L'ORGONOMIA
mercoledì 01 giugno 2005
L'Orgonomia è la scienza che studia l'energia cosmica primordiale, pre-atomica, presente ovunque nell'universo, l'energia da cui deriva tutto ciò che vive. Il suo scopritore è stato il dott. Wilhelm Reich ed il termine da lui coniato deriva dai termini orgasmo ed organismo. Infatti, sono stati i suoi studi sulla funzione dell'orgasmo a portarlo alla scoperta dell'energia orgonica.
L'ORGONOMIA
L'Orgonomia è la scienza che studia l'energia cosmica primordiale, pre-atomica, presente ovunque nell'universo, l'energia da cui deriva tutto ciò che vive.
Il suo scopritore è stato il dott. Wilhelm Reich ed il termine da lui coniato deriva dai termini orgasmo ed organismo. Infatti, sono stati i suoi studi sulla funzione dell'orgasmo a portarlo alla scoperta dell'energia orgonica.
L'Energia Orgonica si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite energie secondarie: elettrica, magnetica, nucleare, ecc.
La scienza classica conosce solo queste ultime forme di energia e considera l'atomo come il costituente base della natura, mentre l'Orgonomia lo considera già come il prodotto di una specifica funzione dell'energia primordiale e cioè della Superimposizione, dove due o più correnti di energia si uniscono (come esempio si consideri la figura di una galassia a spirale a due o più bracci) e da cui si genera materia. Questa lettura inserisce l'unione sessuale di due organismi, l'atto che genera la vita, nel più ampio contesto di funzioni cosmiche.
Una seconda funzione basilare dell'energia orgonica è la Pulsazione. Osservabile facilmente nell'organismo vivente (pulsazione cardiaca, atti respiratori, ecc.) è presente anche a tutti i livelli della natura: cosmico, atmosferico. La Terra stessa pulsa.
Specifica dell'organismo vivente è invece la terza funzione dell'energia orgonica: la Convulsione Orgastica. L'energia accumulata in eccesso dall'organismo, attraverso l'assunzione di alimenti, di liquidi, attraverso la respirazione e l'assorbimento diretto dell'energia cosmica e non completamente utilizzata per il suo normale funzionamento, si concentra nei genitali. Quando la tensione accumulata supera una certa soglia, i genitali si caricano energeticamente, e questo viene percepito come eccitazione sessuale (in termini orgonomici, l'organismo ha raggiunto il punto di luminazione). La funzione dell'orgasmo, la prima e più importante scoperta di Reich, è quella di scaricare completamente l'energia in eccesso e ciò avviene attraverso la convulsione orgastica. Solo attraverso questo atto si realizza la pulsazione unitaria dell'organismo e la naturale regolazione di tutte le funzioni bio-psico-emozionali.
Considerando che ogni manifestazione dell'esistenza deriva, in ultima analisi, da processi energetici la Scienza dell'Orgonomia non è estranea a nulla di ciò che esiste.
Schematicamente, comunque, si può suddividere l'Orgonomia in quattro branche principali: la fisica, la biologia, la medicina e la sociologia. Ognuna, con le specificità che le sono proprie, ma inscindibilmente collegata con le altre dalla tecnica del Pensiero Funzionale sviluppato da Reich, offre il proprio contributo all'eterno tentativo dell'uomo di comprendere sé stesso e la natura da cui emerge e di cui fa parte.
Per concludere quest'introduzione ricordiamo gli aspetti che contraddistinguono e caratterizzano la Scienza dell'Orgonomia in modo inequivocabile:
- L'Energia Orgonica

- La Superimposizone

- La Pulsazione

- La Funzione dell'Orgasmo

- Il Pensiero Funzionale


Lo studio di un qualunque aspetto della realtà, per essere considerato di pertinenza dell'Orgonomia reichiana deve, necessariamente, comprendere tutti questi elementi.
Naturalmente l'uomo ha, da sempre, percepito l'esistenza di un'energia universale: il Prana in India, il Chi in Cina, Dio per tutte le religioni monoteiste, l'èlan vital di Henri Bergson, che ha avuto una notevole importanza negli anni della formazione di Reich, l'entelechia di Dreitsch, il concetto stesso di etere.
La differenza risiede nel fatto che l'energia orgonica può essere dimostrata obiettivamente in vari modi: termicamente, elettroscopicamente, visivamente, con il contatore Geiger-Mueller. Può, inoltre, essere utlizzata concretamente negli organismi biologici con l'accumulatore, il dor-buster, le terapie bioniche e consente di operare modificazioni climatiche utilizzando il cloud-buster. La sua forza motrice ha condotto al motore ad energia orgonica.

Per la prima volta nella storia dell'umanità la barriera che impediva l'approccio concreto all'intuizione umana del divino è stata infranta.


