno
fa nascere”, perché “è il bambino protagonista della sua vita e della sua nascita”.
Si fa presente che approfondimenti teorici e pratici su questo argomento sono presenti nell’ambito
dell’approccio PNA (parto‐nascita‐accoglienza) con il metodo del Respiro‐Movimento Integrato (Sossai L.,
2006), che vede come protagonisti: la madre che partorisce, il bambino che nasce ed il padre che lo accoglie.
TESTIMONIANZE
Caso di Arianna (nata il 24/07/2000)
2 luglio 2004
Mamma: Ricordi quando sei nata?
Arianna: Si, avevo un laccio rosso intorno alla pancia che mi faceva un po’ male e quando sono uscita lo avevo
dietro di me.
(Cordone ombelicale)
Mamma: Ricordi chi ti ha fatto nascere? Era un uomo o una donna?
Arianna: Era una donna… ti ricordi?... quella bionda, con i capelli lunghi e con il cerchietto in testa.
Mamma: Era sola o c’era qualcun altro con lei?
Arianna: C’era una donna mora, con i capelli corti, un po’ larghi. Quella bionda mi ha presa in braccio e mi ha
accarezzato la testa… Sai cosa ricordo ancora? C’era anche una dottoressa vecchia che ti parlava di un
cuginetto. Non l’ho vista, l’ho solo sentita.
(Dottoressa bionda: ostetrica. Dottoressa mora: ginecologa. Dottoressa “vecchia”: capo‐ostetrica. Quest’ultima
mi chiedeva mentre allattavo in sala parto chi fosse P. Carla che aveva partorito qualche giorno prima (1/07).
“Mia sorella, ha avuto un maschietto” e lei: “Dunque è nato il cuginetto di Arianna”…).
Mamma: Ricordi ancora qualcosa di quando eri in ospedale?
Arianna: Si, c’era un uomo che mi massaggiava… però non è più tornato da me perché doveva andare a curare
un altro bambino.
(Operatore shiatsu. Era in ritardo per un altro bambino che doveva massaggiare dopo Arianna)
3 luglio 2004
Mamma: Ricordi quando la mamma andava a visitarsi dalla dottoressa?
Arianna: Si sentivo un tun‐tun forte sulla pancia. Era il cuore che batteva.
(Auscultatore/microfono per sentire il battito del cuore di Arianna)
5 luglio 2004
Mamma: Ricordi qualcosa di quando eri dentro il pancione?
Arianna: C’era tanta acqua, tiepida, buonissima… sapeva un po’ di fragola… e io la bevevo, sai?... Poi, quando tu
respiravi forte, ed un certo punto l’acqua è andata in mare e io non avevo più niente da bere…
(Liquido amniotico. Durante le ultime due ore di travaglio, mi bucarono il sacco gestazionale, facendolo
fuoriuscire).
22 luglio 2004
Mamma: Ricordi quando la mamma piangeva?
Arianna: Si, quando ero dentro la pancia e tu pensavi che io ero morta.
Mamma: Ma chi diceva che forse eri morta?Arianna: Tu, però mi dicevi che mi volevi tanto bene.
Mamma: E come mai la mamma pensava che tu fossi morta?... Non ti muovevi?
Arianna: Dormivo.
Mamma: Ma, se dormivi, come facevi a sentire le mie parole?
Arianna: Con le orecchie.
(Primi giorni di luglio 2000. Per quasi un’intera giornata non sentii più i movimenti di Arianna ed, essendo
preoccupata, telefonai in ospedale chiedendo di farmi un tracciato. Negandomelo, perché no ero ancora giunta
al termine della gestazione, piansi parecchio dicendo in continuazione ad Arianna quanto bene le volessi e che
non volevo perderla. Mi calmai dopo un po’ nel risentirla muoversi).
(Spontaneamente senza domande)
Arianna: Ma… mi dici come mai prima di uscire dall’ospedale, hai salutato tutte quelle donne?
Mamma: Come mai uscivo dall’ospedale?
Arianna: Tutti: io, te e il papà… tornavamo a casa.
Mamma: E dove erano queste donne?
Arianna: Vicino a te, in una stanza vicino all’uscita.
(Spontaneamente senza domande)
Arianna: Lo sai?... Mi ricordo come si chiama l’uomo che mi ha fatto i massaggi: Marco.
Mamma: Ricordi qualcos’altro di lui?
Arianna: Si, guardava l’orologio e scriveva il suo nome su un foglio bianco.
Mamma: Ti piaceva ?
Arianna: Si, era gentile.
(Errore: Il massaggiatore shiatsu si chiama Nereo e non Marco. Annotava ora e nome su un registro).
Casistica Clinica
Reminiscenze della nascita: i sogni. (Janus L, 1997)
Reminiscenze della nascita si possono celare anche dietro a numerose paure quotidiane, come quella di
soffocare, che provava un bambino di dieci anni, nato da parto lungo e difficile, ogni qualvolta doveva infilarsi
