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Titolo
originale: "Breastfeeding and guilt"
Tradotto
da Antonella Sagone e originalmente pubblicato in "L'allattamento
moderno" n. 23, estate 1999, bollettino medico-scientifico de La Leche
League Italia
Uno
degli argomenti più forti, espressi dagli operatori sanitari, dalle
strutture pubbliche e dalle industrie del latte artificiale per non
promuovere e sostenere l'allattamento materno, è il fatto che noi "non
dobbiamo far sentire in colpa le madri che non allattano al seno".
Persino alcuni grandi sostenitori dell'allattamento materno si sentono
disarmati di fronte a questa scusa del "non far sentire le madri
colpevoli".
Poiché, in effetti, non è che una scusa. È un'argomentazione che
distoglie l'attenzione da quanto gli operatori sanitari siano carenti di
aggiornamento e di comprensione del processo dell'allattamento al seno.
Questa scusa consente a loro di non sentirsi in colpa per la propria
ignoranza su come aiutare le donne a superare le difficoltà
dell'allattamento al seno, difficoltà che possono venire superate e che
generalmente potremmo prevenire, se solo le madri non fossero così
scoraggiate nei loro tentativi di allattare. Questo argomento, inoltre,
sembra dare alle industrie del latte artificiale il permesso di
distribuire letteratura e campioni gratuiti di latte formulato alle
donne gravide ed alle neo-mamme, nonostante sia stato ampiamente
dimostrato che tali opuscoli e campioni omaggio diminuiscono l'incidenza
e la durata dell'allattamento materno.
Guardiamo
in faccia la realtà. Se una donna incinta va dal suo medico a dirgli
che fuma un pacchetto di sigarette al giorno, c'è qualche possibilità
che lasci lo studio medico senza sentirsi in colpa per aver minacciato
la salute del suo bambino ancora in formazione? Se ammette di bere
abbastanza spesso un paio di boccali di birra, pensate che non si
sentirà in colpa quando lascerà l'ambulatorio? E se dice al medico che
tiene il bambino nel letto quando dorme, pensate forse che la maggior
parte dei medici non la farà sentire in colpa persino per questo,
sebbene noi sappiamo che in realtà questa è la cosa migliore per lei e
per il suo bambino? Infine, se andrà allo studio medico con il suo
bambino di una settimana e dirà al pediatra che gli sta dando il latte
della centrale, quale pensate che sarà la reazione del medico? La
maggior parte probabilmente avrà un collasso e gli verranno le
convulsioni. E poi, non avrà nessun problema a farla sentire in colpa
per aver dato al suo piccolo il latte vaccino, e quindi a insistere
perché invece gli dia il latte artificiale (quello materno no, perché - è
stato osservato - "non vorrai certo farla sentire in colpa perché non
allatta al seno").
Cos'è
tutta questa indulgenza per il latte artificiale? La ragione,
ovviamente, è che le industrie hanno avuto un tale successo con le loro
campagne promozionali, da essere riuscite a convincere la maggior parte
del mondo che il latte formulato è altrettanto buono del latte materno, e
quindi non c'è bisogno di fare tante storie riguardo alle donne che non
hanno allattato al seno. Come ha detto il vice-presidente della Nestlé
ad un convegno - così è riportato - "ovviamente, la pubblicità
funziona". Questo è anche un balsamo per la coscienza di tanti operatori
sanitari che non hanno allattato loro stesse - o le loro mogli: non
voglio far sentire in colpa le madri per non aver allattato, perché non
voglio sentirmi colpevole per il mio bambino, che non ha ricevuto il
latte materno.
Guardiamo
un po' più da vicino questo aspetto. In teoria, il latte artificiale è
certamente più appropriato per i bambini di quanto non lo sia quello
vaccino. Ma, in effetti, non ci sono studi clinici sperimentali che
dimostrino che esiste una differenza fra i bambini alimentati con la
formula e quelli alimentati con latte di mucca. Nemmeno uno. Il latte
materno - e l'allattamento al seno, che non è la stessa cosa che
alimentare con il latte materno - ha in teoria molti più vantaggi
rispetto a quello artificiale, di quanti ne abbia il latte artificiale
rispetto al latte vaccino (o di qualunque altro animale). Stiamo appena
cominciando ad apprendere alcuni di questi vantaggi. Se ne scopre uno
nuovo quasi ogni giorno. Ma c'è anche abbondanza di dati clinici che
mostrano come, persino nei paesi ricchi, i bambini allattati al seno - e
incidentalmente anche le loro madri - si presentano meglio di quelli
allattati artificialmente. Hanno meno infezioni intestinali e
all'orecchio, meno probabilità di sviluppare diabete giovanile e molte
altre malattie. La madre ha minori probabilità di avere un cancro al
seno o alle ovaie, ed è probabilmente protetta verso l'osteoporosi. E
questi sono solo degli esempi.
Dunque,
come il nostro approccio può sostenere l'allattamento al seno? Tutte le
donne in attesa e le loro famiglie devono conoscere i rischi
dell'allattamento artificiale. Tutte devono essere incoraggiate ad
allattare, e ricevere il miglior sostegno possibile per iniziare
l'allattamento al seno appena il bambino è nato. Perché tutte le buone
intenzioni del mondo non aiuteranno gran ché una madre che ha sviluppato
un dolore terribile ai capezzoli a causa del cattivo posizionamento del
bambino al seno; o una madre a cui è stato detto, quasi sempre
inappropriatamente, che deve smettere di allattare a causa di qualche
medicinale che sta prendendo o di una qualsiasi malattia sua o del
bambino; o, ancora, una madre la cui produzione di latte non si è
stabilita a sufficienza perché le informazioni che ha ricevuto erano
errate. Non equivochiamo su questo punto: i consigli degli operatori
sanitari sono spesso l'unica e più comune ragione per il fallimento
dell'allattamento materno!
Se
una madre, pur ricevendo le informazioni sui rischi di allattare
artificialmente, decide di dare il latte formulato al suo bambino, avrà
compiuto una scelta informata. Ma l'informazione non può provenire dalle
stesse industrie produttrici di latte artificiale, come accade spesso. I
loro opuscoli enunciano qualche vantaggio del latte materno, e poi
passano a sottintendere che il loro latte artificiale è senz'altro, di
fatto altrettanto buono. Se una donna, dopo aver ricevuto il miglio
aiuto possibile per allattare, trova che l'allattamento al seno non fa
per lei, non si sentirà angosciata da me. Quello che è importante
sapere, è che si può passare facilmente dall'allattamento materno a
quello artificiale, specialmente nelle prime settimane o mesi - non c'è
difficoltà; ma non è affatto ugualmente facile fare l'inverso, dal
biberon al seno. Questo, anche se non sempre, spesso è molto difficile,
se non impossibile.
Infine, chi dovrebbe sentirsi in colpa per non aver allattato? Non la
donna che ha compiuto una scelta informata scegliendo poi il biberon,
bensì quella che voleva allattare al seno, ma non c'è riuscita.
Per
evitare che le donne non si sentano più in colpa per aver allattato
artificialmente, quello che si deve fare è non evitare di promuovere
l'allattamento materno, anzi promuoverlo e insieme fornire un sostegno
valido, consapevole e competente. Cosa che non sta avvenendo nei nostri
paesi in America e in Europa.
Pubblicato con il gentile permesso della La Leche League Italia
Ultimo
aggiornamento: gennaio 98
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Traduzione
a cura di Angela Sagone
La pagina
originale in inglese si trova qui.
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