L'Analisi Bioenergetica è un viaggio alla scoperta di sé in un mondo afflitto da mancanza di senso e che, perciò, produce confusione e agitazione. In questo affascinante viaggio, occorre sviluppare le funzioni di base della personalità, colonne del tempio del sé: l'autoconsapevolezza, l'espressione di sé e la padronanza di sé. Radicandoci nell'istinto e nell'infanzia possiamo costruire il nostro essere adulti come conquista della pienezza del sé. Per l'Analisi Bioenergetica l'esperienza fondamentale e fondante in questo senso è detta "grounding" (letteralmente: "stare con i piedi per terra"): si tratta di un processo energetico che tesse l'unificazione dell'essere in senso psico-corporeo tra ancoraggio alla terra e apertura sul mondo, tra radicamento locale e connessione globale...
Dott.ssa Livia GELOSO
Local Trainer in Analisi Bioenergetica
Membro del Direttivo dell'EFBA-P
(European Federation for Bioenergetic Analysis-Psychotherapy)
"Grounding e integrazione della personalità"
L'Analisi Bioenergetica è un viaggio alla scoperta di sé in un mondo afflitto da mancanza di senso e che, perciò, produce confusione e agitazione. In questo affascinante viaggio, occorre sviluppare le funzioni di base della personalità, colonne del tempio del sé: l'autoconsapevolezza, l'espressione di sé e la padronanza di sé. Radicandoci nell'istinto e nell'infanzia possiamo costruire il nostro essere adulti come conquista della pienezza del sé. Per l'Analisi Bioenergetica l'esperienza fondamentale e fondante in questo senso è detta "grounding" (letteralmente: "stare con i piedi per terra"): si tratta di un processo energetico che tesse l'unificazione dell'essere in senso psico-corporeo tra ancoraggio alla terra e apertura sul mondo, tra radicamento locale e connessione globale.
Alexander Lowen, il fondatore dell'Analisi Bioenergetica, così si esprime al riguardo: "Ci si sente grounded quando l'onda di eccitazione, raggiunto il suolo, inverte la propria direzione e rifluisce verso l'alto, quasi che la terra ci spinga per sostenerci. Con questo sostegno possiamo mantenere coscientemente la nostra posizione." (A. Lowen 1991, p.90).
Quello che si sperimenta mettendosi in grounding è un flusso di eccitazione associato con il ritmo respiratorio che anima la struttura scheletrico-muscolare, mobilizzando la spina dorsale, secondo una ritmicità che coinvolge i 3 segmenti fondamentali del corpo: la testa, il torace e il bacino. Attraverso di essi, secondo l'approccio bioenergetico, si esprimono le tre parti fondamentali della personalità, in particolare: attraverso il bacino si esprime la parte istintuale, collegata alla sopravvivenza e al piacere di esistere e di agire; attraverso il torace, si esprime la parte affettivo-relazionale, capace di connettere e legare, collegata al piacere di amare e di essere amati; attraverso la testa, si esprime il pensiero autocosciente, capace di fornire visioni d'insieme e soluzioni, parte connessa al piacere di conoscere e di comunicare.
La condizione di grounding denota uno stato di interdipendenza e di maturità, intesa come capacità di incarnare consapevolmente il proprio microcosmo e di metterlo in relazione costruttiva con il macrocosmo. Questo atteggiamento è correlato alla postura in piedi, in cui si manifesta il modo in cui ci si pone e ci si presenta al mondo. Lavorare anche in questa postura, oltre che in quella distesa e in quella seduta, è, dunque, in Analisi Bioenergetica, parte irrinunciabile del processo terapeutico, come ben chiarisce lo stesso A. Lowen: "Il contatto che abbiamo con il suolo determina il nostro senso di sicurezza interiore. Se è saldo, ci sentiamo sicuri sulle gambe e abbiamo la certezza che il suolo è lì per noi. Non si tratta della forza delle gambe, ma della loro sensibilità." (A. Lowen 1991, p.91). D'altra parte, si ritiene importante mantenere il contatto con il suolo e l'integrazione delle tre parti fondamentali del corpo attraverso l'onda respiratoria anche nella posizione supina e in quella seduta.