un indumento, soprattutto un pullover a collo stretto.
Non è raro che ricordi perinatali riaffiorino nei sogni. Eccone uno di un uomo di trent’anni, nato con il cordone
ombelicale avvolto intorno al collo: “… mi rifugio in cantina, tutte le uscite sono sbarrate, li mi trovano e mi
mettono un cappio al collo. Proprio all’ultimo momento… qualcuno mi viene in aiuto”.
Una donna di cinquanta cinque anni racconta invece il sogno seguente: “Sono seduta in una caverna in cui sono
stesi tantissimi stracci bagnati. Gli stracci cedono ad ogni mio movimento. Poi, d’improvviso, viene un
terremoto. Sono spinta con violenza verso l’uscita della caverna, una stretta fessura nella roccia. Ho una gran
paura di non passarci. Mi sento soffocare. Sono infine spinta fuori ma devo passare attraverso una cascata.
Fuori fa molto freddo e la luce è accecante”.
Caso di Katy e sua madre
In sala parto
Katy: E’ una stanza abbastanza grande, con tante cose argentate. Sembrano tutti abbastanza indaffarati. Penso
ci siano quattro o cinque persone. Sembra più freddo rispetto a prima. Mi sembra di girare, sto girando troppo
in fretta. Mi stanno tirando, mi tirano. Il dottore è agitato… nervoso… tremante e ciò mi dà fastidio.
Madre: E’ una stanza grande e gelida. Riesco a vedere la sua testa che esce dalla vagina. Ci sono due dottori.
C’è un dottore giovane (in camicie verde) e uno più vecchio con il capelli grigi (in camicie bianco). Ci sono
alcune infermiere. Il dottore più giovane è tutto preso. Controllano la testa… la testa è fuori (ora).
Katy: Mi hanno messa sulla pancia, quasi scaraventandomi su di lei. Lui sta parlando con la mamma. Sembra
vada tutto ok e che lei stia bene. Lui sembra ancora nervoso; mi ha sollevata e mi ha data a qualcun altro. Mi
sento più grossa e più pesante. Riesco a vederla ma non sono vicino a lei. I suoi capelli sono raccolti, con i
bigodini o qualcosa di simile. Sembra stanca, sudata.
Madre: Me l’hanno messa sulla pancia in qualche modo ma la stano ancora tenendo. Riuscivo a vederla… molto
sangue e una stoffa bianca. Sta piangendo. Vedo il cordone ombelicale. Le mie mani sono legate perché non
riesco a tenderle per toccarla. Vorrei che la postassero, che l’avvolgessero in una coperta. Finalmente qualcuno
l’ha presa. Sto parlando con il dottore… Penso che mi abbiano messo una cuffia bianca per coprire i miei
capelli.
Katy: Nessuno mi parla. Parlano di me, credo, ma non con me. Si comportano come se sapessero che io sono
qui, ma come se io non sapessi di esserci. L’infermiera mi ha forse pulita… lavata. Poi mi hanno portata vicino a
mia madre. Non stava piangendo ma quasi. E’ stata la prima che ha parlato con me. Ha detto: “Ciao!”. Nessun
altro sembrava pensare che io fossi lì. Poi ha parlato un po’ con il dottore e loro mi hanno portato via un’altra
volta.
Verso la nursery
Katy: Non sapevo dove mi stavano portando e perché. Ho lasciato la stanza prima di mia madre. Non ho visto
molto il papà. Era lì intorno… ma non molto. Non avrei saputo esattamente chi fosse se non più tardi. Poi mi
hanno portata via un’altra volta, in una stanza diversa con un sacco di altra gente (neonati). Sembrava
abbastanza lontana. Ero lì dentro con un gruppo di neonati e la gente continuava a entrare e a infastidirci e ci
svegliava.
Madre: Eravamo pronte per andare. Sono su una sedia a rotelle. Prima spingono fuori lei. Siamo nella hall. Suo
padre è lì, la guarda (ma non la tocca). Non ricordo di essere andata a letto ma sono a letto. Non so che cosa sia
successo alla bambina o a mio marito. Hanno messo la bambina in un’altra stanza.
Un nuovo incontro
Katy: Qualche volta mi riportavano dalla mamma ma poi mi rimettevano ancora nella stanza (nursery). Era
veramente pulita. (La mamma) sembrava felice, a suo agio. Aveva i capelli sciolti. Ero stanca, assonnata. Mi
piaceva essere allattare. Un’infermiera entrava ed usciva. Tutti sapevano cosa stava accadendo , tranne me.
Non sapevo perché mi stavano portando via o dove fossi realmente.
Madre: Sono in una stanza a due letti e la bambina è pulita. E’ in un piccolo letto di plastica. L’hanno sistemata
