GROUNDING INSTITUTE - Centro Studi Bioenergetica
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CARTA DEI DIRITTI DELL'INFANZIA |
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mercoledì 22 dicembre 2010 |
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La
Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza è stata approvata
dall’Assemblea delle Nazioni Unite (ONU) a New York il 20 Novembre del
1989. L’Italia ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione il 27
Maggio 1991 attraverso l’approvazione della Legge n.176. E’ importante
che tutti i genitori e gli adulti responsabili conoscano in dettaglio
questo documento al fine di essere, ognuno nel proprio ambiente e
attraverso le proprie opportunità, difensori consapevoli e convinti dei
diritti di ogni bambino che nasce.
Questo documento
vede nei bambini e negli adolescenti non solo degli oggetti di tutela,
ma soprattutto dei soggetti di diritto, proponendo una nuova
consapevolezza sul valore che l’infanzia rappresenta per l’intero
pianeta.
Il testo che segue è la versione integrale del documento riscritta da un gruppo di bambini di Palermo.
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Bambino o bambina è ogni essere umano fino a 18 anni.
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Gli
Stati devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti i
bambini: handicappati, ricchi e poveri, maschi e femmine, di diverse
razze, di religione diversa, ecc.
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Tutti coloro che comandano devono proteggere il bambino e assicurargli le cure necessarie per il suo benessere.
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Ogni
Stato deve attuare questa convenzione con il massimo impegno per mezzo
di leggi, finanziamenti e altri interventi. In caso di necessità gli
Stati più poveri dovranno essere aiutati da quelli più ricchi.
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Gli Stati devono rispettare chi si occupa del bambino.
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Il bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere.
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Quando nasce un bambino ha diritto ad avere un nome, ed essere registrato ed avere l’affetto dei genitori.
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Il bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a rimanere sempre in relazione con la sua famiglia.
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Il
bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai genitori.
La legge può decidere diversamente quando il bambino viene maltrattato.
Il bambino separato dai genitori deve mantenere i contatti con essi.
Quando la separazione avviene per azione di uno Stato (carcerazione dei
genitori, deportazione, ecc.) il bambino deve essere informato del luogo
dove si trovano i suoi genitori.
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Il
bambino ha diritto ad andare in qualsiasi Stato per unirsi ai genitori.
Se i genitori abitano in Stati diversi, il bambino ha diritto di
mantenersi in contatto con loro.
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Il
bambino non può essere portato in un altro Stato illecitamente. Tutti
gli Stati si devono mettere d’accordo per garantire questo diritto.
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Il
bambino deve poter esprimere la propria opinione su tutte le cose che
lo riguardano. Quando si prendono decisioni che lo interessano, prima
deve essere ascoltato.
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Il bambino ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, con lo scritto, il disegno, la stampa, ecc.
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Gli Stati devono rispettare il diritto del bambino alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
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Il bambino ha diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica.
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Il
bambino deve essere rispettato nella sua vita privata. Nessuno può
entrare a casa sua, leggere la sua corrispondenza o parlare male di lui.
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Il bambino ha diritto a conoscere
tutte le informazioni utili al suo benessere. Gli Stati devono: far fare
libri, film ed altro materiale utile per il bambino; scambiare con
altri Stati tutti i materiali interessanti adatti per i bambini;
proteggere i bambini dai libri o da altro materiale dannoso per loro.
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I
genitori (o i tutori legali) devono curare l’educazione e lo sviluppo
del bambino. Lo Stato li deve aiutare rendendo più facile il loro
compito.
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Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza.
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Lo
Stato deve assistere il bambino che non può stare con la sua famiglia
affidandolo a qualcuno. Chi si occupa del bambino deve rispettare le sue
abitudini.
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Gli Stati devono permettere
l’adozione nell’interesse del bambino. L’adozione deve essere
autorizzata dalle autorità con il consenso dei parenti del bambino. Se
l’adozione non può avvenire nello Stato del bambino, si può fare in un
altro Stato. L’adozione non deve mai essere fatta per soldi.
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Gli
Stati devono cercare di unire alla sua famiglia il bambino separato e,
se non ha famiglia, lo Stato lo deve proteggere come qualsiasi altro
bambino.
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Il bambino svantaggiato
fisicamente e mentalmente deve vivere una vita completa e soddisfacente.
Gli Stati devono scambiarsi tutte le informazioni utili per migliorare
la vita dei bambini disabili e devono garantire l’assistenza gratuita se
i genitori o i tutori sono poveri. Inoltre bisogna fornire al bambino
occasioni di divertimento.
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Il bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della medicina.