Il grounding è basato sull'allineamento del corpo, il rilassamento delle tensioni croniche e sul recupero dell'elasticità così da percepire e godere la sottile vibrazione data dall'alternarsi di espansione e contrazione, la pulsazione universale che si ritrova come caratteristica di base dagli atomi alle cellule, agli organismi complessi. La sintonizzazione consapevole e volontaria con la pulsazione universale fa svanire, inoltre, la divisione tra mondo interiore e mondo esterno.
Il grounding è caratterizzato dall'assetto, dalla respirazione completa (toracico-addominale) e dall'attenzione alle sensazioni di appoggio. Nel grounding è fondamentale respirare in rapporto con la terra, come un neonato che spinge e affonda i piedini nella pancia della mamma. Partendo dalla posizione di base in piedi, inspiriamo spingendo con i piedi contro il suolo mentre ci allunghiamo verso l'alto, inarcando leggermente la schiena all'indietro e aprendo le spalle, ci espandiamo e ci solleviamo come un palloncino riempito d'aria; poi, espiriamo con la sensazione di affondare i piedi nel suolo, ripiegandoci un po' in avanti e abbassandoci anche un po' verso la terra come un palloncino che si sgonfia.
Nel grounding si riempie il campo della coscienza con le sensazioni provenienti da un corretto rapporto con la forza di gravità e il suolo (assetto ortostatico), dato dall'allineamento e dal peso poggiato sugli avampiedi, cioè, si collega il pensiero autocosciente con la dimensione corporeo-istintuale, e con la sensazioni viscerali fornite dall'escursione del muscolo diaframmatico, cioè, con la dimensione affettivo-relazionale.
Così descrive l'esercizio A. Lowen: "Assumete la posizione eretta di base: piedi paralleli, ginocchia leggermente flesse, bacino sciolto e leggermente retratto. Inclinate in avanti la metà superiore del corpo fino a sentire il peso sugli avampiedi. Potreste avere l'impressione di cadere a testa in giù, ma per non perdere l'equilibrio vi basterà semplicemente fare un passo avanti. Tuttavia non lo perderete se avrete la testa allineata. Sollevate la testa in modo da guardare dritto in avanti. Per bilanciare il vostro peso, immaginate di avere un cesto sul capo. Poi, sempre con la testa alta, lasciate cadere il torace e dilatate il ventre in modo che la respirazione sia piena e profonda. Fatevi sostenere dal suolo. Da principio proteste trovare scomoda e dolorosa questa postura per la tensione dovuta allo stiramento dei muscoli. Sopportate il dolore, che passerà non appena i muscoli si rilasseranno. Non dovete aver paura del dolore della crescita, specie se il vostro scopo è di lasciar fluire liberamente la vita nel corpo. Da questa posizione si riprende il movimento con più grazia. Le ginocchia sbloccate favoriscono un'andatura elastica che, a sua volta, intensifica la sensazione del contatto con il suolo." (A. Lowen 1991, p. 94).
Sedersi, distendersi, alzarsi, stare in piedi, camminare diventano attraverso il grounding dei "mudra" di trasformazione, gesti con il potere d'integrare la personalità. Il grounding permette, infatti, di dominare la tendenza dispersiva delle tre parti della personalità quando non sono integrate e guidate: l'istinto, gli affetti, la mente.
Interpretando in senso bioenergetico il modello neurobiologico di Mac Lean, vediamo che il grounding favorisce l'integrazione delle 3 strutture "giustapposte" che costituiscono il sistema nervoso:
· il cervello del rettile, sede degli istinti che si esprime attraverso il bacino;
· il cervello del mammifero, sede dell'affettività, che si manifesta attraverso il torace;
· il cervello dell'homo sapiens, sede del pensiero autocosciente, che si manifesta, attraverso la testa, sviluppando le connessioni all'interno di ogni struttura e tra le 3 strutture.