qui, come si fa nel rooming‐in. La sollevo, le tolgo la coperta, la sistemo comodamente sul letto. Mi sta
scrutando. Le parlo… l’allatto. Poi la rimetto nel suo letto. Suo padre viene a farle visita (ma non la tocca). Di
notte la riportano nella nursery.
Partenza dall’ospedale
Katy: Il papà è venuto a prendere la mamma con mia sorella e qualcun altro, un altro uomo, ma non so chi sia.
Mamma era su una sedia rotelle e mi teneva in braccio. Sono avvolta in una coperta di seta a piccoli fiorellini
rosa. Sembrava un lungo viaggio. Sembrano tutti felici.
Madre: Mi sto organizzando. Non vedo l’ora di partire e sono già vestita. La bambina indossa dei morbidi
calzoncini di flanella e un piccolo giacchino. Ha dei minuscoli boccioli di rosa sul corpetto. Suo padre entra e mi
dice che nostra figlia e mio cognato ci stanno aspettando giù. Entra l’infermiera. Sono su una sedia a rotelle e
tengo in braccio la bambina. Sembra proprio un lungo viaggio. Ci vuole molto tempo per arrivare a casa.
Durante il viaggio ridiamo e scherziamo molto.
Katy: Ero in una culla bianca… e c’era qualcosa che penzolava sopra la mia testa. In principio ho pensato che
fosse piuttosto strano ma poi mi ci sono abituata.
Madre: Ho messo la bambina nella sua culla. Non dorme ma sembra veramente felice. Credo che avessimo
attaccato un giochino alla culla.
Osservazione: come si vede esiste un chiaro collegamento tra i due racconti pur essendo totalmente
indipendenti l’uno dall’altro.
Sintesi: ciò dimostra quanto i neonati siano degli esseri consapevoli e in grado di sperimentare e di interpretare
la realtà che li circonda in modo estremamente raffinato.
Testimonianza di Deborah
(PRIMA MATRICE PERINATALE DI GROF).
Com’era dentro
Dentro (l’utero) era tranquillo, caldo e confortevole. Buio. Nessuno che mi desse fastidio. Ero molto soddisfatta
di come andavano le cose.
Testimonianza di Jeffrey
(SECONDA MATRICE PERINATALE DI GROF)
Soddisfatto e in attesa
Buio. C’è calore intorno a me. C’è una sensazione di attesa, come se sapessi che qualcosa sta per accadere. E’
una nuova sensazione. Sono spinto da tutte le parti. Sto aspettando qualcosa che so che mi renderà felice.
Buio… e un senso di soddisfazione, che sembra essere la corrente sotterranea che trascina le mie emozioni.
Sento un battito del cuore diverso dal mio. Sono consapevole del fatto che i suoni che sento non sono i miei
suoni. C’è movimento tutto intorno a me. Le cose che mi circondano continuano a spingermi.
Inizia il travaglio
(Dopo la rottura del sacco amniotico) la mia pelle è diversa. Manca qualcosa, qualcosa che era intorno a me,
ora non c’è più. Fa ancora caldo ma in modo diverso. Poi mi accorgo di aver cambiato posizione. Mi sento come
se fossi stato capovolto, come se la mia testa fosse in basso. Qualcosa mi tiene molto, molto stretto e mi
spinge, mi spinge in continuazione. C’è paura, molta paura!
Testimonianza di Jeffrey
(TERZA MATRICE PERINATALE DI GROF)
Un movimento, uno strano movimento, qualcosa a cui non sono abituato. Molto movimento. Fa più caldo,
torrido. C’è qualcosa che mi muove. E’ ovunque. Mi volto ed è sempre lì. La paura svanisce. C’è un senso di
attesa, come se sapessi che qualcosa sta per accadere. Ancora qualcosa intorno a me. Si sta muovendo. Ritorna
la paura, molta paura! Stanno accadendo così tante cose! Non sono dove ero prima, ne sono certo. E’ tutto
intorno a me. Lo sento scivolare dietro me. Mi sento costretto, schiacciato. Molta paura! Non c’è più silenzio,
non c’è più pace e serenità. I rumori, rumori forti, sembrano rumori fatti di aria e di liquidi. Sento che
qualunque cosa che mi sfiora fa un terribile rumore sordo. Qualcos’altro mi tocca. E’ bello mi sta toccando… è il
dottore, penso. Riesco a sentire la sua forma, sento le mani. C’è ancora molta paura, ma le mani mi piacciono.
Molta paura e dolore!
Testimonianza di Jeffrey
(QUARTA MATRICE PERINATALE DI GROF)
Improvvisamente nasco!
E’ accaduto tutto in un attimo, poi all’improvviso non c’è niente. La mia pelle è così strana! Un’ondata di aria
fresca mi sfiora e mi eccita per un istante. Mentre accade tutto ciò, la paura è sempre presente. La paura è
