GROUNDING INSTITUTE - Centro Studi Bioenergetica
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CHE COS'È L'ANALISI BIOENERGETICA di Alexander Lowen |
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martedì 21 febbraio 2012 |
Lo sviluppo della terapia reichiana
L'analisi bioenergetica rappresenta un'estensione ed una
sistematizzazione dei concetti psicosomatici sviluppati da Wilhelm Rech. La tesi fondamentale su cui si basa la terapia rechiana è quella dell'identità funzionale tra corazza muscolare e corazza comportamentale ovvero tra l'atteggiamento fisico di una persona e la struttura del suo io.
Questo concetto di unità fisica e psicologica permette al terapeuta di diagnosticare i disturbi della personalità in base all'espressione e alla mobilità del corpo. Tale approccio alla personalità attraverso il corpo non è una novità. Ciascuno vede gli altri come corpo, cioè ha un'immagine dell'altro in cui la forma del corpo, il movimento e la gestualità veicolano
informazioni significative sull'altro. Reich, comunque, fu il primo ad
integrare tali informazioni in una procedura analitica.
Un secondo concetto base in Reich correla l'inibizione della reattività emozionale alla contrazione della respirazione.
Fin dal 1955 Reich osservò che la resistenza al processo analitico si manifesta fisicamente sotto forma di un blocco inconscio della respirazione.
Quando il paziente veniva incoraggiato a respirare profondamente, le
sue resistenze si dissolvevano trasformandosi in flusso dei materiali
repressi con la relativa sequela di effetti e sensazioni. Questa osservazione indusse Reich alla conclusione che la capacità di risposta emozionale dipende dalla funzione respiratoria. Limitando la propria
assunzione di ossigeno una persona smorza i processi metabolici del suo
corpo ed in pratica deprime il proprio livello energetico. Arginando la combustione
metabolica raffredda le passioni del corpo. I bambini sembrano sapere
che trattenere il respiro elimina le sensazioni dolorose e sopprime gli
impulsi di paura.
A parte gli effetti sul metabolismo, limitare la respirazione riduce anche la naturale
mobilità del corpo. Il movimento respiratorio fluttua come un'onda
attraverso il corpo, muovendo verso l'alto con l'inspirazione e verso il
basso con l'espirazione. Questi movimenti che costituiscono la matrice dell'espressione emozionale sono bloccati da tensioni muscolari croniche principalmente a livello di gola, torace, addome e diaframma. Le tensioni a livello della gola sono
il risultato dell'inibizione dell'espressione vocale. Esse
costituiscono un'inconscia repressione degli impulsi a piangere, urlare ed "alzare la voce". Tensioni croniche della parete toracica sono strettamente associate a spasticità muscolare del cingolo scapolare (che trattiene la capacità di protendersi con le braccia) La rigidità toracica sopprime la sensazione
dì un forte desiderio d'amore che potrebbe trovare espressione nel
protendersi o nel pianto. Questi sentimenti sono soppressi perché
ripetute delusioni durante la fanciullezza li hanno resi troppo dolorosi.
Tensioni muscolari o spasticità in qualsiasi parte del corpo influiscono sulla respirazione
perché la respirazione è un'attività totale del corpo. Tanto una mascella rigida che una tensione a livello delle natiche riducono i movimenti correlati alla respirazione e limitano l'ampiezza dell'inspirazione.
In senso lato
si può dire che, se tali tensioni sono predominanti nei muscoli
superficiali del corpo, il risultato è una globale rigidità tanto a
livello fisico che a livello psicologico. Quando le principali tensioni
muscolari coinvolgono i muscoli piccoli e profondi che circondano le articolazioni, ne derivano flaccidità e frammentazione. Ciò produce una mancanza dì integrità sia a livello fisico che a livello psicologico.
La terapia bioenergetica mira a sciogliere le tensioni muscolari croniche del corpo ed a ristabilire quindi la naturale mobilità ed espressività dell'organismo.
Il terzo dogma fondamentale della terapia reichiana ha a che fare col ruolo del soddisfacimento sessuale in relazione all'economia energetica del corpo.
Reich postulò che una completa gratificazione orgastica scarica ogni eccesso di energia nell'organismo e quindi non lascia
alcuna energia di supporto per gli stili di comportamento nevrotico.