INTRODUZIONE ALL'ORGONOTERAPIA

Con il termine orgonoterapia si intende la tecnica terapeutica sviluppata dal Dott. Wilhelm Reich (1897-1957).
Oggi questo approccio può essere appreso presso l'American College of Orgonomy (ACO) (www.orgonomy.org) a Princeton, New Jersey, U.S.A. Il fondatore dell'ACO è stato, nel 1968, il Dott. Elsworth F. Baker. Nel 1950 Reich assegnò a Baker il compito di formare i terapeuti e, nel gennaio del 1957, durante il loro ultimo incontro, poche settimane prima del suo imprigionamento, gli chiese di assumersi personalmente la responsabilità per il futuro dell'Orgonomia. Il dott. Baker accettò e vi si dedicò fino alla sua morte, avvenuta nel 1985. L'attuale presidente dell'ACO è il dott. Gary A. Karpf ed il responsabile della formazione è il Dott. Charles Konia.

Innanzi tutto è bene precisare che una descrizione verbale o scritta dell'orgonoterapia non può riuscire a cogliere tutti quegli aspetti che rendono questo trattamento così unico e particolare. Le reazioni biofisiche, che sono parte integrante ed insostituibile del processo terapeutico avvengono al di là della sfera linguistica. Inoltre, l'unicità della struttura bio-psicologica di ogni singolo paziente costringe ogni discorso introduttivo ad essere inevitabilmente generico.
Conclusa questa doverosa premessa possiamo iniziare a soffermarci sugli aspetti essenziali dell'Orgonomia e dell'Orgonoterapia.
L'Orgonomia è la scienza che studia l' Energia Orgonica. Tale energia è stata scoperta dal dott. Wilhelm Reich ( 1897-1957) , già allievo di Freud e direttore del seminario sulla tecnica psicoanalitica a Vienna negli anni venti.
Il lavoro di Reich sulla struttura dei pazienti in analisi e la sua ricerca sulle cause dell'insorgenza e del mantenimento dei sintomi ha, dapprima, confermato l'importanza del disturbo della sessualità già messo in evidenza da Freud (almeno il primo Freud); successivamente, in seguito al suo tentativo di comprendere il substrato fisiologico dei fenomeni dell'ansia e del piacere, si rese conto di come tali esperienze siano antitetiche e di come possano essere considerate l'aspetto psicologico di movimenti energetici reali all'interno dell'organismo. Dalla periferia verso il centro nel caso dell'ansia (contrazione) e dal centro verso la periferia nel caso del piacere (espansione).
Il substrato anatomico di questi eventi fu identificato nel "sistema plasmatico", costituito dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) e dal sistema vascolare.
Questi studi misero in evidenza un aspetto fondamentale e completamente trascurato dalla Scienza Ufficiale e cioè la Pulsazione di ogni organismo vivente.
La pulsazione è un alternarsi ritmico di espansione e contrazione che nei sistemi biologici presenta una maggiore enfasi nell'espansione, che in termini psicologici equivale al desiderio di esprimere sé stessi. La riduzione, il blocco di questa pulsazione è alla base di tutta la patologia e ciò che l'Orgonoterapia si prefigge è di consentire all'organismo contratto e bloccato di pulsare nuovamente in modo naturale. L'eliminazione di questi blocchi, infatti, riporta il funzionamento della persona ad un livello ottimale, sottraendo energia alla formazione dei sintomi e ponendo in essere un naturale processo di ristrutturazione e di riequilibrio delle funzioni psico-somatiche.
Non dimentichiamo che il sintomo, per quanto fastidioso, non è altro che un tentativo posto in essere dall'organismo che cerca di rendere meno penosi i suoi conflitti.
Lo scopo ultimo dell'orgonoterapia consiste nel portare il paziente al raggiungimento di ciò che Reich chiamò la Potenza Orgastica che viene così definita
- La capacità di abbandonarsi completamente al flusso di energia dell'organismo e di scaricare totalmente l'eccitazione sessuale genitale per mezzo di periodiche convulsioni involontarie di tutto il corpo, vissute in modo gratificante, senza inibizioni, fantasie o ansia. L'esperienza clinica ha dimostrato in modo inequivocabile che un funzionamento sessuale naturale impedisce l'accumularsi di tensioni energetiche che trovano una loro via di scarico attraverso la formazione di sintomi.
A questo punto è fondamentale ricordare la scoperta di Reich della differenza fra impulsi sessuali primari (naturali ed i soli che portano alla completa gratificazione) e secondari (innaturali ed insorti dopo che quelli primari sono stati inibiti; non portano mai ad una vera gratificazione. Stiamo parlando, oltre che della patologia sessuale ufficialmente riconosciuta, anche di tutti quegli atteggiamenti "pruriginosi", della sessualità da bordello, della pornografia, della promiscuità, dell'atto sessuale concepito come prova della propria pseudo-potenza, ecc.)
Un individuo che funziona prevalentemente in base alla gratificazione degli impulsi primari viene definito come Carattere Genitale, mentre chi è invischiato dai propri impulsi secondari in modo permanente è definito Carattere Nevrotico.
Il carattere nevrotico è, quindi, imprigionato nella sua Corazza.
La Corazza muscolare è l'elemento centrale in orgonoterapia e viene così definita:
l'insieme delle contrazioni muscolari croniche, automatiche ed involontarie che un individuo sviluppa per difendersi dalle proprie emozioni, in particolare ansia, rabbia, eccitazione sessuale ed è funzionalmente identica alla Corazza caratteriale.
La Corazza caratteriale è costituita da tutti gli atteggiamenti psicologici che la persona, in modo automatico ed inconscio, pone in essere per difendersi dall'ansia e da altre emozioni percepite come spiacevoli. Il risultato ultimo porta alla rigidità, alla mancanza di vero contatto e ad una sensazione di vuoto interiore. E' funzionalmente identica alla Corazza muscolare.