In tal modo il grounding fa del nostro mondo relazionale interno una comunità in cui tutti si sostengono vicendevolmente con le proprie particolari capacità e attitudini: così l'istinto si manifesterà come carica vitale, il cuore come capacità di legarsi e la mente come produttrice di senso profondo, ovvero del valore di ogni parte della personalità e della necessità della loro armonizzazione, in modo da ricostruire l'unità dell'essere dalla molteplicità delle sue manifestazioni. Per il processo di armonizzazione l'apertura del cuore è fondamentale, la sua chiusura, infatti, è molto dolorosa e ciò provoca tensione. È fondamentale sperimentare l'apertura del cuore in presenza di altri in cui si ha fiducia. Quest'esperienza è centrale per proseguire nel rilasciamento della gabbia delle tensioni croniche, che contengono paura, odio, e disperazione, e per permettere l'apertura della mente così da acquisire una visione della vita più completa e dinamica. Sulla reciproca apertura del cuore si costituisce, infatti, l'alleanza terapeutica.
L'attenzione al cuore è aumentata sempre più nell'approccio bioenergetico, rendendo esperibile la sua profonda simbologia non solo di parte centrale dell'organismo, ma di centro dell'essere umano integrale, nonché di chiave di volta della trasformazione interiore. Il cuore comunica, infatti, la pulsazione a tutto il corpo fino alle cellule: "Ogni tessuto o sistema organico, sebbene abbia un suo ritmo, si coordina e dipende dalla pulsazione basilare del cuore." (A. Lowen 1989, p. 13).
Inoltre, nel cuore si elabora simbolicamente la vita per mezzo del sangue circolante che vi passa ciclicamente, nel senso che al livello del cuore si incontrano, secondo l'asse verticale, le spinte istintuali, provenienti dalla parte bassa del corpo, con quelle provenienti dalla testa; e secondo l'asse orizzontale che attraversa il petto e le braccia, si incontrano la tendenza all'autoaffermazione, collegata alla parte destra del corpo, con la tendenza alla ricettività, collegata alla parte sinistra.
"Centrarsi nel cuore" (L. Geloso, 1995) significa, perciò, in Analisi Bioenergetica, maturare il salto di qualità che unisce superandola l'opposizione corpo-mente, materia-spirito. Il cuore, in questo senso, è il tempio in cui si attua il sacrificio che riunifica la creatura al suo Creatore; intendendo la parola sacrificio nel senso etimologico di "rendere sacro", cioè, di "ricondurre all'essere", in quanto si considera sacro ciò che attiene all'essere. Le funzioni fondamentali della vita umana quali la forma, la respirazione, il battito cardiaco e la circolazione sanguigna vengono così ricondotte al loro stato armonico per poter essere vissute come fondamento dell'esperienza trasformativa umana.
Stare in piedi in modo equilibrato significa porsi in armonia, in un rapporto di cuore, con il campo gravitazionale terrestre che fluisce in senso verticale e che sostiene, sospingendola, qualsiasi struttura in grado di adeguare la propria forma alla sua direzione e alla sua spinta. La nostra è, dunque, la ricerca della verticalità, come quella dei grandi alberi e delle grandi opere architettoniche; l'albero e il tempio sono, infatti, da tempo immemorabile, simboli del perfezionamento umano.