Egli scoprì che tale scarica non si realizza quando l'energia è
trattenuta nelle tensioni muscolari
croniche, e che queste debbono essere eliminate se si vuole raggiungere
un pieno orgasmo. Reich credeva che se una persona sviluppa la capacità di scaricare tutta la sua energia in eccesso attraverso l'orgasmo, se, cioè, diviene orgasticamente potente, sarebbe garantita la salute emozionale del soggetto, dato che non c'è energia disponibile per l'assetto nevrotico. Il raggiungimento della potenza orgastica divenne quindi il fine della terapia reichiana ed il criterio di valutazione del benessere emozionale.
Questi tre concetti costituiscono l'ossatura della vegetoterapia
carattero-analitica di Reich e sono divenuti le fondamenta, con alcune
significative modificazioni, dell'analisi bioenergetica.
Rich, peraltro, approfondì ulteriormente i propri studi riguardo ai processi energetici della vita. Egli sviluppò il concetto di una specifica energia vitale che chiamò energia orgonica. Sviluppò un lavoro di ricerca sul cancro, e a mio giudizio contribuì notevolmente al progredire della conoscenza
in questo campo. Questi sviluppi lo indussero a cambiare il nome del
proprio approccio terapeutico in quello di orgonoterapia. La bioenergetica si muove in una direzione diversa. Essa focalizza tutta la propria
attenzione sulle funzioni corporee con il fine di integrare processi
corporei e fenomeni psichici in un'ottica più pregnante rispetto a
quanto fece Reich. I risultati sono rappresentati da una comprensione
più profonda dei disturbi della personalità e dallo sviluppo di una tecnica più efficace per il trattamento di questi disturbi.
Un buon esempio dell'efficacia delle tecniche bioenergetiche è il trattamento della
depressione.
Studi di cinematica hanno dimostrato che la motilità è significativamente ridotta nei soggetti depressi. Le nostre osservazioni hanno chiaramente indicato che la respirazione
è a sua volta molto ridotta in tale disturbo. L'effetto di tale
riduzione nei processi biologici fondamentali del corpo consiste in una
diminuzione della reattività
emozionale. Ignorando per un momento i fattori psicologici in gioco in
queste condizioni, resta il fatto che qualsiasi procedura atta a stimolare la respirazione e ad aumentare la motilità del corpo può consentire al soggetto di superare la propria
condizione depressiva. Usando le tecniche bioenergetiche opportune è
spesso possibile produrre un miglioramento abbastanza rapido e duraturo
di tali funzioni fondamentali. Il risultato è spesso sorprendente per il
paziente, che ignora che ciò che egli considerava come un disturbo
mentale era intimamente e direttamente connesso con le attività del
corpo.
Questa immediata liberazione dalla depressione
sarà solo temporanea sin quando i fattori dinamici che hanno creato una
tendenza depressiva nel paziente rimarranno intatti. Si può quindi
prevedere una ricaduta nella depressione; perciò avverto i pazienti della probabilità di ricadute. Ma, avendo sperimentato la liberazione, essi sanno anche che un continuo lavoro sul corpo, per migliorare la respirazione e la motilità, può portarli a superare la tendenza alla depressione.
In che cosa consiste tale tendenza? Forse vi sorprenderò dicendo che lo
stato depressivo si presenta quando un'illusione corazzata dal paziente
viene meno. Tali illusioni, che si collocano appena al disotto della superficie della coscienza, hanno la funzione di sostenere lo spirito di opposizione ad un sentimento di disperazione latente. La mente di un bambino non può accettare il rifiuto o la disapprovazione
dei genitori. Ciò comporta l'illusione che l'amore che non viene dato
spontaneamente possa essere guadagnato tramite le buone maniere, il
successo, un gesto gradevole, l'intelligenza, l'ingegnosità, ecc. Il
bambino rifiuta la sua
stessa natura, le sue sensazioni ed il suo modo di essere per
soddisfare un'immagine dell'io che è stata imposta dalle richieste dei
genitori.
La tendenza alla depressione si fonda sul rifiuto e sulla disapprovazione
di sé e sul tentativo di ottenere approvazione comportandosi come vuole
qualcun altro. Non importa quanta approvazione il soggetto possa
ottenere attraverso il successo personale o attraverso un gesto
lodevole; non sarà in nessun caso un sostituto adeguato dell'amore.