Il dissolvimento della corazza, che è lo scopo della terapia, permetterà al paziente di riappropriarsi di quelle caratteristiche di serietà, onestà, vigore, impegno e soddisfazione nella propria vita affettiva come in quella lavorativa.
Sarà in grado di affrontare in modo razionale le vicissitudini della vita, mentre prima, imprigionato nella sua corazza, viveva una vita improntata alla fuga dall'essenziale, alla superficialità, alla tendenza a mentire, all'impotenza, alla frigidità, alla promiscuità, alla dipendenza nevrotica, alla rassegnazione nevrotica, alla tendenza al misticismo.



 

La corazza

Entriamo, ora, più in dettaglio nell'approccio terapeutico su cui si fonda l'orgonoterapia. Per comprendere l'ottica orgonomica è necessario soffermarci su alcuni aspetti fondamentali riguardanti il funzionamento di un organismo portatore di corazza, che abbiamo visto essere l'ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale. Da questa base emerge la struttura individuale psichica (carattere) e fisica (corazza muscolare).
Il compito essenziale svolto dalla corazza è quello di garantire un equilibrio psichico ed emozionale (anche se patologico), inoltre ha la funzione di evitare l'ansia e di assorbire elementi rimossi o sfuggiti alla rimozione.


Genesi della Corazza
Come e perchè si forma la corazza? Come può un bambino pieno di vita ed aperto verso il mondo trasformarsi in un adulto rigido, ansioso, vuoto, piatto, nevrotico, rassegnato ed incapace di trarre il minimo piacere genuino dalla vita?
La risposta è molto semplice.
Tutti noi proviamo disagio quando entriamo in contatto con persone indurite, chiuse, moraleggianti che ci impediscono di soddisfare i nostri bisogni naturali.
Per un bambino è molto più penoso e doloroso che per un adulto trovarsi in situazioni di questo tipo. Ad esempio se lo sguardo della madre è assente, ostile, indifferente o perennemente ansioso, lui non può fare altro che cercare di proteggersi dal senso di angoscia e di solitudine che è in grado di avvertire in modo così pieno e totale. E lo farà inibendo la sua spontaneità, dimostrando scarso interesse per il mondo che lo circonda, inibendo la rabbia che insorge come naturale reazione alla frustrazione, cercherà di diminuire il più possibile l'intensità delle proprie sensazioni, del proprio dolore, oppure manifesterà un comportamento esageratamente attivo, aggressivo, "disubbidiente" - " questo bambino mi fa disperare, non sta fermo un solo istante !"
Avremo, così, tutta una serie di atteggiamenti muscolari cronici che andranno a formare il nucleo della corazza - contrazione del torace e del diaframma, del collo, delle spalle, della zona anale e di quella pelvica.
Provando a contrarre uno qualsiasi di questi gruppi muscolari ci si può facilmente rendere conto di che cosa si sta parlando.
Gli occhi appariranno velati, assenti, perennemente tristi, o ansiosi, o alteri e sprezzanti. Oppure il bambino non "vedrà" gli oggetti e andrà spesso a sbattervi contro. Con gli occhi si guarda il mondo e si entra in relazione con esso. Ma se il mondo che accoglie il bambino è troppo brutto ed angosciante per lui, che cos'altro può fare se non cercare di guardarlo e vederlo il meno possibile?
Reich è stato in grado di stabilire che la contrazione muscolare cronica ed involontaria ha la sua contropartita in un atteggiamento caratteriale. Sono le classiche due facce della stessa medaglia. Una non può esistere senza l'altra.
Gli studi bioelettrici condotti in Norvegia hanno, inoltre, evidenziato un aspetto estremamente importante del funzionamento bio-energetico dell'organismo. Se dopo avere indotto uno stimolo spiacevole al soggetto, ne veniva fatto provare uno piacevole, a cui in precedenza aveva risposto con un aumento della carica elettrica di superficie, l'oscillografo registrava un'ulteriore diminuzione della carica. Occorreva circa un'ora per ottenere la risposta legata al piacere. Si instaurava un periodo refrattario anche come conseguenza della somministrazione di stimoli sgradevoli di scarsa entità. Una risposta analoga può essere ottenuta anche in protozoi. Questi, dopo essere stati stimolati da leggere correnti elettriche, tendono ad assumere una forma sferica, ed occorre che trascorra molto tempo prima che riescano ad emettere, in un modo che noi saremmo portati a descrivere come "cauto", i loro pseudopodi. In poche parole, l'organismo, la sua bioenergia, presenta una spiccata tendenza alla contrazione, anche di fronte a stimoli negativi minori o di bassa intensità, ed una volta instaurato uno stato di contrazione questo tende a perdurare a lungo, dopo che lo stimolo che ha indotto la contrazione è cessato. In base a questo dati, non risulta difficile comprendere quanto sia difficile, per non dire impossibile, per un bambino, crescere senza doversi corazzare (contrarre), o quanto sia difficile per un organismo corazzato riprendere a funzionare in modo naturale. La corazza tende ad automantenersi.