Occorre, a tale scopo, che i segmenti fondamentali del corpo: testa, torace e bacino, si dispongano in una relazione reciproca di verticalità sulla base elastica delle gambe e dei piedi, con il peso leggermente sugli avampiedi, così da stare fermi, ma non immobili, aperti al movimento vibrante interno e disponibili a muoversi nella spazio esterno. Una postura equilibrata richiede uno sforzo minimo e permette il rilassamento delle maggior parte dei muscoli del corpo, ciò produce un senso di leggerezza e di benessere, la percezione di un flusso vibratorio ritmico dalla testa ai piedi, e viceversa, nonché una condizione spontanea di attenzione consapevole tra mondo interno e mondo esterno, che può essere paragonata all' "attenzione liberamente fluttuante" di cui parla S. Freud.
La verticalità pulsante è data dal "matrimonio" tra la struttura scheletrico-muscolare e l'onda respiratoria che la percorre liberamente, tendendola e raccorciandola continuamente in un ritmo che è puro piacere di esistere. La postura in piedi non è, dunque, una condizione statica ma un profondo processo organico attraverso il quale ci radichiamo nell'armonia universale a cui è benefico arrendersi. Il rilassamento dipende dalla nostra capacità di abbandonare il nostro peso alla spinta di gravità, infatti, la tensione muscolare ha come scopo principale di contrastare l'attrazione verso il basso che la gravità esercita sulle strutture non allineate.
Quando non dobbiamo più lottare contro la forza di gravità, acquisiamo in più anche una grazia naturale nei movimenti e nelle posture. Rilassandoci in posizione eretta allineata, recuperiamo la nostra connessione con la terra, il campo energetico del nostro corpo si dispone in modo armonico rispetto a quello terrestre e ne diventa parte in una relazione vitale.
L'elasticità ha a che fare con la flessibilità e comporta il lasciarsi andare al movimento, significa lasciarsi andare alla danza della vita che ci percorre completamente e ci coinvolge fino alla cellule. Durante l'inspirazione la colonna vertebrale si allunga e la testa e il bacino si spingono un po' all'indietro, nell'espirazione la colonna si raccoglie mentre testa e bacino si volgono leggermente in avanti, così da alternare convessità e concavità della spina dorsale.
Il corpo libero da tensioni croniche si muove leggermente e continuamente intorno all'asse immaginario dell'allineamento con movimenti ondulatori e oscillanti in senso circolare o a spirale.
Il grounding è anche strettamente collegato con l'aumentata capacità di esprimere i sentimenti, poiché ciò permette l'aumento della vitalità della persona. Infatti, la persona il cui corpo non è affetto da tensioni croniche è in grado di produrre e mantenere uno stato di forte carica emotiva senza entrare in stato di sovreccitazione. Respirare profondamente significa, infatti, sentire profondamente.
La respirazione completa e profonda mobilita i 3 punti fondamentali di snodo del corpo che sono: il collo, il petto e la vita. Ciò favorisce la padronanza di sé attraverso il superamento della condizione infantile di dipendenza dalle figure genitoriali, da cui diventa possibile differenziarsi, sviluppando le funzioni relative di cura e di protezione in modo autonomo e individuato. In particolare, il rapporto pieno e armonico tra espansione e raccoglimento, tra parte dorsale robusta e parte frontale tenera del corpo, struttura la maturazione delle funzioni paterna e materna, sia nei propri confronti che nei confronti del mondo, in quanto espressione e armonizzazione della funzione maschile, aggressiva e centrifuga, e di quella femminile, accogliente e centripeta, come è tradizionalmente espresso nel Tao attraverso il rapporto tra lo yang e lo yin.
In particolare, lo scioglimento del petto corrisponde all'apertura del cuore, alla sua integrazione con la dimensione istintuale e quella mentale e, quindi, con la manifestazione del suo ruolo centrale di fattore armonizzante sia tra le varie parti del mondo interno che tra se stessi e il mondo esterno. Lo scioglimento del collo è connesso con l'apertura della mente, con la sua integrazione con il cuore e l'istintualità, e la manifestazione della sua precipua funzione di cogliere il senso più vasto e profondo dell'esistenza umana, nonché di indicare il percorso di crescita personale. Lo scioglimento della vita, da parte sua, permette l'accesso al potere istintuale e consente di indirizzarlo, quale "destriero alato", alla realizzazione del sé.