l’emozione dominante. Stanno succedendo così tante cose che non sono mai successe prima. Prima tutto era
così stabile, sempre uguale. Ora tutto è diverso. All’improvviso c’è qualcosa che non capisco. Vedo la luce! Non
capisco che cosa sia. Ho paura. Mi posso muovere. Posso muovermi quanto voglio e niente me lo impedisce.
Ancora, non so che cosa sia successo… ho paura. Ho sentito diverse voci. La voce di un uomo dice: “ Va tutto
ok, va tutto ok!” ‐ una voce molto forte. Ho sentito altre voci. Ho sentito una voce diversa dalle altre. Non
cercava di dire nulla… solo un rumore. Insieme al rumore percepivo una sensazione di dolore. C’era qualcosa
di speciale in quella voce. All’improvviso c’è molto dolore. Urlo! Sento il mio respiro. Sento un nodo in gola. Più
urlo, più il nodo si stringe. Voglio smettere ma non faccio che urlare di più.
Testimonianza di Shirley
(Rifiuto ed accettazione)
Shirley
Lei voleva un maschio. E’ il primo posto dove ha guardato. Voleva sapere se ero un maschio o una femmina.
Voleva un maschio; sta piangendo. Non voleva tenermi in braccio è entrato un uomo; mi ha presa in braccio.
Sorride, sembra felice. Lei non voleva che le stessi vicino sul letto. Lui mi mette giù. Lei ha detto “No” lui mi ha
messa in una culla. (ha detto) “no… non la voglio qui”. Mi sento offesa. E ho fame. Lui si è arrabbiato con lei, ha
lasciato la stanza sbattendo la porta. Lei continuava a piangere. Ero dispiaciuta per lei. Ho fame. Comincio a
piangere. L’uomo è ritornato con un’altra signora… Aveva il latte e mi ha dato da mangiare; mi ha allattata. Mi
sentivo al caldo e al sicuro. Mi ha allattato tante volte… mi ha rimessa nella culla e io volevo dormire.
Testimonianza di Jack
(Ambiente)
Jack
Le luci sono troppo abbaglianti in sala parto. Sto gridando, sono terrorizzato. Fa freddo e sono perfettamente
conscio di essere tenuto a testa in giù, per i piedi. Sto cercando di raddrizzarmi. Dottore di merda! Scullacciarmi
per tenermi sospeso in quel modo! Provo una sanissima arroganza. Quando sono nato ero meravigliosamente
arrogante. Mi sentivo fantasticamente saggio quando ero tenuto per i piedi in quel modo, ma provavo anche
un senso di frustrazione perché tutto ciò che potevo fare era urlare. Il dottore mi mette diritto, tutto, anche il
cordone ombelicale. Mia madre tende le braccia verso di me e mi prende in braccio. Ma mi tocca senza
toccarmi, mi sta toccando ma non mi sento toccato. Tenuto ma non accarezzato. Ne ero consapevole sin dalla
prima volta che ho incontrato il seno di mia madre. Era qualcosa come: “eccoci qua, sarà un lungo viaggio!”. Ci
si aspettava che io risolvessi i loro (dei genitori) problemi, che restassero insieme. Ci si aspettava che io
rendessi la vita bella e io invece tutto ciò che facevo era complicarla. Ero un argomento di conversazione per
loro.
Testimonianza di Deborah
(Mente intelligente)
Una mente intelligente
Avevo la sensazione di sapere molto, ed era proprio così. Pensavo di essere piuttosto intelligente. Non ho mai
pensato di essere una persona, solo una mente. Pensavo di essere una mente intelligente. Perciò quando
questa situazione mi è stata imposta, io no l’ho gradita molto. Vedevo tutte quelle persone comportarsi in
maniera assurda. E’ stato allora che ho pensato di avere una mente più intelligente, perché io sapevo ciò che
mi stava accadendo mentre loro sembravano non saperlo. Loro sembravano ignorarmi. Stavano facendo
qualcosa a me, alla parte esterna di me. Ma agivano come se ci fosse solo la parte esterna. Quando cercavo di
dire loro qualcosa, essi non ascoltavano, come se quelli strilli non significassero nulla. Non era niente di
particolare, ma era tutto ciò che possedevo. Sentivo veramente di essere più intelligente di quanto non lo
fossero loro.
“Ho la sensazione che i neonati ci sorprenderanno in futuro più di quanto abbiano fatto per il passato in parte
perché, finalmente, possono contare sulla nostra attenzione. I neonati hanno tante più risorse di quanto si
possa immaginare. Essi nascono avvolti nel mistero, piccoli geni in fasce, che indossano la loro maschera di
neonati”.
David Chamberlain (1980) .