L'amore è accettazione generosa dell'altro, che non fa domande e non
pone condizioni. L'illusione fondamentale è che si possa guadagnare
questo tipo di amore. È un'illusione perché un amore che si debba
guadagnare non è vero amore. L'illusione viene meno quando si scopre che
il fine è irraggiungibile, privo di senso, e che la lotta è stata inutile. Pur senza comprendere pienamente cosa sta accadendo, la persona abbandona ogni sforzo e diviene depressa. Ogni depressione indica che la persona è giunta al punto di chiedersi "a che scopo"? Ciò significa un ritorno alla disperazione originaria, rinforzata ora dal fallimento di ogni sforzo consapevole.
La sequenza di disperazione, sforzo, fallimento e depressione può essere elaborata
psicologicamente, in modo tale da consentire al paziente di raggiungere
il livello di comprensione del circolo vizioso in cui è intrappolato. Io, però, ho scoperto che tale comprensione generalmente non è sufficiente perché il soggetto superi la tendenza
depressiva, se non si realizza un ribaltamento dell'autorifiuto e
autodisapprovazione che potenziano tale tendenza. Per ottenere tale
ribalta, si deve rimuovere l'illusione, secondaria all'effetto, che le
attitudini siano soggette al controllo dell'io. Un altro aspetto di tale
illusione eguaglia il sé alla mente
e all'immagine dell'io che ignora il corpo come fondamento del modo di
essere nel mondo. Quando diventiamo vecchi ci accorgiamo che l'io non è
il padrone del corpo. In gioventù l'io ha guidato inflessibilmente il
nostro corpo verso il perseguimento dei propri fini ed infine il corpo
ormai stanco, non ce la fa più. Siamo assediati dalle malattie ed abbiamo premonizioni di morte. Sentiamo, in qualche modo, di aver perso il treno. Il piacere e la gioia
di vivere ci sono sfuggiti. Ci sentiamo senza aiuto ed ancora una
sensazione di "a che scopo"? ci pervade. Diventiamo depressi.
La persona che vive in contatto con il proprio corpo non diventa depressa.
Sa che il piacere e la gioia
dipendono da buone sensazioni fisiche ed è sufficientemente in contatto
col proprio corpo perché gli sia possibile constatare la loro
assenza e prendere misure adeguate a riconquistarle. E' consapevole
delle proprie tensioni corporee e sa che per tutto il tempo in cui
persisteranno, esse condizioneranno e determineranno la risposta emozionale. Essere in contatto col proprio corpo significa essere in contatto con la realtà del proprio modo di esistere.
Una persona in contatto col proprio corpo non si fa illusioni su se stessa e sulla vita. Essa accetta le proprie sensazioni come espressione della propria personalità e non ha difficoltà ad esprimerle.
Quando una persona può tornare al proprio modo d'essere la tendenza depressiva è eliminata. Essa può essere contrariata e sentirsi triste per l'andamento della propria vita ma non crollerà in uno stato depressivo.
Essere in contatto col proprio corpo è un principio guida dell'analisi bioenergetica.
Più una persona è emozionalmente disturbata, più è lontana dal contatto
con il proprio corpo. Il fine dell'analisi bioenergetica è quello di
riportare il paziente in contatto con le relazioni fondamentali della propria esistenza: quella con l'ambiente in cui vive e quella col terreno su cui si regge. La qualità
del contatto tra i piedi ed il terreno determina il buon "radicamento"
individuale, cioè se i suoi piedi sono ben piantati o se "cammina tra le
nuvole", se si regge sulle proprie gambe o se è dipendente dal supporto
degli altri. La maggior
parte dei pazienti diventano consapevoli di non sentire un pieno
contatto dei piedi col terreno. Alcuni dicono perfino di reggersi sulle
proprie ginocchia. Non sapere come stiamo in piedi equivale a non sapere
come ci gestiamo nella vita quotidiana. Lo scarso contatto con il suolo è determinato da tensioni muscolari
croniche a livello di piedi, gambe, cintura pelvica e resto del corpo.
Un piede piccolo e fortemente arcuato indica un rifiuto del contatto col
suolo. Piedi piatti ed un arco collassato
stanno ad indicare un'incapacità di muoversi sul terreno o via dal
terreno. Oltre a queste aree di tensione si incontrano spesso tensioni
croniche nei muscoli delle gambe, cosce, caviglie, muscoli adduttori...