D'altra parte, l'esperienza del rapporto pieno e ritmico tra espansione e raccoglimento si può dire che strutturi anche l'armonizzazione tra la nostra "solarità" e la nostra "lunarità" che, se scisse l'una dall'altra, degenerano rispettivamente in tendenza alla maniacalità e in tendenza alla depressione; mentre, se vengono integrate, permettono di muoversi assertivamente nel mondo esterno rimanendo in ascolto del proprio mondo interno, come anche di sentire il proprio mondo interno pieno di esperienze sempre più ricche da elaborare.
Come si può vedere, il lavoro sulla polarità non solo scaturisce naturalmente dall'esperienza del grounding, ma ne è parte integrante. La crescita interiore, in Analisi Bioenergetica, consiste, infatti, nel confronto e nel progressivo superamento dell'opposizione delle varie coppie polari che popolano il nostro mondo interno, sia a livello fisico che a livello emotivo e mentale, in modo che i poli, incontrandosi, si modulino a vicenda costituendo sintesi superiori che vanno a creare il "cosmo" interiore.
La consapevole ripetizione ritmica e sempre nuova del ciclo respiratorio abbinato al movimento ritmico della spina dorsale nella postura eretta allineata esprimono e, quindi, permettono di fare esperienza del grande simbolo della crescita ciclica per fasi rappresentata dalla "spirale".
Da tutto ciò discende il rapporto tra grounding e lavoro sull'identità, in quanto la ciclicità è, in Analisi Bioenergetica, appunto, la chiave di comprensione dell'identità in quanto processo, ovvero, insieme di trasformazioni tendenti a far emergere il sé come unità interrelata. Il ciclo, infatti, è il contesto in cui si attuano le trasformazioni. In particolare, il ciclo, che è una forma di struttura nel tempo, ha la caratteristica di presentare uno schema i cui contenuti - stati, eventi, esperienze - non si ripetono mai, poiché ogni ciclo è interrelato con altri cicli, più grandi e più piccoli.
E' questa interrelazione tra i diversi cicli che determina l'assoluta unicità di ciascun momento come di ciascun ciclo e, nello stesso tempo, collega i cicli tutti insieme in un ordine ritmico. Ogni momento specifico all'interno di un ciclo viene considerato come il dispiegarsi dell'impulso che ha dato inizio al ciclo e che è diretto verso la risoluzione, o fine del ciclo stesso. Tale impulso simultaneo verso il prima e verso il dopo lega ogni specifico momento a tutti gli altri momenti del ciclo dando luogo al fenomeno denominato "interpenetrazione nel tempo".
Si tratta di un concetto ben più ricco di quello di causa ed effetto e che, perciò, è più adatto ad esprimere la complessità dell'esperienza umana. Ogni momento nel tempo è, dunque, da considerare una parte, un aspetto, una fase di una realtà che abbraccia tutto, e trova il suo significato in riferimento a questo insieme. Ogni unità che ad un esame superficiale sembra separata, con tale chiave di lettura appare intimamente connessa ad ogni altra unità, nel senso che ognuna partecipa dell'altra, all'interno dell'intera durata del ciclo.
Si ritiene, inoltre, che, in ogni ciclo, l'effetto agisca sulla causa e ogni momento presente sia attratto tanto dal futuro quanto spinto dal passato. Si considera, infine, che l'intero ciclo sia racchiuso in ogni singolo momento. L'approccio olistico dell'Analisi Bioenergetica è, dunque, uno studio di cicli, cioè, dell'interrelazione fra tutti questi fattori: fra il futuro e il passato in ogni momento presente, fra il macrocosmo dell'universo e il microcosmo dell'individuo.