 

*DOTT. GINO SOLDERA, psicologo pre e perinatale, presidente dell’ANPEP, DOTT.SSA SUSANNA MUSSATO,

educatrice nei Consultori Familiari di Asolo e Montebelluna

 

 

 
Tratto da www.anpep.it

 

 
englishitalian

Login Form






Password dimenticata?

Libri Consigliati

bioenergetica-manuale_copy.jpgchiave_per_lo_zen.jpg
ATTIVITA' AL JACARANDA CENTER -

- Ogni mercoledì CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI ore 19.30-20.45 - conduttore: dr. Maurizio D'Agostino 

- ogni mercoledì MEDITAZIONE ZEN ore 21-22.30
- Ogni giovedì KUNDALINI YOGA ore 18-20 - conduttrice: Lucia Zahara

- Ogni giovedì BIODANZA ore 20.30 - conduttrice: Zaira De Luca 
- ogni Lunedì PRANIC HEALING ore 20-22.00

- ogni Lunedì e venerdì TAI CHI ore 19-20.30 - conduttore: Maestro Nazzareno Russo
- Domenica 30 aprile DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Domenica 28 maggio DANZA DEL RISVEGLIO ore 10-14  - conduttrice: Lucia Zahara

- Una domenica al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo ore 10-18.20 (vedi sotto programma Intensivi)

- Un weekend (Sabato e Domenica) al mese Intensivo di Analisi Bioenergetica di Gruppo, Rebirthing, Ipnosi regressiva orario 10-19.30

Per info : tel. 3923800864
Jacaranda Center, via Ramondetta, 21 Valverde

www.bioenergetic.it
www.jacarandacenter.it
www.zenquieora.org



INTENSIVI di REBIRTHING/VIVATION - Sabato e/o domenica ore 10.00-18.30 conduttore M. D'Agostino - In questo ciclo di Workshops intensivi non residenziale si farà un lavoro col respiro (rebirthing e vivation) integrato se opportuno con la terapia bioenergetica.Verranno sperimentate varie modalità di lavoro col respiro ( a secco, eyegaze vivation, vivation allo specchio ecc.).Gli orari di lavoro saranno sabato e/o domenica dalle 10 alle 18.30.

Corso di formazione professionale in REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE -

In programmazione. 1° modulo in Vivation (o Rebirthing integrativo), 2° modulo Rebirthing bioenergetico, 3° modulo Rebirthing bioenergetico-transpersonale. info: 3923800864



INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA "DISTACCHI" conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

SABATO 3 E DOMENICA 4 GIUGNO 2017 

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

PER INFO: 3923800864 

WWW.JACARANDACENTER.IT 



GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN - Ogni mercoledì alle ore 20.30 -

secondo la tradizione di Thich Nhat Hanh. Ingresso libero.

Sede: Grounding Institute Via Asiago, 35 1° Piano a sinistra.



CORSO BASE TECNICHE RAPIDE DI INDUZIONE IPNOTICA -

Per psicologi, medici, counsellors, pedagogisti, infermieri ed altri esperti nella relazione d'aiuto e a tutti gli appassionati. Numero massimo 20 persone. Per Info 3923800864.



La danza del risveglio 28 maggio 2017 -

Per informazioni vedere sul nuovo sito www.jacarandacenter.it



Corso di formazione in Reiki - 1° Livello - domenica a novembre-dicembre - Conduttore: Grazia Puglisi

INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA E REBIRTHING " Verso il Sè profondo: respiro, voce, contatto" -

CONDUTTORE: DR. MAURIZIO D'AGOSTINO

 

SABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO 2017

 

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE

CELL. 3923800864

www.jacarandacenter.it  



CALENDARIO DEGLI INCONTRI - Grounding Institute -

GRUPPO DI ANALISI BIOENERGETICA 

 condotto dal dr. Maurizio D’Agostino - ANNO 2017

29 GENNAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 FEBBRAIO  - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

12 MARZO - INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 APRILE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

7 MAGGIO INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

11 GIUGNO-  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

9 LUGLIO -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

17 SETTEMBRE INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

15 OTTOBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

19 NOVEMBRE  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO) orario: 10.00-18,30

3DICEMBRE -  INTENSIVO DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO (GRUPPO CHIUSO)  orario: 10.00-18,30

 

brethe.jpg

 

 

INTENSIVI DI REBIRTHING BIOENERGETICO-TRANSPERSONALE

(CATANIA - GENOVA - LECCE - LONDRA - PORT LUIS (MAURITIUS) - 2015

 

 

  

SABATO FEBBRAIO 2016- VALVERDE (CT) INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

14-15 MARZO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

25-26 APRILE - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban  

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834

20-21 GIUGNO - LECCE - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI SCRIVERE O TELEFONARE  A assunta.desantis@gmail.com – tel. 3456425834) 