Evoluzione storico-scientifica della terapia

Il percorso evolutivo della tecnica terapeutica di Reich e dei suoi aspetti epistemologici vede alcune tappe ben precise e databili nel tempo.
Dopo un primo periodo di stretta adesione alle tecniche ed ai principi della Psicoanalisi (anni venti), Reich sviluppò la tecnica dell'Analisi del Carattere, in cui l'analisi delle resistenze caratteriali divenne lo strumento principale di intervento terapeutico.
Si scoprì che tutto il carattere del paziente era patologico e non solo i suoi sintomi, quindi anche aspetti ritenuti "normali" dal paziente, in realtà, nascondevano dei conflitti.
Ad esempio tratti quali: una gentilezza estrema, una costante arroganza, una permanente assenza di reazioni emotive, per quanto percepiti come parte integrante di sé si dimostravano, una volta analizzati, delle difese erette contro l'insorgere di impulsi rimossi, erano da considerarsi patologici tanto quanto i sintomi che inducevano i pazienti a cercare l'aiuto dell'analista.
La sostanziale differenza è che mentre i sintomi vengono percepiti come disturbanti, i tratti caratteriali patologici sono considerati come parte integrante di sé e quindi vengono sempre strenuamente difesi.
Nel 1935 la scoperta del riflesso orgastico spostò l'accento dalla sfera psicologica a quella somatica.
Reich coniò il termine di Vegetoterapia carattero-analitica per indicare che la tecnica terapeutica era in grado di influenzare la patologia caratteriale fino alle sua fondamenta biologiche.
La terapia era in grado di produrre profonde modificazioni della struttura caratteriale dei pazienti e di indurre intense reazioni fisiche, ma solo in seguito alla scoperta dell'energia orgonica (1939) fu possibile unificare i processi terapeutici che avvenivano nei due domini, quello psichico e quello fisico.


L'energia orgonica funziona nell'organismo come specifica energia biologica e si esprime sia nella sfera psico-emozionale che in quella fisica.
Reich definì Orgonoterapia quella tecnica terapeutica che consente di liberare l'energia biologica dai suoi blocchi psichici e somatici e, come conseguenza inevitabile, di riportare l'organismo ad un funzionamento più sano e naturale.


I Sogni

I sogni riportati dal paziente forniscono l'indicazione della direzione che la terapia sta percorrendo. Fino a quando non si è raggiunto il segmento pelvico la loro interpretazione viene fornita a livello dell'Io, riservando l'interpretazione del loro significato libidico alla fase finale della terapia, quando l'ansia genitale e l'ansia orgastica, insieme alle loro rappresentazioni edipiche dominano la scena. Un copiosa produzione onirica, di solito, significa che la corazza del segmento oculare comincia a cedere.


Applicazioni dell'orgonoterapia

La profonda comprensione dell'aspetto energetico oltre che di quello strutturale, tipiche del pensiero reichiano, consentono al terapeuta di poter intervenire sia in casi acuti che in casi cronici.
Il profondo squilibrio energetico prodotto dalla corazza, la mancata regolazione naturale della bioenergia indotta dalla cronica impotenza orgastica, non possono che portare, quando le difese non sono più in grado di mantenere la situazione in stallo, alla manifestazione di sintomi sia nella sfera psichica, sia in quella somatica.
Tenendo presente questa matrice energetica è possibile, per l'orgonoterapeuta, intervenire con successo in casi di: attacchi di panico, oggi così diffusi o di altre manifestazioni di scompenso acuto quali scompensi psicotici acuti, deliri acuti, come anche in casi di asma, colon irritabile, cefalea, disturbi funzionali in genere. Non è raro che il paziente riferisca un miglioramento dopo poche sedute. Il consentire, in seduta, una adeguata scarica energetica grazie a procedimenti tecnici ormai sperimentati da decenni, è lo strumento attraverso cui si ottengono questi risultati.
Risolto il quadro acuto, si procede al trattamento di ristrutturazione sulla corazza, anche in caso di seri disturbi psichiatrici (schizofrenia, psicosi maniaco-depressive, disturbi della personalità, psico-nevrosi ossessiva, fobica, isterica, quadri depressivi, disturbi del comportamento alimentare).
I bambini beneficiano in modo rapido e duraturo dall'intervento orgonoterapeutico, la loro corazza non si è ancora consolidata, la loro facciata non è completa come negli adulti e sono, perciò, molto più liberi di esprimere in modo diretto e genuino quello che provano. Mentre con gli adulti è necessario un lungo lavoro per poter instaurare un contatto genuino, con i bambini questo non è necessario e, poiché il contatto è l'elemento principale del successo terapeutico, non c'è da stupirsi se con loro si procede in modo veloce e fruttuoso.
L'Orgonoterapia, grazie alla sua visione funzionale, cioè non meccanicistica né mistica, ed alla profonda comprensione delle esigenze bioenergetiche della persona, consente quel processo di ristrutturazione generale dell'intero organismo che rappresenta la migliore garanzia per un corretto, naturale e duraturo equilibrio della persona.