Vivere la ciclicità, in quanto processo a spirale, in senso discendente o ascendente, permette, inoltre, di incarnare consapevolmente la propria "narrazione". Tutte le storie seguono, infatti, uno schema esemplare archetipico: partono da una "chiamata" che corrisponde al bisogno interiore di risolvere una "carenza essenziale" dovuta ad un "conflitto" interno. La storia ci dice come e se l'Eroe e/o l'Eroina riusciranno a sanare questa carenza e a superare il conflitto interno.
Lo schema narrativo archetipico comprende 3 livelli - il viaggio nel mondo esterno, la dimensione affettivo-relazionale e il percorso di trasformazione interiore -, il cui svolgimento corre parallelo secondo un'identica scansione: inizio, climax, risoluzione, cioè, in forma ciclica. Il climax corrisponde al momento del confronto diretto con il problema e con il tentativo di superamento, non a caso, di solito comprende il cosiddetto "svelamento", ovvero, la presa di coscienza di qualcosa di particolarmente importante rispetto alla personalità dell'Eroe/Eroina. Infatti, nel viaggio alla scoperta di noi stessi, quello che accade è che piano piano si svela a noi stessi il nostro "mito" personale e ciò avviene mano a mano che diventiamo, grazie allo sviluppo consapevole dell'integrazione interiore, gli Eroi della nostra storia in un tempo mitico che è quello del sé, cioè, il presente in tutta la sua pienezza.
D'altra parte, l'analisi della postura in piedi, in Analisi Bioenergetica, ci dice come affrontiamo la vita e le sue prove, mentre, lo sviluppo del grounding ci permette di
diventare vieppiù efficaci anche in questo ambito.
Il grounding porta, dunque, alla piena consapevolezza del momento presente perché non siamo più distratti dal caos prodotto dalle tensioni fisiche, dal disagio emozionale e dai pensieri parassiti, negativi o illusori, chiacchiericcio interiore continuo e deleterio, anzi, il caos si trasforma in cosmo nella riattualizzazione del momento della "creazione" con il suo stupore, o meglio, si manifesta in noi la condizione di "creazione continua" di cui si parla negli insegnamenti tradizionali di tutto il mondo. In questo particolare stato di coscienza sperimentiamo la vera creatività, in quanto connessione con la creatività universale, o ispirazione: la persona creativa, infatti, è tale in quanto è diventata canale di espressione della creatività universale in quel particolare momento storico e in quel particolare popolo, cosicché attraverso di essa possono prendere forma, secondo il linguaggio corrente, gli archetipi dell'essere e diventare intelligibili qui e ora.
E' noto, d'altra parte, che la persona creativa, proprio in quanto tale, recupera la condizione innocente dell'infanzia: come un bambino si stupisce perché, essendo contemporanea alla creazione, il mondo le appare sempre nuovo e la vita una scoperta continua.
A. Lowen chiama il grounding "posizione di orientamento", esso è, infatti, la manifestazione dell'orientamento verso l'essere. L'essere umano, di certo, ha bisogno di un centro su cui ruotare come un pianeta intorno al sole. Dall'orientamento all'essere deriva una profonda pace, l'accettazione e la trasformazione del dolore, l'adeguamento a forme armoniose, il riscontro nell'interiorità delle leggi dell'universo.
In altre parole, si può dire che il centramento in se stessi, come riorientamento verso l'essere, si attua attraverso la restaurazione della facoltà contemplativa, intesa come la facoltà umana capace di cogliere il senso profondo delle armoniche connessioni naturali. Tutto ciò che turba il centramento in se stessi e la facoltà contemplativa viene, in Analisi Bioenergetica, elaborato e trasformato in parte armoniosa del cosmo interiore. Contemplare significa, d'altra parte, primariamente, fare esperienza della ciclicità attraverso cui si manifesta la realtà, e farla profondamente propria grazie all'esperienza del ciclo respiratorio, modello archetipico del rapporto armonico tra le due forme di espressione della vita: l'espansione e la contrazione.