Ciascuna di tali tensioni croniche riflette una limitazione del
movimento e, per estensione, rappresenta una limitazione
dell'espressione del sé. Ciascuno possiede una storia personale che deve
essere portata alla luce a livello psicologico se si vuole liberare la tensione. Il terreno è sempre interpretato come il simbolo della madre. L'equivalenza tra la madre terra e la madre biologica è un concetto base dell'analisi bioenergetica. Il modo in cui una persona sta in piedi ci fornisce molte informazioni riguardo ai suoi rapporti con la madre.
L'insicurezza insita in tale rapporto si tramuta in insicurezza a
reggersi sulle proprie gambe ed è l'insicurezza fondamentale riguardo al
problema di affrontare la vita.
L'altro rapporto fondamentale è quello con l'aria, e la qualità di tale rapporto si evidenzia nella respirazione.
L'aria o la respirazione sono l'equivalente dello spirito, il pneuma delle antiche religioni, simbolo del potere divino che dimora in Dio (padre), la figura paterna.
La respirazione è un gesto aggressivo di cui l'inspirazione è la parte
attiva. Il corpo risucchia l'aria. Il modo in cui respiriamo esprime le
nostre sensazioni sul diritto di prendere ciò che ci serve nella vita. Respirando ci identifichiamo con il principio maschile, il principio attivo, o aggressivo della vita.
Tale concetto dimostra l'ampia base su cui si fonda l'analisi
bioenergetica. Su tale base è possibile in molti casi analizzare il
rapporto di una persona col padre.
Vi sono molti tipi di disturbi respiratori correlati con la personalità.
Due sono abbastanza importanti. Nel paziente schizoide e schizofrenico,
per esempio, si scopre facilmente che il torace è depresso in posizione
espiratoria. La respirazione
è così ridotta che i muscoli del torace, il diaframma ed il torace
sembrano parzialmente paralizzati. Infatti in tali pazienti si presenta
una paralisi parziale di tutte le funzioni automatiche ed involontarie
del corpo. Questa paralisi è correlata ad uno stato di terrore prevalentemente inconscio nel paziente schizoide, ma emergente nella sfera della consapevolezza
nel soggetto schizofrenico. Ho descritto tali aspetti del funzionamento
schizoide nel mio libro Il tradimento del corpo. Nel nevrotico, d'altra
parte, si scopre che il torace è trattenuto in posizione inspiratoria.
Assistiamo ad una sovrainspirazione, ed il paziente ha difficoltà ad
espirare fino in fondo. Egli trattiene l'aria per misura di sicurezza.
Egli 'trattiene in sé' laddove lo schizoide semplicemente blocca. In entrambi i casi lavorare con la respirazione conduce ben presto alla scoperta dell'ansietà profonda ed accelera l'elaborazione psicologica di tale ansietà.
Tale distinzione tra la respirazione nevrotica e quella schizoide non è assoluta, come non è assoluta la distinzione
tra comportamento schizoide e comportamento nevrotico. Ciò che si può
dire è che un'inspirazione limitata indica una tendenza schizoide nella personalità,
mentre una ridotta espirazione indica una tendenza nevrotica. Questa
distinzione è comunque meno importante del fatto che il paziente non
respira pienamente e liberamente.
Va al di là degli scopi di questo saggio descrivere le tecniche bioenergetiche usate per liberare la funzione respiratoria usate per liberare tensioni muscolari croniche che la limitano. Una di tali tecniche, comunque, merita un cenno. Essa implica l'uso della voce.
L'ampiezza e la qualità della produzione di suono danno la misura della personalità. La parola personalità è derivata dall'espressione persona che significa "attraverso il suono".
Attraverso il suo suono si può riconoscere una persona, ed attraverso i
suoni che emette si può sapere cosa una persona sta provando (to feel).
Persone inibite al pianto, all'urlo ed a parlare a voce alta sono limitate nella respirazione dalla tensione che blocca tali espressioni. Aiutare un paziente a piangere o ad urlare è uno dei modi più efficaci di liberare le emozioni bloccate, liberando la funzione
respiratoria. L'urlo può spesso venire provocato tramite una pressione
esercitata sui muscoli scaleni anteriori mentre il paziente sta
emettendo un suono a voce alta. L'urlo involontario invia un flusso di
sentimenti attraverso il corpo, dalla testa
ai piedi, e produce una consapevolezza corporea totale ed unitaria.