CONCLUSIONI
A conclusione di questa presentazione, dovrebbe essere chiarito in linea di massima che cosa è l'orgonoterapia. Si tratta di una forma di intervento estremamente efficace, anche se non è, certamente, una panacea. Non risolve magicamente tutti i mali. La terapia è sicuramente impegnativa, richiede che la persona si assuma per intero tutte le responsabilità che le competono e scava a fondo proprio dove il paziente non vuole, ma è esattamente da "là" che nascono tutti i suoi problemi e le sue sofferenze.
Del resto il desiderio di guarire, di liberarsi dalle proprie miserie emozionali ed esistenziali rappresenta il requisito essenziale per la riuscita della terapia e ciò è indipendente dal grado di patologia che il paziente presenta all'inizio del trattamento.
Uno schizofrenico, anche grave, può ottenere un enorme beneficio dalla terapia, se il desiderio di guarire è intenso, mentre un comune nevrotico, non sufficientemente motivato e molto "attaccato" alla sua corazza, può andare incontro a molte difficoltà nel suo percorso verso la guarigione, fino al punto di abbandonare la terapia. Il terapeuta sa che la persona in trattamento, in uno stato di contrazione patologica da decenni, ha bisogno di tempo perché la sua struttura inizi a funzionare in modo più naturale, e non la forzerà mai ad affrontare delle situazioni a cui non è ancora in grado di far fronte. Il terapeuta, infine, sa anche che il paziente più motivato farà di tutto per evitare il tanto agognato ma ancora più temuto cambiamento della sua struttura caratteriale, che certamente lo fa soffrire, ma in cui è completamente identificato e che rappresenta per lui l'unica realtà possibile.


La tecnica terapeutica

L'orgonoterapia utilizza tre strade per ripristinare il funzionamento naturale dell'organismo e sono:
· La respirazione
· L'analisi del carattere
· Il lavoro biofisico sui muscoli

La respirazione

Si invita il paziente a respirare in modo naturale attraverso la bocca. Solitamente, dopo pochi miniti, si avvertono delle sensazioni in varie parti del corpo, formicolii attorno alla bocca, alle mani ed ai piedi (reazioni di questo tipo rappresentano una prima risposta dell'organismo corazzato all'aumentata carica energetica prodotta dalla respirazione e sottolineiamo che il blocco respiratorio è il primo meccanismo adottato dal bambino per far fronte a sensazioni piacevoli). In seguito, con il proseguire della terapia, il paziente può respirare quanto vuole senza che queste manifestazioni si verifichino. Altre reazioni indotte dalla respirazione sono: un senso di vertigine (frutto questo di un blocco del segmento oculare che è sempre presente in ogni persona, anche se di intensità variabile) ed un senso crescente di ansia (ormai dovrebbe essere chiaro che una delle funzioni più importanti della corazza, se non la principale, è proprio quella di evitare l'ansia), formicolii transitori in varie parti del corpo (è l'energia che riprendere a scorrere).
Con il procedere del trattamento queste reazioni si modificheranno, alcune diminuiranno, altre, come l'ansia, andranno incontro a fluttuazioni. Tutto questo ci indica che la corazza sta cedendo, con la liberazione, graduale, della naturale circolazione energetica dell'organismo.