1-2 AGOSTO - GENOVA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban

     AGOSTO - LONDRA - INTENSIVO DI REBIRTHING condotto dal dr. Maurizio D'Agostino

3 OTTOBRE - CATANIA - INTENSIVO DI REBIRTHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'Agostino e dal monaco zen Phap Ban 

 

aztezfractal.jpg

 

 

MARATONE  DI ANALISI BIOENERGETICA

 

 

 

 

 

APRILE - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino  

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30

 

LUGLIO - MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30 

 

OTTOBRE-  MARATONA RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

Inizia Venerdì  alle ore 19.00 e finisce Domenica alle ore 18.30  

 

NOVEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 26  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 27 ore 18.30  

 

DICEMBRE -  MARATONA NON RESIDENZIALE DI ANALISI BIOENERGETICA "" condotta dal dr. Maurizio D'Agostino 

                    SABATO 17  ore 1O.00-19,30  e  Domenica 18 ore 10.00 - 18.30  

 

 Intensivi di Analisi Bioenergetica  condotti dal dr. Maurizio D'Agostino 

 

 

 

 

 

pranic-healing_mano_a_sx.jpg

 

 

PRANIC HEALING 

 

 

 

 

 

INCONTRO DI PRATICA per gli studenti di PRANIC HEALING del GROUNDING INSTITUTE (gratuito) - ogni lunedì ore 20.00 (telefonare al 392.3800864) 

INCONTRI DI ARHATIC YOGA A CADENZA MENSILE

29 marzo INCONTRO DI SUPERVISIONE di PRANIC HEALING per gli studenti del Grounding institute

     CORSO DI PRANIC HEALING Base (1° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani -  

26-27 giugno - CORSO DI CRISTALLOTERAPIA PRANICA (4° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

26-27 settembre -  CORSO DI PRANIC HEALING AVANZATO (2° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani 

     CORSO DI PSICOTERAPIA PRANICA  (3° LIVELLO) conduttore: Maurizio Parmeggiani  

 

tunnel5.jpg

   IPNOSI

 

 

 

Sedute individuali di Ipnosi (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Sedute individuali di Ipnosi regressiva (ogni pomeriggio da martedì a venerdì) 

Intensivo di Ipnosi di gruppo ogni mese (escluso agosto) 2016

 


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

logo_siab.jpg

 

Corso di Formazione per Conduttore di Classi di Esercizi Bioenergetici e Counselling a indirizzo bioenergetico

Date 1° anno del Corso di Formazione in COUNSELLING a indirizzo bioenergetico

( Società Italiana di Analisi Bioenergetica - SIAB) - direttore: dr. Maurizio D'Agostino
Orario 10.00-17.00 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 

esercizi bioenergetici per sciogliere le tensioni del viso_n.jpg

 

  CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI 

  ogni MERCOLEDI' ore 19.00

 

 

 

 

INTENSIVI DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI  - Per info chiamare al conduttore

  CONDUTTORE: Dr. Maurizio D'Agostino

In questo intensivo sarà dato ampio spazio al lavoro con le vibrazioni energetiche, al contatto e al lavoro col respiro. Sarà incentrato sugli ultimi sviluppi metodologici di David Berceli sul Tremore neurogenico.

Per Informazioni e iscrizioni telefonare al 392.3800864

 

 respira sei vivo.jpg

 GRUPPO DI MEDITAZIONE ZEN della tradizione di Thich Nhat Hanh

ogni MERCOLEDI' ore 20.45 (ingresso libero) (subito dopo la classe di esercizi)

 

 

 RITIRO DI MEDITAZIONE CON i MONACi ZEN di PLUM VILLAGE

 (VEDERE SITO WWW.ZENQUIEORA.ORG )

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN COL MONACO PHAP BAN - dal 14 al 28.aprile 2016

 Arrivare alle ore 19.45 per sistemarsi nella sala. I'incontro inizierà alle ore 20.15. Dopo non si potrà più accedere. Inviare sms o telefonare al 392.3800864 (Maurizio D'Agostino) se si intende partecipare all'incontro.

Luogo: JACARANDA CENTER, VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE   http://www.zenquieora.org/www.zenquieora.org

 Gli incontri di pratica zen con Phap Ban proseguiranno ogni pomeriggio e nel weekend 16-17 aprile ci sarà il ritiro. 

Nel weekend del 23-24 aprile ci sarà il Ritiro di REBIRHING E MEDITAZIONE ZEN condotto dal dr. Maurizio D'AGOSTINO e dal monaco zen PHAP BAN. 