Qualsiasi sia il problema, esso si riflette in un disturbo del flusso
delle sensazioni attraverso il corpo. Questo flusso di sensazioni è la base di tutta la risposta emozionale. Se è frammentario, le risposte emozionali saranno conflittuali ed ambivalenti. Se viene soppresso la risposta emozionale della persona si appiattisce. Solo nella persona
emozionalmente sana il flusso è completo, libero e ritmico. Tale
persona è capace di esprimere i propri sentimenti di amore, rabbia,
paura e tristezza facilmente e con un completo controllo dell'io. Egli
si possiede.
Quando il fluire dei sentimenti è bloccato da tensioni muscolari
croniche, il possesso di sé è limitato. Diviene importante quindi
rimuovere queste tensioni. Per fare ciò bisogna attraversare tre stadi.
In primo luogo il paziente deve divenire consapevole delle proprie tensioni, deve sentire la tensione e sensibilizzarsi all'impulso di cui sta bloccando l'espressione. Per esempio, deve sentire che la sua mascella serrata
blocca l'impulso a mordere (essere mordace) o che le sue spalle tese
bloccano l'impulso a colpire o a protendersi, e così via.
Ogni tensione muscolare cronica rappresenta una inibizione ed esprime determinati sentimenti. La tensione è la controparte fisica dell'inibizione psicologica.
Ma le tensioni non sono fenomeni isolati. Esse sono interrelate
e nel loro insieme determinano l'atteggiamento caratteriale
dell'individuo. Il paziente deve divenire consapevole di tale
atteggiamento e comprendere il suo ruolo determinante nel comportamento.
Ciò è quanto Reich chiamò analisi del carattere.
In secondo luogo, il paziente deve scoprire le origini e chiarire il
processo storico del costituirsi dell'inibizione o tensione. Questo è
l'aspetto analitico della terapia
bioenergetica. Se tale aspetto viene ignorato il paziente rimane
tagliato fuori dal proprio passato, ed il conflitto inconscio che
produsse la tensione non sarà mai risolto pienamente. Anche in tale fase il focus non è mai limitato alla singola tensione. Il "perché" di una particolare
tensione si amplia ad includere il "perché" dell'intera struttura
caratteriale. Il paziente deve vedere se stesso come prodotto di uno
sviluppo storico peculiare. Quando egli mette a fuoco l'immagine
completa, il puzzle della sua vita acquista un senso. Questi concetti sono sviluppati nel mio libro The Physical Dinamics of Character Structure.
In terzo luogo, gli impulsi bloccati devono liberarsi attraverso
movimenti appropriati. Se ciò non avviene, l'analisi rimane sterile e
non si verificano cambiamenti significativi nell'insieme della personalità.
Il termine "movimenti appropriati" implica anche appropriate
circostanze. Mettere in azione gli impulsi bloccati all'interno delle
proprie relazioni
sociali è una forma distruttiva di comportamento. Sia che una persona
si senta o meno colpevole a proposito di un siffatto comportamento, esso
rappresenta la negazione della dignità e dell'integrità di sé e dell'altro. La bioenergetica fornisce gli strumenti attraverso i quali tali impulsi possono essere espressi nell'ambito controllato della situazione terapeutica. La rabbia bloccata può essere liberata, per esempio, colpendo a pugni o a calci il lettino. Lungo tutti gli anni della mia attività non sono mai stato colpito da un paziente. L'intera gamma delle emozioni, dalla bramosia più profonda alla rabbia più violenta, può venir espresso in tal modo.
Uno dei vantaggi del lavoro
con queste tecniche è che il paziente può fare molto per aiutare se
stesso. Prendere contatto col proprio corpo non è un'attività che si
esaurisce in un'ora o in una settimana. Ogni momento della giornata ed ogni movimento danno al paziente un'opportunità di aumentare la propria consapevolezza corporea. Il paziente sviluppa una sensazione di consapevolezza di se stesso al posto della consapevolezza intellettuale che deriva dall'analisi dei pensieri.
I miei pazienti fanno a casa propria molti esercizi terapeutici attraverso i quali portano avanti il miglioramento della propria salute fisica insieme col proprio benessere emozionale.