L'analisi del carattere

L'analisi del carattere consiste nel mettere a fuoco sistematicamente gli atteggiamenti caratteriali ormai assunti cronicamente dal paziente. Tali atteggiamenti sono stati eretti con la funzione di difesa da sensazioni estremamente spiacevoli e dolorose e vengono vissuti come aspetti integrali e fondanti del proprio Io ("vede dottore, io sono fatto così", "questa è la mia natura ed io non posso farci niente") e come tali verranno sempre strenuamente difesi.
In realtà i tratti caratteriali sono suscettibili di analisi e possono essere modificati.
Un corretta analisi del carattere consente di dipanare in modo logico l'intricata matassa delle stratificazioni caratteriali. Quando il conflitto responsabile della loro insorgenza è stato affrontato e risolto si dissolveranno per far posto a nuovi atteggiamenti genuinamente naturali e razionali. Così la persona timida e remissiva acquisirà più coraggio e determinazione, quella sempre distratta e con la testa fra le nuvole sarà più in contatto con sé stessa e con il suo ambiente, la persona iperansiosa proverà ansia solo in quelle circostanze che la giustifichino realmente, la persona indecisa sarà in grado di operare delle scelte razionali.
Il terapeuta, nell'analizzare il carattere di una persona, cercherà di individuare il filo rosso; questo aspetto, basilare per ogni trattamento analitico-caratteriale, può essere definito come quella peculiare modalità difensiva che il paziente attua per difendersi dall'ansia e rappresenta quel quid che, a parità di diagnosi, caratterizza e distingua una persona dall'altra e che guida il terapeuta nello smantellamento sistematico delle difese.
In orgonoterapia non si cerca di inquadrare una persona entro uno schema diagnostico per trattare tutte le persone con la stessa diagnosi nello stesso modo, ma, al contrario, si fa derivare l'intervento terapeutico dalla struttura biofisico-caratteriale del singolo paziente, per questo ogni trattamento è unico ed irripetibile.
Abbiamo accennato alla diagnosi che in orgonoterapia è sinonimo di, diagnosi caratteriale.
Praticamente ogni persona, nel corso del proprio sviluppo, ha incontrato dei problemi collegati ad una specifica fase del percorso evolutivo.
Per fasi intendiamo quelle classiche freudiane (orale, anale, fallica e genitale, con l'aggiunta della fase oculare introdotta da Baker nel 1967) che rappresentano dei momenti essenziali e fondanti nel determinare l'intero assetto psico-bio-emozionale della persona.
Ognuna di queste fasi si incentra in una zona corporea o zona erogena, che, in quella determinata fase di sviluppo è la più carica energeticamente ed è lo strumento con cui si entra in contatto con il mondo secondo le modalità tipiche di quella zona. Ad esempio la dipendenza della fase orale o l'ostinazione della fase anale.
Quando una fase di sviluppo non cede completamente il passo a quella successiva, ma continua a permanere in modo più o meno evidente, si dice che quella persona presente un blocco relativo alla fase in questione.
La presenza di un blocco colora il carattere e l'esistenza dell'individuo che lo ha sviluppato. Ad esempio un blocco orale si evidenzierà da un eccessivo desiderio di cibo, dalla tendenza a fumare o a parlare eccessivamente o da una incapacità ad assumersi pienamente le proprie responsabilità, retaggio, questo, della dipendenza infantile mai completamente superata.
Si distinguono due tipi fondamentali di blocchi quello represso, in cui la frustrazione è stata totale e quello insoddisfatto, in cui si è verificata una frustrazione improvvisa o eccessiva ma solo dopo che il bambino aveva sperimentato un certo grado di soddisfazione.
Una volta stabilita la diagnosi ed individuato il filo rosso, il trattamento procede entro binari chiari che, molto spesso, consentono al terapeuta di prevedere l'andamento del lavoro di scorrazzamento e che, comunque, sempre, consentono di sapere dove si trova il paziente ad ogni momento della terapia.


Il lavoro biofisico sui muscoli

La terza modalità di intervento in orgonoterapia è costituita dal lavoro biofisico sulla muscolatura, quindi, sulla corazza muscolare o somatica.
Abbiamo già rilevato la connessione funzionale che lega i due aspetti della corazza - caratteriale e muscolare. Un tratto caratteriale può, pertanto, essere eliminato o per mezzo dell'analisi del carattere o attraverso la liberazione della specifica emozione contenuta e trattenuta in uno specifico gruppo muscolare. Un risultato del genere viene ottenuto attraverso la compressione del muscolo o dei muscoli interessati fino al punto in cui un'ulteriore contrazione non è più possibile. Se si è agito correttamente, l'emozione intrappolata emerge in tutta la sua intensità e drammaticità e, qualora sia presente uno specifico fatto traumatico o un ricordo, il paziente remmenterà l'episodio, di solito risalente all'infanzia, con tutta l'intensità di allora, esattamente come se lo stesse rivivendo nel presente, perché quell'emozione, a suo tempo non espressa ed intrappolata nell'inibizione caratteriale, ma rimasta sempre viva, potrà finalmente manifestarsi.
Un commento a questo aspetto della terapia è d'obbligo.
Spesso si sente di persone che praticano il "massaggio reichiano".

Questa non è altro che una grossolana distorsione del lavoro sulla corazza muscolare.
In orgonoterapia non si "massaggiano" i muscoli, ma si aiuta il paziente ad esprimere ciò che la muscolatura di un certo distretto trattiene.
Perché si ottenga un effetto terapeutico è necessario che il paziente ed il terapeuta siano in contatto, che il terapeuta sappia esattamente a che punto è il paziente e quanta energia il suo biosistema sia in grado di tollerare in quel momento e, non meno importante, che il terapeuta sia in grado di "reggere" l'intenso impatto emotivo che questa procedura inevitabilmente comporta.
Naturalmente è necessario che chi esercita questa terapia sia un medico con profonde conoscenze di anatomia, di fisiologia e di psichiatria e che sia in grado, inoltre, di intervenire qualora si verifichino delle reazioni intense sul piano psico-fisico.
La scelta di intervenire sull'aspetto psichico piuttosto che su quello muscolare della corazza, dipende esclusivamente da quanto il paziente sia in contatto con le proprie inibizioni emozionali.
Le contraddizioni e le difese caratteriali saranno messe a fuoco dall'analisi del carattere, il lavoro somatico sarà insostituibile per esprimere quelle emozioni che il paziente "sente" dentro di sé in modo spontaneo o come effetto dell'analisi del carattere.
L'orgonoterapia è uno straordinario mezzo di intervento, con enormi potenzialità benefiche, ma per la sua profondità d'azione richiede la massima attenzione e preparazione da chi la esercita.
Nessuno, senza adeguata preparazione, si improvviserebbe chirurgo ed l'orgonoterapia non è certamente da prendersi più alla leggera della chirurgia, sempre che si intenda scorazzare il paziente e non solamente "solleticargli la corazza".