Avvisare se si intende partecipare:

JACARANDA CENTER

VIA RAMONDETTA, 21 VALVERDE 

cell. 3923800864 

Pagina di Facebook: ZEN QUI E ORA - Gruppo di Meditazione Zen di Catania-Sicilia

 

GIORNATA DI MEDITAZIONE ZEN  CON IL MONACO ZEN PHAP BAN  -  4 OTTOBRE 

 

iNCONTRi DI MEDITAZIONE ZEN CON I MONACI DELLA TRADIZIONE ZEN DI THICH NHAT HANH DI PLUM VILLAGE - INVERNO 2016 - VALVERDE

 

  ---------------------------------------------------------------------------------------------

logo_isp.png

 

CORSO di SPECIALIZZAZIONE in PSICOTERAPIA BREVE A INDIRIZZO STRATEGICO per psicologi e medici (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie - ISP)

  

 BARI, 23-24 maggio

CATANIA  21 FEBBRAIO, 

LAMEZIA TERME, 9-10 maggio,

ROMA, 18-19 aprile

 

PER INFORMAZIONI SU TUTTE LE PROPOSTE

JACARANDA CENTER

Direttore: dr. Maurizio D’Agostino

Cell.  3923800864

Via RAMONDETTA, 21 VALVERDE (CT)

www.bioenergetic.it



Intensivi di IPNOSI REGRESSIVA, REBIRTHING, BIOENERGETICA condotti dal dr. Maurizio D'Agostino -

Calendario degli incontri per il 2016 

 

20 marzo 2016 Intensivo di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale

23-24 aprile - Intensivo di meditazione zen e Rebirthing con Phap Ban e Maurizio D Agostino 

29 maggio - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti e Rebirthing 

18-19 giugno - Intensivo residenziale di Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale - Castel di Tusa (ME) (presso Museo albergo Atelier d'arte sul mare)

26 giugno - Intensivo di Ipnosi Regressiva a vite precedenti

24 luglio Intensivo di analisi bioenergetica 

21 agosto Intensivo di analisi bioenergetica "Lasciare andare le resistenze e l'atosabotaggio"

22 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Arrendersi al corpo: dalla paura alla fiducia"

25 settembre  Intensivo di analisi bioenergetica "Decondizionare la propria infanzia" 

22-23 ottobre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore"

26-27 novembre   Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "LIbera il tuo bambino interiore" 

17-18 dicembre  Intensivo di REBIRTHING e ANALISI BIOENERGETICA  "Padroneggia il tuo bambino interiore"

 

 

Per informazioni chiamare il conduttore degli intensivi Dr Maurizio D Agostino

cell 3923800864

(il programma può subire variazioni con aggiunte di date)

 

Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 


http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.bioenergetic.it%2F&h=ZAQG2JS5MAQFsGDDjZWvGCZvTEsvNXcdFrf0ysXPxqXE1RA&enc=AZOY8icU6R047kL8JHdJ6gyJtxsGgOjrf_oTlLXJiLA4LUA2nx_mX69zeOhNX9zcsJW2OgzzcCDk9S8UiPCl-UcLtJPtrzUvqRbqnKvu-Z_bolVWRFbW4d2uW2Pq7BsDrOO5vjppgijHDvvRYfXZ4fclufmWSUg-z8rm_F4CLs4fv1s7al1bBzj6KCNb9RSrGRlmQzsnm5E6anxTwEfLTuTn&s=1

 

 

 

 

 

 



ATTENZIONE. AVVISO IMPORTANTE - CAMBIAMO SEDE -

Dal 1 GENNAIO 2016 ci siamo trasferiti nella nuova sede sita in Via RAMONDETTA, 23 VALVERDE

PER INFO: 3923800864

INDICAZIONI PER RAGGIUNGERE LA NUOVA SEDE DI VALVERDE 


https://www.google.it/maps/place/GROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO/@37.5919769,15.1177059,16z/data=!4m7!1m4!3m3!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad!2sGROUNDING+INSTITUTE+-+DR.+MAURIZIO+D'AGOSTINO!3b1!3m1!1s0x1313fea890289751:0x9ad46442550ad6ad?hl=it



CALENDARIO 2017 - INTENSIVI DI ANALISI BIOENERGETICA DI GRUPPO conduttore dr. Maurizio D’Agostino -

Calendario Gruppo di terapia bioenergetica

29 gennaio 

19 febbraio

12 marzo

9 aprile

7 maggio

11 giugno

9 luglio

17 settembre

15 ottobre

19 novembre

3  dicembre 

 

Per info: 3923800864

www.jacarandacenter.it 



INTENSIVO DI CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI conduttore Dr. Maurizio D'Agostino -

"ARRENDERSI AL CORPO"

Sabato 22 aprile 2017 ore 10.00-17.30

 

Jacaanda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde (CT)

Per info chiamare: 3923800864 

www.bioenergetic.it  

www.jacarandacenter.it  



CORSO DI IPNOSI - TECNICHE DI INDUZIONE E APPLICAZIONE CLINICHE -

per laureati e laureandi in Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze dell’Educazione, Sociologia, e ai diplomati con laurea triennale in Psicologia, nonché a tutti gli operatori sanitari con laurea. Profilo di uscita: Esperto in Tecniche di Induzione Ipnotica.