Tra le molte modificazioni che l'analisi bioenergetica ha prodotto nella terapia reichiana, ricordiamo lo slittamento del fine terapeutico dalla potenza orgastica al piacere.
Con il termine "piacere" non intendo una provvisoria auto-indulgenza, bensì la capacità di gioire della propria vita. Il fine della terapia è di aiutare il paziente a ritrovare la capacità di provare piacere e gioia. Questo è un fine più ampio di quello formulato da Reich ed al contempo include il piacere sessuale e la soddisfazione orgastica. Mentre l'analisi dei conflitti sessuali rappresenta tutt'ora un punto focale del lavoro terapeutico in analisi bioenergetica, questo approccio non è (altrettanto) incentrato in modo esclusivo sulla sessualità quanto lo era l'approccio reichiano.
All'inizio ho sottolineato il crescente interesse verso il corpo e
l'esperienza immediata, che rappresentano i lineamenti principali del
nuovo approccio terapeutico. Il senso di tale focalizzazione è
illustrato nell'esposizione di una sessione terapeutica. La paziente,
una giovane donna di venticinque anni, mi consultò per una profonda
reazione depressiva che era culminata in un tentativo di suicidio. Le
era stato consentito di uscire dall'ospedale per consultarmi. Dopo aver
discusso la sua situazione le feci eseguire alcuni esercizi bioenergetici atti ad ampliare la sua respirazione e motilità ed a promuovere l'espressione dei sentimenti. Alla fine della seduta il suo colorito era migliore, i suoi occhi più vivi ed il suo corpo provava sensazioni più intense.
Andandosene mi disse:
"Dottor Lowen, sono venuta senza speranza, ma me ne vado con un senso dl fiducia".
In bioenergetica l'approccio alla personalità attraverso il corpo fornisce anche una nuova opportunità per comprendere e produrre un miglioramento in relazione a quei problemi che le tecniche verbali lasciano intatti, quali i disordini della personalità schizoide, della personalità dipendente del soggetto orale, della personalità masochista e della personalità rigida compulsiva.
Le tecniche verbali sono relativamente inefficaci nel trattamento di questi problemi di personalità perché essi sono strutturati a livello corporeo.
La personalità schizoide, per esempio, è determinata da una dissociazione della consapevolezza del corpo e si basa su una riduzione della sensazione del corpo.
L'aumento delle sensazioni corporee e la mobilizzazione della consapevolezza corporea sono le procedure immediate che possono portare al di là della dissociazione mente-corpo.
La personalità orale dipendente è determinata da un senso di insicurezza controllato da un contatto inadeguato dei piedi col terreno.
Promuovere l'insorgenza di sensazioni nelle gambe e nei piedi conduce al
superamento del senso di insicurezza e riduce il bisogno di dipendenza
di questa personalità. La personalità masochista, in senso lato, è determinata da una tensione cronica che strozza il collo e la cintura pelvica. Il masochista può essere considerato un individuo imbottigliato ed una delle sue più ricorrenti lamentele è la paura di esplodere. Quando queste tensioni vengono liberate la tendenza masochista al piagnucolio, alla lamentela ed alla sofferenza diminuiscono.
I tipi di carattere compulsivo sono caratterizzati da corpi tesi e rigidi e la rigidità psicologica si ammorbidisce solo quando si rilassa la rigidità del corpo.
Rimando a Reich ed ai miei libri per una più completa analisi di queste strutture della personalità.
Essere in contatto col proprio corpo offre alla persona
l'opportunità nuova di una vita ricca di senso in questi tempi confusi.
Ogni valore può essere messo in discussione oggi fuorché uno: la salute del corpo.
La persona che è in contatto col proprio corpo è consapevole delle proprie tensioni.
Essa sente quanto la sua
respirazione è disturbata e può fare quanto e necessario per riportare
il proprio funzionamento corporeo ad una condizione normale.
Quindi si può assumere la responsabilità del proprio benessere fisico ed emozionale. La persona che non si trova in contatto con il proprio corpo proietta i propri problemi addosso agli altri o ne ricerca la soluzione in un cambiamento radicale della società.
L'illusione che la società possa cambiare senza un preventivo cambiamento della struttura caratteriale dei suoi membri è stata discussa da W. Reich in Psicologia di massa del fascismo.
L'inevitabile crollo di questa illusione, prima o poi, farà precipitare nella depressione gli assertori della necessità di un cambiamento radicale della società.
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