Le biopatie
Le biopatie sono quelle condizioni patologiche contraddistinte dalle seguenti caratteristiche:

1. Sono malattie di origine sconosciuta, nessuna sindrome biopatica è spiegata in modo chiaro dalla medicina classica.

2. E' sempre presente un profondo coinvolgimento della vita emozionale del paziente.

3. Tipicamente, i disturbi funzionali precedono le anomalie strutturali.

4. Più è precoce l'insorgere della malattia, più il disturbo biopatico è severo.

5. Il decorso del processo biopatici è prolungato e caratterizzato da esacerbazioni e remissioni, che esitano in alterazioni morfologiche irreversibili, con simultaneo interessamento sia di tutto l'organismo, sia di un particolare organo o sistema.

Fino al chiarimento operato da Reich, la causa di queste malattie era rimasto sconosciuto.
Grazie al metodo funzionale reichiano i diversi e contraddittori approcci al problema psicosomatico, apparentemente non conciliabili fra di loro, sono stati inseriti in uno schema che consente di collocare ogni specifica visione del problema nella prospettiva che gli è propria.





1--> <--2 Materialismo meccanicista
2--> <--1 Idealismo - Vitalismo
3 4 Parallelismo - Dualismo
5 <-- --> 6 Teismo - Misticismo
7 8 Monismo - identià psicofisica
9 Il principio funzionale comune: l'energia orgonica cosmica
1 e 2 rappresentano l'assoluta antitesi fra psiche e soma.

Il Meccanicismo (1) fa derivare il funzionamento psichico unicamente da processi materiali (fisico-chimici), che sono ritenuti cause sufficienti. Per questo modello gli eventi psichici, inclusi quelli emozionali non esistono a priori, ma sono il risultato di eventi puramente fisici, privilegiando i fattori quantitativi su quelli qualitativi. La terapia meccanicista su basa sul presupposto che alterando processi fisico-chimici è possibile trattare i disturbi psichici.

L'Idealismo Metafisico (2) sostiene il contrario. Ogni attività fisica è determinata esclusivamente da cause psichiche (2 determina 1), quali spirito, libido o energia. Questi concetti fanno parte del livello più superficiale della relazione psicosomatica, pertanto quando, qui, si parla di energia, si procede a livello di metafora, quale la Libido di Freud.

Il Parallelismo psicosomatico (3 e 4) afferma che i processi psichici e quelli somatici esistono indipendentemente e parallelamente l'uno dall'altro. La loro radice energetica comune è completamente trascurata.

Nel Misticismo, lo psichico ed il somatico sono assolutamente antitetici (5 e 6). Spirito e materia, psiche e soma, istinto e morale, natura e cultura, sessualità e lavoro, terreno e divino, sono permanentemente incompatibili. Siamo nel sistema di credenza delle religioni ortodosse.

Il concetto di Monismo o Identità psico-fisica (7 e 8) considera i due ambiti come aspetti differenti dello stesso fenomeno. Questa visione pur essendo più profonda ed ampia fra quelle fino ad ora viste, non considera le antitesi che emergono dalla suddivisione del flusso energetico nelle diverse funzioni che da esso derivano. L'interdipendenza fra psiche e soma viene, così, necessariamente trascurata.

L'approccio funzionale alla relazione psicosomatica utilizzato in Orgonoterapia ritiene ognuno dei modelli di funzionamento trattati come il derivato da una sorgente comune, l'energia orgonica biologica (9). Ognuno di essi è valido, ma solamente all'interno del proprio contesto di funzionamento e mai in modo assoluto. L'univoca e rigida aderenza ad un singolo approccio è da ricercarsi nella struttura caratteriale corazzata del singolo terapeuta. Questa limitazione non consente di stabilire una meta terapeutica precisa, che possa andare oltre un semplice miglioramento sintomatico o una ricerca generica di maturità. Scopi certamente condivisibili, ma a cui manca l'aderenza ad un modello più profondo, in grado di riportare il funzionamento dell'individuo nella sua dimensione più comprensiva energetico-naturale.
Per l'orgonoterapia psichiatrica, che considera la psiche ed il soma come due variazioni di un più profondo Principio Funzionale Comune. Lo scopo di ogni trattamento è quello di condurre il paziente alla ristrutturazione generale del suo organismo, che, una volta completato, porta naturalmente alla potenza orgastica, con tutti i suoi correlati psichici, emozionali e fisici. Questo non è sempre possibile, ma questa è sempre la direzione verso cui la terapia si indirizza.
L'orgonoterapeuta, grazie all'approccio funzionale di cui dispone, può utilizzare gli strumenti tecnici messi a disposizione dagli altri approcci qualora si rivelassero utili durante il trattamento. In ogni caso rappresentano solo degli strumenti il cui uso non altera lo scopo ultimo della terapia.