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Gli
Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative: fare in
modo che muoiano meno bambini nel primo anno di vita; garantire a tutti i
bambini l’assistenza medica; combattere le malattie e la malnutrizione
fornendo cibi nutritivi ed acqua potabile; assistere le madri prima e
dopo il parto; informare tutti i cittadini sull’importanza
dell’allattamento al seno e sull’igiene; aiutare i genitori a prevenire
le malattie e a limitare le nascite. Il bambino che è stato curato deve
essere controllato periodicamente.
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Ogni
bambino deve essere assistito in caso di necessità, di malattia o
necessità economica, tenendo conto delle possibilità dei genitori o dei
tutori.
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Ogni bambino ha diritto a
vivere bene. Gli Stati devono aiutare la famiglia a nutrirlo, a
vestirlo, ad avere una casa, anche quando il padre si trova in un altro
Stato.
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Il bambino ha diritto
all’istruzione. Per garantire questo diritto gli Stati devono: fare le
scuole elementari obbligatorie per tutti; fare in modo che tutti possano
frequentare le scuole medie; aiutare chi ha la capacità a frequentare
le scuole superiori; informare i bambini sulle varie scuole che
esistono.
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Gli Stati devono controllare, anche, che nella scuola siano rispettati i diritti dei bambini.
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L’educazione
del bambino deve: sviluppare tutte le sue capacità; rispettare i
diritti umani e le libertà; rispettare i genitori, la lingua e la
cultura del Paese in cui egli vive; preparare il bambino ad andare
d’accordo con tutti; rispettare l’ambiente naturale.
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Il
bambino che ha una lingua o una religione diversa, ha il diritto di
unirsi con altri del suo gruppo per partecipare ai riti e a parlare la
propria lingua.
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Il bambino ha il diritto di giocare, di riposarsi e di svagarsi. Gli Stati devono garantire a tutti questo diritto.
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Il
bambino non deve essere costretto a fare dei lavori pesanti o rischiosi
per la sua salute. Gli Stati devono approvare delle leggi che
stabiliscono a quale età si può lavorare, con quali orari ed in quali
condizioni. Devono punire chi non le rispetta.
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Gli Stati devono proteggere il bambino contro le droghe ed evitare che sia impiegato nel commercio della droga.
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Gli Stati devono proteggere il bambino dallo sfruttamento sessuale.
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Gli Stati devono mettersi d’accordo per evitare il rapimento, la vendetta o il traffico di bambini.
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Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di sfruttamento.
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Nessun
bambino deve essere sottoposto a tortura o punizioni crudeli. Se un
bambino deve andare in prigione, deve essere per un motivo molto grave e
per un breve periodo. In carcere deve essere rispettato, deve mantenere
i contatti con la famiglia e deve essere tenuto separato da carcerati
adulti.
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In caso di guerra i bambini non devono essere chiamati a partecipare se non hanno almeno 15 anni.
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Se il bambino è vittima della guerra, tortura o sfruttamento deve essere aiutato a recuperare la sua salute.
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Il
bambino che non osserva la legge deve essere trattato in modo da
rispettare la sua dignità. Gli Stati devono garantire: che nessun
bambino sia punito per cose non punite dalla legge dello Stato; che il
bambino accusato sia assistito da un avvocato e sia ritenuto innocente
finché non è condannato; che la sua causa sia definita velocemente; che,
se giudicato colpevole, abbia il diritto alla revisione della sentenza;
che se parla un’altra lingua abbia l’assistenza di un interprete.
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Gli articoli di questa Convenzione non devono essere sostituiti alla legge dello Stato se questa è più favorevole al bambino.
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Gli Stati devono far riconoscere i diritti dei bambini sia ai bambini stessi sia agli adulti.
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Gli
Stati devono scegliere dei rappresentanti che si riuniscano
periodicamente e controllino se i diritti dei bambini vengono
rispettati.
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Entro due anni dalla
approvazione di questa Convenzione, gli Stati devono informare il
Segretario Generale dell’ONU, comunicando come l’hanno messa in pratica.
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Le Nazioni Unite possono incaricare
l’UNICEF di controllare come i diritti dei bambini vengono rispettati in
tutti gli Stati del mondo.
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Questa Convenzione può essere firmata da tutti gli Stati del mondo.
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La Convenzione deve essere approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU.
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La Convenzione può essere firmata, anche dopo l’approvazione, da qualsiasi altro Stato.
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La Convenzione entra in vigore dopo 30 giorni che è stata approvata dall’ONU:
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Ogni
Stato può proporre cambiamenti al testo della Convenzione inviando le
proposte di modifica al Segretario Generale dell’ONU.
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Il Segretario Generale farà conoscere a tutti gli Stati le osservazioni e le proposte di modifica fatte da ogni Stato.
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Uno Stato può ritirare l’adesione alla Convenzione.
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La Convenzione è depositata presso il Segretario Generale dell’ONU.
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La Convenzione depositata è scritta in arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo
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