Attraverso la contemplazione si impara a cogliere, i contenuti e i moti istintuali, quelli affettivi e quelli mentali, armonizzandoli al loro interno e tra loro, verso il fine comune che è la quiete e l'equilibrio che li modula, permettendo loro di esprimere la positività potenziale. Il loro flusso viene liberato dagli ostacoli e indirizzato verso l'armonizzazione e lo sviluppo interiore. Nel silenzio e nella quiete interiore, la luce della contemplazione fa apparire chiara la propria vocazione, cioè, chi si è veramente e qual è il proprio ruolo nel mondo.
Ci si può, allora, davvero, affidare al cuore e alla sua intelligenza, perché esso sarà purificato dalla conflittualità che confonde e travia. Il legame con gli altri e con l'universo si attua, infatti, nella "sintonizzazione": i nostri cuori, i nostri corpi, i nostri campi energetici sono sistemi pulsanti da cui si propagano onde che possono influenzare altri cuori, altri corpi, altri sistemi energetici; come, d'altra parte, noi possiamo volontariamente e coscientemente cercare di sintonizzarci con la pulsazione ciclica e armonica di un altro essere o dell'universo stesso.
L'intuizione dell'essere va provocata e agevolata attraverso ogni atto umano, poiché ogni atto umano è nella sua forma ottima una manifestazione dell'essere. Il centramento nell'essere è, infatti, il sommo bene, da cui deriva all'essere umano l'esperienza dello stare bene con se stesso e la soddisfazione di vivere. In questo centramento l'essere umano sperimenta il senso dei concetti di "bello", di "buono", di "vero", di "giusto". E il divenire non incute più paura, ma si offre come danza meravigliosa in onore dell'essere, ovvero come l'altra sua faccia.
Soltanto dalla conoscenza unita all'esperienza deriva il bene, perché le parole sono sempre dei qui pro quo e, dunque, l'unità delle esperienze e delle conoscenze risulta essere l'unico criterio, e la verità il premio proveniente proprio dal riconoscimento del limite delle parole stesse.
Dal centramento in se stessi, dall'orientamento verso l'essere, dallo sviluppo della capacità contemplativa deriva anche la libertà umana. Un essere umano, infatti, è libero nella misura in cui agisce secondo la sua essenza, le sue disposizioni profonde, secondo il suo stile. Da tutto ciò discende che criterio del bene sociale è quello di favorire l'orientamento verso il centro di se stessi, che una volta fissato, fatto centro del proprio tempio interiore, incardina e ordina ogni cosa secondo il suo grado di essere. Secondo questa visione, dunque, ogni sofferenza si spiega come distanza dal centro interiore, tempio del sé, cioè, dell'essere; il lavoro pesa quando non ne è emanazione; le famiglie e i gruppi sociali si sfaldano quando non hanno nel suo consolidamento il loro obiettivo, infatti, i rapporti risultano odiosi quando non hanno forma e scopo orientati all'essere.
L'attenzione al centramento in se stessi stabilisce il primato dell'essere sul fare e dà così al fare il suo senso e il suo obiettivo. L'azione si giudica, quindi, relativamente al suo effetto nel processo di sviluppo dell'equilibrio interiore, cioè, della sempre maggiore capacità di contemplare, capacità che permette di cogliere sempre maggiori connessioni e sensi più vasti, come cogliere il paradosso della potenza della non-azione contemplativa; la sacralità dell'azione che promana dal centramento nell'essere; il valore di iniziazione di ogni presa di maggiore responsabilità verso se stessi e verso agli altri.
Bibliografia:
L. Geloso, "The Way of the Heart" , 1st Clinical Congress EFBA-P, May 1995, Frascati.
A. Lowen, " Amore, sesso e cuore", Astrolabio 1989.
A. Lowen, "La spiritualità del corpo", Astrolabio 1991.
A. Lowen, "Arrendersi al corpo", Astrolabio 1994.