Le biopatie sono dovute ad un disturbo della pulsazione energetica organismica

La scoperta di Reich dell'esistenza di una reale e specifica energia biologica ha aperto la possibilità di comprendere, ad un livello fino a prima impensabile, la natura delle patologie biopatiche.
La caratteristica primaria di questa energia (orgone) è quella di pulsare.
Non solamente l'organismo nel suo insieme pulsa, ma anche ogni suo organo, secondo la propria intensità.
La funzione dell'orgasmo rappresenta il principale regolatore del metabolismo energetico dell'organismo. Ne consegue che ogni disturbo di questa funzione (impotenza orgastica dovuta alla presenza di corazza cronica) porta, alla lunga, ad un qualche disturbo, che può essere prevalentemente fisico o psichico.
Ogni biopatia somatica presenta anche una biopatia psichica e viceversa ed il disturbo della pulsazione, in ogni biopatia, è sempre, contemporaneamente, locale e generale.
Ogni malattia biopatica locale: ulcera peptica, asma bronchiale, disturbi cutanei, colite spastica ecc., si instaura in un organismo corazzato. Il sintomo locale è solo la testimonianza della presenza di un disturbo pulsatorio particolarmente severo in quel distretto. Spesso la sintomatologia lamentata dal paziente è dovuta a una reazione parasimpatica, che in termini funzionali significa una tentativo da parte dell'organismo di contrastare con un moto espansivo, più o meno intenso, la contrazione simpaticotonica indotta dalla corazza, nel tentativo di ripristinare la pulsazione naturale. Altre volte, come nel caso della cardiopatia ischemica, i sintomi sono il risultato diretto dello stato simpaticotonico cronico.
In realtà ogni biopatia si sviluppa in un organismo corazzato e quindi orgasticamente impotente, ed è proprio dall'energia in eccesso, non scaricata attraverso un'adeguata attività sessuale, che il processo biopatico trae la sua genesi. Paradossalmente il sintomo compare quando la corazza non è più in grado di contenere l'eccitazione energetica.
Esistono, inoltre, biopatie che si sviluppano in persone in cui l'organismo ha cessato di lottare contro la corazza.
Il paradigma di questa condizione è la biopatia del cancro, dove la spinta energetica si è esaurita o è prossima ad esaurirsi. L'impotenza orgastica è assoluta, quasi sempre la respirazione è molto ridotta, da un punto di vista psichico subentra uno stato di rassegnazione che può precedere anche di molti anni l'insorgere del tumore locale. Secondo Reich la patologia cancerosa è una putrefazione in vivo. Il flusso di energia vitale si è arrestata e si è trasformata in uno stagno. I dolori, che spesso non sono giustificati da un punto di vista neurologico, sono riconducibili ad una contrazione dell'innervatura locale, testimone del processo di raggrinzimento a cui sta andando incontro l'organismo.
La fine per cachessia è la logica conseguenza di una tale situazione.
Tra le biopatie psichiche, il chiarimento del processo schizofrenico operato da Reich (vedi il capitolo sulla scissione schizofrenica del libro: Analisi del Carattere) ha consentito di comprendere, fino alle sue determinanti bioenergetiche più profonde, la genesi ed i sintomi di questa grave malattia mentale.
L'essenza della schizofrenia risiede nella scissione tra l'eccitazione oggettiva della bioenergia dello schizofrenico e la percezione soggettiva di questa eccitazione. La comprensione di questo processo consente di capire, logicamente, tutti i sintomi che compongono il quadro di questa psicosi, e che sono, altresì, alla base di ogni fenomeno psicotico. L'Orgonoterapia può essere considerata il trattamento di elezione della schizofrenia.
Anche le altre biopatie psichiche, più o meno gravi ed invalidanti, sono considerate come il risultato del disturbo pulsatorio-energetico dell'organismo.
La componente economica (energetica) che, a suo tempo, venne messa al bando dalla Psicoanalisi, ha ritrovato, con Reich, il suo legittimo posto sia nella comprensione che nella cura di questi disturbi, senza, per questo, rinnegare l'importanza delle componenti psicodinamiche.
Solamente la corretta comprensione ed integrazione di tutti gli elementi che concorrono alla genesi ed al mantenimento di uno stato patologico, può consentire un reale approccio terapeutico.
Un semplice schema che consente di rappresentare la struttura caratteriale corazzata definitiva o, in altri termini, l'influenza e l'interazione reciproca dei fattori storico-strutturali con quelli energetici può essere questo:
Schema raffigurante la struttura nevrotica definitiva, con le sue determinanti strutturali ed energetiche e le loro influenze reciproche.


La nevrosi da stasi, o manifestazioni sintomatologiche psiconevrotiche o psicosomatiche, non possono verificarsi senza la presenza di inibizioni psichiche o di disturbi della funzione genitale.
Nessuna psiconevrosi può realizzarsi o mantenersi senza la stasi dell'energia sessuale.

 


Tratto da www.orgonomia.org
 
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