Il corso prevede 40 ore di attività didattica teorico-pratica, ed è articolato in 2 week-end.

Per Informazione telefonare al cell. 3923800864



CORSO ORTO CON PIANTE AROMATICHE E MEDICINALI condotto da Antonio D'Amico - 23 aprile 2017 -

COME FARE UNA PROPRIA FARMACIA NATURALE. 

Il corso teorico-pratico è rivolti a chi desidera sviluppare uma corretta realizzazione di un orto con piante aromatiche e medicinali e imparare le principali tecniche colturali.

Per info chiamare al 3923800864 

 Jacaranda Center 
Via Ramondetta, 21 Valverde (Catania)

 




Vesak - Incontro di pratica di meditazione zen - Venerdì 22 aprile 2016 -

L'incontro sarà facilitato dal monaco zen Phap Ban 

In tutto il mondo, in questi giorni, nella tradizione buddhista celebrano il Vesak, ovvero la festa sacra che rievoca la nascita, la morte e il Nirvana, l'illuminazione di Buddha.

Il Vesak è una delle feste religiose più importanti del calendario buddhista ed è una occasione per ricordare i precetti, la vita e l'insegnamento di Buddha nel mondo. Cade normalmente nel giorno del plenilunio di aprile o maggio anche se tutto il mese ed in particolare i giorni intorno al plenilunio sono considerati importanti.

A Plum Village si è soliti festeggiare questa giornata costruendo un piccolo ponte nel laghetto di uno stagno coperto di fiori di loto. Uno ad uno i presenti percorrono il ponte al cui centro è stato posta una piccola statua del Buddha bambino e mentre viene intonato un canto aspergono con acqua mista petali di fiori l'immagine del bambino.

Proprio con questo spirito festeggeremo con voi questa giornata che ci ricorda la libertà immensa che portiamo in noi, libertà che nessuno può darci e nessuno può toglierci.

Venerdì ore 19.00 (arrivare 18.30)

 

Jacaranda Center

Via Ramondetta, 21 Valverde

Per info e partecipazione chiamare o mandare un SMS al 3923800864

 

(Attenzione: Se il navigatore vi porta a via Ramondetta 21 di Aci Bonaccorsi allora scendendo prendere la prima a sinistra e poi la prima a destra (e già siete su via Ramondetta di Valverde) e dopo 50 metri trovate i 3 cancelli. Prendere il primo cancello a sinistra e percorre la strada sterrata fino alla fine.



Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri Percorso di quattro incontri Offerto dal monaco Zen -

Amicizia con me stesso, amicizia con gli altri

Percorso di quattro incontri
Offerto dal monaco Zen Phap Ban


Cari amici, sono molto felice di tornare in Sicilia e di poter praticare nella natura del nuovo centro di Valverde. 
Qui in Salento abbiamo appena concluso un percorso di quattro mesi.
Abbiamo provato a coltivare una nuova relazione con noi stessi, una relazione di ascolto e di rispetto, di amicizia. Forse il tema che più ci ha ispirato è stato la frase di Thay : "Sentire è già amare". 
Ogni volta mi stupisco dei frutti che regala una pratica continuata. Come sapete non sono né un maestro né una guida ( cadremmo tutti in un fosso ) ma un secchione e mi piace creare momenti di pratica, sento molto prezioso questo nostro stare insieme nell'ascolto, nella presenza.
un abbraccio, a prestissimo
fratello claudio

Il Percorso inizierà sabato 16 e si svilupperà in quattro incontri: ( siate puntuali per favore )

1 Radicamento nel sentire, abitare il corpo, il respiro sabato 16 inizio h 19.00 -21 (Siracusa)

2.Apertura, affidarsi, perdono domenica 17 inizio h 11 -17 (punto di ritrovo Milo ore 9.30) Monti Sartorius - Etna 
3.Amicizia con se stessi mercoledì 20 inizio h 21 -22.30 Valverde

4.Amicizia con gli altri. venerdì 22 inizio h 19.00 -21.00 Valverde

JACARANDA CENTER
VIA RAMONDETTA 21 Valverde (CT)
Per info: 3923800864

Ecco il testo che vi propongo come riferimento durante la nostra pratica:

"Fare Pace con Se Stessi" di Thich N Hanh ed. Ubaldinihttp://www.ilgiardinodeilibri.it/…/__fare-pace-con-se-stess…

Se potete portate con voi penna e taccuino che useremo anche come diario di pratica personale in questa settimana di pratica
Un abbraccio e a presto
fratello phap ban



Realizzazione Siti Web: Studio Insight
pagine viste: